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sabato, 31 maggio 2008

Cibo ed energia, il mercato, i consumi e la caritĂ 

Fra crocchette biologiche per gatti obesi e profughi ambientali anoressici per costrizione, i concerti e le lacrimucce non scalfiscono neanche una pratica dello sviluppo sempre più ingiusta socialmente e sempre più insostenibile ambientalmente

LIVORNO. L’“Agricultural Outlook 2008-2017” di Ocse e Fao conferma i dati che Greenreport aveva già anticipato: «i prezzi dei prodotti agricoli dovrebbero rallentare rispetto ai recenti picchi, ma per i prossimi 10 anni si prevede che si stabilizzeranno ben al di sopra dei livelli bassi dell’ultimo decennio».
Martin Perry, Jean Palutikof, Clair Hanson tre scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change e Jason Low, un noto climatologo inglese, scrivono su Nature che l’impegno dei ministri dell’ambiente del G8 di ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra del 50% rispetto ai livelli del 1990 è solo un palliativo: per ridurre davvero i danni del cambiamento climatico sarebbe necessario un taglio dell’80%.

«Uno strano ottimismo – dicono i 4 scienziati - pervade l’arena politica che si ritrova ai summit del G8 e agli incontri dell’Onu sul clima: c’è fiducia nel fatto che si possa trovare un modo per evitare le minacce del cambiamento climatico. Questo è un falso ottimismo che copre la realtà».

Un ottimismo che in Italia rasenta la cecità di un dibattito politico ed economico sempre più provinciale che non tiene conto di quanto le due questioni del cibo e dell’ambiente stiano cambiando gli equilibri del mondo proprio in quanto interferiscono negativamente, radicalmente, con gli schemi dell´economia classica e con il totem della crescita economica.

Se è vero che i prezzi alti colpiscono soprattutto le popolazioni povere che soffrono la fame, è anche vero che 10 anni di prezzi alti, con una popolazione mondiale in crescita e due miliardi e passa di cinesi e indiani che non rinunceranno al “benessere” raggiunto (anche alimentare ed energetico), non potranno essere scaricati nuovamente sui più poveri, cioè sull’Africa, dove il dramma è già in corso, senza pagare un prezzo che probabilmente sarà quello di nuove guerre, tensioni politiche, flussi migratori inarrestabili. I Paesi ricchi non potranno cavarsela con un po’ di carità e qualche concerto benefico, le questioni energetica ed alimentare mettono prima di tutto in discussione il modo di vita occidentale, la nostra bulimia di cibo ed energia, i nostri ipermercati pieni di prodotti ad obsolescenza programmata, l’obesità diventata malattia sociale, il cibo per gli animali da compagnia che occupa sterminati scaffali di prodotti che farebbe la gioia dei profughi ambientali e della fame della Somalia e dell’Etiopia.

«Occorre – dice il rapporto della Fao - mobilitare con urgenza gli aiuti umanitari per fronteggiare questa drammatica situazione, ma per trovare soluzioni sostenibili ed evitare che in futuro si verifichino casi simili, l’enfasi in questi paesi deve essere posta sull’incremento della produzione agricola e della produttività, ed anche sulla crescita e sul generale sviluppo economico».

Ma questo significa che il dumping agricolo europeo ed americano deve cessare, mentre invece è diventato ancora più forte proprio grazie all’aumento dei prezzi.

«La risposta agli aumenti dei prezzi non è il protezionismo – dice il segretario generale dell’Ocse Angel Gurría - ma al contrario l’apertura dei mercati agricoli, e la liberazione della capacità produttiva degli agricoltori, che hanno più volte dimostrato di saper rispondere agli incentivi di mercato. I governi possono fare di più per promuovere la crescita e lo sviluppo dei paesi poveri, così da migliorare il potere d’acquisto dei consumatori più vulnerabili».

Ma forse i consumatori “vulnerabili” sono organici ad una globalizzazione liberista che si alimenta di un protezionismo dei più forti che ha allargato il suo club ai Paesi emergenti, ma che ha bisogno di una “compensazione” crudele che è scaricata sempre sugli stessi: a guardare la mappa della fame si scopre che ad essere colpiti sono gli stessi Paesi di sempre, dove l’emergenza è diventata normalità, dove sono al lavoro il cambiamento climatico innescato dai Paesi sviluppati e i prezzi inaccessibili di una speculazione internazionale che se ne frega della distribuzione equa del cibo e delle risorse e che, anzi, sguazza nell’iniquità di un mercato che ha bisogno sia dello spreco che dell’estrema penuria.

Un preoccupatissimo Jacques Diouf, direttore generale della Fao, ha detto che «È necessario che la comunità internazionale intervenga urgentemente con un’azione coerente per affrontare l’impatto dei prezzi alti sulle popolazioni povere e che soffrono la fame. Oggi sono circa 862 milioni le persone che soffrono la fame e la malnutrizione, questo evidenzia la necessità di reinvestire in agricoltura, che deve essere rimessa all’ordine del giorno dell’agenda politica mondiale per lo sviluppo».

Ma i segnali macroeconomici non sono incoraggianti nei paesi Ocse, cioè quelli più ricchi ed industrializzati, la crescita della produzione di biocombustibili è stata alimentata da incentivi finanziari, e secondo il rapporto «non è certo che la sicurezza energetica e gli obiettivi ambientali ed economici delle politiche bioenergetiche saranno raggiunti con le tecnologie produttive attuali. Il rapporto a questo riguardo suggerisce di esaminare ulteriormente le esistenti politiche bioenergetiche».

E la crisi è sempre più forte anche se il consumo e la produzione dei prodotti agricoli di base, tranne il grano, stanno crescendo più velocemente nei paesi in via di sviluppo. Secondo la Fao «Per il 2017 si prevede che questi paesi domineranno il commercio della maggior parte dei prodotti agricoli. I prezzi alti porteranno benefici alla maggior parte delle attività commerciali agricole sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Tuttavia molti agricoltori dei paesi in via di sviluppo non hanno accesso al mercato e dunque non potranno cogliere alcuna opportunità dai previsti aumenti. I mercati cerealicoli rimarranno in tensione poiché è improbabile che le scorte ritornino ai livelli del decennio scorso. Il consumo di oli vegetali, sia dalla produzione di semi oleosi che di palma, cresceranno più velocemente di tutte le altre produzioni nei prossimi 10 anni. La crescita è alimentata sia dalla domanda di cibo che di biocombustibili. L’esportazione di carne in Brasile si prevede crescerà del 30 per cento per il 2017».

Un aumento distorto che si rivolge soprattutto non a sfamare chi ne ha bisogno, ma a compensare la crisi petrolifera e a sostenere più esigenti bisogni alimentari dei nuovi ricchi che chiedono sempre più carne, per produrre la quale c’è bisogno di sempre più cereali che mancano dalla ciotola dei più poveri.

di Umberto Mazzantini - Greenreport.it


Avere un futuro megliore dal punto di vista ambientale è possibile, dobbiamo tutti operare per portare il nostro piccolo contributo alla salvaguardia dell'ambiente ed al risparmio energetico.
Cominciamo con il risparmiare risorse ambientali ed il riciclare.

postato da: popolari alle ore 11:28 | link | | Add to Technorati Favorites commenti (1)
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Cibi che fanno aumentare il metabolismo

- le Alghe
Favoriscono la trasmutazione di zuccheri e grassi in energia, e hanno un forte potere saziatorio.
- il Caffè
Oltre a stimolare la digestione, favorisce il consumo dei grassi attraverso una serie di proprietà toniche e leggermente eccitanti, per cui alcuni studi confermano che il caffè può aumentare il metabolismo fino al 10%, sempre a patto di non abusarne
- la Carota
Utilissima per le sue molteplici proprietà nutritive, lo è anche per aumentare il metabolismo, meglio se consumata cruda.
- la Cicoria e il radicchio
Stimolano la secrezione della bile e intervengono nella metabolizzazione dei grassi, meglio se consumati crudi o sotto forma di infusi e brodi.
- la Fragola
E' un cibo tonico che influenza positivamente reni e fegato, liberandoli dalle tossine in eccesso che rallentano il metabolismo
- il Tè
Come il caffè, ha un’azione tonica e stimolante. Tra l'altro stimola la produzione dell'adrenalina, ormone che favorisce la liberazione dei grassi dai tessuti adiposi.
- il Peperoncino
Spezia utilissima in cucina è indicato per aumentare il dispendio calorico dell'organismo e quindi il suo consumo di calorie.
- il Rosmarino
Tra le erbe aromatiche è quella che agisce di più sul metabolismo, perchè svolge un'azione tonica ed energizzante, utile anche in situazioni di tono indebolito.
- il Ravanello
Ottimo per il fegato, regola e velocizza il metabolismo con ovvie ripercussioni sulla vitalità e il consumo di calorie.
- la Senape
Alcuni studi la ritengono in grado di aumentare il metabolismo fino al 25-30% e per un tempo prolungato ad alcune ore dopo l'assunzione.

postato da: Dilia61 alle ore 09:58 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, tocchiamoli, social prosumer, salute - rimedi naturali
venerdì, 30 maggio 2008

Bluetooth e WiFi amici per la pelle -

Due tecnologie al prezzo di una, unite per offrire all’utente una velocità di trasferimento elevata su dispositivi compatti come cellulari, smartphone e palmari, stiamo parlando dell’High Speed Bluetooth. Lo scambio di dati tra dispositivi mobile è sempre più frequente, dai video girati con il telefonino alle foto delle vacanze o della giornata appena trascorsa, grazie a questa nuova tecnologia che unisce due standard già testati da tempo si potrebbe aumentare la velocità di trasferimento. La tecnologia Bluetooth è ormai diffusa su tutti i dispositivi mobile ma il grosso problema che non le permette di imporsi a 360 gradi è la portata molto limitata. Per risolvere questo problema l’ideale è il “matrimonio” con la tecnologia WiFi, altro standard che si sta imponendo sul mercato e che con il passare del tempo è presente in sempre più dispositivi portatili. Nasce così l’High Speed Bluetooth che unendo le due tecnologie permette uno scambio di dati nettamente più veloce delle due tecnologie singole. Ovviamente l’utilizzo di questa tecnologia aumenta anche i consumi della batteria, ma per ridurre al minimo il consumo, non appena il trasferimento è terminato il Bluetooth interrompe l’utilizzo dell’High Speed diminuendo i consumi. Per il momento la soluzione è a livello di software, ma sembra che dopo gli ultimi esperimenti e test ci saranno le prime produzioni di chip High Speed Bluetooth in modo da rendere il servizio completamente trasparente all’utente. http://www.onemobile.it/


postato da: oscarboscaro alle ore 21:54 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: social prosumer

CONSUMI. Energy drinks sotto accusa. MC: necessari controlli su abuso bevande

Uniamoci come consumatori e pretendiamo che il nostro diritto alla salute venga rispettato! Iscriviamoci a TOCCHIAMOLI e finalmente conteremo

L'allarme è rimbalzato dalle pagine del "New York Times" al quotidiano "la Repubblica": sotto accusa ci sono gli "energy drinks", le bevande energetiche a base fra l'altro di caffeina, guaranà e ginseng che spesso vengono associate al consumo di alcol e finiscono per diventare rischiosi se consumati in dosi eccessive. Per il Movimento Consumatori è necessaria la "massima attenzione sull'uso delle bevande energetiche" e controllo da parte delle autorità sugli effetti e l'abuso di queste bevande.

Secondo Rossella Miracapillo, responsabile dell'Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori, gli energy drinks sono diventati protagonisti di nuovi consumi che abbinano cocktail a base di bevande energetiche con alcolici e superalcolici. I rischi che derivano dall'assunzione simultanea di energy drinks e alcol, ricorda MC citando la Società Italiana di Farmacologia, sono rappresentati dalla "possibilità che soggetti che non hanno una sufficiente percezione del loro stato di ebbrezza possano essere responsabili di incidenti" e dalla "mancata percezione degli effetti sgradevoli dell'alcool, tale da indurne l'assunzione di quantità eccessive e di conseguenza aumentare le probabilità di sviluppo di dipendenza da alcool". "Purtroppo - continua Miracapillo - di queste avvertenze non si trovano tracce nelle etichette. Altro problema che va evidenziato è quello legato agli spot che pubblicizzano questi drinks, spesso rivolti in maniera leggera e accattivante a un pubblico molto giovane, un target che in realtà non dovrebbe fare uso di questo tipo di bevande".

In alcuni Stati europei ed extraeuropei però le bevande energetiche non hanno avuto l'autorizzazione all'immissione in commercio: " In Francia, il Ministero della Sanità ha stabilito che potrebbero avere effetti indesiderati sul metabolismo e sulla pressione arteriosa e li ha classificati come medicinali, impedendone di fatto la distribuzione. Anche la Danimarca e la Norvegia non ne hanno autorizzato la vendita. In Gran Bretagna, infine, il commercio di tali bevande è consentito liberamente, ma è sconsigliato l'uso alle donne in gravidanza, ai minori e alle persone a rischio cardiovascolare - ricorda Rossella Miracapillo - Tutto ciò per evidenziare quanto sia ora necessario che anche in Italia ci sia un particolare controllo da parte delle autorità".

2008 - redattore: BS - HelpConsumatori.it


Il sito dell'Osservatorio sui prezzi

Oggi ho comprato due chili di patate al mercato di Torino in Piazza della Repubblica ed ho pagato due euro. Qui ad Aosta al mercato le paghiamo 1,50 al chilo... Ma vi rendete conto?  su un spesa di 2 chili di patate un risparmio di 4 euro???????

Iscriviamoci tutti a Tocchiamoli, per "Toccare" l'offerta e risparmiare!

Vi segnalo il sito dell'Osservatorio dei Prezzi curato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che offre sempre nuovi servizi ai consumatori.

L'OSSERVATORIO PREZZI

L'Osservatorio Prezzi è un nuovo servizio di informazione, trasparenza e orientamento ai consumatori realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MSE), Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori in collaborazione con le Amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, con l'ISTAT, l'UNIONCAMERE, le Associazioni dei Consumatori, le parti sociali e con l'IPI.

L'iniziativa rappresenta un punto di riferimento, sia per i consumatori, sia per gli operatori economici, per documentarsi sull'andamento dei prezzi dei beni e dei servizi di largo consumo sulla loro variabilità e sulle dinamiche inflazionistiche.

Come funziona l'Osservatorio nazionale prezzi:
È stato individuato un paniere composto da beni e servizi, che rispecchia le voci di spesa più comuni delle famiglie italiane.
Di questi vengono periodicamente rilevati i prezzi e le tariffe assicurando - quanto a numero di osservazioni, struttura merceologica del paniere, copertura territoriale - un sufficiente grado di rappresentatività. Per ciascun prodotto vengono rilevati i prezzi medi, minimi e massimi tenendo conto delle diverse fasce di consumo e delle diverse aree territoriali e quale elemento principale dell'"informazione al consumatore", ne vengono comunicati i livelli sull'intero territorio nazionale.

Le fonti dell'Osservatorio nazionale Prezzi
ISTAT
EUROSTAT
INFOMERCATI
ISMEA

PRESENTAZIONE DEL MINISTERO

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato, presso la Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori, un progetto per la realizzazione dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe, con il compito di fornire, con continuità e tempestività, informazioni sul livello dei prezzi di un paniere di beni e servizi di largo consumo, sulla loro dinamica e sulla loro variabilità territoriale.

L'Osservatorio si propone di:

  • Informare il consumatore sul livello prevalente dei prezzi dei beni e dei servizi, in modo da arricchirne la capacità di scelta;
  • Individuare movimenti anomali di prezzi per i prodotti e per i servizi osservati, in modo di analizzarne la natura ed orientare i possibili provvedimenti;
  • Analizzare i processi di formazione dei prezzi.

Siamo infatti convinti che aumentare l'informazione ai consumatori ed agli operatori sia la strategia più efficace per accrescere il grado di concorrenza dei mercati e quindi impedire dinamiche ingiustificate dei prezzi.

Il conseguimento di questa finalità richiede tuttavia l'uso di strumenti e metodologie corrette di rilevazione, analisi e diffusione dei documenti per evitare che l'informazione si traduca in una forma di disturbo e distorsione dei mercati.

Per questo motivo l'Osservatorio basa la sua attività sulla collaborazione ed il confronto tra la struttura operativa centrale, messa a punto dalla Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori, l'Istituto Nazionale di Statistica e gli altri attori del Sistema Statistico Nazionale, a livello centrale e locale.
Con gli stessi intendimenti, l'Osservatorio Prezzi pubblica note metodologiche e studi ad integrazione delle informazioni sui prezzi.

PRESENTAZIONE DELLA DIREZIONE GENERALE PER LA CONCORRENZA E I CONSUMATORI

Attuare politiche per la tutela del consumatore è uno dei compiti prioritari della Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori del Ministero dello Sviluppo Economico.

La tutela dei consumatori, in un contesto di economia di mercato, si persegue anche con un'efficace politica d'informazione ed orientamento sui livelli e l'andamento dei prezzi.

In quest'ottica, la Direzione Generale ha previsto la realizzazione del progetto "Osservatorio Prezzi e Tariffe" con l'obiettivo di predisporre un sistema informativo per il monitoraggio dei prezzi dei beni e servizi di largo consumo. Attenzione particolare sarà riservata al processo di formazione dei prezzi nelle diverse fasi della filiera distributiva.

Per la diffusione delle informazioni sui prezzi e sul loro andamento è stato realizzato il presente sito, con lo scopo di garantire un'informazione di base al consumatore, ai soggetti istituzionali ed agli operatori economici e sociali interessati.

Il contenuto del sito sarà costantemente aggiornato cercando di garantire che in un dato mese siano riportate tutte le informazioni relative al mese precedente.

Con la realizzazione del Sistema Informativo e l'attivazione del sito dell'Osservatorio Prezzi, la Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori ha inteso offrire un efficace ed aggiornato strumento d'informazione a tutela dei consumatori.

Sistema informativo che ci auguriamo di poter continuare ad implementare e migliorare con la collaborazione delle altre Istituzioni e delle Associazioni che collaborano a questo progetto, in quanto siamo convinti che solo attivando leve di comunicazione volte a diffondere il più possibile tra i cittadini l'informazione e la trasparenza si possa dare una chiave di lettura valida delle dinamiche dei prezzi in Italia ed in Europa.


Gianfrancesco Vecchio
Direttore Generale per la Concorrenza e i Consumatori
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO


postato da: Dilia61 alle ore 17:31 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: giustizia, consumi, tocchiamoli, social prosumer

Burma, non se ne parla piĂą, eppure ....

La corsa contro il tempo di Medici Senza Frontiere per portare aiuti in Myanmar.

29/05/2008

Tre settimane dopo che il ciclone Nargis ha colpito il Myanmar, mancano ancora i beni di prima necessità per i sopravissuti e gli aiuti che sono arrivati nelle zone colpite dal ciclone rimangono ancora insufficienti.

Mentre Medici Senza Frontiere (MSF) è riuscita a fornire cibo ad oltre 120 mila persone nell’area devastata del delta del Irrawaddy, enormi nodi restano ancora irrisolti. Le restrizioni imposte dal Governo agli operatori umanitari stranieri dimostrano che ci troviamo di fronte ad una situazione disperata.
“Migliaia di persone non hanno ancora ricevuto nessuna forma di assistenza” dichiara Jean-Sebastien Matte, coordinatore delle operazioni di soccorso di MSF. “Ieri le nostre equipe, che stanno viaggiando in barca per raggiungere le aree più isolate, sono riuscite a raggiungere altri villaggi intorno alla zona di Bogaley. In questi villaggi abbiamo trovato persone che non avevano più scorte di cibo e che non mangiavano da 3 giorni. Stavano piangendo mentre chiedevano del cibo. Siamo stati in grado di distribuire loro alcune razioni alimentari di emergenza. Sfortunatamente ci sono molti altri villaggi nelle stesse disperate condizioni”, conclude Matte.

 Mancanza di cibo e ripari

I problemi principali sono la mancanza di cibo e di ripari adeguati. Trentasei equipe di MSF stanno distribuendo beni di sussistenza nei pressi di Bogaley, Labutta e Ngapudaw. Finora hanno distribuito 310 tonnellate di riso, 84mila scatolette di pesce, e più di 16mila litri di olio, oltre a teli di plastica per costruire ripari a circa 60mila famiglie. Alcune aree sono state identificate per intervenire con una seconda tranche di distribuzioni visti i crescenti bisogni della popolazione.

 Nuovi bisogni medici

MSF sta inoltre provvedendo a diversi bisogni medici in varie località. Con l’ausilio di cliniche mobili e di barche, lo staff sta effettuando una media di 500 consultazioni mediche al giorno.
Inizialmente lo staff trattava piccole ferite e fratture causate dai detriti caduti dagli alberi. Tuttavia i team di MSF stanno ora trattando un numero minore di questi casi e, in proporzione, un numero crescente di pazienti affetti da febbre, dissenteria e malattie dell’apparato respiratorio.
Queste malattie possono essere causate, o esacerbate, dalle precarie condizioni di vita, inclusa la mancanza di un riparo adeguato, scarsa qualità dell'acqua potabile e cibo non sufficiente. I casi più gravi sono stati trasferiti negli ospedali.

 Situazione sanitaria e mancanza di acqua

Equipe specializzate di MSF hanno distribuito contenitori d’acqua potabile, hanno allestito unità per la potabilizzazione in diversi centri sfollati, al fine di contribuire all’erogazione di acqua potabile. Tuttavia, l'ottenimento di acqua potabile resta un problema in molti settori. Inoltre molte latrine sono state distrutte dalla tempesta e devono essere ricostruite. Per questi motivi MSF rimane vigile rispetto a possibili focolai di malattie infettive, ma finora nessun caso è stato rilevato.

 Il dolore della memoria

È molto importante fornire sostegno psicologico ai sopravvissuti. Molti di quelli che hanno vissuto il ciclone e le successive inondazioni hanno assistito a cose orribili. Un gran numero di persone sono traumatizzate dalla loro esperienza. Alcuni hanno difficoltà a dormire o soffrono di mal di stomaco o dolori al torace. Altri hanno la pressione alta. Molti non riescono nemmeno a parlare. Un medico birmano di MSF racconta: "Ho curato un uomo che era rimasto ferito. Aveva assicurato il suo bambino intorno al suo collo mentre galleggiavano. Ma dopo un po’ non aveva più energia, ed ha lasciato andare il suo bambino. La moglie non lo poteva accettare e ha cercato di salvare il bambino. Ha nuotato dietro il piccolo e sono annegati entrambi. Non poteva fare nulla. Quando l’ho visto, era sconvolto. Non sapevo cosa dire ".

 Allentamento delle restrizioni agli operatori umanitari?

Ora che il governo ha promesso di allentare le restrizioni imposte agli operatori umanitari stranieri, MSF si appresta a inviare più personale internazionale nella zona interessata. Essi forniranno l’esperienza necessaria e le competenze in tutti i settori delle operazioni - molti operatori birmani non hanno mai lavorato in una zona colpita da una catastrofe naturale di queste proporzioni prima d’ora. Attualmente MSF ha circa 250 tra medici, infermieri e logisti operativi nella zona del Delta, tra cui più di una dozzina di personale internazionale specializzato in settori tecnici come l'acqua e la manutenzione di strutture igienico - sanitarie, nonché in coordinamento degli interventi di emergenza.

 Controllo sulla qualità delle operazioni di soccorso

MSF è in costante contatto con i suoi collaboratori per verificare quali specifiche difficoltà incontrano nello svolgimento delle loro attività. Indagini sono anche state fatte per scoprire se la popolazione locale è soddisfatta dell'assistenza fornita da MSF. Dice Vincent Hoedt, coordinatore di emergenza: "Noi non solo proviamo ad assicurarci che i beni di prima necessità raggiungano il posto giusto, ma vogliamo anche sapere se il nostro aiuto è considerato accurato e di qualità accettabile ".

In molte zone del delta, MSF rimane la sola organizzazione presente in questo momento.

Medici Senza Frontiere

 MSF è presente in Myanmar dal 1992 e effettua ogni anno 1 milione di consultazioni mediche. MSF cura 16mila pazienti affetti da HIV/AIDS e fornisce cure antiretrovirali a 8mila di questi. L’anno scorso ha curato più di 200mila persone colpite dalla malaria.


giovedì, 29 maggio 2008

NOI OPERATORI DI MERCATO, ALTRO CHE CONSUMATORI.



Lapidaria sintesi: “Tutti siamo chiamati ad una grande sfida. La malattia dell’Italia si chiama crescita zero. Il ritorno ad una crescita sostenuta deve essere il vero obiettivo strategico”.

Questo dice la Marcegaglia, nuovo presidente di Confindustria, all’atto dell’insediamento.

Già, ma tutti chi?

Se la crescita economica rende il consumo indifferibile,  mi pregio rammentare che altrettanto indifferibile si fa  il lavoro di consumazione.

Chi trasforma il valore/merce in ricchezza mediante l’acquisto?

Chi mediante l’esercizio di consumazione garantisce nuova produzione?

Chi mette quotidianamente e risolutamente in campo  tempo, attenzione,  perizia,  fiducia?

Chi ci mette pure i denari, i risparmi e il debito?

NOI !

Tutto questo facciamo: operatori di mercato altro che consumatori.

A conti fatti il 70% del PIL è il risultato combinato di queste azioni.

Abbiamo dato, stiamo dando, daremo ben oltre la crescita zero.

Non vogliamo sottrarci però e, per non farci parlar dietro, accingiamoci a dar manforte al proclama confindustriale.

L’OBIETTIVO STRATEGICO ce l’abbiamo eccome: si chiama produzione della Domanda e solo se abbondantemente corroborati, poi, acquistare.

LA SFIDA  è quella di riuscire a mettere sul mercato la nostra Offerta, intercettare i compratori che hanno bisogno delle nostre merci: tempo, attenzione, fiducia e metterle a reddito.

Così si amplia il mercato, con merci non inquinanti. Entrano acquirenti con elevata capacità di spesa:  voilà in bella posta il contributo dei Professional Consumers per riavviare la CRESCITA economica, altro che dilettanti.

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.cm

www.professioneconsumatore.org

 


postato da: prosumer alle ore 09:51 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, societĂ , social prosumer
mercoledì, 28 maggio 2008

Il risparmio energetico passa dall'elettronica

Ecco la riprova di ciò che sosteniamo noi di Tocchiamoli : E' LA DOMANDA CHE CREA L'OFFERTA. Noi consumatori attivi possiamo davvero cambiare le cose un po' per volta, per risparmiare, avere qualità ed un mondo meno inquinato.

Gli eletrodomestici e i prodotti dell'elettronica di consumo sono altamente energivori. Alcuni nuovi componenti possono migliorare l'efficienza.

Gli elettrodomestici sono fra i maggiori responsabili dei consumi domestici. Secondo uno studio dell'Iea (International Energy Agency) tutti i generatori eolici nel mondo messi assieme non riuscirebbero neanche lontanamente a coprire il fabbisogno energetico di tutti gli elettrodomestici quando sono in modalità standby. Il mercato mondiale relativo agli elettrodomestici raggiungerà i 462 milioni di unità entro il 2010, registrando un tasso medio di crescita del 5% dal 2006, anno in cui il mercato ha totalizzato 379 milioni di unità.
Ultimamente, sia da parte dei governi, sia da parte dei consumatori, è emersa una maggiore sensibilità verso le problematiche ambientali. I consumatori tendono a preferire elettrodomestici più efficienti in grado di ridurre significativamente la loro bolletta elettrica, oltre ad essere più rispettosi dell'ambiente. Anche le normative internazionali sull'efficienza energetica stanno diventando sempre più restrittive. Lo scorso febbraio, la Comunità Europea ha emanato risoluzioni molto severe in materia di importazione di elettrodomestici nell'area comunitaria, dichiarando per la prima volta in modo esplicito che solo gli apparecchi conformi alle normative europee possono essere introdotti sul mercato del Vecchio Continente, e che questo obbligo si estende anche agli importatori.
Le autorità europee hanno anche sollecitato gli Stati membri ad adottare misure di controllo più severe in materia. Gli aspetti tenuti severamente sotto controllo riguardano non solo le prestazioni dal punto di vista ambientale, e quindi i consumi, ma anche la compatibilità elettromagnetica. Per far fronte a questi requisiti, i produttori di elettronica per elettrodomestici devono ottimizzare al contempo le dimensioni, le prestazioni e i consumi dei sistemi di gestione dell'alimentazione.

Quanto e come consumiamo
Nel prossimo quarto di secolo, le emissioni di CO2 corrispondenti alla domanda globale di energia elettrica aumenteranno di oltre il 50%. La situazione è destinata a diventare ancora più critica se si tiene conto che, da quanto emerge dal rapporto International Energy Outlook 2007 dall'Eia (Energy Information Administration), la crescita del fabbisogno energetico nelle regioni emergenti dell'Asia, con l'India e la Cina, dovrebbe più che raddoppiare nel giro dei prossimi 25 anni fino a rappresentare il 65% dell'aumento complessivo del fabbisogno energetico nei Paesi in via di sviluppo. Dell'energia prodotta complessivamente, il 23% è utilizzata per usi residenziali e commerciali.
I consumi di energia elettrica, che costituiscono il 33% dei consumi energetici complessivi, dovrebbero aumentare del 67% entro il 2040. Il consumo totale annuo in Italia ammonta a 301,76 Terawattora, di cui il contributo residenziale rappresenta il 29%. 

Tecnologia che rende più efficienti gli elettrodomestici
Il miglioramento dell'efficienza energetica rappresenta la soluzione più efficace per far fronte al contenimento della domanda complessiva di energia. A questo proposito, gli elettrodomestici offrono un grosso potenziale per la riduzione dei consumi. Esiste la possibilità concreta di ridurre il fabbisogno energetico del 50 - 80%, semplicemente rendendo più efficienti gli elettrodomestici, l'impianto di condizionamento e l'illuminazione; riducendo il consumo durante lo standby degli apparecchi elettrici e migliorando l'isolamento termico delle abitazioni.
L'elettronica di potenza, essendo associata alla funzione di conversione, di controllo e di condizionamento efficiente della potenza elettrica, riveste un ruolo fondamentale nel garantire l'efficienza energetica degli elettrodomestici. Circa la metà dell'elettricità consumata per usi residenziali e commerciali è dovuta al funzionamento dei motori elettrici: si trovano nei frigoriferi, nelle lavatrici e nei condizionatori. Usando sistemi di pilotaggio dei motori a velocità variabile basati su Igbt, è possibile ottenere risparmi energetici del 30-40 % anche nei condizionatori, che sono notoriamente tra i maggiori responsabili dei consumi energetici nelle abitazioni.
Il controllo Vsd (Variable Speed Driving) consente inoltre di raggiungere in un terzo del tempo la temperatura desiderata. Usando un controllo a inverter, che si trova nei climatizzatori di classe A, è possibile abbattere i consumi addirittura dell'80%, garantendo risparmi consistenti sia sulla bolletta sia sull'intero ciclo di vita del climatizzatore, grazie all'elevata efficienza e alla riduzione delle vibrazioni, che migliora l'affidabilità. Sempre l'uso dei controlli a inverter e i sistemi di controllo intelligente del movimento applicato agli elettrodomestici assicurano un risparmio energetico del 40%, in base a una stima compiuta da STMicroelectronics.

Per ottenere un'efficienza superiore, gli elettrodomestici integrano un numero crescente di dispositivi su semiconduttore per il controllo e il monitoraggio dell'alimentazione. Di conseguenza, quello degli elettrodomestici rappresenta il settore applicativo più dinamico e promettente dei semiconduttori di potenza e per la gestione dell'alimentazione. Sono disponibili regolatori di tensione, modulatori Pwm (Pulse Width Modulation), Igbt (Insulated Gate Bipolar Transistor), Mosfet e diodi sotto forma sia di componenti discreti che di moduli integrati. Secondo iSuppli, le vendite di regolatori di tensione dovrebbero crescere con un tasso medio del 29,8% dal 2006 al 2010; nel frattempo le consegne di dispositivi di interfaccia dovrebbero aumentare del 18%, mentre le vendite di transistor di potenza e i diodi dovrebbero subire un incremento rispettivamente del 12,1% e del 6,1%. Si prevede che entro il 2010 l'80% dell'energia elettrica sarà controllata da dispositivi elettronici di potenza.

L'apporto delle lampade a fluorescenza
L'illuminazione rappresenta il 15% dell'energia elettrica consumata complessivamente. Gran parte di questo consumo è attribuibile ai circa 11 miliardi di lampadine incandescenti in uso nel mondo. In queste ultime, il 90 - 95 % dell'energia è trasformata in calore, mentre solo il 5 - 10 % produce effettivamente luce. Un modo molto più efficiente per produrre luce consiste nell'usare le lampade a fluorescenza. In questo caso, dei ballast elettronici convertono e regolano l'elettricità attraverso il tubo di vetro della lampada. Questi ultimi sono costituiti da alimentatori a commutazione con un inverter/interruttore integrato ad alta frequenza.
Le Cfl (Compact Fluorescent Lamp) dotate di elettronica di controllo consumano appena un quarto delle tradizionali lampadine. Una lampada Cfl da 23 Watt è quindi equivalente ad una lampada ad incandescenza da 100 Watt. In base a fonti Istat, una famiglia media composta da 4 persone consuma circa 400 kilowattora all'anno per l'illuminazione. Sostituendo il 66% delle lampade a incandescenza (in classe E) con quelle a risparmio energetico, dotate di ballast elettronici, è possibile ottenere un risparmio anche dell'80% che si traduce, per ciascuna famiglia italiana, in circa 200 kilowattora di risparmio. L'uso di un dimmer comporterebbe una riduzione dei consumi di un ulteriore 25%, migliorando l'efficienza e prolungando la durata delle lampade.

di Andrea Campioni  - da Sole24Ore.it


Questo può essere considerato nucleare pulito, privo di scorie radioattive

"Energia nucleare dal ferro" scoperta epocale di un ricercatore abruzzese

cardoneEnergia nucleare dal ferro: potrebbe rappresentare una svolta epocale la scoperta di un ricercatore abruzzese del Consiglio nazionale delle Ricerche, il prof. Fabio Cardone (nella foto), presentata a Chieti nell'ambito del Forum su "Energia e ambiente, sostenibilità del sistema" che si è svolto nell'Auditorium dell'Università D'Annunzio, su iniziativa del Lions Club Chieti "Host".

La reazione nucleare attraverso il ferro, ha spiegato il prof. Cardone, avviene con un processo ad ultrasuoni. La materia utilizzata nell'esperimento, ha poi aggiunto il ricercatore abruzzese, è stata il cloruro di ferro. poche centinaia di grammi, ha detto, hanno prodotto energia nucleare equivalente a diversi chili di uranio. Soprendente anche l'esito della reazione nucleare: l'energia prodotta è stata di altissima qualità e le scorie sono residui di ferro, assolutamente prive di radioattività.

Il prof. Cardone ha presentato a Chieti, dopo averlo fatto qualche mese fa a Sulmona, sempre su iniziativa del Lions Club, i dati scientifici relativi all'esperimento; perchè di esperimento si tratta, ha detto, finora non esiste un prototipo per la produzione su scala di questa forma di energia nucleare, ma solo strumenti di tipo scientifico. il prof. Cardone ha poi spiegato che la produzione di energia nucleare dal ferro, attraverso gli ultrasuoni, è un fenomeno presente in natura, conosciuto come "cavitazione", nome che deriva dalle cavità notate sulle eliche dei transatlantici nelle lunghe traversate. “Queste cavità - ha spiegato il prof. Cardone, venivano generate dalla combinazione di ultrasuoni ed acqua. E’ bastato riprodurre tutto in laboratorio - ha detto -  per avere la produzione di energia nucleare pulita, senza scorie radioattive”.

Un esperimento tutto italiano, ha poi aggiunto il ricercatore, con tecnologia italiana e di proprietà dello Stato italiano. La spiegazione dell'esperimento avvenuta nell'ambito del forum del Lions Club Chieti "Host" è visionabile sul sito www.vides.tv sul banner "forum ambiente".  É disponibile una pubblicazione scientifica dello studio sul nucleare pulito edita dal Lions Club.

Nino Germano  - da tuttoabruzzo.it


martedì, 27 maggio 2008

Tocchiamoli : NO al nucleare. SI alle energie rinnovabili

Uniamo le energie: Carlo Rubbia a Torino per discutere di solare e nucleare.

Si è conclusa Uniamo le energie, la due-giorni torinese di mobilitazione energetica voluta dalla Regione Piemonte, che ha avuto il suo momento di maggiore interesse ieri mattina al Palavela con l'intervento di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nel 1984

Il programma della Regione (che ha dichiarato la prima "guerra d'indipendenza dal petrolio", uno slogan discutibile) prevede: ridurre i consumi di energia primaria del 20%, abbattere il livello dei gas serra del 20% rispetto al 1990 e coprire almeno il 20% del fabbisogno mediante l'uso di fonti rinnovabili.

Sono questi i tre macro-obiettivi proposti, da raggiungere entro il 2020.

L'intervento di Rubbia ha puntato sulle due risorse energetiche che nel futuro, secondo il suo parere, saranno le sole a poter soddisfare le esigenze di un'umanità sempre più abbondante (il premio Nobel ha insistito molto sull'estremo incremento demografico di questi ultimi anni, che ha acuito il problema del provvigionamento energetico): il solare e il nucleare di nuova generazione, ancora in fase di studio.

Ci si potrebbe chiedere quale sia l'utilità pratica di eventi come questo, in cui vengono sì discussi importanti argomenti ma manca, solitamente, la loro applicazione pratica.

Forse farà eccezione il caso di ieri, però: Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, nel suo intervento conclusivo ha preso impegni concreti, promettendo sforzi e investimenti nel settore e andando nello specifico degli obiettivi che la Regione si è posta.

Nel corso della mattinata è stato presentato anche uno spot della Regione per il risparmio energetico, protagonista Arturo Brachetti (presente anche in sala per "rafforzare" il messaggio).

Il 38% dei consumi, infatti, vengono dal settore privato: si è insistito molto nel corso dell'evento su questo aspetto (anche dando a tutti i presenti una serie di guide e depliant informativi sul corretto modo di vivere per limitare i consumi: forse anche troppe, chissà quanta energia si è consumata nel produrle...), e lo spot è stato concepito proprio in tal senso, mostrando come solitamente sperperiamo risorse ed energie e come sarebbe invece semplice risparmiarle.

Nucleare, lite tra Rubbia e Veronesi

Il fisico: si occupi di oncologia.
Il medico: non mi scontro con lui

 ROMA—Umberto Veronesi, diventato paladino del nucleare, non piace al Nobel Carlo Rubbia che lo zittisce pubblicamente: «Veronesi si occupi di oncologia, dove riesce benissimo, lasciando il nucleare a chi ne ha competenza». Un botta a risposta a distanza. Lo scontro fra l’oncologo, neo senatore Pd, e il premio Nobel per la Fisica si è consumato fra un convegno e l’altro, dopo l’annuncio del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, di voler procedere alla costruzione di nuove centrali nucleari entro cinque anni. Veronesi aveva esultato, dichiarando quello che ormai ripete da tempo: «Il nucleare è una scelta inevitabile e sicura, per tutto ilmondo e per l’Italia in particolare».

Ma Rubbia, da anni impegnato a progettare una nuova generazione di centrali solari a concentrazione, non ha gradito: «Rispetto Veronesi come uomo e come scienziato, ma lasci il nucleare a chi ha passato anni a studiarlo». Veronesi non replica. Preferisce non alimentare una polemica fra big della ricerca scientifica. Lui, per l’esattezza, il nucleare ha tentato di rilanciarlo già un anno prima di Scajola. L’anno scorso, il 29 maggio, presentando con Marco Tronchetti Provera la «Conferenza mondiale sul futuro della scienza» di Venezia (dedicata all’energia), ha lanciato l’idea della costruzione in Italia di dieci centrali Epr (come quelle in costruzione in Francia e Finlandia) entro dieci anni. Rubbia invece pensa che questo nucleare, parente stretto della bomba atomica, sia da sostituire con uno più efficiente e sicuro, per esempio la fissione col torio. Nel frattempo? «Solare a go go».

Ma c’è, tra i competenti, chi scende in campo in difesa di Veronesi. L’ingegner Paolo Fornaciari, uno dei padri del «Progetto Unificato» Enel su cui si basava la filiera nucleare italiana degli Anni 80 sbotta: «Rubbia? Ma se non ha mai progettato nemmeno un chiodo di una centrale nucleare. Lui è un fisico delle particelle, di centrali nucleari non se ne intende affatto». E non perde l’occasione per presentare un suo progetto: «Ricostruire subito con 300 milioni di euro quelle parti di Caorso e Trino smantellate a caro prezzo da Bersani e fare ripartire queste due centrali entro appena dieci mesi!». Per il fisico Fabio Pistella, per anni direttore generale dell’Enea, oggi presidente del Centro informatico della pubblica amministrazione, Rubbia è troppo schematico: «Il nucleare è una terra di confine. E il cittadino si aspetta un contributo sia da Rubbia sia da Veronesi. Il primo è competente sui fenomeni della fissione, il secondo sulle conseguenze. Per valutare i pericoli della diffusione dei radionuclidi nell’ambiente, devo ascoltare Veronesi».

Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spezza mezza lancia a favore del premio Nobel: «Sono d’accordo con Rubbia quando dice che devono pronunciarsi gli esperti; ma a rigore di termini nemmeno lui è un ingegnere nucleare. Per conto mio sono favorevole al ritorno delle centrali che però arriveranno fra dieci anni». Infine, il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare Roberto Petronzio: «Polemica sterile. Per formarsi un’opinione corretta, valutare opportunità e rischi, è utile ascoltare tutti gli esperti con formazione scientifica». Rubbia vale Veronesi.

Franco Foresta Martin - Corriere.it


P.A. centrali, è scattata l’operazione trasparenza

Sul sito web del Ministero della Funzione pubblica e sui siti di Aran, Cnipa, Formez e Scuola superiore della pubblica amministrazione, sono stati pubblicati i dati di circa 1.100 dipendenti, di cui 330 del dicastero guidato da Renato Brunetta. Con “una piccola grande rivoluzione”, ha annunciato il ministro, sono stati messi online - in accordo con il Garante della privacy - i dati del personale, gli organigrammi, le informazioni sui dirigenti (numero, curriculum, retribuzioni, telefono, email) e i tassi d'assenza per ufficio. “La P.A. - ha spiegato il ministro - secondo dati macro e 'atecnici', ha tassi di assenteismo doppi rispetto al settore privato. Ma come ha detto Emma Marcegaglia, non è ammissibile che ci sia una parte del Paese che lavora e un'altra, soprattutto pubblica, che lavora molto meno, vivendo sulle spalle degli altri”. Appena definite le formalità dei decreti di gabinetto saranno inseriti anche i dati (ivi compresa la retribuzione) del Ministro e dei suoi collaboratori. www.innovazionepa.it/sc.htm


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lunedì, 26 maggio 2008

Che cos'è un Grid?
La risposta è che, mentre il World Wide Web è un servizio per la condivisione delle informazioni su Internet, la griglia è un servizio per la condivisione di computer potenza e capacità di memorizzazione di dati su Internet. La griglia va ben oltre la semplice comunicazione tra computer, e mira in ultima analisi, a sua volta la rete globale di computer in una grande risorsa di calcolo. La realtà è che oggi, la griglia è un "work in progress", con la tecnologia di base ancora in una fase di prototipo, in fase di sviluppo da parte di centinaia di ricercatori e di ingegneri del software di tutto il mondo. GRNET, la EGEE Partners in Grecia hanno prodotto un video introduttivo. Griglia Cafe ha ulteriori informazioni su Grid Computing in generale. http://egee1.eu-egee.org/

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Tocchiamoli : E il nome di questi farmaci? noi consumatori abbiamo il diritto di sapere!

Farmaci truffa, è "disastro colposo"
Ventidue specialità sotto controllo

Nuovo filone nell'inchiesta sull'Agenzia per i farmaci. Istituita commissione ministeriale
Silvio Garattini: "Fuori i nomi". Ma per il ministero della Salute "non c'è pericolo"

<B>Farmaci truffa, è "disastro colposo"<br>Ventidue specialitĂ  sotto controllo</B> TORINO - Disastro colposo per la messa in commercio di farmaci non perfetti. Si apre un nuovo filone nell'inchiesta piemontese sull'Agenzia per i farmaci. Ventidue medicine in commercio sono sospettate di essere dannose per la salute dell'uomo. Il farmacologo Silvio Garattini chiede che siano resi nomi i nomi delle specialità: "E' da incoscienti lasciare in giro farmaci a rischio per i cittadini e non dire quali siano".

Il ministero: "Non c'è pericolo". Ma il ministero della Salute getta acqua sul fuoco: "Sono specialità conosciute nel mondo, testate da anni. Non c'è pericolo alcuno" ripetono. Ammettono che su alcuni "bugiardini", i foglietti illustrativi contenuti nelle medicine, qualche controindicazione era stata soppressa per rendere più facile ottenere la licenza di vendita, "ma è stato messo già tutto in ordine". Temono la psicosi a Roma e non vogliono che nei cittadini si diffonda l'idea che in commercio ci siano farmaci che possono far male. "Non c'è pericolo", si ostinano a ripetere al ministero.

Soldi in cambio di omissis. Nell'occhio del ciclone, un
antinfiammatorio che, nonostante potesse provocare "gravi danni al fegato" non è stato sospeso dal commercio, "dimostrazione - dice la Procura - che c'è stata una corruzione". Altro caso è quello che riguarda la commercializzazione di un anestetico locale "che - come scrivono i giudici - presenta un difetto a causa del quale due fiale diverse non sono distinguibili tra loro, con evidenti conseguenze per la salute pubblica". Anche questa volta sembra che i funzionari infedeli dell'Aifa abbiano chiuso un occhio in cambio di laute mance. Secondo il gip, "la gravità del comportamento di certuni che non esitano a tutelare gli interessi commerciali della società produttrice dei farmaci a scapito delle conseguenze per la salute dei pazienti, è emblematica".


Dossier compicenti. E poi ci sono psicofarmaci, antibiotici, diuretici, antipertensivi, antiasmatici a base di principi attivi che, scaduti i canonici dieci anni del brevetto, dovevano essere nuovamente sperimentati con tutti i crismi, ma che sono stati proposti con modalità poco convincenti. Si parla di società che hanno svolto le analisi preparatorie all'estero, in Ucraina, con modalità poco sicure; di pratiche sbrigate dall'Aifa troppo celermente; di dossier piuttosto compiacenti.

Istituita commissione ministeriale. Una speciale commissione d'inchiesta composta da tre saggi istituita dal sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio affincherà i magistrati piemontesi nell'inchiesta. Agli arresti da un paio di giorni sono finiti in otto: due i corrotti, alti dirigenti dell'Agenzia per i farmaci; sei i corruttori, dipendenti di case farmacautiche o di agenzie di intermediazione.

"Niente contro la salute dei cittadini".
In questi mesi ci sono stati pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, la documentazione video del passaggio di una mazzetta. Le prime ammissioni, infine, sono arrivate. Il procuratore di un'azienda farmaceutica indagato per corruzione ha confessato di aver passato dei soldi ad un presunto dipendente dell'Aifa per rendere più facile l'iscrizione nel prontuario. "Ho ricevuto regali - ha detto l'imputato - ma non ho fatto niente contro la salute dei cittadini".


QUELLI DELLA PUBBLICITA’ HANNO SCIPPATO ADAMO



In principio fu Adamo. Si proprio Lui “the first”che, fornito della divina onomathesia, ha imposto il nome alle cose.

Così ci venne consegnato un mondo distinto, interpretato; dove le cose potessero accadere, dare loro esistenza: senso.

Poi è toccato a filosofi, poeti, artisti, religiosi. In ultimo, nei pressi del mondo contemporaneo, ai pubblicitari che mostrano straordinarie abilità nel perseguire cotanto compito.

Quelli della pubblicità hanno scippato Adamo.

Non solo informano: danno Nomi e Norme, ordinano  Fatti, confezionano Emozioni, dispongono Significati.

Impacchettano dentro pakaging impeccabili Esperienze, altro che prodotti; Senso, altro che merci.

Là, dove tutto è merce, la pubblicità previene poi provvede  quando, come, dove, perché delle cose che accadono e noi con-formati e con-vinti, senza remore, facciamo del nostro peggio.

Esecrabili, disdicevoli?

Loro no, noi si.

Loro fanno del loro meglio.

Chi meglio di loro propone domanda di consumo?

Chi meglio di loro olia i meccanismi dell’acquisto?

A noi, orfani della domanda, non resta che acquistare fino allo stremo; fino a confondere la fisiologia dello stare nel mercato per produrre ricchezza, con la patologia del consumare che ci alberga come Fine.

Fino a generare  patenti diseconomie: sprechi, monnezze, debito in eccesso, allucinate solitudini.

Non è un bel vedere, dobbiamo cambiare registro.

Per non farla troppo lunga e noiosa si può cominciare da un giochino: “interferenza culturale” si chiama. 

Un sagace passatempo per  smontare il meccanismo pubblicitario: quello affisso sui muri, quello degli spot televisivi, quello esposto nei giornali, quello che ci pesca nella rete delle reti.

Guardare dentro il massaggio di sguincio, capovolgere, modificare, come fare i baffi alla Gioconda così da alterare quelle risoluzioni di senso e scardinare le nostre inerzie; separare l’informazione dalla sublimazione, la conoscenza dal Senso.

Quelli del Culture Jamming già lo fanno con risultati esilaranti.

Si potranno separare così  i mezzi dai fini; sconnettere gesti fin troppo automatici, limare retoriche imperscrutabili che affannano e , mi voglio rovinare, così rinvigoriti ed informati poter andare al mercato per Offrire DOMANDA, contrattare l’OFFERTA fare il PREZZO

Questo il nostro mestiere, vieppiù un ricostituente per la nostra mente.

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 


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sabato, 24 maggio 2008

Il consumatore è il perno della crescita economica

Leggi questo articolo ed iscriviti subito a Tocchiamoli, diventa un consumatore attivo

SVILUPPO E EQUITÀ SOCIALE

Per avere una economia che funziona, attiva e in sviluppo, non è sufficiente puntare soltanto sull’economia. Può apparire paradossale ma questa è la tesi del Professor Luigi Campiglio, direttore della Rivista di Scienze Sociali e Pro Rettore dell’Università Cattolica secondo il quale si deve puntare anche sull’equità sociale. Secondo Campiglio, che ha tenuto a Milano un interessante convegno promosso da ISMO (Gruppo Professionale Interventi e Studi Multidisciplinari nelle Organizzazioni), non ci può essere progresso e sviluppo in economia se non si tiene in considerazione anche l’equità sociale e il benessere generale della popolazione. Servono infatti provvedimenti mirati a tenere sotto controllo la soglia di povertà. Nelle società moderne il consumatore è sempre più importante; centrale nell’economia di un Paese. Occorre tuttavia delineare in modo preciso chi è effettivamente il consumatore al di la dei miti e dei luoghi comuni. In Italia il 60% del Pil deriva dai consumi delle famiglie. Un altro 20% discende dai consumi pubblici Sanità e Istruzione). La chiave di lettura per comprendere i consumi è avere ben presente che questi derivano sempre da una decisione della persona. Si sceglie cosa si vuole e si può consumare. Naturalmente occorre anche distinguere tra consumi interni ed esterni ovvero le esportazioni.

Dal punto di vista strategico è noto che le scelte in quanto tali non sono sempre univoche. In alcuni casi può essere utile puntare sui consumi interni, in altri sulle esportazioni. Allo stesso modo, non sempre le scelte economiche sono sufficienti poiché esiste un’inerzia in economia in base alla quale le scelte operate non producono immediatamente effetti tali da invertire o influenzare immediatamente il corso economico. Un dato da monitorare costantemente è riconducibile alla percentuale dei consumi relativi alla spesa alimentare: quando questa è eccessivamente alta è un campanello di allarme. Attualmente nel nostro Paese essa è pari al 17,7%: “Quando superasse il 30% sarebbe preoccupante poiché indicherebbe la contestuale riduzione di altri consumi. Le spese alimentari si possono classificare tra quelle fisse irrinunciabili, quando aumentano significa che si riduce lo spazio per altri consumi. D’altra parte la povertà si manifesta in maniera diversa rispetto al passato. Vi sono nuove spese che un tempo erano considerate superflue ma che adesso sono considerate quasi necessarie in quanto relative a consumi di civiltà”.

Se aumentano i consumi e spese fisse si riduce lo spazio per gli altri consumi, si riduce la libertà di scelta e di azione del consumatore e ne risente l’economia. Inoltre, i prezzi che aumentano maggiormente sono proprio quelli relativi ai beni primari con domanda anelastica come il cibo. Non è un caso che un’indagine Istat abbia messo in evidenza come nel periodo 2005/2006 il 14,6% delle famiglie dichiarava di arrivare con difficoltà a fine mese, il 28,9% di non riuscire a sostenere le spese impreviste e il 9% di essere in arretrato con le bollette. La mitica sovranità del consumatore può essere messa in crisi da questi dati e la sua libertà di scelta è sempre più ristretta. Se calcoliamo il reddito mediano in Italia possiamo notare che esso diminuisce leggermente mentre aumenta quello medio. Ciò significa che siamo di fronte all’aumento del divario tra ricchi e poveri, soprattutto al Sud. Il reddito mediano di una famiglia è pari a 1.870 euro al mese in presenza di aumenti costanti dei prezzi registrati nel corso degli ultimi cinque anni che hanno di fatto diminuito il potere di acquisto del consumatore.

L’economia registra ormai due velocità, la popolazione è divisa in due parti. Forse all’esterno i consumi appaiono stabili perché aumenta il reddito dei ricchi ma, di pari passo diminuisce quello dei poveri e delle categorie non ancorate a meccanismi di adeguamento all’inflazione reale. Il consumatore rimane pertanto un elemento fondamentale su cui puntare per la crescita economica poiché lo sviluppo non può prescindere né dalla tutela dei consumi né da un’attenzione rivolta all’equità sociale.

di Gianni Fossati - Opinione.it


Reti Wireless e RFID tra le tematiche di SAVE 2008

Si sta definendo il programma congressuale di SAVE la Mostra Convegno Internazionale delle Soluzioni e Applicazioni Verticali di Automazione, Strumentazione e Sensori, in programma a Veronafiere dal 21 al 23 ottobre 2008.

La manifestazione, per la costruzione del proprio fitto panorama congressuale, si avvale della collaborazione di importanti Enti e Associazioni di categoria, come ANIPLA (Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione), PLC Forum (la principale Associazione Italiana online per la promozione dell’Automazione), AIS / ISA Italy Section (Associazione Italiana Strumentisti), AIMAN (Associazione Italiana Manutenzione), ISPE (con l’Affiliata Italiana della Società Internazionale di Ingegneria Farmaceutica), FAST (la Federazione italiana delle Associazioni Scientifiche e Tecniche) ecc.

Di particolare importanza risulta l’impegno in SAVE dell’Università degli Studi di Brescia, polo specializzato nella sensoristica, che porterà il proprio apporto al programma convegnistico con l’organizzazione di un appuntamento / tavola rotonda – coordinata dalla professoressa Alessandra Flamini – dedicata alle “Reti di Sensori Wireless”.
Nel corso del convegno verrà fatto il punto sullo stato dell’arte del Wireless Sensor Networking, una realtà che oggi abbraccia trasversalmente molteplici campi (dalle varie possibili applicazioni industriali a settori più specifici quali l’assistenza ospedaliera, o la domotica), per poi approfondire i singoli ambiti di applicazione con interventi specifici dal taglio tecnico, e che si addentreranno in casi concreti.
Tra le tematiche che si andranno a sviluppare, sottolineamo l’approfondimento dedicato ai sensori e agli strumenti wireless per il controllo di processo, relativamente all’ambito dell’automazione industriale, dove sistemi quali il Wireless Hart si propongono in sostituzione delle tradizionali tecniche cablate (fieldbus); mentre riguarderà la domotica un intervento sull’uso del controllo wireless dei sistemi di termocondizionamento (“Architetture mesh per il controllo di ventilconvettori”, a cura di Stefano Quadri - Intea Engineering).

Di strumentazione wireless nell’industria di processo si occuperà anche una giornata di studio a cura di AIS / ISA Italy Section, che farà il punto sullo sviluppo degli standard e delle applicazioni nei sistemi di automazione.
Il convegno, infatti, si pone come obiettivo la trattazione delle attuali problematiche progettuali per la realizzazione di applicazioni di misura basate su tecnologia wireless negli impianti industriali e si concentrerà sulle soluzioni realizzate dai principali produttori di strumentazione ed automazione o da società di ingegneria, concedendo spazio anche agli utilizzatori finali ed ai costruttori perché possano illustrare i benefici ottenuti dall’uso di questa promettente tecnologia.

Altra importante collaborazione è quella tra SAVE e l’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza, tra le primarie università italiane nel campo della ricerca scientifica, in particolare per la Facoltà di Ingegneria, e per il centro di eccellenza Lab#ID specializzato nello studio e ricerca dei sistemi RFID.
Proprio a cura della LIUC di Castellanza sarà l’organizzazione di un convegno - coordinato dal professor Luca Mari - che avrà per oggetto le novità e le applicazioni dei sistemi RFID.
I sistemi RFID si stanno diffondendo in ambiti applicativi sempre più numerosi e diversificati, rispondendo a esigenze concrete e progressivamente più complesse delle aziende; un chiaro indicatore, questo, della possibilità di applicazione dell’RFID anche al di fuori del tradizionale ambito logistico – pensiamo al caso della automazione dei processi, e alla tracciabilità dei vari componenti lungo una linea produttiva.

Finalità del convegno è proprio quella di illustrare la ricerca, lo sviluppo e gli utilizzi dei sistemi RFID nei diversi ambiti, con case history realizzate in parte anche con il supporto del laboratorio Lab#ID dell’Università di Castellanza.
Tra i casi applicativi discussi nel convegno si avranno interventi di Immergas (con memorie di Mirco Angioletti di Immergas e di Ilario Caldana di Eurolink) e di Slimpa-Kone (Davide Zanotto, Slimpa SpA). Interessante poi un altro caso pratico esemplificativo, riguardante l’impianto di gestione dei bagagli del Terminal 2 di Malpensa, in cui il sistema RFID è stato installato per migliorare l’efficienza del processo di smistamento dei singoli bagagli, consentendone la tracciabilità dal check-in all’imbarco e, in prospettiva, alla riconsegna (Caterina Castellano, SEA).

Ulteriori informazioni su SAVE sono disponibili al sito www.exposave.com.

SAVE si svolgerà in concomitanza con Future Lab (Laboratorio Chimico), MCM (Manutenzione Industriale), Home and Building (Domotica e Building Technologies), e CREA (Condizionamento, Riscaldamento, Energia e Ambiente).
http://www.areapress.it/

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venerdì, 23 maggio 2008

Aumenta l’incidenza delle malattie sessualmente trasmesse: vittime preferite i giovanissimi

La sifilide e la clamidia colpiscono un numero sempre maggiore di persone e le vittime preferite sembrano essere principalmente gli adolescenti. È il dato piuttosto allarmante emerso dai recenti lavori del Congresso di dermatologia e venereologia organizzato da SIDEMAST (Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) e ADOI (Associazione dei Dermatologi Ospedalieri Italiani).
La
sifilide sembra evocare scenari settecenteschi ormai superati e invece torna prepotentemente alla ribalta con 1.200 nuovi casi ogni anno e un aumento del 5% del numero di pazienti; la clamidia non è da meno e la sua incidenza, negli ultimi anni, è salita del 2%, soprattutto tra i ragazzi tra i 15 e i 24 anni.

Gli esperti lanciano l’allarme: i più colpiti sono i giovani, maggiormente esposti a rischio di contrarre e diffondere una malattia sessualmente trasmessa a causa di comportamenti ai limiti. In cerca di avventure, senza profilattico, alla mercè di sballo e droga: sono gli under 25 i soggetti che hanno contribuito in maniera significativa a favorire la diffusione delle malattie, resistono ai sintomi e ai primi fastidi anche per mesi prima di arrivare a una diagnosi di sifilide di secondo grado con ben sei/otto mesi di ritardo.

Mario Aricò, presidente della SIDEMAST, lancia l’allarme: da un lato il consumo di droghe interferisce con l’azione dei farmaci, come la penicillina, prescritti per curare la sifilide, dall’altro è in preoccupante aumento il numero i giovani donne incinte che, inconsapevoli, portano avanti la gravidanza insieme alla sifilide. Il 10% dei pazienti che si rivolgono ai medici per curare la sifilide è composto da ragazze incinte: la malattia, soprattutto se contratta nei primi mesi di gravidanza, può rappresentare un serio rischio per la salute del feto.


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Chewing-gum per "uccidere" l'alito cattivo

L'estratto della corteccia della magnolia - un rimedio tradizionale della medicina cinese - potrebbe essere la nuova arma nella lotta contro l'alito cattivo. Il produttore di gomme da masticare Wm Wrigley Jr ha detto di aver aggiunto un po' di questo composto, capace di uccidere i germi, alle sue gomme e mentine Eclipse, con la speranza non solo di coprire l'alito cattivo, come fanno le gomme e le mentine piu' forti, ma di uccidere i batteri che ne sono la causa.


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categorie: social prosumer, salute - rimedi naturali

Sport e inquinamento atmosferico

E' salutare fare sport all'aria aperta nelle città? Se è vero che fare sport migliora l'efficienza fisica è altrettanto vero che respirare "a pieni polmoni" lo smog della città annulla spesso i benefici prodotti dallo sport stesso. Gli agenti inquinanti presenti nei centri delle città sono sempre più numerosi ed in quantità crescenti; essi sono sicuramente fra i peggiori nemici per i nostri occhi e l'apparato respiratorio. Cerchiamo di definire quelli più insidiosi presenti nell'aria.


Biossido di zolfo

Un derivato degli impianti di combustione per la produzione dell'energia elettrica (53%) e per il riscaldamento (22%); è un irritante di occhi e muscose in genere. Partecipa alla formazione delle "piogge acide".


Tsp o particolato sospeso

E' un complesso miscuglio di sostanze, organiche e inorganiche, derivate da fonti naturali (ad esempio vulcani e polvere della terra) o dalle attività umane (centrali termiche, traffico dei veicoli, riscaldamento domestico ecc.). Responsabile di irritazioni dell'occhio e delle vie respiratorie, tosse,
sintomi cardio-respiratori, convulsioni. La frazione respirabile delle polveri (o particelle PM10) è la più pericolosa perché, per il diametro ridotto, può arrivare alle vie respiratorie più profonde portandovi sostanze inquinanti e spesso cancerogene, come il benzopirene, l'arsenico e il mercurio.


Biossido di azoto

Gas rosso-brunastro con odore pungente; deriva soprattutto dai gas di scarico dei veicoli a motore (56%) e dagli impianti industriali (6%). E' un tossico "acuto" per le mucose e per gli occhi; può provocare anche danni polmonari e, in concentrazione elevata, essere anche letale.

Ozono

Gas che in natura si trova negli strati alti dell'atmosfera (stratosfera), dove costituisce uno "scudo" alla penetrazione dei raggi ultravioletti. Si può trovare in alte concentrazioni negli strati bassi (troposfera) dove sono presenti gli ossidi di azoto e i composti organici volatili e, alla presenza della luce e del sole, si trasforma in agente inquinante.

INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Sostanza
Livello di Attenzione
Livello di Allarme
Biossido di Zolfo*
125
250
Biossido di Azoto **
200
400
Biossido di Carbonio **
15
30
Ozono **
180
360
Standard di Qualità
Idrocarburi ***
200
* Media di 24 ore
** Concentrazione di un'ora
*** Media di 3 ore(Valori espressi in microgrammi per metro cubo, tranne per il monossido di carbonio, espresso in milligrammi per metro cubo)



Nelle città con più traffico si possono verificare concentrazioni pericolose di:

  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA), liberati dalle benzine; un terzo di queste sostanze svolge una accertata azione cancerogena;

  • benzene, una delle sostanze a maggior rischio-cancro, prodotta da auto non catalizzate, ma anche da ciclomotori e auto catalizzate;

  • ossidi di carbonio, gas incolore e inodore che deriva dalla combustione incompleta dei combustibili e di altre sostanze contenenti carbonio (ad esempio inceneritori per smaltimento rifiuti); ha la capacità di ostacolare il trasporto dell'ossigeno da parte del sangue.

In Italia i veicoli a motori contribuiscono per il 90% alle emissioni di queste sostanze, stimate in circa 5.5 milioni di tonnellate.


Sport e inquinamento

A questo punto è evidente che per praticare attività sportiva all'aperto (jogging, bicicletta ecc.) è bene mantenersi lontano dal traffico. L'aumento dell'attività respiratoria dovuta allo sforzo fisico e la dilatazione delle prime vie respiratorie aumenta la capacità di penetrazione nell'
organismo delle sostanze inquinanti respirate. Un altro consiglio è quello di evitare di svolgere attività fisica nei parchi e nelle aree verdi urbane negli orari più caldi, quando è maggiore il rischio di inquinamento da ozono. Paradossalmente, infatti, per complesse reazioni chimiche è proprio la mancanza di smog ad impedire l'abbattimento dei livelli di ozono. E' poi opportuno, quando è possibile, lasciare a casa l'automobile e fare una bella passeggiata: è un modo per mantenersi in allenamento e contemporaneamente ridurre l'inquinamento ed il traffico.


Gli occhi

L'inquinamento può arrecare gravi danni non solo al sistema respiratorio, ma anche a quello visivo. I problemi più importanti riguardano la lacrimazione, necessaria per alimentare e refrigerare la
cornea. L'evaporazione della componente acquosa causa l'emersione dello strato mucinico, con perdita della nitidezza della visione e difficoltà a tollerare le lenti. L'occhio "secco" favorisce le aggressioni batteriche, venendo a mancare l'azione del film lacrimale che protegge la cornea dagli agenti aggressori. I primi sintomi di una sempre più marcata aridità lacrimale sono rossore e sensazione di sabbia nell'occhio.


Che cosa sono

Biossido di zolfo: deriva da riscaldamento e industrie e dai processi di combustione dei carburanti contenenti zolfo. Può irritare occhi e mucose e partecipa alla formazione di piogge acide.

Biossido di azoto (NO2): dal settore dei trasporti proviene più del 50% di tutte le emissioni di ossido di azoto. Il biossido di azoto ha effetti di
tossicità acuta sia sulle mucose che sugli occhi, ma può provocare danni polmonari e, in elevate concentrazioni si dimostra letale.

Monossido di carbonio (CO): gas incolore e inodore sfornato dal traffico e dalle industrie ha la capacità di limitare la quantità di ossigeno trasportata dal sangue, provocando effetti di tossicità
cardiovascolare, e in enormi quantità l'asfissia. In Italia i veicoli a motore contribuiscono per il 90% al totale delle emissioni.

Ozono (O3): negli strati bassi dell'atmosfera provoca irritazioni all'apparato respiratorio.

I.drocarburi (HNMC): sono i principali responsabili dello smog fotochimico, che può provocare difficoltà respiratorie, attacchi di asma,
insufficienza cardiaca. Ma gli idrocarburi più pericolosi sono i policiclici aromatici, un terzo dei quali svolge un'accertata azione cancerogena.


Quando l'aria può essere considerata inquinata?

  • L'aria pura è un miscuglio di sostanze aeriformi, la cui composizione percentuale si mantiene costante fino a 80-90 chilometri di altezza.
  • L'aria "pulita" in natura non esiste, perché nella sua composizione intervengono da sempre, anche se in modeste proporzioni, altre sostanze estranee immesse nell'atmosfera da alcuni processi naturali.
  • In particolare si riscontra anche una significativa presenza di anidride carbonica (0.03%) nei primi 10-15 chilometri di altezza e di ozono nello strato successivo.
  • L'inquinamento atmosferico provoca danni soprattutto all'apparato respiratorio: in condizioni di riposo un adulto inspira 6-9 litri di aria al minuto, pari a 9-13 metri cubi al giorno.
  • Nelle vie respiratorie entrano in media, anche 0.5-1 grammi di veleni per metro cubo di aria inspirata.