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Assegni, libretti al portatore, contanti, da oggi cambia tutto. Una piccola rivoluzione per le abitudini dei clienti: arriva una stretta sugli assegni, si limita l'uso del contante, si riduce il saldo dei libretti al portatore. Una serie di novità introdotte dalle norme sull'antiriciclaggio contenute nel Dlgs 231/2007, illustrate in un videoforum del Sole 24 Ore.com dal direttore generale dell'Abi Giuseppe Zadra.
Assegni. La prima distinzione riguarda gli assegni liberi da quelli non trasferibili. L'assegno superiore a 5mila euro dovrà essere sempre non trasferibile e indicare il nome e la ragione sociale del beneficiario. Tutti i nuovi libretti bancari che saranno distribuiti dopo il 30 aprile avranno la clausola «non trasferibile» già inserita. Scoraggiato, poi, l'uso degli assegni liberi, che hanno due vincoli: non possono essere emessi per un importo superiore a 5mila euro e hanno una limitazione nella capacità di circolare (il girante deve sempre apporre il suo codice fiscale). Attenzione: se non c'è il codice nella girata l'assegno è nullo. «Lo scopo della normativa – ha sottolineato Giuseppe Zadra – che è bene la gente percepisca, è che la direttiva stessa, in uno dei capitoli introduttivi afferma che il trasferimento di contanti che non hanno tracciabilità favorisce pagamenti illegittimi. Dunque la criminalità». Per avere assegni liberi, senza la clausola «non trasferibile» occorre fare un richiesta scritta alla banca. Richiesta che comporta il pagamento di una somma di 1,50 euro per ciascun assegno, dovuta a titolo di imposta di bollo.
Gli assegni in nostro possesso potranno essere utilizzati fino al loro esaurimento: per importi pari o superiori a 5mila euro andrà, però, indicata la clausola "non trasferibile", accanto al nome o alla ragione sociale del beneficiario. Assegni emessi prima del 30 giugno possono essere regolarmente incassati. Gli assegni emessi con la dicitura «a me medesimo» vengono considerati come non trasferibili, dunque, possono solo essere incassati in banca o alla Posta, ma non girati ad altri. Le stesse regole valgono per assegni circolari, vaglia postali e cambiari.
L'uso non corretto degli assegni (per esempio la dimenticanza della dicitura non trasferibile su un assegno superiore ai 5mila euro) comporta sanzioni amministrative pecuniarie che possono arrivare al 40% dell'importo trasferito. La mancanza del codice fiscale del girante comporta la nullità delle girate e, dunque, l'impossibilità di incassare l'assegno.
Libretti al portatore. Per i libretti al portatore dal 30 aprile non sarà più possibile aprirne di importo pari o superiore a 5mila euro. Chi possiede libretti al portatore di importo pari o superiore a 5mila euro deve regolarizzarli entro il 30 giugno 2009 estinguendoli, prelevando la somma eccedente o trasformandoli in libretti nominativi. Dal 30 aprile, poi, se cediamo un libretto al portatore abbiamo 30 giorni di tempo per comunicare alla banca i dati identificativi della persona a cui lo cediamo. A partire dal 30 aprile 2008 a chi non rispetta le regole sul saldo dell'importo di un libretto al portatore può essere applicata una sanzione dal 20 al 40% del saldo. Chi non regolarizza il saldo dei libretti entro il 30 giugno 2009 o dimentica di indicare a chi ha ceduto il libretto rischia una sanzione dal 10 al 20% del saldo del libretto.
Contanti. Dal 30 aprile 2008 il limite massimo per effettuare trasferimento di contanti scende da 12.500 a 5mila euro. In caso il trasferimento di contante avvenga tramite i "Money transfer" (soggetti che svolgono attività di incasso e trasferimento fondi) sono previsti limiti più stretti: massimo 2mila euro. Tutte misure, dunque, che mirano a disincentivare l'uso del contante, visto che alla fine del 2006 le transazioni regolate non in contante erano 62 per abitante in Italia, contro le 150 registrate nell'Eurosistema e il 90% delle transazioni commerciali avviene in contanti.

Con l’arrivo delle belle giornate e l’aria di mare e di vacanze che inizia a respirarsi, si apre ufficialmente la stagione delle diete.
Rassodante, tonificante, sgonfiante, energetica, qualsiasi sia la tipologia di dieta scelta c’è in comune l’utilizzo del dolcificante al posto dello zucchero.
Non parliamo del fruttosio che, anche se completamente naturale, contiene qualche caloria, ma del vero e proprio dolcificante: l’aspartame che garantisce a chi lo utilizza un apporto di calorie pari a zero.
Detto così sembra fantastico: tutto il dolce che vogliamo, senza calorie.
La realtà, però, è molto diversa perché, secondo quanto confermato da recenti studi, l’utilizzo di aspartame e dolcificanti in generale provocano seri danni all’organismo oltre a non aiutare nel processo di dimagrimento.
Secondo uno studio condotto dagli psicologi americani Susan Swithers e Terry Davidson, infatti, l’assunzione di una alta quantità di dolcificante induce a mangiare di più e, di conseguenza, ad ingrassare.
I due ricercatori hanno scoperto che l’assunzione prolungata di queste sostanze artificiali, provoca un alterazione del meccanismo biochimico cerebrale della sazietà che si mette in moto ogni volta che ingeriamo un alimento zuccherato.
In pratica, ogni volta che mangiamo un cibo zuccherato, il cervello si aspetta di ricevere una dose di calorie che, utilizzando i dolcificanti, non arriva mandando in tilt il cervello: a questo punto il cervello trasmette al corpo una sensazione di insoddisfazione che si trasforma in fame e ci porta, quindi, a mangiare di più del normale.
Oltretutto, già da anni si discute circa la pericolosità di queste sostanze che sono state più volte etichettate come cancerogene e portatrici di disturbi quali gonfiore e dolore addominale, problemi digestivi, dissenteria, mal di testa, ipoglicemia o iperglicemia ed addirittura depressione.
La causa di tutto sarebbe il metanolo che viene sprigionato dal dolcificante se portato ad una temperatura di 30 gradi (ad esempio in una tazzina di caffè, in una tazza di tè ed in qualsiasi altra preparazione alimentare) e che all’ interno del nostro organismo si trasforma in formaldeide, una neurotossina molto pericolosa.
Molte associazioni, operanti anche su internet, hanno denunciato questa situazione ed hanno sottolineato che fino al 1981, l’utilizzo di aspartame come dolcificante di alimenti e bevande non era stato approvato dalla FDA (Amministrazione degli Alimenti e delle Bevande) perché considerato dannoso per la salute in quanto provocava tumori al cervello e morte nelle cavie sulle quali era testato.
Ovviamente, di tutto questo, noi non possiamo essere sicuri però, considerando che l’aspartame è il risultato di una reazione chimica e che esistono delle varianti, sarebbe saggio diminuire al massimo l’utilizzo di questa sostanza (mai sopra le dosi giornaliere consigliate) che già ingeriamo in molti prodotti come le chewing gum, le bibite gassate…
Oltre al consiglio di utilizzare lo zucchero in quantità minori, un valido sostituto dell’aspartame può essere il Fruttosio, lo zucchero derivato dalla frutta, che si può trovare in ogni supermercato in barattolo o bustine.
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commenti Allo studio un meccanismo di finanziamento in tempi brevi per i Paesi poveri
Le Nazioni Unite insieme alla Banca mondiale hanno concordato l'istituzione di un gruppo di lavoro con il compito di lanciare provvedimenti anche a lungo termine
Berna, 29 apr. (Adnkronos) - Le Nazioni Unite insieme alla Banca mondiale hanno concordato l'istituzione di una 'task force' per combattere la crisi alimentare mondiale. Lo ha annunciato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, dopo aver incontrato a Berna i rappresentanti di 27 agenzie internazionali.
Il gruppo di lavoro, che si prefigge il compito di lanciare provvedimenti di emergenza ma anche misure a lungo termine, sarà presieduto dallo stesso Ban.
''Riteniamo che il drammatico aumento dei prezzi degli alimenti in tutto il mondo si sia trasformato in una sfida di proporzioni globali senza precedenti, diventata crisi per i più vulnerabili, inclusi i poveri dei centri urbani'', si legge in una nota delle Nazioni Unite.
La Banca mondiale considera l'ipotesi di un meccanismo di finanziamento in tempi molto brevi per i Paesi poveri e fragili e per assicurare strumenti più flessibili di sovvenzione per gli altri.
E' previsto per il prossimo anno il raddoppio delle somme destinate all'agricoltura in Africa, che raggiungeranno 800 milioni di dollari.
"In aggiunta all'aumento dei prezzi dei generi alimentari - ha sottolineato ancora Ban - vediamo allo stesso tempo che i contadini dei Paesi in via di sviluppo coltivano sempre meno le loro terre, a causa dell'aumento dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti. Per questo, dobbiamo fare ogni sforzo per sostenere questi coltivatori in modo che il prossimo anno non abbiamo penurie di cibo anche maggiori".
Il segretario generale dell'Onu ha poi rivolto un appello ai Paesi donatori per maggiori fondi a disposizione delle agenzie che si occupano della crisi alimentare. Secondo il Pam (Programma alimentare mondiale), al momento è stato stanziato solo il 62% dei contributi necessari, pari a circa 18 milioni di dollari.
Da parte sua, il direttore generale della Fao Jacques Diouf ha rivolto oggi un appello alla comunità internazionale affinché intervenga con urgenza. In una dichiarazione pubblicata sul sito dell'organizzazione, Diouf afferma: "Questo è il momento di rilanciare l'agricoltura, la comunità internazionale non deve perdere questa opportunità: occorre produrre più cibo laddove è più urgente, contenere l'impatto del rialzo dei prezzi sui consumatori poveri, e allo stesso tempo potenziare la produttività e ampliare la produzione per creare reddito e maggiori opportunità d'impiego per le popolazioni rurali povere".
Della questione dei prezzi alimentari discuteranno dal 3 al 5 giugno i leader mondiali che parteciperanno alla Conferenza ad alto livello della Fao su Sicurezza alimentare mondiale: le sfide del cambiamento climatico e la bioenergia. Tra gli oltre 30 capi di Stato e di governo che hanno già assicurato la propria partecipazione vi sono il presidente francese Nicolas Sarkozy, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ed il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.
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EMERGENZA CIBO: PREZZI RISO E GRANO RESTERANNO ALTI,BM |
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Zoellick ha tenuto una conferenza stampa al termine di un vertice sull'emergenza cibotra i massimi responsabili di 27 organizzazioni, agenzie e programmi del sistema delle Nazioni Unite, svoltosi ieri ed oggi a Berna. ''Le prossime settimane saranno cruciali per affrontare la crisi cibo'', ha detto Zoellick.
EMERGENZA CIBO: BAN KI-MOON ANNUNCIA NASCITA TASK FORCE
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commenti La commissione per il software Open Source nella P.A.
La bozza della Relazione è stata predisposta sulla base di un processo di consultazione aperto che ha consentito di raccogliere, anche attraverso un apposito forum pubblico, numerosi contributi e suggerimenti. Il forum sarà attivo fino alla fine di questo mese. L'incarico assegnato alla Commissione prevedeva la realizzazione di:
Le varie sezioni della bozza, tutte disponibili sul sito della presidenza del consiglio e ministero per l’innovazione nella P.A., comprendono lo Stato dell’arte dell’Open Source (Commissione europea e open source, Stato dell’arte dell’open source in Italia, Audizioni on line per gli operatori di mercato), le Linee guida operative (Piano di formazione, Supporto alla definizione delle strategie alle P.A., Valutazioni comparative e acquisizioni, Gare e contrattualistica, Sviluppo cooperativo), e infine le Proposte al Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A. (Revisione normativa, Promozione dell’elaborazione di metodologie che facilitino l’adozione di soluzioni open source, Proposta di intervento legislativo per l’adozione di OpenOffice/Linux, Finanziamenti all’open source, Community open source in Italia, Come innovare la contrattualistica, Realizzazione e diffusione di materiale per non addetti sull’open source, Riuso dell’hardware obsoleto, Normativa sul riuso del software della P.A., Progetti di ricerca, Best Practice prototipale in applicazione delle linee guida operative).
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Memore della arguzia del sempiterno Gigi Marzullo, mi faccio una domanda e mi do una risposta.
Egregio Professional Consumer, Le chiedo conforto nel voler specificare chi sia il Professional Consumer, quale la sua mission e che razza di idea sia mai questa?
La premessa indispensabile per dare corso alle Sue domande sta nel riconoscimento della indifferibilità della pratica del consumo per dare sostegno alla crescita economica.
Questa indifferibilità configura un obbligo: il consumo come lavoro.
Bene, se lavoro ha da essere che lavoro sia allora. Professionalmente adeguato al compito.
Si fa necessario riporre la pratica dilettante mettere a profitto le nostre prerogative, le competenze, pure la nostra forza.
Il Professional Consumer insomma deve sapere convenientemente gestire i “fattori del consumo”, rendere massima l’efficienza del rapporto tra produzione e, appunto, consumo disponendo strategie operative che aumentino la produttività del sistema, allevino i nostri affanni, rendano conveniente la nostra azione.
Tanto si doveva per debito d’ufficio.
Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
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commenti La Pubblica amministrazione continua a discutere del futuro del WiMax in Italia. Questa volta l'occasione è stata il "Wlan Business Forum 2008", importante evento del settore wireless e broadband tenutosi a Milano. Il convegno giunto alla sua IX edizione ha visto la partecipazione di nomi e aziende del mondo della tecnologia e della innovazione per affrontare il problema del digital divide e fare il punto sulle soluzioni messe in atto nelle varie regioni. La notizia più incoraggiante arriva dal capoluogo ligure che sarà il secondo comune italiano dopo Bari a sperimentare la tecnologia senza fili per l'attivazione di servizi di infomobilità, telemedicina e Voip. Accantona il WiMax, ma solo per il momento, la Toscana che conta di chiudere il digital divide nel 2010: «già da alcuni anni - sottolinea Oreste Giurlani presidente di Uncem Toscana- Uncem e la Regione Toscana hanno iniziato a lavorare congiuntamente per abbattere questa barriera e garantire la banda larga, con la promessa che entro il 2010 sia raggiunta il 100% della copertura regionale». Sul versante Umbria è previsto un accordo tra Regione e Ariadsl, che proprio in questi giorni si è aggiudicata i diritti d'uso delle frequenze WiMax in tutta Italia, per creare una nuova classe di applicazioni che comprende il monitoraggio ambientale e il controllo del territorio. Sono in programma tanti altri accordi commerciali tra enti territoriali e piccoli Isp grazie alle disposizioni del bando che permettono a chi possiede le licenze di affidare a terzi la realizzazione delle reti. Per Emilio Frezza, responsabile area infrastrutture del Cnipa, il WiMax giocherà un ruolo decisivo nel Sistema pubblico di connettività anche se l'Italia deve fare ancora molta strada. http://www.pubblicaamministrazione.net/
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Si sottovaluta sempre di più l’importanza di curare i piedi e di utilizzare scarpe adeguate durante la giornata. È quanto viene fuori dal XXIII Congresso Nazionale di Podologia, che ha riunito podologi e medici generici per discutere sull’importanza della cura dei piedi. Il problema è forse sottovalutato ma, spiegano gli esperti, usi ed abusi di scarpe e calze non adatte possono provocare danni che vanno oltre la vescica o un temporaneo dolore.

Ecco quindi le regole d’oro per rispettare e curare la salute delle nostre ‘care estremità’: prima di tutto è necessario utilizzare scarpe che si adattano perfettamente al piede e non sottovalutare l’importanza di usare una calzatura che sia di buona qualità; per comprare la scarpa ideale è preferibile scegliere il pomeriggio inoltrato, quando il piede è affaticato e gonfio; altra regola di base è quella di evitare calzature strette e, nel caso in cui lo siano, evitare di stringerle troppo.
Le altre preziose raccomandazioni riguardano, invece, la cura del piede: evitare di improvvisarsi medico e curare le callosità con metodi fai-da-te, non tagliare le unghie troppo corte e in obliquo e curare l’igiene quotidiana con un sapone neutro. Per gli anziani, ma non solo, il consiglio è quello di camminare molto e di osservare quotidianamente lo stato di salute del piede sottoponendosi, periodicamente, a una visita podologica.
Sembrano regole ovvie, ma troppo spesso sottovalutate, con il risultato di dover fare i conti con disturbi fastidiosi: dolori e vesciche sono procurati dall’utilizzo continuo di scarpe scomode, dai tacchi vertiginosi o troppo bassi. In medio stat virus… e infatti bisognerebbe evitare di usare tutto il giorno scarpe alte, che obbligano il piede ad una postura innaturale, ma è anche sbagliato usare sempre scarpe da ginnastica che opprimono il piede e favoriscono la proliferazione di batteri.
Vesciche, calli e dolori sono, però, solo ‘il male minore’. Durante il Congresso hanno tenuto banco anche problemi molto seri: le amputazioni degli arti inferiori, ad esempio, sempre più diffuse soprattutto tra i pazienti più anziani e malati di diabete che si trascurano fino ad arrivare a situazioni-limite.
La disinformazione e la disattenzione dei genitori sono, invece, la causa dei problemi tra i più piccoli. Molto spesso i genitori permettono ai bambini di camminare a piedi nudi per casa, pensando di lasciare il bambino in totale libertà. Niente di più sbagliato: camminare a piedi nudi è consigliato solo sulla sabbia o sui prati; per il resto è preferibile utilizzare sempre e comunque scarpe comode, che permettano al bambino di muoversi in libertà ma senza rischi.
Prevenire e controllare: sembrano, insomma, essere queste le parole-chiave per tenere in buona salute i nostri piedi.
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commenti La vita spesa a fare la spesa non basta. Dobbiamo imparare a FARLA la spesa. Questo ci manda a dire Pasquale De Vita, Presidente dell’Unione Petrolifera Italiana.
Per questo impavido signore siamo pigri, non siamo più capaci di comprare al meglio e via di questo passo.
Diciamocelo: non ha tutti i torti.
Tutti i torti no.
Qualcuno si: almeno due.
Il primo: che il capo della lobby scarichi d’imperio la SUA responsabilità sulle inefficienze della distribuzione e dei “distributori” e non dica nulla invece dell’accusa di fare “cartello” comminandoci i prezzi più alti d’Europa.
E’ il caso allora di DIRE noi , anzi di FARE noi: “una lobby più potente delle altre” per esempio, come ci consiglia Antonio Catricalà, il nostro rappresentante presso le Istituzioni.
Una lobby la cui potenza si mostra nei voti elettorali; ad occhio e croce circa 48 milioni.
E se con questa forza i politici dovranno contrattare una revisione delle accise, i petrolieri sul loro cartello dovranno scriverci il ribasso del prezzo dei carburanti.
Il secondo torto poi ha dell’imperdonabile, riguarda la nostra azione di consumo.
Il nostro lavoro non si esplica, come sembra credere il De Vita, nel cercare sul mercato il prezzo più basso.
Se tra il benzinaio Tizio e il benzinaio Caio c’è una differenza del 6% nel prezzo dei carburanti andiamo da Tizio e, costringiamo Caio, ad abbassare il suo.
Tizio però, vedendo aumentare la Domanda, alza il prezzo e così siamo daccapo.
Nossignore! Dobbiamo agire perché il prezzo si ABBASSI. Qui sta il nostro lavoro, questo sarà il nostro guadagno.
Se riscoprissimo, di tanto in tanto, il camminare come valore strategico, economico, forsanche salutistico ; se utilizzassimo, seppur con parsimonia, il trasporto pubblico e facessimo tesoro del car-sharing e se, non sia di troppo disturbo a lorsignori, reclamassimo come lobby un aumento delle stazioni di servizio – magari quelle più efficienti – tutto questo inciderebbe sulla DOMANDA.
Ci consentirebbe di modularla a nostro piacimento .
le tecniche del mordi-e-fuggi; la gestione tattica dell'intero spettro della nostra AZIONE di Consumo, dalla prodigalità all’avarizia, faranno il resto.
Anzi dovranno darci il RESTO.
Un centesimo in meno, nel costo dei carburanti, equivale a un risparmio di 463 milioni di euro l’anno, 2 centesimi a 926 milioni di euro e 4 centesimi a 1.852 miliardi di euro.
Vogliano chiamarlo Reddito da Consumo?
Possiamo fare di più.
Visto il ruolo civile delle nostre azioni di Consumo potremmo così anche ridurre il costo della bolletta energetica nazionale; diminuire l’inquinamento, salvaguardando l’AMBIENTE delle nostre azioni .
Insomma, 3 piccioni con 1 fava.
Mauro Artibani
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commenti ci pensate voi a mettere almeno un post al giorno da domani fino a lunedi' ?
Anticipatamente ringrazio! Dilia
Vitamine, minerali, riposo, sport, “trucchi” antistress: il cambio di stagione non è più un problema
E’ arrivato il periodo più bello dell’anno, quello del risveglio della natura e delle giornate che tornano ad allungarsi. Il calduccio ci invita a dare nuovo sprint all’organismo, appesantito dai lunghi mesi invernali. Eppure… La mattina ci svegliamo con la sensazione di non aver riposato bene, durante il giorno la testa è nel pallone, la sera irritabilità e stanchezza sono alle stelle. Cosa succede? E’ lo stress da cambio di stagione: le giornate più lunghe ci spingono ad essere più attivi e il nostro organismo, che non è abituato a questo superlavoro improvviso, ne risente.
Per affrontare questo periodo così delicato, occorre seguire alcune semplici regole quotidiane. Innanzitutto, a tavola. La primavera è il periodo più indicato per una dieta disintossicante: nutrito di vitamine e cibi naturali (se necessario, con l’aiuto di integratori in grado di completare l’alimentazione), il nostro corpo si rinforza e si prepara ai benefici influssi dell’estate. Aumentiamo quindi il consumo di frutta e verdura di stagione: ottimi i finocchi, verdura disintossicante per eccellenza, le insalate amare come la rucola o il radicchio, che stimolano la diuresi, ma anche asparagi, spinaci, piselli, carciofi e cavolfiori. Anche molte piante possono essere utili nella conquista di una linea invidiabile: usate in cucina, le erbe aromatiche stimolano la digestione e possono sostituire il sale e una parte dei condimenti senza apportare ulteriori calorie. Il prezzemolo è ideale per combattere la ritenzione idrica, mentre per stimolare la diuresi largo a erba cipollina, salvia e finocchio selvatico.
Per partire col piede giusto non dobbiamo trascurare il riposo. Se abbiamo difficoltà a dormire affidiamoci alla melatonina, che non induce violentemente il sonno ma semplicemente aiuta a normalizzarlo, “risincronizzando” il nostro orologio interno.
Anche lo sport è un antidoto contro i disturbi legati al cambio di stagione perché aiuta non solo il corpo, ma anche la mente a stare meglio. Il movimento ha infatti un effetto antidepressivo perché stimola l’attività delle endorfine, regalando una piacevole sensazione di benessere e positività.
Infine, vietato portare a casa le tensioni lavorative e cerchiamo di ritagliarci mezz’ora al giorno per una doccia rilassante, un libro o un fantastico automassaggio. Un alleato di benessere, in questo caso, è la menta: basta diluire 4 gocce di olio essenziale in un cucchiaino d’olio d’oliva e usarlo per massaggiare il cuoio capelluto con i polpastrelli. Partiamo dalla fronte e disegniamo piccoli cerchi su tutto il cranio: la sensazione di freschezza e benessere sarà immediata. Ecco poi una facilissima tecnica antistress da seguire di prima mattina: per una settimana, appena svegli, sediamoci comodamente sul letto e respiriamo 10 volte a occhi chiusi. Immaginiamo di inspirare aria chiara e pulita e di buttare fuori, lontano da noi, aria carica di tensioni e preoccupazioni. Funziona, garantito!
da Farmasalute.it
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commenti Dopo i primi servizi offerti gratuitamente come SlopsBox, The Pirate Bay ora propone un nuovo servizio di blogging che presto si ingrandirà di molto, almeno a detta degli sviluppatori. I Big del settore staranno a guardare?
La baia dei pirati colpisce ancora: nonostante le azioni legali sempre più incalzanti (ma mai fruttuose) del governo svedese, della MPAA e della RIA, i gestori di ThePirateBay non si fermano un attimo e dopo aver recentemente utilizzato le API fornite da Last.fm per suggerire musica simile a quella ricercata, adesso offrono un servizio gratuito di blogging senza censura che si chiama BayWords.
Il sito è basato sulla piattaforma WordPress e supporta funzionalità standard come commenti e CAPTCHA.
Collegandosi a BayWords.Com si può leggere un messaggio di uno dei fondatori, brokep, in cui viene presentato il servizio; l'intento è quello di fornire libertà di parola e di difendere tale diritto (a patto che non si violi alcuna legge svedese), senza censurare o chiudere un blog che esprima pareri, pensieri o idee non consoni alla morale o a chissà cos'altro. Al momento la piattaforma offre un servizio minimale ma sono già previsti aggiornamenti per aggiungere nuove funzioni e nuovi temi; a breve sarà possibile inserire il blog sotto il proprio dominio, tenere a bada gli spambot tramite controlli captcha, sarà migliorato il sistema di gestione delle statistiche ed implementata la gestione della pubblicità.
Da BayWords : " Molti blog vengono chiusi per pensieri ed idee sconvenienti. Noi non faremo questo. Il nostro obiettivo è quello di proteggere la liberà di esprimere parole e pensieri. Fintanto che non violerete alcuna legge svedese nel vostro blog, lo difenderemo ".
Il servizio BayWords è l'ultima aggiunta di TBP al suo crescente lineup di servizi gratuiti. TPB offre anche BayIMG , un servizio di image hosting senza censura che attualmente ospita più di mezzo milione di immagini, e SlopsBox , un servizio di e-mail temporanea.
Ricordiamo che attualmente TPB si trova al centro di una disputa legale tra l'ISP danese Tele2 e il gruppo musicale IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), che ha convinto una corte di giustizia danese ad ordinare a Tele2 il blocco di TPB. Tele2 si è appellata alla sentenza, ma è stata forzata a bloccare ai suoi clienti l' accesso a TBP durante i procedimenti legali. Secondo Peter Sunde, aka "Brokep", amministratore di TPB, la pubblicità aggiuntiva derivante dal caso ha fatto crescere il ranking Alexa di TPB in Danimarca dalla 29 alla 24 posizione (l'azienda di media metrics BigChampagne ha nel contempo evidenziato una decisa crescita nell'utilizzo di BitTorrent a partire dallo scorso Novembre).
In un intervento blog recente , Sunde ha affermato di star valutando la possibilità di sporgere denuncia per i danni causati dal blocco, e di utilizzare il risarcimento in denaro per sponsorizzare la produzione di contenuti liberi da parte di aspiranti artisti. Brokep scrive : " Come sapete, TPB e amici non lasciano che IFPI l'abbia vinta. Quindi sto valutando la necessità di chiedere alla corte un risarcimento per i mesi in cui siamo stati bloccati. Sebbene siamo passati dal essere il 29simo sito più popolare su Alexa alla 24sima posizione in Danimarca (grazie IFPI per la pubblicità gratuita), è comunque giusto dire che abbiamo dovuto fare molto per difenderci e che meritiamo un risarcimento per gli utenti che hanno perso accesso al sito e per le persone che stanno diffondendo le proprie opere utilizzando The Pirate Bay ".
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commenti Non sono in grado di fornir la data di nascita dell’Economia dei Consumi ma il fatto che ha reso sonoro il vagito si: quando nel meccanismo della produzione l’OFFERTA di prodotto ha sopravanzato la DOMANDA.
L’infante geme per uno squilibrio quindi.
Da non storico posso consentirmi anche altre esilaranti approssimazioni.
A quel gemito fece da controcanto la nascente industria pubblicitaria e quella del marketing: tutti insieme appassionatamente insomma per recuperare quello svantaggio.
C’è dell’altro.
Le quantità mostrano risolutamente l’eccesso: 109 telefonini ogni 100 abitanti compresi giovanissimi e vecchissimi; c’è in giro più prodotto “informazione” di quanto l’attenzione ne possa dipanare; i 561 euro sprecati dalle famiglie italiane con l’eccesso di acquisto; un reddito oramai strutturalmente insufficiente a sostenere la domanda.
Ci sono anche i sintomi: per smaltire quell’offerta 2/3 degli americani sono affetti da obesità, pure un animale domestico su tre.
Ci sono le evidenze: 2457 miliardi di dollari impegnati per il Credito al Consumo negli USA per smaltire quegli eccessi di prodotto.
Poi ci sono gli “spiriti animali” che animano gli imprenditori ad aumentare costantemente la produzione. Infine un dubbio, chi ritiene possibile per un’azienda quotata in Borsa veder salire il valore delle azioni se non si rende evidente un aumento degli utili magari attraverso un aumento del fatturato?
Se tutto questo rende evidente come i produttori siano affetti dal deficit dell’eccesso di offerta, tutto questo mostra ancor più evidente una contraddizione
I produttori sono in posizione di svantaggio. Con il coltello tra i denti però: producono l’eccesso, controllano la DOMANDA.
Questo accade per l’inerzia che affligge l’ azione dei consumatori. Beati, a volte beoti, hanno dato in comodato d’uso a pubblicità e marketing la PRODUZIONE di quella domanda.
Se ancora non bastasse forniscono gratuitamente TEMPO, ATTENZIONE, TENACIA e ABNEGAZIONE.
Cambiare registro si può: riprendiamoci la Domanda.
Mettere a reddito queste ISTANZE e reclamare i vantaggi di posizione si deve.
Questo fa un Professional Consumer, sta qui il nostro vanto.
Mauro Artibani
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La dieta mediterranea, lo stile alimentare che i dietologi di tutto il mondo indicano come il più giusto per un'esistenza sana e duratura, annovera tra i suoi elementi fondamentali la pasta.
Infatti, il consumo in abbondanza di prodotti a forte contenuto di amidi (pasta, pane, riso, patate) contribuisce, assieme all'elevato consumo di frutta e verdura, a garantire alle popolazioni mediterranee un'incidenza dei casi di arteriosclerosi nettamente inferiore rispetto a quelle del Nord Europa e del Nord America.
In queste zone, dove la tradizione culinaria privilegia carne, formaggi e in generale i cibi ricchi di grassi saturi e poveri di amidi e fibra, la popolazione soffre di problemi di cuore e di linea più gravi dei nostri.
La pasta ha molti vantaggi: è un alimento estremamente versatile, e può essere consumata sia come primo piatto che come piatto unico, a seconda del condimento che riceve; inoltre, a differenza di quanto molti pensano, non è affatto ipercalorica o "grassa", quindi non è pericolosa per la linea e per il cuore.
Difatti, un etto di pasta all'uovo cruda contiene 360 calorie e solo due grammi e mezzo di grassi: valori abbastanza contenuti (soprattutto quello dei lipidi), che diventano ancora più favorevoli, perfino per chi sta seguendo una dieta dimagrante, quando la pasta viene cotta.
Bisogna infatti considerare che la pasta viene di solito venduta "secca", ma assorbe molta acqua durante la cottura, fino quasi a triplicare il proprio peso, cosa che invece non accade, ad esempio, per le carni, il cui basso valore energetico iniziale (120-200 calorie/etto) aumenta con la cottura a causa della rilevante perdita di acqua. Quindi, con una porzione media di pasta, 80 grammi, ci saziamo molto di più che con una porzione di 120-140 grammi di carne o pesce, e l'apporto calorico è quasi equivalente (leggermente superiore per la pasta).
Oltre alla grande capacità saziante, la pasta è preziosa per due dei suoi ingredienti base: le fibre e soprattutto l'amido. L'amido è un carboidrato complesso che, ingerito, viene trasformato in zucchero semplice (glucosio), e quindi inviato alle cellule.
Questo procedimento richiede tempo ed è per questo che la pasta tiene lontana la sensazione di fame a lungo; inoltre, si evitano quei pericolosi picchi glicemici che un eccessivo consumo di zuccheri semplici (cioè di dolci), può provocare.
Infatti, gli zuccheri semplici, che non necessitano di trasformazione, entrano nel circolo sanguigno più rapidamente cosa che non accade per gli amidi, e per questo persino chi soffre di diabete può permettersi di mangiare un buon piatto di spaghetti.
Ciò che è molto importante, soprattutto per chi ha qualche problema di salute o deve perdere peso, è la scelta del condimento: è molta la differenza tra un piatto di penne al pomodoro e basilico ed una carbonara, e anche chi non ha particolari problemi dovrebbe stare attento al consumo eccessivo di piatti conditi in maniera troppo ricca.
Comunque, come si è detto, la pasta è un alimento estremamente versatile: così un accompagnamento ricco ma scelto con saggezza (ad esempio pasta con fagioli o lenticchie) dà origine ad un ottimo piatto unico, bilanciato nel contenuto di amidi, proteine e grassi.
Questa può essere una soluzione adatta a chi, per lavoro, è costretto ad un pranzo veloce fuori casa: un piatto unico di pasta, accompagnato da un'insalata, fornirà all'organismo tutto ciò di cui ha bisogno.
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commenti (2)Se la notizia avrà seguito, potremo presto dimenticarci dei fili: la Intel ha annunciato lo sviluppo di una piattaforma Wi-Di che 'allarga' il range di ricezione dal centro abitato alla periferia.
Il suo nome, RCP (Rural connectivity platform) comprende due antenne, un processore , un impianto radio e un sotware dedicato. Il funzionamento è semplicissimo: la prima delle due antenne viene collegata ad un impianto normale: la seconda antenna può essere sistemata per ricevere i segnali nel raggio di 50 Chilometri. 50 CHILOMETRI! Il limite consentito per adesso è dovuto alla curvatura della Terra. Di fatto la tecnologia RPC riscrive le regole di comunicazione su sistemi wifi: la chiave di questo 'propagatore' così potente è il software, spiega Jeff Galinovsky, un senior platform manager della Intel. I primi tests hanno dato esiti sorprendentemente positivi, per una velocità di 6.5MBps: gli esperimenti sono stati condotti in India, a Panama, nel Vietnam e in Sudafrica. La vendita è prevista nella seconda metà dell'anno, ad un prezzo che oscilla tra i 500 e i 1000 dollari. Intere aree urbane coperte da una sola antenna: il futuro promette internet ovunque, prima di quanto prevedessimo! http://futuroprossimo.blogosfere.it/
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commenti Usa e UK, il 12% prende a "prestito" il Wifi
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commenti Uno dei maggiori operatori VoIP prova a scongiurare la vendita da parte di eBay
Ora la palla passa agli altri operatori. E il consumatore ci guadagna
MENO di 3 euro al mese per fare illimitate chiamate verso un Paese del mondo, a scelta: è la mossa con cui, da oggi, Skype torna a far tremare il business degli operatori telefonici. Ha lanciato infatti le prime offerte flat-rate (tutto compreso) della sua storia, riprendendo così la strada della guerra dei prezzi. Ritorna quella strategia grazie alla quale Skype si è resa nota al mondo come spauracchio delle telco, usando il VoIP come leva per abbattere i prezzi.
LA TABELLA: IL CONFRONTO FRA LE TARIFFE
Le nuove offerte flat sono tre. Sono senza scatto alla risposta. Le chiamate incluse nel canone sono pressoché infinite - è stato posto un limite di 10 mila minuti al mese (quasi sei ore al giorno) - solo per prevenire le frodi, cioè la rivendita del traffico da parte degli abbonati.
Si parte da 2,95 euro al mese verso un Paese a scelta dell'utente (può essere anche l'Italia). A 3,95 euro al mese la flat comprende le chiamate verso 20 Paesi europei; a 8,95 euro al mese, ci sono 36 Paesi nel mondo. Per l'Europa, le chiamate incluse sono solo quelle verso rete fissa. Per Nord America, Cina e pochi altri la flat vale anche verso i cellulari. In più, nelle prime due flat è incluso un numero Skypein (più segreteria telefonica, che permette agli altri utenti di lasciare messaggi vocali quando non siamo connessi a Internet); ce ne sono due, nella terza flat. I numeri Skypein sono numeri telefonici a tutti gli effetti, con cui gli altri possono chiamare l'utente Skype.
È possibile attivare numeri Skypein di vari Paesi del mondo (per esempio, con prefisso del Regno Unito e di Londra), ma non dell'Italia, a causa di particolari regole in vigore da noi, che impediscono a Skype e a simili software VoIP di ottenere un numero con prefisso geografico. Le regole italiane prevedono che Skype possa richiedere numeri con prefisso speciale (il 5), ma il Ministero delle Comunicazioni non ha ancora terminato le procedure di assegnazione.
La burocrazia italiana sul VoIP (unica al mondo) rende insomma meno attraente questa novità di Skype, che resta tuttavia rivoluzionaria. Avere un numero Skypein permette di fare a meno della telefonia voce tradizionale (abbandonare Telecom) e di fare e ricevere tutte le chiamate via Adsl. Le piccole e medie aziende che hanno rapporti con un Paese straniero potrebbero prendere un numero Skypein di quel Paese e fare illimitate chiamate verso i propri clienti e partner, a 2,95 euro al mese.
C'è l'incognita della qualità della chiamata, che via VoIP di Skype non è assicurata (molto dipende dalla bontà dell'Adsl utilizzata). Un altro problema potrebbe essere il costo dell'Adsl: quelle attivabili senza linea telefonica voce (le cosiddette "Adsl nude") sono diventate molto più care, in media, rispetto alle Adsl normali. Una delle soluzioni più economiche, per telefonare senza canone Telecom, è di Wind: Libero Absolute, a 29,95 euro al mese (14,57 euro al mese fino al 31 dicembre, in promozione), che includono anche illimitate chiamate nazionali su rete fissa al solo scatto alla risposta (12 cent) e un numero telefonico italiano (che con Skype non si avrebbe).
L'utente italiano, quindi, con poco più di 30 euro al mese potrebbe avere un'Adsl, senza canone Telecom, un numero italiano e un numero straniero con segreteria. Tramite Skype, potrebbe fare illimitate chiamate gratuite verso l'Italia (o un altro Paese a scelta). Se sceglie l'Italia, con la flat di Skype, l'offerta voce di Libero Absolute torna utile da usare in caso di problemi con l'Adsl (la si può usare come back up, quindi).
Per un confronto: con Telecom Italia, sempre su VoIP, costa 15 euro al mese fare illimitate chiamate verso numeri fissi italiani (più il costo dell'Adsl Alice, da 19,95 euro al mese, e il solito canone base Telecom, 14,57 euro al mese). Più rare le flat verso l'estero. Con Telecom (su linea tradizionale), a 10 euro al mese è possibile chiamare tutti i Paesi dell'area uno (Europa e Nord America), meno l'Italia.
Tra i provider VoIP, si distingue invece la flat "mondiale" di Messagenet: 13,20 euro al mese verso Europa, Nord America, Australia, Cina, Russia e altri Paesi. Compreso un numero di telefono italiano: è il solo punto di forza rispetto alla nuova flat da 8,95 euro al mese, di Skype, che costa di meno e include un maggior numero di Paesi.
Chissà se questa mossa rivitalizzerà le entrate di Skype, al punto da soddisfare le (finora deluse) aspettative di eBay, la proprietaria. Nel primo trimestre 2008 Skype ha ricavato 126 milioni di dollari, con una crescita del 61 per cento rispetto al primo trimestre 2007; ma l'amministratore delegato di Ebay ha appena confermato, al Financial Times, che potrebbe decidere di vendere Skype, entro fine anno, se non riuscirà a migliorare le sinergie con le proprie aste e il proprio sistema di pagamenti Paypal. Skype ha il fiato sul collo, insomma, e con queste flat ha un'ultima possibilità di farsi valere agli occhi di eBay.
di ALESSANDRO LONGO - LaRepubblica.it
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