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Una vicenda tipica del nostro Paese dove il giudice che conduceva le indagini ha affermato che la colpa della morte del giovane cronista era de L’Ora e de L’Unità, i giornali sui quali scriveva. Giornali che lo hanno ideologicamente ingannato, portandolo a scrivere della vicenda che l’ha portato alla morte. Non dovrebbe quindi stupire ricordare che lo stesso magistrato, tale Agostino Fera, sia stato negli anni censurato anche in Parlamento per il proprio comportamento nel portare avanti le indagini. Carlo Ruta ha ricostruito tutto questo, dal giorno dell’assassinio, passando per la mite condanna nei confronti del figlio del suo procuratore capo di allora fino agli atti della Commissione Antimafia. Con scrupolo da storico ha documentato e analizzato, pubblicando i risultati dell’immenso lavoro sul suo sito personale ’Accadde in Sicilia’. Nel dicembre 2004 il sito viene chiuso d’autorità a seguito di una denuncia nei confronti di Carlo. Il ’casus belli’ fu la pubblicazione dell’intervista ad uno dei testimoni della vicenda. Un atto chiaramente sproporzionato (sarebbe stato molto più logico chiedere il solo oscuramento della pagina) e che, al contrario di quel che ci si potrebbe aspettare, ha colpito il solo Carlo Ruta.
L’intervistato non è stato minimamente chiamato in causa (se la diffamazione la commettiamo in due entrambi dovremmo essere correi...). Questa vicenda, passata attraverso quattro anni di intimidazioni e querele ha portato nei mesi scorsi alla condanna per ’stampa clandestina’. Una condanna, considerato che il sito era un semplice blog personale, che subito apparve inconsistente e strumentale. Le pubblicazioni delle motivazioni rendono il quadro ancora più fosco. Non soltanto si punta a delegittimare l’operato della polizia postale che, dopo i rilievi del caso aveva affermato la ’non periodicità’ del sito (la periodicità secondo la legge sulla stampa di epoca post-fascista e ancora in vigore è un requisito essenziale per essere considerata), ma si va oltre la denuncia di reato. Prendendo ad esempio un periodo di quarantacinque giorni tra ottobre e novembre di un anno, nel quale il sito era stato aggiornato 10 volte, il giudice ha concluso che il sito di Carlo Ruta era da considerarsi ’quotidiano’. 10 volte in quarantacinque giorni. 0.22 articoli al giorno.
L’assurda illogicità della sentenza può solo far sperare (come scritto subito dopo la condanna su La Stampa) nei gradi successivi di giudizio. Se una sentenza del genere, con queste motivazioni, venisse sciaguratamente confermata in Corte d’Appello e soprattutto in Cassazione sarebbe la fine di Internet e della libertà di pensiero. Qualsiasi messaggio in chat, forum, blog, newsgroup sarebbe a rischio. Basterebbe scrivere due volte in nove giorni (rispettando la proporzione tra i quarantacinque giorni e i 10 articoli) per incappare nella denuncia penale. Una considerazione che può essere estesa a qualsiasi mezzo di espressione del pensiero. Subito dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza è nata una mobilitazione, anche più massiccia di quella avvenuta dopo la sentenza, e tantissime persone hanno aderito alla petizione disponibile sui siti http://www.giornalismi.info/vocilibere e http://www.leinchieste.com
ciranovagabondo@peacemail.it (l’attuale sito di Carlo Ruta). Al fianco di Carlo si sono schierati molti giornalisti(tra tutti Stefano Mencherini e Paolo Barnard) e fintanto Antonio Di Pietro, mobilitato dalla presa di posizione di un iscritto dell’Italia dei Valori di Ragusa. Lo sdegno e l’emotività del momento hanno dimostrato, finalmente, che Carlo Ruta non è solo. Le voci libere, le fonti dell’informazione(perché è ora di finirla, per dirla con Riccardo Orioles, di parlare di informazione e disinformazione. L’informazione informa o non è tale) sono preziose per tutti, il loro impegno civile e democratico permette a tutti noi di poterci esprimere, di poter sperare che un giorno l’Italia possa vedersi compiuto il sogno dei partigiani di una democrazia libera e compiuta, non più serva di potenze imperiali straniere e di cicisbei, vallette e criminali d’ogni risma. La voce di Carlo è la voce di chi non ha voce, di coloro che sono colpiti e oppressi dalla violenza mafiosa, economica, dai caporali del lavoro come dai kapò razzisti. Ricordiamo la storia di Barbara, ’ragazza dell’Est’ giunta in Italia e vittima di diversi stupri. La storia di Alessandra Marsilii, giovane madre di famiglia abruzzese vittima di una famiglia di origine violenta e autoritaria. Ma l’emotività non deve evaporare. L’attenzione sulla Sicilia, sui tentacoli della piovra massonica e mafiosa, gli intrecci tra politica ed economia, deve rimanere alta. Non bisogna commettere l’errore di dimenticare tra qualche mese, per poi ricominciare daccapo al prossimo episodio analogo. Chiunque può ha l’obbligo morale di sostenere Carlo e i giornalisti come lui (pensiamo a Pino Maniaci di Telejato o a Marco Benanti, per esempio). Rilanciamo le loro parole, diffondiamo le loro inchieste, facciamo conoscere il frutto del loro lavoro, pubblichiamo sui nostri siti e sui nostri blog, mandiamo via email, chat, newsgroup i loro articoli, diamogli voce. Solo così possiamo contribuire a spezzare la catena dell’omertà mafiosa e della violenza arrogante. www.socialpress.it
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Eravamo utenti, siamo clienti. Da poco più di un anno, dal 1° luglio 2007, le famiglie possono scegliere liberamente il fornitore di elettricità. E da anni si può cambiare in tutta libertà il fornitore di metano. Solamente negli ultimi mesi la competizione elettrica è entrata nel vivo anche per il settore domestico, con le offerte delle aziende elettriche. Molto più cauto il mercato del metano: si può cambiare in tutta libertà da un giorno all'altro l'azienda del gas, ma sono poche le offerte, le aziende scoraggiano i fuggitivi facendo intravedere impedimenti che non esistono, e nella maggior parte dei casi i clienti rimangono ancorati alle circa 350 aziende locali del gas, senza osare il cambiamento.
Prezzi non tutelati
Oggi qualunque famiglia può decidere senza alcuna difficoltà. Chi preferisce la libertà di scelta esce dal settore tutelato le cui tariffe sono regolate dall'Autorità dell'energia ed entra nel mercato libero.
Il mercato libero è un vantaggio, almeno sul fronte dei costi. Basta pensare che oggi o domani l'Autorità dell'energia dovrà assegnare una sonora batosta tariffaria ai consumatori che non hanno scelto il mercato libero, mentre chi ha accolto i prezzi fissi proposti da diverse aziende non subirà alcuno scossone sulla bolletta.
Per passare da un fornitore all'altro basta un paio di firme in fondo al contratto, oppure qualche click sul sito internet. O, ancora, basta dichiarare chiaramente a voce nel telefono l'adesione al nuovo contratto. Se si è stanchi o delusi, si cambia di nuovo. Tutto qui. Ma solamente pochi consumatori conoscono queste regole semplicissime: la maggior parte delle famiglie risponde alle proposte commerciali con generiche frasi di circostanza. «Grazie, ci penserò».
Si stima che abbiano abbandonato la tariffa regolata dall'Autorità dell'energia per passare al mercato libero 1,8 milioni di consumatori elettrici, in apparenza il 7% del mercato. In realtà non più di 350-400mila hanno veramente cambiato azienda.
Secondo i sondaggi d'opinione, i timori che tengono i consumatori lontani dalla liberalizzazione sono riconducibili a due argomenti. Il primo: sarà un bell'impegno; gli operai dovranno cambiare contatore, fili elettrici, tubi. Ingenuità imperdonabile. Non serve cambiare né tubi (per il metano), né fili elettrici (per la corrente). Non ci sono contatori da sostituire, a meno che non siano i vecchi contatori ormai sfiatati da decenni di lavoro e quindi imprecisi.
Il secondo timore è che se ci si rivolge a un'azienda diversa da quella solita potrà mancare l'erogazione. Sul mercato libero dell'energia lavorano società serissime, più serie di tante microaziende locali del gas. I furbastri del mordi-e-fuggi nel segmento libero non ci sono, e c'è un motivo: il business energetico non dà margini alti in poco tempo e i guadagni delle imprese si misurano sui clienti fedeli e costanti nel tempo. Inoltre elettricità e gas sono servizi di pubblica utilità, quindi i venditori devono essere accreditati e ci sono le salvaguardie.
Costi fissi e «prepagate»
Le offerte spesso sono meno innovative di quanto si pensi. Schiere di venditori bussano a ogni porta per convincere i consumatori dell'azienda energetica a lasciare il segmento "vincolato" (a tariffe dell'Autorità dell'energia) e a stipulare un contratto libero con la stessa azienda di prima.
Quali le offerte più interessanti? Ce ne sono molte, di operatori locali (è il caso di A2A o di Hera, per esempio, che hanno proposte assai interessanti in Lombardia o in Emilia Romagna) o di operatori nazionali.
Per il metano sono molto attive l'Eni e soprattutto l'Enel, che sta conquistando consumatori in tutta Italia a colpi di migliaia per volta.
Per l'elettricità le offerte più rilevanti sono quelle dell'Enel, dell'Eni, dell'Mpe che ha lanciato una tariffa prepagata, simile al telefonino, e dell'Edison. La bresciana La220 propone solamente un'eticissima ed ecologicissima elettricità da fonti rinnovabili.
Ricorrenti le proposte di prezzo fisso, in genere per due anni, alcune anche con soluzioni che ribassano il prezzo di anno in anno. Costano un pochino di più delle tariffe ufficiali, ma se il chilowattora rincara ci si può fare beffe delle pazzie del greggio, come accade ora con i rincari dell'Authority. Ora tocca a noi consumatori scegliere.
Jacopo Giliberto - da Sole24Ore
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commenti (5)E’ sicuramente il segno dei tempi la provocazione del Codacons. Oramai il cittadino non ce la fa più a sopportare i rilevanti aumenti che gli hanno stemperato il valore del magro stipendio. Ed allora le provocazioni appaiono tutte giustificabili. Ecco cosa dice il Codacons : contro l’aumento dei prezzi, libri gratis per tutti.Come ? Semplicemente attuando la legge .Per contrastare il vertiginoso aumento dei prezzi dei libri scolastici, che sta mandando in crisi migliaia di famiglie italiane, l'associazione – che assieme ad Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha già indetto lo sciopero della spesa svoltosi il 18 settembre scorso - ha deciso di mettere il proprio sito internet a disposizione di quanti vogliano pubblicare o scaricare un libro di testo. Il meccanismo è molto semplice: un editore o un cittadino può inviare il testo integrale del libro già scannerizzato all'indirizzo mail codacons.info@tiscali.it , specificando anche la scuola che lo ha adottato.
Contro l’aumento sconsiderato che hanno subito i libri scolastici, violando i tetti massimi previsti a livello ministeriale, il Codacons, quindi, non resta a guardare. Ma l’AIE ( Associazione Italiana Editori) non vuole assolutamente cedere di fronte a notizie del genere, aggiungendo che il caro-libri è al di sotto del tetto inflazione rilevato dall’Istat e che potrebbe ricorrere alle vie legali qualora il Codacons non desista dall’iniziativa. “Ci sembra – replica il Codacons attraverso la voce del suo Presidente - che gli editori fingano di non capire quale sia il nocciolo della questione, e continuino a difendere esclusivamente i propri interessi a discapito di migliaia di famiglie che devono indebitarsi per acquistare i libri ai propri figli”. “Speriamo – conclude Rienzi - che in Italia vi siano editori più sensibili dell'Aie” Ed ancora “Speriamo non vogliano farci pagare i diritti anche per la Divina Commedia o I Promessi Sposi”. Così Carlo Rienzi, presidente e portavoce del Codacons, commenta il comportamento dell’Associazione Editori Italiani di fronte alla singolare iniziativa del Codacons. Codacons e Amantea net
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Tuttod’unfiato:
E’ stato erogato credito fantasioso per compensare l’insufficienza dei redditi disponibili delle famiglie che hanno dovuto indebitarsi oltre misura per dare corso a pratiche di consumo in grado di smaltire l’eccesso di Offerta presente sul mercato necessaria a sostenere la crescita economica.
Prodigo quel mondo che da e spende senza misura per generare ricchezza: si prospetta un ’29!
E’ allarme.
Al capezzale corrono tutti. Privato del lubrificante creditizio, in grado di rendere fluido il movimento, quel motore si è inceppato.
Ma come? Ma porc….uff!
Il meccanismo è entrato in crisi per defezione dei banchieri o per consunzione?
Essì: ricchezza ottenuta con debito in crescita, sempre più inesigibile.
Per tutta risposta si mettono in campo altre alchimie per ripristinare i flussi liquidi in grado di oliare e far ripartire quel motore. Un modo per poter continuare a finanziare gli investimenti, idonei per aumentare la produzione e, suvvia, finanziare il consumo per consumare quella produzione.
Insomma, si prospetta altro debito che si aggiunge al debito del debito: sagaci!
E’ vera sagacia quella di chi, con un operazione colossale sul credito corrispondente a 10 Piani Marshall, sta tentando di rendere Istituto la scellerata incompatibilità tra l’obbligo del Consumare e la cronica insufficienza del reddito disponibile?
Mauro Artibani
www.professionalcosumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
| Fonti rinnovabili ed efficienza energetica per le imprese | ||
| di Edo Bernini* - http://www.greenreport.it/ |
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Chiusura positiva per il caso Pirate Bay: il motore di ricerca svedese era stato reso inaccessibile dall’Italia per ordine della magistratura di Bergamo a seguito di una denuncia depositata dai discografici della Fimi.
Dopo il reclamo di Altroconsumo al Garante per la protezione dei dati personali, la vicenda è tornata in aula ed ecco l'esito del riesame: il sito di peer-to-peer tornerà libero, grazie all'annullamento del sequestro preventivo voluto dal Gip dello stesso tribunale di Bergamo lo scorso agosto.
Festeggiando cifre record di 15 milioni di utenti unici e 1,2 milioni di file indicizzati, la "Baia dei Pirati" torna navigabile, con l'obbligo per i provider Internet italiani di riaprire l'accesso ai propri utenti.
da LaStampa.it
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L'Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori (l'ex Agenzia esecutiva per la sanità pubblica) è stata istituita il 1° gennaio 2005 per contribuire all'attuazione del programma UE per la sanità pubblica.
Nel 2008, il mandato dell'Agenzia è stato prolungato fino al 31 dicembre 2015 ed esteso anche agli interventi nel settore della tutela dei consumatori e della formazione per una maggiore sicurezza degli alimenti. Il nuovo mandato dell'EAHC comprende anche l'attuazione del programma per la salute, del programma per i consumatorie dell'iniziativa intitolata "Migliorare la formazione per rendere più sicuri gli alimenti".
L'Agenzia fornisce servizi professionali per l'esecuzione delle mansioni conferitele dalla Commissione europea e opera in stretta collaborazione con la direzione generale per la Salute e i Consumatori. L'EAHC gestisce i rapporti con circa 2200 beneficiari che partecipano a oltre 200 progetti nel settore della salute; essa conta circa 40 dipendenti e ha sede a Lussemburgo.
Sarà dalla parte dei consumatori... o dei grandi poli economici?... Rispota ovvia purtroppo... visto l'articolo qui sotto
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Nonostante i consumi risultino in crescita dal primo gennaio 2009 scatta l'allarme contaminazione da organismi geneticamente controllati (Ogm) per il biologico italiano con il rischio di una inversione di tendenza per quanto riguarda la vendita.
A partire da gennaio, infatti, sarà ammessa la contaminazione con Ogm in percentuale dello 0,9% senza che ciò venga indicato nella etichettatura sulla base di quanto previsto dal regolamento CE 834/2007.
Per la Coldiretti significherebbe una perdita sul mercato nazionale di oltre 1 miliardo di euro.
Fonte: T. Rai
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commenti Agi - Roma, 26 sett.- Va, pertanto, nella giusta direzione -rimarca la Cia- la ricetta del Parlamento europeo per favorire una corretta alimentazione (soprattutto di ortofrutta fra i bambini), in modo da contrastare il soprappeso e l'obesità nell'Unione europea.
L'approvazione, a larghissima maggioranza, della relazione dell'eurodeputato di Alessandro Foglietta, evidenzia, infatti, una scelta precisa attraverso la quale s'invita la commissione di Bruxelles ad adottare una serie di misure, tra le quali etichette chiare, educazione alimentare e maggiore consumo di ortofrutta e più sport.
Il Parlamento sottolinea che è soprattutto a livello della scuola che occorre attivarsi perché l'attività fisica e l'alimentazione equilibrata divengano parte integrante dello stile di vita del bambino. Appare quanto mai mirato l'invito -sottolinea la Cia- a monitorare e migliorare la qualità e gli standard nutrizionali dei menù delle scuole e degli asili d'infanzia, anche organizzando controlli di qualità presso i ristoratori e formulando orientamenti dietetici destinati alle mense.
Sempre secondo il Parlamento europeo, occorre adattare le porzioni alle necessità e includervi frutta e verdura. E a tale proposito, viene espresso un giudizio positivo sul progetto "Frutta gratis nelle scuole" sostenuto finanziariamente dall'Unione europea, che consente di distribuire agli istituti maggiori quantitativi di frutta e verdura, incentivandone il consumo tra i più piccoli. Un'iniziativa, dunque, finalizzata -rileva la Cia- ad incoraggiare i giovani a consumare prodotti salubri, come la frutta e la verdura, e ad abbandonare quell'alimentazione "spazzatura" che, in questi ultimi anni, ha provocato preoccupanti riflessi negativi alla salute.
Serve, insomma, una dieta sana che inizi ad educare i bambini a mangiare in modo realmente corretto. Iniziative del genere (voto del Parlamento europeo e progetto della Commissione Ue) possono contribuire a rilanciare anche i consumi di ortofrutta che sono scesi in tutta Europa, ma soprattutto nel nostro Paese. Nel 2007 -sostiene la Cia- si è, infatti, avuto un calo del 2,5 per cento nelle vendite di frutta e del 4,2 per cento in quelle di verdura e di ortaggi freschi. Segno inequivocabile della crisi della dieta mediterranea, come evidenziato anche in un recente studio della Fao. Infine, gli europarlamentari -conclude la Cia- evidenziano che l'industria dovrebbe usare particolare cura nella pubblicità di prodotti alimentari specificamente rivolta ai bambini. (AGI)
Bruxelles, 27 set. (Apcom) - La Commissione europea ha ricevuto ieri il via libera degli Stati membri per due misure relative all''ecodesign' rispettivamente dei decoder per Tv non digitali e di lampade industriali e per l'illuminazione pubblica e nei servizi. L'introduzione dei nuovi ricevitori digitali e dei nuovi dispositivi per l'illuminazione farà risparmiare entro il 2020 rispettivamente fino a 47 e a 38 TWh (1 Terawatt= 1 trilione di Watt) all'anno. Si tratta, nel primo caso, dell'energia generata annualmente dalle centrali nucleari di Finlandia e Slovacchia insieme, e nel secondo di una cifra equivalente al consumo di elettricità della Romania.
Il consumo annuale nell'Ue dei decoder (le scatole nere che convertono il segnale digitale dei nuovi servizi Tv in segnale analogico, visibile con i normali apparecchi televisivi) dovrà essere ridotto da 14 a 5 TWh entro il 2014, anno in cui si prevede che la vendita di questi dispositivi toccherà il suo picco, a seguito della 'migrazione' delle attuali emittenti analogiche verso il digitale. Il risparmio accumulato di elettricità, secondo la Commissione, arriverà a 47 TWh entro il 2020, anno in cui questi decoder non saranno più sul mercato a causa del rinnovo pressoché totale del parco televisori con i nuovi apparecchi digitali.
L'altra misura riguarda l''ecodesign' dei lampioni nelle strade e delle lampade usate per l'illuminazione di uffici e impianti industriali, che altrimenti nel 2020 arriverebbero a un consumo annuale di 260 TWh nell'Ue. Il nuovo regolamento ne ridurrà il consumo di elettricità del 15%, con un risparmio annuale di 38 TWh e una riduzione di 15 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.
Le due misure, approvate oggi dai rappresentanti degli Stati membri nel comitato Ue di regolamentazione dell'Ecodesign, saranno ora sottoposte all'esame del Parlamento europeo, prima di essere formalmente adottate dalla Commissione Ue nel gennaio 2009.
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commenti Questo appello lo abbiamo fatto anche noi aprendo questo blog... segnalare aziende che operino eticamente, che abbiano una buona qualità e prezzi bassi. Insomma ogni segnalazione che possa aiutare noi tutti ad orientarci negli acquisti... ma non ha avuto un grande successo. Chiunque voglia fare segnalazioni e' il benvenuto... intanto pubblico l'appello di Quirisparmio
di Marina Martorana da Rispendo
Vorremmo, con il vostro aiuto, realizzare una sorta di guida che costituisca uno strumento di utile consultazione, ma anche un buon esempio per gli altri.
Chiedo ospitalità a te, Marina, per lanciare un’iniziativa originale, in questi tempi di vacche assai magre. Il risparmio nasce anche dalle piccole cose, dal passaparola e come “Quirisparmio” abbiamo pensato di premiare quegli esercizi commerciali, ma anche i professionisti e gli artigiani (parrucchieri, dentisti, falegnami, ristoranti, alberghi, imprese edili, negozi on line…) che nonostante l’eco degli aumenti scelgono di lavorare a prezzi ragionevoli.
Nel numero di settembre abbiamo fatto pubblicità gratuita (in questo, di fatto, consiste il premio!) ad una pasticceria di Mestre - ironia della sorte, si chiama Tortato – dove la colazione non è un lusso.
Le paste si pagano 80 centesimi, rispetto alla media dell’euro/euro e 20 che si sborsano nel veneziano e la qualità è davvero ottima. Il segreto del risparmio? Tiziano Tortato, il pasticcere, non acquista i comodi preparati industriali, ma preferisce lavorare con farina, latte e uova fresche.
Certo ci vuole più tempo, perché è senz’altro più facile acquistare i croissant surgelati e infornarli al mattino, piuttosto che preparare l’impasto il giorno prima e tenerlo sotto controllo fino a tarda sera, così che al mattino seguente possa diventare un gustoso krapfen. Ma il risultato di questa scelta, peraltro genuina, è ora sotto gli occhi di tutti. Come la pasticceria Tortato, in ogni angolo del nostro Paese ci sono negozi e persone conosciute non solo per la qualità dei prodotti o dei servizi, ma anche per il risparmio.
Potete inviare le vostre segnalazioni via e.mail a: redazione@quirisparmio.net oppure scrivere a QUIRISPARMIO - Via Della Chiesa, 4/M Campocroce 31021 – Mogliano Veneto (TV).
La vostra “nomination” dovrà riportare il nome, l’indirizzo e, se possibile, un recapito telefonico del negozio o del professionista segnalato e una breve motivazione della scelta.
Ogni mese, grazie a voi, aggiorneremo l’elenco degli esercizi dove il consumatore può davvero risparmiare; qualcuno forse vi ringrazierà di tanta pubblicità inattesa e magari vi farà un ulteriore sconto…
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commenti (AGI) - Per combattere il caro prezzi, "anche il cittadino deve darci una mano, chiedendo prodotti di stagione e del territorio". Lo ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia durante un intervento al Tg5. Per contrastare i rincari, ha spiegato Zaia, "abbiamo un osservatorio e un numero unico, il 47947, a cui i consumatori possono inviare gratuitamente un sms e ricevere informazioni sui prezzi dei prodotti all'origine e alla distribuzione".
Inoltre, ha continuato Zaia, "stiamo portando avanti una serie di attivita' per promuovere l'acquisto presso le aziende agricole locali". E, riguardo alla finanziaria, il ministro ha annunciato "grosse novita' per l'agricoltura": innanzitutto, ha spiegato Zaia, "la fine delle proroghe fiscali e quindi la stabilizzazione per l'Irap, le accise per il gasolio e una serie di agevolazioni fiscali che andremo a presentare nei prossimi giorni". (AGI)
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commenti Un “poster” in vetrina con il prezzo di 20 confezioni di farmaci da banco. È quanto prevede il protocollo d’intesa sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci da banco sottoscritto ieri dai rappresentanti delle istituzioni e di categoria. La campagna informativa partirà il 16 ottobre presso i punti vendita che sceglieranno di aderire. A metà ottobre, inoltre, un tavolo tecnico istituito al ministero del Welfare deciderà su come far risparmiare le Regioni attraverso un extra-sconto sul prezzo dei generici.
A firmare l’intesa, ieri, c’erano i rappresentati del ministero dello Sviluppo Economico e del Welfare, dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, dal Cncu, Federfarma, Assofarm, Anpi-Parafarmacie, Ancc-Coop, Federchimica-Anifa e Farmindustria.
Delle 20 confezioni - spiega una nota del ministero – 15 saranno da selezionare all'interno di un elenco dei cinquanta prodotti maggiormente commercializzati e 5 saranno individuate autonomamente dal singolo esercizio.
L'iniziativa, promossa dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, nasce dalle segnalazioni dei consumatori che hanno manifestato disagio per l'assenza dell'indicazione del prezzo di vendita sulle confezioni dei medicinali e per la conseguente impossibilità di verificare gli sconti eventualmente proposti dalla farmacia o dal punto vendita prescelto. Una situazione che si protrae dall'inizio del 2008, essendo venuto meno, in base alla Finanziaria 2007, l'obbligo per i produttori di indicare il prezzo.
A metà ottobre, inoltre, un tavolo tecnico istituito al ministero del Welfare deciderà su come far risparmiare le Regioni attraverso un extra-sconto sul prezzo dei generici. Sembra esclusa, per il momento, l'ipotesi di un taglio secco del 20% dei prodotti generici, come ipotizzato a livello tecnico dalle Regioni, che sperano così di ottenere 800 milioni di euro di risparmi sul costo dei farmaci.
L'ipotesi che emerge è quella di lasciare il prezzo invariato, ma di accreditare lo sconto che le aziende fanno alle farmacie su grossi acquisti per due terzi al servizio sanitario e per un terzo alle farmacie come incentivo per le vendite dei farmaci a brevetto scaduto. “Non possiamo accettare in alcun modo – ha detto Sergio Dompe', presidente della Farmindustria - l'ipotesi di un taglio secco di prezzi visti i 18 interventi di tagli avvenuti negli ultimi anni. I prezzi italiani sono più bassi del 30% rispetto a quello degli altri paesi europei”.
da IlBisturi
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commenti In particolare è stato premiato un farmaco indicato per il trattamento dell'osteoporosi, l'acido zoledronico da 5 mg (Aclasta), che attraverso una sola assunzione annuale (tramite endovena) riduce del 28% la mortalità dopo la frattura al femore. Il farmaco è disponibile in Italia dal febbraio 2008, e consente un risparmio del 20% per la Sanità regionale.
"Dopo questo riconoscimento - afferma l'azienda - il traguardo è quello di favorire l'accesso al nuovo farmaco: fino a oggi solo un paziente su mille ha potuto beneficiare della terapia, nonostante costi meno dei generici. Il farmaco si somministra per endovena una volta l'anno in ospedale, è il primo farmaco che si e' dimostrato in grado di ridurre la mortalità dopo la frattura di femore ed è ritenuto più efficace rispetto a tutti gli altri bisfosfonati disponibili".
(ne avevate sentito parlare? a me non pare.... forse costa troppo poco e si fa una sola volta all'anno?)
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E' un dispositivo che permette di collegare la lavatrice ai tubi dell'acqua calda dell'impianto idrico di casa.

Serve ad immettere subito anche l'acqua calda nella lavatrice.
- Minor consumo di elettricità (fino a -80%);
- Minor tempo di lavaggio (fino a -30%);
- Meno detersivo (fino a -30%);
- Riduzione del calcare (fino a -60%);
- Meno CO² nell'atmosfera;
- Ambiente più pulito.

per saperne di piu' : SalentoSole
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commenti (1)Codacons. - "L'allarme malamina era stato gia' lanciato nel 2006 negli Stati Uniti dalla Fda (Food and drug administration). Altre segnalazioni circa la presenza della sostanza nel latte sono state lanciate nei mesi scorsi dalla Nuova Zelanda, segnalazioni opportunamente occultate per evitare di rovinare l'immagine delle Olimpiadi di Pechino".
Lo fa sapere il Codacons che poi prosegue: "In base alle ultime notizie, tracce di melamina sarebbero comparse non solo nel latte, ma anche in biscotti, yogurt, caramelle e dolciumi vari, ingigantendo cosi' l'allarme alimentare e rendendolo di dimensioni globali". Il presidende Codacons, Carlo Rienzi dice: "Vogliamo rassicurazioni in favore dei consumatori. E' si vero che il latte cinese adulterato non viene commercializzato in Europa, ma ci chiediamo se altri prodotti realizzati col latte alla melamina siano potuti finire negli scaffali dei nostri negozi".
A tal fine l'associazione si rivolge all'Autorita' alimentare di Parma e al ministero della Salute, chiedendo di sapere se e da quando siano state bloccate in Italia le importazioni di tutti i prodotti che contengano melamina, dopo gli allarmi lanciati fin dal 2006 riguardanti alimenti per animali
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