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venerdì, 29 febbraio 2008

SPC rete federale che fa risparmiare - http://www.i-dome.com/

SPC cresce e sta ottenendo la partecipazione di Regioni ed Enti Locali, divenendo così la 'rete federale' del nostro Paese. A regime oltre 1 milione di telefoni e più di 550 mila computer dell’Amministrazione centrale useranno le stesse infrastrutture ottimizzate.

«Lo sviluppo di e-Government e Società dell’Informazione deve poggiare su un’infrastruttura telematica condivisa che consenta a tutti gli attori, pubblici e privati, statali e locali, di interconnettersi in modo rapido, con standard tecnologici di sicurezza omogenei e molto elevati. E l’Italia si è già dotata di questa preziosa ragnatela telematica, il Sistema Pubblico di Connettività-SPC, attivo ormai dall’anno scorso». Lo ha sottolineato l’ing. Emilio Frezza, responsabile delle infrastrutture nazionali condivise del CNIPA-Centro Nazionale per l’Informatica nella PA, che opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nato come la più grande rete telematica europea di interconnessione tra tutte le amministrazioni pubbliche centrali, l’SPC sta ottenendo la partecipazione anche di Regioni ed Enti Locali, divenendo così la “rete federale” del nostro Paese. SPC sostituisce la RUPA-Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione (attiva dal 1999) utilizzando 16.000 collegamenti ad alta velocità necessari per connettere 58 domini delle amministrazioni centrali e sinora oltre 200 amministrazioni territoriali. Nella sola Amministrazione centrale si realizza un’integrazione dei servizi: oltre 1 milione di telefoni e più di 550 mila personal computer, che useranno le stesse infrastrutture ottimizzate. Le novità di questo sofisticato sistema - progettato e realizzato dal CNIPA coinvolgendo i principali operatori del settore, sono sintetizzabili in una maggiore cooperazione operativa ed in un notevole incremento di efficienza e produttiva della Pubblica Amministrazione, ma anche in considerevoli risparmi nei costi di funzionamento dell’amministrazione pubblica. Con SPC la spesa annuale della Pubblica Amministrazione centrale per la propria interconnessione dati, infatti, si è già più che dimezzata, passando da 130 milioni di euro del 2005, anno d’avvio del progetto SPC, ai 54 milioni di euro attuali. La capacità di trasporto è passata da 29,3 Gigabit/sec a 70 Gigabit/sec, consentendo anche di poter utilizzare il vantaggioso VoIP (telefonia via Internet), la videoconferenza e le telecomunicazioni wireless presenti nelle offerte di servizi SPC. A regime si realizza, inoltre, il primo sistema di governo nazionale che realmente integra servizi di dati e fonia sulle reti di telecomunicazione: oltre 1 milione di telefoni e più di 550 mila personal computer dell’Amministrazione centrale che useranno le stesse infrastrutture ottimizzate.

postato da: oscarboscaro alle ore 13:17 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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Firenze, scoperta biomolecola sintetizzata che contrasta l'invecchiamento e la morte delle cellule

Una nuova biomolecola sintetizzata dai ricercatori dell'Università di Firenze riesce a contrastare, almeno in provetta, l'invecchiamento e la morte delle cellule causate dai radicali liberi. I ricercatori spiegano che lo studio è stato condotto su cellule ottenute da pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e che la sostanza studiata è prodotta dall'unione di due composti presenti naturalmente nel nostro organismo.

Nostalgiatoscana.it


CERVELLO, SCOPERTA AREA DELLA MAMMA: ACCESA SE PIANGE BEBE'

Ansa.it - Altro che cuore di mamma, bisognerebbe parlare di 'cervello di mamma'. Uno studio dell'università di Tokyo per la prima volta ha visto quali sono le aree del cervello femminile implicate nell'affetto materno. In particolare, spiega l'articolo pubblicato dalla rivista Biological Psychiatry, un'area specifica molto piccola si attiva soltanto quando la mamma sente il pianto del proprio bambino, e non di altri.

I ricercatori hanno usato la risonanza magnetica funzionale (fMri) per esaminare le aree del cervello attivate mentre alcune mamme guardavano video dei propri figli o di bambini sconosciuti sia piangenti che allegri. "Abbiamo trovato che un numero limitato di aree del cervello é dedicato per l'amore materno - spiega Madoka Noriuchi - e anche l'area stimolata dalla necessità di proteggere il bambino é limitata al proprio figlio". Gli autori hanno anche verificato che il cervello della mamma risponde maggiormente al pianto che al riso: "Un dato che é giustificato - spiega il ricercatore - dalla necessità biologica di assicurare la sopravvivenza del bambino".


Arriva dalla Cina. Vapore acqueo al posto del fumo. Funziona con ricariche di nicotina

Corriere della sera - Non nuoce alla salute e può essere «fumata» anche nei luoghi pubblici: è «Crown 7» la sigaretta elettronica senza fumo che promette di far perdere il vizio delle «bionde» anche ai più incalliti fumatori. Come raccontano i media americani questa rivoluzionaria invenzione, che proviene dalla Cina e che è venduta sul web, sta rapidamente conquistando il mercato a stelle e strisce: lunga quanto una penna e

La sigaretta elettronica (dal sito www.crown7.com)

formata da una batteria, un vaporizzatore, una capsula-ricarica di nicotina, aroma di tabacco e glicol propilene (un additivo alimentare di solito usato nel taglio del tabacco per trattenere l’umidità) non contiene né prodotti chimici né sostanze tossiche e cancerogene.

PROCEDIMENTO - In questa sigaretta elettronica si inseriscono ricariche di nicotina sotto forma di piccoli filtri che vengono vaporizzate e inalate: ogni ricarica equivale a due pacchetti di sigaretta e costa due dollari, meno delle sigarette tradizionali, mentre il prezzo della e-sigaretta oscilla tra i 64 e i 149 dollari. Esistono infatti tre modelli differenti di sigarette elettroniche che rispondono ai diversi bisogni dei fumatori. La prima è rivolta a coloro che fumano le tradizionali sigarette, mentre le altre due dovrebbero essere acquistate dagli amanti dei sigari e della pipa

DOSI MINIME DI NICOTINA - Nella «Crown 7» sono inserite dosi minime di nicotina e ciò permette alle bionde elettroniche di conservare il gusto tradizionale. Tuttavia il processo di vaporizzazione fa in modo che l'utente invece di inalare fumo, respiri e cacci fuori vapore acqueo che si disperde nell'aria in pochi secondi. Infine questo stesso vapore è inoffensivo, non lascia odori sui vestiti e soprattutto non è nocivo per chi si trova nello stesso ambiente del “fumatore”.

ALTERNATIVA AL FUMO - «E' veramente un'alternativa al fumo» dice ai microfoni del network americana Abc Ron MacDonald, imprenditore americano che ha acquistato i diritti per commerciare questo prodotto negli Usa. «Tu puoi gustare la tua dose di nicotina in ogni luogo, bar, ristorante e anche sul posto di lavoro senza trasgredire la legge. Penso che questa invenzione rappresenterà il futuro dei fumatori». Ma non tutti sembrano entusiasti delle proprietà della «Crown 7»: «Non spenderei mai 100 dollari per un prodotto simile» afferma al New York Post Matt Leatherman, un giovane fumatore americano. «Mi sentirei davvero ridicolo con questa cosa in mano in un bar». «E’troppo luminosa» taglia corto Gaetoanne Michaux, un americano che assicura di averla provata. «Ha un sapore che ricorda quello delle fragole»


Aperto il concorso RegioStars 2009

La Commissione europea ha aperto il concorso RegioStars per l’anno 2009 che intende premiare i progetti innovativi ed originali nell’ambito dell’ammodernamento economico per lo sviluppo regionale. Le regioni interessate possono partecipare con progetti che si sviluppino attorno ai due temi seguenti: la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione; adattamento al cambiamento climatico o attenuazione dei suoi effetti. L’iniziativa ha l’obiettivo, oltre che di conferire un riconoscimento alle regioni europee che si distinguono per la loro carica innovativa, di promuovere un’adeguata visibilità alle buone pratiche che maturano, evitando lo spreco di preziose esperienze di successo replicabili. Le proposte per Regiostars 2009 devono essere inviate entro il 15 luglio prossimo. I progetti saranno premiati nel corso della conferenza “Regioni attrici del cambiamento economico”. Concorso RegioStars 2009

postato da: oscarboscaro alle ore 10:24 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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Cisco Expo - Technology day

Alla prima giornata del CISCO Expo 2008 si è fatto il punto della situazione su tecnologie presenti e future che ci consentono di essere sempre connessi col nostro mondo digitale. I lavori si sono aperti con una interessante riflessione: gli italiani che possiedono una connessione a banda larga, passano mediamente 11 ore alla settimana davanti alla TV e ben 21 usando internet. Il dato è spunto per una riflessione: i consumi tecnologici e la fruizione di contenuti, da parte di chi è raggiunto dalla tecnologia, non stanno cambiando, ma sono già cambiati. Allo stesso tempo si deve prendere coscienza che solo poco più del 20% della popolazione nostrana è raggiunta da connessioni a banda larga, servono quindi ingenti investimenti per portare queste tecnologie in tutte le case. In particolare è stato rilevato che il navigatore è oggi anche sempre più spesso produttore di contenuti, il che genera nuovo traffico sulla rete. Il professor Maurizio Dècina ha brillantemente illustrato alcune "Disruptive Network Applications", soluzioni di connettività innovative e insolite che riescono a fornire soluzioni ai problemi infrastrutturali. Una di queste è il progetto che prevede, a Milano in occasione di Expo 2015, di SFRUTTARE GLI ESISTENTI PALI DELLA LUCE PER TRASMETTERE SEGNALI WI-FI. Dècina ha infatti rilevato che l'altezza dal suolo e la distanza che separa un palo della luce dall'altro è ideale per collocare degli access point WiFi. Occorre cablare i pali tra loro, ma avere già un supporto infrastrutturale su cui lavorare è certamente un buon vantaggio. Più tecnico, invece, l'intervento di Danilo Ciscato, Direttore del Business Development CISCO Italy, che ha evidenziato, ancora una volta, come i servizi all'interno della rete aziendale si stiano sempre più "mettendo in rete". Una volta la stampante dell'ufficio era collegata al server e, tramite di esso, alla rete. Oggi le stampanti sono direttamente e autonomamente connesse in rete, e ciò non riguarda solo stampanti e scanner, ma anche storage (SAN e NAS) e altri servizi prima centralizzati. Queste tecnologie di networking sono sempre più economiche e sempre più accessibili anche alle PMI, che riescono così a beneficiare dei vantaggi tecnologici che una rete always on con tutti i dispositivi connessi tra loro può offrire. La prima giornata si conclude, quindi, in un clima di grande ottimismo. Constatato che il nostro Paese soffre di gravissimi problemi sia culturali che infrastrutturali, si è proseguita la riflessione individuando i punti di forza e suggerendo dove intervenire per invertire questa pericolosa rotta. http://business.webnews.it/

postato da: oscarboscaro alle ore 09:55 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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WiMax: prospettive di business post-asta

Primi bilanci a poche ore dalla chiusura dell'asta pubblica per l'assegnazione delle licenze WiMax in Italia. Dopo nove giorni di aspra competizione fra big del settore Tlc e nuovi entranti - per lo più medie imprese in forte ascesa sul mercato - lo scenario è ormai chiaro. A dominare non sono stati i colossi come Fastweb, Mediaset & Co. come in molti temevano, ma piuttosto quelle aziende specializzate nel settore broadband e operanti da tempo nei mercati regionali, che ora si trovano aperte le porte del mercato nazionale, considerate le notevoli proporzioni delle macro-aree assegnate. Mentre dal punto di vista pubblico le prospettive sono quelle di un auspicabile lotta al digital divide nelle aree non cablate, da un'ottica più marcatamente business ci si interroga ora sulle future applicazioni della tecnologia senza filo, le cui potenzialità hanno attratto l'attenzione di esperti e imprese, monopolizzando la scena per mesi. Come impiegheranno, ad esempio, le frequenze di spettro accaparratesi le società AriADSL, E-Via e A.F.T., che assieme a Telecom Italia hanno praticamente fatto man bassa? Dopo aver sborsato cifre da capogiro per assicurarsi le licenze, quali potranno essere i volumi di investimento in servizi e soluzioni broadband wireless per gli utenti finali? Se lo chiedono i privati ma anche le aziende, e soprattutto le Pmi, che nei benefici offerti WiMax credono da tempo: rispetto a Wi-Fi, per sempio, il WiMax risulta superiore per velocità di trasmissione e range di copertura. In attesa di risposte certe, ricapitoliamo: nella zona UNO (Lombardia, Bolzano, Trento) le licenze sono andate ad AriADSL, A.F.T. ed E-Via, controllata Retelit. In quella DUE (Valle d’Aosta-Piemonte-Liguria-Toscana) sempre a E-Via e MGM Productions, mentre in quella TRE (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche) ancora una volta ad E-Via e AriADSL. Nella zona QUATTRO (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) ad A.F.T., AriADSL e Telecom Italia ed in quella CINQUE (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) ancora ad AriADSL e Telecom Italia. In Sicilia si sono imposti l'onnipresente AriADSL, A.F.T. e Tourist Ferry Boat. Infine, per la Sardegna hanno prevalso le offerte Telecom Italia, AriADSL e A.F.T. http://www.pmi.it/


postato da: oscarboscaro alle ore 09:16 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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giovedì, 28 febbraio 2008

WiMax, chiusa l'asta a quota 136 miliardi !

Presto anche in Italia diventerà realtà la banda larga senza fili e internet veloce per tutti. Si è chiusa, infatti la gara per l'assegnazione dei 35 diritti d'uso delle frequenze "WiMax" (Worldwide Interoperability for Microwave Access) nella banda 3.4-3.6 Ghz, che ha aggiudicato le licenze (14 macroregionali e 21 regionali) a 11 imprese, per un importo finale pari a 136.337.000 euro, superiore del ben 176% al prezzo posto a base d'asta, il più elevato fra le gare WiMax sin'ora svolte a livello Europeo. Lo ha reso noto il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, presentando, al ministero, i risultati della gara per l'assegnazione delle licenze WiMax, nella banda 3.4-3.6 Ghz (banda 3.5Ghz), il cui bando era stato pubblicato il 19 ottobre scorso. "E' un risultato straordinario - spiega il ministro Gentiloni - che pone una pietra miliare lungo la strada per abbattere il digital divide e garantire il diritto d'accesso a internet veloce come nuovo servizio universale del XXI secolo". Gentiloni, sottolinea, poi, come la competizione all'asta sia stata elevatissima "a testimonianza - dice - sia dell'interesse per questa nuova tecnologia di banda larga senza fili sia dell'impegno che le imprese vincitrici vorranno sostenere per far partire in Italia i servizi WiMax". Delle 11 imprese fresche assegnatarie delle licenze, prosegue il ministro Gentiloni, 4 sono "big", cioè, (Ariadsl, A.F.T., E-Via Group Retelit e Telecom Italia), mentre le restanti 7 hanno una presenza locale, in una, due regioni al massimo. "Ciò dimostra - spiega Gentiloni - che c'è competizione, interesse alla diffusione del sistema e, soprattutto, consistenza nell'investimento e fiducia delle imprese in questa nuova tecnologia". Ricordando, infine, le tappe principali che hanno condotto all'assegnazione delle licenze, Gentiloni evidenzia come, ora, i diritti d'uso delle frequenze avranno una durata di 15 anni a partire dalla data del rilascio, sono rinnovabili e non possono essere ceduti a terzi senza la preventiva autorizzazione del ministero delle Comunicazioni. Ogni aggiudicatario, poi, ha garantito una significativa copertura territoriale e, un particolare impegno nelle aree a c.d. "digital divide". La copertura territoriale, insiste il ministro, è stata calcolata con un meccanismo a punti previsto dal disciplinare di gara e risultante dall'installazione di impianti nei Comuni dell'area interessata. Significativa è la previsione che trascorsi 30 mesi dal rilascio del diritto d'uso, gli aggiudicatari che non utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare richieste di soggetti terzi di accesso alle medesime frequenze, sulla base di negoziazione commerciale. http://www.ilsole24ore.com/

postato da: oscarboscaro alle ore 18:15 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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CONSUMATORI INCERTI O RETICENTI?



La fiducia dei consumatori italiani è risalita a febbraio dopo il crollo di gennaio ma circa il 10% degli intervistati nel sondaggio mensile di Isae ha detto di non essere in grado di rispondere alle domande sul clima di fiducia.Lo ha detto Isae nel comunicare l'indice di febbraio, segnalando che questa percentuale di incertezza è la più alta da "quando l'inchiesta viene condotta con tecnica telefonica (gennaio 1995)".L'indice destagionalizzato elaborato da Isae a febbraio risale così a 103 da 102,2 grazie al recupero delle valutazioni sulla situazione economica del paese.Continuano a deteriorarsi invece "giudizi e previsioni circa la situazione finanziaria della famiglia", nota Isae. (Reuters)

La vedete l’incertezza?

Sarebbe meglio definirla reticenza. Si insomma, stiamo imparando a gestire le emozioni, celarle, rivelarle, tenerle in stand by.

Sono una risorsa. Ottimismo e pessimismo hanno un valore sul mercato, sono cosa nostra : usiamole.

Mostrando sfiducia si produce allarme per la crescita economica.

Le associazioni dei consumatori alzano barriere di protezione, i politici si lambiccano per rifocillare i nostri redditi, le Banche Centrali mettono liquidità nel sistema.

Non è semplice ma riuscire a simulare, addirittura una condizione psicologica depressa, indurrebbe a pensare alla depressione economica, si produrrebbe panico, verrebbero al nostro capezzale tutti, ma proprio tutti a somministrarci anti-stress e magari un regalino, la “moratoria sul debito”.

Non è fantasticheria questa.

Tra le righe degli ultimi avvenimenti economici già si intravvedono aumenti dei redditi da lavoro, si riaprono i rubinetti del credito per far tornare tutto tornare a scorrere.

Se tanto ci darà tanto, potremo ritenerci soddisfatti.

Si può fare di più.

Si può ottenere altro senza trucchi e senza inganni. Guardando vis-à-vis i nostri interlocutori e con fredda determinazione potremo rivendicare il possesso e la gestione della DOMANDA di CONSUMO e così salvaguardare il nostro POTERE: quello dell’acquisto.

Una gestione di tal fatta decide se, dove, quando, come, cosa consumare.

Il controllo di queste condizioni deve precedere l’acquisto.

Così mostra vanto l’impiego delle nostre RISORSE; qui si mostra responsabile la nostra azione. Così si fa concorrenza ai produttori e si istilla competizione in ogni dove

Così si possono controllare i prezzi, così si recupera credito al nostro fare…che fatica però: un vero e proprio LAVORO.

Proprio qui i Professional Consumers trovano ragione sociale, così si intravvede la possibilità di intercettare convenienze economiche in grado di dare ristoro alle nostre finanze.


Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org




postato da: prosumer alle ore 10:01 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: politica, consumi, social prosumer, informazione & editoria

BENZINA: ITALIA DEFERITA A CORTE UE, AVRA' SOSPENSIVA DI 4 MESI

Bruxelles, 27 feb. - (Adnkronos/Aki) - Arrivera' domani l'ultimatum Ue all'Italia per gli ostacoli ingiustificati nel mercato della distribuzione di carburante, a scapito dei consumatori e in violazione delle norme europee. A quanto apprende AKI-ADNKRONOS International, la Commissione Ue decidera' di deferire il paese alla Corte europea di giustizia ma concedendo una sospensiva di quattro mesi. Inizialmente la decisione era attesa per oggi. Con il nuovo passo in sostanza Bruxelles non da' subito seguito al ricorso, ma lancia un forte monito perche' il nuovo governo si adegui ed eviti, eventualmente, di finire davanti al tribunale Ue.
Vi siete mai chiesti... chi paga tutte le sanzione che l'UE infligge all'Italia? NOI! Oltre al danno la beffa! Perchè non multano gli amministratori dello Stato, cioè il governo nelle sue persone fisiche?

postato da: Dilia61 alle ore 07:23 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: giustizia, dal mondo, consumi, social prosumer
mercoledì, 27 febbraio 2008

Prezzi: per la Ue aumenti ingiustificati colpa della distribuzione

ILSOLE24ORE.COM  - di Antonio Pollio Salimbeni

BRUXELLES - Non è colpa dei produttori alimentari se i prezzi aumentano, ma della distribuzione e della tortuosa catena dell'intermediazione commerciale, l'anello finale prima che il consumatore acquisti. L'allarme viene lanciato quasi incidentalmente dalla Commissione europea. Il portavoce della commissaria europea all'agricoltura Fischer Boel ha detto chiaro e tondo che «si constatano rialzi di prezzi significativi nei supermercati europei, ma si constata anche che per il pane i cereali non rappresentano che il 5% del prezzo totale». Risultato: certi aumenti di prezzo «non sono giustificati». La Commissione europea non ha alcun potere sui prezzi al consumo nè fornisce consigli in merito al blocco dei listini. Talvolta si pronuncia a favore della cautela negli interventi sui prezzi amministrati ricordando ai governi la necessità di tenere conto del ritmo dell'inflazione e li invita a non agire unilateralmente sull'Iva (come ha fatto un anno e mezzo fa la Germania). Nel caso dei cereali, l'intervento comunitario è a monte: per raffreddare la scalata al rialzo dei prezzi sul piano globale, la cosiddetta 'agflation' (agricoltura+inflazione), ha tolto l'obbligo di mettere a riposo i terreni per aumentare la produzione del 10% rispetto al 2007, sospeso temporaneamente i diritti doganali sulle importazioni e proposto di aumentare del 2% le quote latte dal primo aprile per aumentare l'offerta. Sta di fatto che con un'inflazione prevista al 3,1% nel primo trimestre (dati Commissione Ue) non c'è da scherzare anche perchè prezzi e polemiche su inflazione statistica, inflazione personalizzata e percepita sono ormai quotidiane in molti paesi non solo in Italia. In dicembre il contributo dei prezzi alimentari all'aumento generale dell'inflazione è stato dello 0,9% (cereali, latticini e carne), lo stesso peso del settore energetico. E continuerà così per parecchio tempo. I casi di Italia, Spagna e Francia
In Spagna (come in Italia d'altra parte) l'aumento dei prezzi è argomento di campagna elettorale con i popolari che accusano il governo Zapatero per l'aumento del prezzo del pane (13%), delle uova (10%), del latte (29%), dei fagiolini (9,6%). In Spagna c'è il tasso di inflazione più elevato dei grandi paesi dell'eurozona, 4,4% stimato quest'anno, 1,3% punti sopra la media tanto che si parla apertamente di «superciclo inflazionistico». In Francia il governo Fillon ha annunciato una inchiesta sui comportamenti di industriali e distributori denunciando «gli abusi di chi approfitta dei rialzi delle materie prime agricole per accrescere i margini». Per il 10 marzo sono attese le conclusioni dell'Osservatorio dei prezzi e dei margini creato in novembre su un paniere di venti prodotti-guida. Il settore della distribuzione è sotto alta sorveglianza politica dopo che il mensile '60 millions de consommateurs' ha pubblicato la lista nera degli aumenti: burro, camembert, pasta, yogurt e pane in cassetta dal 5 al 48%. Viene denunciato uno scarto dei prezzi che raggiunge il 30% per lo stesso prodotto tra un supermercato tedesco e un supermercato francese. Per ora in Francia non si pensa a un 'mister prezzi' come in Italia, ma si parla dell'apertura di un tavolo di confronto tra le parti in causa per tentare un 'effetto calmiere'. Consultatissimo il sito dell'Innse (l'istituto nazionale di statistica e studi economici) attraverso il quale si può simulare l'indice dei prezzi «personalizzato» dato che, si riconosce esplicitamente, «il consumatore medio non esiste». Ovviamente c'è l'avvertenza: il risultato non sostituisce l'indice statistico. In Germania le polemiche cominciarono l'anno scorso quando il prezzo del burro volò del 36,6% dopo il nuovo contratto tra produttori e distributori in agosto. In novembre l'inflazione era al 3,1%, da tredici anni non era così alta (niente in confronto con il Regno Unito là dove i generi alimentari hanno registrato l'anno scorso rincari mai raggiunti prima). In gennaio i prezzi degli alimentari sono aumentati del 6,1%, livello più alto da sette anni: irrita il +60% in un anno del riso basmati. E in Belgio la banca centrale indica che i prezzi degli alimentari, specie pane, olio, burro e caffè, aumentano più velocemente che negli altri paesi dell'eurozona. (Radiocor)26 febbraio 2008


postato da: Dilia61 alle ore 10:18 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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I consumatori: «La norma sulle class action? Una base di partenza»

ILSOLE24ORE.COM  - di Claudio Tucci

L'introduzione della class action fa compiere al Belpaese un importante passo avanti in Europa sul fronte delle tutele a favore dei cittadini. Tuttavia, le associazioni dei consumatori invocano prudenza e, puntando il dito su alcuni difetti dell'attuale legge che possono limitarne l'efficacia, forniscono un giudizio positivo, ma cauto dell'azione risarcitoria collettiva. «È - dicono - una base di partenza sulla quale occorre ancora lavorare molto». A sostenerlo sono le 16 associazioni del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) nel corso del convegno "L'azione collettiva a tutela dei consumatori", organizzato, a Roma, assieme al ministero dello Sviluppo Economico, per discutere e tracciare un primo bilancio su prospettive, sfide e opportunità della nuova normativa. Lo strumento, in vigore dal 1° luglio 2008, che consentirà di richiedere, a nome di una classe di soggetti accomunati dallo stesso presunto danno, un risarcimento legale con un unico procedimento. «Spesso - sottolineano le 16 associazioni del Cncu - le informazioni riportate da alcuni "addetti ai lavori" non sono corrette e il rischio è quello di fare un buco nell'acqua e di cominciare con il piede sbagliato».

Forti sono, infatti, i timori delle associazioni dei consumatori su una limitata efficacia della class action a causa di alcuni aspetti normativi ancora da migliorare. Si parla, in primo luogo, di una procedura lenta e farraginosa, che rischia di allungare di molto i tempi della decisione della controversia. Inoltre, la mancanza di esecutività già della prima sentenza del giudice, indebolisce, nei fatti, il concreto (ed eventualmente accertato) diritto del consumatore a ottenere il risarcimento dovuto. I costi eccessivi, della procedura, poi, possono scoraggiare i soggetti legittimati a proporre l'azione.

Grave, aggiunge il Codacons, che non sia stata prevista almeno una qualche forma di gratuito patrocinio per le associazioni dei consumatori e onlus senza fini di lucro, che dovranno, quindi, affrontare il giudizio investendo soldi, mezzi ed energie, senza la previsione di alcun concreto rientro economico. Sul punto, da segnalare la proposta delle 16 associazioni di istituire un fondo spese alimentato con i proventi delle multe antitrust. Richiesto, infine, di ampliare gli ambiti nei quali l'azione risarcitoria collettiva può essere esperita, facendovi rientrare, per esempio, anche la Pubblica amministrazione.

A parte gli inconvenienti da correggere, numerose sono le voci positive delle 16 associazioni sulla class action, soprattutto a favore dell'impatto preventivo che lo strumento potrà avere per indurre le imprese a evitare comportamenti scorretti che penalizzano il cittadino. Giudizio favorevole, inoltre, anche per l'introduzione nel procedimento di una fase conciliativa, che mira a una soluzione concordata sulla determinazione delle somme da corrispondere o da restituire. Per alcune associazioni, però, non sono definite le conseguenze reali di un eventuale esito negativo della conciliazione, con il rischio, quindi, che il tutto si traduca in un ulteriore allungamento dei tempi. «Perché - è stato osservato - non prevedere una decisione a maggioranza visto che il collegio è composto da tre conciliatori?».

Tra i settori, infine, dove le associazioni dei consumatori intendono azionare la class action, oltre a tutelare i risparmiatori dai noti e recenti crack finanziari, spicca il trasporto ferroviario, per la dedotta illegittimità delle condizioni di trasporto, in relazione sia all'ammontare delle sanzioni comminate in caso di biglietto mancante o non convalidato sia ai danni provocati dai ritardi, che alla qualità del servizio. Azioni giudiziarie collettive preannunciate anche contro il comportamento di alcune società di finanziamento e contro le modifiche tariffarie da parte delle maggiori compagnie telefoniche che, secondo le associazioni, hanno costretto milioni di utenti a corrispondere aumenti non giustificati e, quindi, illegittimi.


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martedì, 26 febbraio 2008

NON POSSIAMO ACCETTARE TUTTO QUESTO RESTANDO IMPASSIBILI!


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No al canone RAI sui pc!

ADUC - Stop al canone Rai!


IO HO FIRMATO E TU?

Anche chi ha solo il pc deve pagare. Esplode la protesta

L'articolo lo trovate sotto scorrendo i post


Come difendersi dal canone RAI

Anche quando il canone non è dovuto. Lo segnala ADUC, che pubblica un vademecum su come a suo dire vengono espletati i controlli sul canone. E su come difendersi

 Molti sono gli utenti che si lamentano di aver ricevuto quella che ritengono una comunicazione indebita, una lettera che ormai da molto tempo viene spedita a tanti italiani in cui si intima loro di pagare il canone radiotelevisivo. Ora ADUC segnala che sono migliaia le segnalazioni di chi descrive "metodi intimidatori e talvolta truffaldini con cui la RAI cerca di costringere i cittadini a pagare il canone/tassa anche quando non si è in possesso di un apparecchio tv".

"Secondo la RAI - insiste l'associazione degli utenti e dei consumatori - non è credibile che vi siano cittadini senza la televisione, ma solo cittadini che evadono le tasse". Per informare sulla questione, ADUC ha predisposto una sorta di vademecum con "i metodi più comuni con cui, talvolta, si è anche costretti a pagare malgrado non si possegga la tv".

Ecco di seguito le fattispecie come descritte da
ADUC:

I. Visita a domicilio di un funzionario RAI
Questi chiede di entrare in casa per controllare se esistono apparecchi televisivi. Alla fine della visita consegna un cedolino per il pagamento del canone/tassa e chiede una firma per ricevuta. Ma attenzione: quella firma non è per ricevuta del cedolino, ma una vera e propria dichiarazione in cui si ammette di avere una Tv.
Sulla base di questa firma, la RAI intimerà il pagamento del canone, con minaccia di pignoramenti, fermi amministrativi, ecc.

Come difendersi
1. il funzionario RAI non ha alcun diritto di entrare in casa di un privato cittadino. Lo possono fare solo le forze dell'ordine su mandato dell'autorità giudiziaria. Pertanto, si potrà invitare il funzionario RAI ad andarsene. Se insistesse, chiamare il 113.

2. Non firmare MAI tutto cio' che è offerto da un funzionario RAI. Ritirare eventualmente il cedolino, qualora il funzionario insistesse, e farne l'uso che si crede (segnalibro, carta da riciclare, ecc.).

3. Per i cittadini più indignati. Se possibile, invitare un testimone ad assistere alla conversazione con il funzionario. Quando e se chiederà la firma "per ricevuta" del cedolino (nascondendo il fatto che in realtà vi spinge con l'inganno a firmare un'autodichiarazione di colpevolezza), fare un esposto alla Procura della Repubblica (il testimone potrà corroborare questa versione dei fatti).

II. Invio annuale del cedolino per il pagamento del canone/tassa
Per posta, con tanto di lettera intimidatoria, nonostante si sia già inviata in passato una lettera raccomandata (o una diffida) in cui si è dichiarato di non avere la tv. Se ogni anno non si risponde per raccomandata, cominciano ad arrivare lettere della RAI sempre più intimidatorie, come la minaccia di un fermo amministrativo dell'auto se non si paga il canone entro 20 giorni.

Come difendersi
1. Inviare alla RAI
la diffida "Non ho la tv e non vi pago"

2. Ogni successiva missiva della RAI, se consegnata per posta ordinaria, puo' essere ignorata.

3. Se vi fosse recapitata una ulteriore richiesta di pagamento del canone/tassa per raccomandata, rispondere subito con una
diffida come sopra. In questa sede, formulare anche una richiesta di risarcimento del danno (costi della raccomandata, perdite di tempo, ecc.).

III. La RAI contrattacca
Dopo aver risposto per lettera raccomandata o con una diffida alle richieste di pagamento del canone/tassa, la RAI contrattacca facendo richiesta di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui si dovrebbe dichiarare di "non essere in possesso di alcun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparati multimediali".

Come difendersi
1. Prima di tutto, non è necessaria alcuna dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Basta una
lettera raccomandata in cui si dichiara di non avere la tv. Quello della RAI è solo un tentativo di sfiancare il cittadino e costringerlo a pagare per stanchezza.

2. Contrariamente a cio' che dice la RAI, il canone/tassa lo si deve pagare solo per il possesso della televisione o di un computer con scheda Tv (ovvero, dove vi sia una scheda che permette l'allaccio diretto dell'antenna tv al computer). Ignorare pertanto la richiesta per il possesso di un computer solo perchè connesso ad internet, di un videofonino, et similia.

3. Se la lettera della RAI è stata recapitata per posta ordinaria, si puo' ignorarla.

4. Se la richiesta dell'atto di notorietà giungesse per raccomandata, rispondere con una
diffida.
punto informatico :)

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categorie: consumi, social prosumer, informazione & editoria
lunedì, 25 febbraio 2008

"Canone tv anche per i computer" consumatori in rivolta contro la Rai

Anche chi ha solo il pc deve pagare. Esplode la protesta
Il Garante del contribuente: toni minatori nelle lettere di sollecito

<B>"Canone tv anche per i computer"<br>consumatori in rivolta contro la Rai</B> TORINO - Una pioggia di ricorsi contro il pagamento del canone Rai sta arrivando a Torino, nella sede piemontese del Garante per il contribuente. Meno di 200 segnalazioni due anni fa, quasi 600 l'anno scorso e il numero pare destinato ad aumentare. Sono le proteste di cittadini che pur avendo disdetto l'abbonamento alla televisione o pur non avendo un apparecchio televisivo, vengono rintracciati dal Sat, il Servizio abbonamenti televisivi che ha sede a Torino, e ricevono una lettera in cui li si invita, con toni severi, a regolarizzare la loro posizione e a pagare.

"Non si capisce con quale criterio il Sat invii queste lettere - afferma Silvio Pieri, il presidente dell'ufficio del Garante del contribuente del Piemonte, competente per territorio - ma è sicuro che hanno dei toni decisamente minatori. Si paventano blocchi amministrativi delle auto o pignoramenti senza che la legge lo preveda. Per questo stiamo valutando la possibilità di presentare un esposto in procura per abuso d'ufficio".

Molti pagano, ma sono sempre più numerosi coloro che si rivolgono al Garante, magari attraverso associazioni di consumatori. Come il Comitato per una libera informazione radio televisiva, attivo soprattutto nel Nordest, e l'Aduc di Firenze, che da anni si batte per l'abolizione del canone.

La questione, in effetti, è di dubbia interpretazione e soprattutto è regolamentata da un regio decreto del 1938, quando addirittura c'era soltanto la radio, che poco si adatta alle evoluzioni della tecnologia che da allora ci sono state. Secondo la norma deve pagare chiunque detenga un "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni" e questo significa che anche un computer con una scheda tv, ma paradossalmente anche un videofonino, possono essere adattati per ricevere programmi tv. E infatti nelle lettere che la Rai invia nelle case si precisa "compresi personal computer, decoder digitali e altri apparati multimediali". Definizione altrettanto vaga: avere un pc senza scheda tv significa lo stesso avere un televisore?

"Un tempo chi comprava un televisore veniva registrato con nome e indirizzo, mentre adesso questo non si fa più e in effetti l'evasione è aumentata moltissimo - sostiene Silvio Pieri - Ma non si può rispondere all'illegalità con altra illegalità. A norma di legge per rescindere un contratto tv basta mandare una raccomandata, ma il Sat poi continua a tempestare di lettere chiedendo la compilazione di moduli. Inoltre quando si chiude un abbonamento si paga ancora una tassa di suggellamento che sarà pure di pochi euro, ma non c'è più nessuno che venga a impacchettare il televisore che non si usa più".

Ragioni invocate da più parti per l'abolizione del canone. "Credo sia opportuna una modifica della legge - conclude il Garante del Piemonte - una proposta potrebbe essere quella di una tassa sull'acquisto di un televisore in cambio dell'abolizione del canone. In effetti l'origine stessa del canone viene meno, visto che un tempo doveva servire per garantire il servizio pubblico anche nelle zone in cui non rendeva trasmettere, mentre ora con il satellite si arriva ovunque senza problemi".

di FEDERICA CRAVERO - Repubblica,it


postato da: Dilia61 alle ore 11:29 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, social prosumer, informatica&open source&internet

+ 4,8% L’INFLAZIONE DEI CONSUMI INCOMPRIMIBILI



Crescono i prezzi di alimentari, carburanti, tabacchi, ristorazione, informazione: + 4,8% l’inflazione dei consumi incomprimibili.

Incomprimibili?

Se lo sono veramente siamo fregati, il mercato non fa sconti.

Senza troppi panegirici andiamo al sodo.

Se a dieta si sta meglio, se camminare un po’ di più fa bene all’organismo, se fumare meno fa meno male e meno informazione magari induce a più riflessione. Se l’after hour, fatto a turno in casa con gli amici, mitiga le solitudini da rosticceria  e riscopre complicità, l’incomprimibile può essere compresso eccome.

Ci sono convenienze, utilità, possibilità nella “compressione”.

Se prima di acquistare insomma indugiamo, valutiamo, disponiamo, cerchiamo il tornaconto, si può modificare la DOMANDA di consumo.

Siamo tanti, TUTTI: la nostra forza d’urto potrà modificare anche l’OFFERTA.

Si possono controllare i PREZZI, mitigare le pressioni inflative, recuperare salute, relazioni solidali, ricostruire il nostro credito di ruolo e, vivaddio, risollevare la nostra FIDUCIA.

Questo può un’azione sapiente di consumo.

Questo può un Professional Consumer.

Questo deve per lubrificare i meccanismi del sistema ed evitare eccessi che ingolfano la nostra azione: facciamolo!

 Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 


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categorie: politica, consumi, social prosumer
sabato, 23 febbraio 2008

Rfid: nuova proposta della Ue

La Commissione europea ha proposto una bozza di normativa che prevede che i chip a radio frequenza (Rfid), impiegati a esempio negli articoli in commercio come misure anti-taccheggio, debbano essere disattivati al momento dell'acquisto per proteggere la privacy del compratore.

Il Commissario per la Società dell'Informazione e i Media, Viviane Reding, spera sarà adottata dall'esecutivo Ue e poi applicata ai 27 Stati membri. Sulle linee guida della legislazione sarà lanciata una consultazione pubblica.

La bozza della Ue incoraggia la creazione di un simbolo comune che indichi che un prodotto contiene un chip a radio frequenza, in modo che non possa essere usato segretamente. http://quomedia.diesis.it/

postato da: oscarboscaro alle ore 10:30 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: dal mondo, consumi, social prosumer

Il Cnr inventa il Thor: il riciclaggio completo dei rifiuti. Si può vivere senza termovalorizzatori

Thor: riciclaggio completo dei rifiuti
Thor: riciclaggio completo dei rifiuti

Ora che sembra che la soluzione al dramma rifiuti in Campania sia affidata solo alla realizzazione dei termovalorizzatori, c'è da chiedersi se è così e se non esiste un altro sistema meno impattante, e più sicuro per la salute (oltre nel fare una capillare raccolta diffenziata).

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ente pubblico di rilevante competenza scientifica, una alternativa sembra averla trovata: è il Thor , che sta per “Total house waste recycling” (riciclaggio completo dei rifiuti domestici). e che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall'elevato potere calorico. La novità sostanziale sta anche nel fatto che non occorre neanche più separare i rifiuti. Che anche se rimane comunque un fattore essenziale quello del riciclo – per i materiali che si andranno a recuperare - può però diventare un fattore aggiuntivo.

Una volta poi trasformati i rifiuti, è possibile utilizzare questo prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la 'pirolisi' (un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di calore)

E non c'è bisogno neanche di grossi aree da espropriare e da “sottrarre” all'agricoltura. 

L'impianto è stato progettato anche come “mobile”, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente: senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni. Per non parlare poi dei costi, accessibili anche a piccoli comuni che si possono anche consorziare : un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.

Il primo impianto- prototipo, realizzato con la società Assing, con sede a Monterotondo, Roma (è società leader in Italia nella fornitura di soluzioni e prodotti ad alta tecnologia per le aziende e istituti di ricerca), è attualmente in funzione in Sicilia, a Torrenova (provincia di Messina). Riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori.

Il Thor: piccolo e mobile"E' come un mulino di nuova generazione – lo sintetizza così il suo inventore, Paolo Plescia, ricercatore del Cnr - l'impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell'intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità". Paolo Pescia, sostiene che si tratta di “un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico, compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse”.

Le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani – spiega Plescia - una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”.

Molti comuni anche dalla penisola sorrentina, si sono detti interessati a questo macchinario rivoluzionario, che potrebbe risolvere un'enormità di problemi. Se ovviamente “grossi interessi” fossero messi da parte. In nome del benessere della collettività.

La scheda
Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani
Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr
Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it

ecostiera.it


Ambiente: dai pomodori si crea materiale biodegradabile. La scoperta del Cnr in mostra a Napoli

Dai pomodori, materiale biodegradabile
Dai pomodori, materiale biodegradabile

Packaging e imballaggi ricavati dai residui vegetali: da oggi si può.

 

Dagli scarti dei pomodori, estraendo i polisaccaridi, è possibile ricavare materiale plastico biodegradabile. A fare questa “scoperta” sono stati i ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb-Cnr),  insieme ai colleghi dell’Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp-Cnr) e dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli e Avellino.

I ricercatori da tempo stanno lavorando sull’estrazione di polisaccaridi dagli scarti della lavorazione industriale dei pomodori, dove è possibile ottenere materiale plastico biodegradabile. Fino al 25 febbraio a Napoli, alla Mostra d'Oltremare, sarà possibile visionare questo materiale che potrebbe rivoluzionare un pò tutto.

Parte dei risultati conseguiti sono stati illustrati nel convegno dal titolo ‘Presente e futuro dei bioimballaggi attivi nella filiera dell’agroalimentare. Come trasformare i residui vegetali in ricchezza” che ha avuto luogo nell’ambito della mostra TIAM - MEDPACK 2008 ( Mostra d’Oltremare fino al 25 febbraio).

Napoli, la Mostra d'Oltremare
Napoli, la Mostra d'Oltremare

Quest’operazione - sottolinea l'Icb-Cnr di Pozzuoli -può anche aiutare a risolvere un altro problema ambientale, dovuto all’eliminazione degli scarti dell’industria alimentare conserviera, consentendo inoltre una riduzione dei costi”.

Ma la scoperta non finisce qui: con una spruzzata di polimeri naturali ricavati dagli scarti di pomodoro è possibile sostituire anche  gli antiestetici teloni di plastica nera usati per la pacciamatura, ossia per evitare la proliferazione di erbe infestanti.

La soluzione acquosa messa a punto dal  progetto “Life Biocoagri”, coordinato dall’Ictp-Cnr, si solidifica come uno strato di vernice e può essere rimossa senza rischio di inquinamento.

Sarà possibile anche togliere di mezzo i contenitori di polistirolo (tray o nursery pots) sostituendo il polistirene con un materiale completamente biodegradabile, ottenendo  contenitori altrettanto leggeri e resistenti che possono essere interrati con tutte le piantine dove vengono sistemate le piantine. Oggi i contenitori che vengono utilizzati sono fonte di grande inquinamento: non si sa come smaltirli, perché non possono essere riciclati neanche nella raccolta differenziata.

Tante piccole soluzioni che potranno apportare un ottimo aiuto all'ambiente e al riciclo dei rifiuti.

ecostiera.it