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No al nucleare - Comitato per un’alternativa energetica, basata sulle fonti rinnovabili e il risparmio

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mercoledì, 31 dicembre 2008

Sviluppo delle energie rinnovabili per il rilancio dell’economia - http://blog.pmi.it/

RinnovabiliSarà perché l’ha detto il neo Presidente USA Barack Obama, che immediatamente dopo il Solar Power International 2008 - il maggior evento dedicato all’energia solare negli Stati Uniti - si è dichiarato pronto ad approvare un programma energetico e ambientale innovativo: previsto un investimento annuo di 15 miliardi di dollari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica, da cui dovrebbe derivare la creazione di 5 milioni di posti di lavoro nel settore dell’energia pulita.

O sarà perché l’Agenzia Internazionale dell’energiaAIE) nel proprio rapporto sulle prospettive energetiche mondiali ha previsto per il periodo 2008-2015 un prezzo medio del petrolio di 100 dollari al barile, stimando un picco di 200 dollari nel 2030 a causa dell’offerta insufficiente (con ciò predicendo che il prezzo del petrolio tornerà presto a volare sui livelli che abbiamo conosciuto agli inizi di quest’anno). (

Oppure sarà che perfino la Cina - che sinora non si è mai dimostrata entusiasta del Protocollo di Kyoto, ma che deve aver fiutato l’affare - ha deciso di lanciarsi nella progettazione di un parco eolico (e non poteva essere altrimenti) da primato mondiale.

Fatto sta che cresce a livello mondiale l’interesse nei confronti della produzione di energia da fonti rinnovabili, ed a farla da padrone, almeno dal punto di vista dell’immagine sono le modalità di produzione tramite il sistema eolico e fotovoltaico, considerati il modo di produrre energia “pulita” per antonomasia.

In Italia la normativa nazionale sul conto energia ha dato l’impulso decisivo alla produzione di energia da fonti rinnovabili, cui sono seguite anche iniziative regionali di incentivazione, indirizzate soprattutto ad incoraggiare la micro generazione anche da parte delle Pmi.

In pista anche i grandi operatori tradizionali, tra cui l’Enel, che in joint venture con Sharp progetta la realizzazione di impianti fotovoltaici tra cui uno stabilimento di pannelli solari a Catania la cui entrata in produzione sembra fissata a metà 2010 con un investimento complessivo nel progetto di 1,3 miliardi di euro.

L’accresciuto appeal nei confronti delle rinnovabili, soprattutto nel nostro paese, sta cercando di superare non pochi pregiudizi e timori sulle reali potenzialità di queste metodologie di produzione; soprattutto le piccole e medie imprese, che investono nella micro generazione, avrebbero probabilmente bisogno oltre che di incentivi, anche di organizzarsi con forme di aggregazione che le qualifichi come attori di una certa consistenza, nel mercato dell’energia, in grado di competere con i grandi operatori tradizionali.

E intanto a febbraio, Roma ospiterà la “Conferenza dell’Industria Solare“, l’appuntamento internazionale riservato agli operatori e aziende che si occupano di energia solare.

Sempre più fredda, invece, l’attenzione nei confronti del nucleare su cui, nonostante gli sforzi del Governo profondi dubbi che vengono da più parti avanzati sulla capacità del nostro paese di tornare a gestire questa forma di energia, soprattutto per lo stoccaggio e trattamento dei rifiuti radioattivi, per il quale non sembra esistere neanche a livello mondiale una soluzione soddisfacente.
Ma del resto, ci chiediamo, non è forse questo il “Paese del Sole”?

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postato da: oscarboscaro alle ore 18:26 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: social prosumer
lunedì, 29 dicembre 2008

AI CONSUMATORI: UNA ODE AL VALORE DELLA CONOSCENZA


Fare economia in tempo di crisi si può, si deve.

Fare economia della conoscenza no, non si può.

In memoria di ciò, tra lazzi, frizzi ed un po' di noia mi sono dato l'ardire di una filastrocca da mandare a memoria nel tempo delle feste.

Un ode al valore della conoscenza, per non dimenticare i nostri compiti di Consumatori, le nostre responsabilità; la necessità di sapere, capire, volere perché, giova rammentarlo, chi misconosce spende male e consuma peggio.

Tra informazione e conoscenza c’è una bella differenza /

se ascolto disattento pago solo e nulla prendo /

va veloce chi ci informa /

va veloce e ci conforma /

Si potesse andar più piano, giurerei con questa mano/

che potesse benedire tutti quelli c’han da dire, da dare, financo da comprare.

Acchiappare conoscenza pur tra tanta effervescenza, non sarebbe poi un gran male, anzi forse un carnevale /

Un pensiero occorrerebbe svelto, lucido, sapiente .

Acciocché così cangiante monderebbe i nostri vezzi, forse pure l’officiante.


Mauro Artibani

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postato da: prosumer alle ore 09:35 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, social prosumer, banche e assicurazioni
martedì, 23 dicembre 2008

Un vaporetto fotovoltaico e a idrogeno per la Laguna Veneta - http://www.rinnovabili.it/

Un mezzo ecocompatibile dotato di celle a combustibile ma in grado di sfruttare anche la luce solare. Questo il progetto Fincantieri finanziato nell’ambito del programma ministeriale “Industria 2015”.

Solcherà le acque venete senza inquinare, alimentato da un sistema ibrido costituito da tecnologia fotovoltaica e celle a combustibile. Si tratta del vaporetto ecologico ideato all’interno dal progetto Vision e presentato oggi nella sede di Confindustria Venezia. L’Iniziativa promossa dalla stessa confederazione e coordinata da Fincantieri fa parte dei 22 progetti ammessi al finanziamento del primo Programma di “Industria 2015” sulla Mobilità sostenibile per cui sono stati stanziati 180 milioni di euro. Di questi 5 andranno a Vision per il quale è stato calcolato un investimento totale di circa 12 milioni di euro. A sperimentare il prototipo sarà Actv, futuro utilizzatore della nuova generazione di vaporetti, mentre altre 12 realtà fra imprese e centri di ricerca saranno partner per la realizzazione del vaporetto i cui lavori di progettazione inizieranno a partire da febbraio 2009 per terminare con il varo nel 2012. Obiettivo di Vision creare un trasporto passeggeri via acqua di alta qualità che sappia congiuntamente qualificare l’uso di unità navali in contesti urbani monumentali ed ad alta valenza ambientale, anche al di fuori del contesto lagunare veneto. Un progetto dunque che ben si presta ad essere esteso a tutti quegli ambienti “eco sensibili” nazionali o comunitari che richiedono una particolare attenzione nei confronti di fattori come inquinamento ed impatto ambientale. Il vaporetto in questione sarà dotato di un sistema ibrido che unirà celle a combustibile, alimentate da un sistema di accumulo di idrogeno ad un impianto fotovoltaico. Il prototipo sarà provvisto inoltre di motori elettrici di nuova generazione, azionanti sistemi del tipo azimutale per assicurare una maggiore sicurezza e prontezza di manovra insieme ad ridotto inquinamento acustico.


postato da: oscarboscaro alle ore 23:36 | link | | Add to Technorati Favorites commenti (1)
categorie: social prosumer
lunedì, 22 dicembre 2008

NAUFRAGA IL POTERE D'ACQUISTO DEI CONSUMATORI: CRISI NERA


Naufraga il potere d’acquisto dei Consumatori.

Manca il reddito per sostenere la Domanda. Hanno provato con il debito, è finito tutto in vacca: crisi nera.

Eppure, li vedete i commercianti ed i produttori in attesa, rinvigoriti e speranzosi?

Si è sparsa la voce che il prossimo anno, a seguito della riduzione del costo di petrolio, gas, energia e del debito, le famiglie italiane potranno disporre di 24.000.000.000 di risorse finanziarie aggiuntive da spendere.

Verrà rinvigorito così il potere d’acquisto: alè, di nuovo clienti, baci e abbracci.

C’è di più, se ne parla meno: in sede di Commissione Europea si sta concordando un testo-direttiva per portare gli orari di lavoro settimanale da 45 a 65 fino a 78. Bella no ?

Così si potranno arrabattare incrementi di reddito, buoni per non perdere il vizio di consumare.

Ci risiamo: si tenta di fare le nozze con i fichi secchi; insomma tutto come prima.

Quelli del “potere” miopi come talpe.

Sì, avrò più soldi in tasca ma ,con quell'orario di lavoro, più fatica da smaltire da non avere voglia di andare a zonzo a spendere soldi. Tanto sonno da non riuscire ad abbeverarmi di informazione pubblicitaria vieppiù necessaria per gli acquisti. Mi lascerò anzi intrattenere dalla calde lenzuola; calmerò i prodighi ardori tra le braccia di Morfeo.

Non c'è che dire, un bel guadagno!

Della miopia si è detto e di una dabbenaggine che appare sospetta?

Si continua a ritenere che i Consumatori consumino, consumando reddito, risparmio, tempo; accumulando stress pure inquinando per dare ristoro ai loro Bisogni.

Bisogno?

Quello di ingrassare mangiando, come fanno quei 75.000.000 di americani obesi e non so quanti europei?

Quello di abbigliarsi, vestendo alla moda che passa di moda, scartando più abiti di quanti si riesca ad indossarne?

Ma quale bisogno d'Egitto: provate a chiedere ai pubblicitari e a quelli del marketing cosa ne pensano.

Si deve consumare perché questo il nostro ruolo nel meccanismo economico; questo il modo per generare ricchezza: non possiamo sottrarci.

Operatori di mercato, altro che Consumatori!

Mi sembra del tutto evidente che i meccanismi che si “sperano”, che si ingegnano, che si tenta di disporre, risultano del tutto inadeguati per oliare i meccanismi del sistema: quando cala la Domanda la crisi affonda il mondo.

Credo pertanto debba essere riconsiderato, per intero e senza infingimenti il Valore, la quantità, l'insostituibilità del nostro esercizio.

Il nostro ruolo, la nostra forza e un adeguato ristoro economico, potranno invece garantire la continuità del ciclo della crescita al riparo di ogni stormir di fronde.


Mauro Artibani

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postato da: prosumer alle ore 09:38 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: economia, consumi, social prosumer, banche e assicurazioni
giovedì, 18 dicembre 2008

UN NUOVO EQUILIBRIO DI SISTEMA, PAROLA DI PROFESSIONAL CONSUMER


La crisi?

Io tu noi voi, tutti clienti. Clienti di tutto.

Tutto si è fatto merce, tutto business: tutto deve essere consumato.

Proprio a questo tutto non siamo più in grado di corrispondere.

Ci abbiamo provato. Oh, se ci abbiamo provato.

Abbiamo messo in gioco le nostre risorse: prima i redditi poi i risparmi infine il debito su cui il credito a fatto sboom.

Sta qui la crisi: non siamo più in grado di sostenere questa Domanda di tutto.

Le Istituzioni, tutte, di ogni ordine e grado, per tutta risposta confezionano tutto: sussidi, bonus, ricette congiunturali per dare sostegno alle famiglie, per sostenere i consumi, che possano sostenere le imprese, che sostengono l’occupazione e tutti felici e contenti.

Già, così però la domanda resta sovralimentata e le risposte solo congiunturali.

Congiunturali appunto, con il fiato corto.

C’è bisogno d’altro.

Occorre un nuovo equilibrio di sistema: parola di Professional Consumer.

Tre mosse: scacco matto!

La prima, una provocazione ma non troppo: riduzione della Domanda.

Mettiamola così: restituire alla collettività le risorse indebitamente rese merci.

Due per tutte: l’acqua e la sosta automobilistica; una parte insomma di quelle cose che necessitano per tirare a campare.

Verrebbe ridimensionata la Domanda complessiva. Con i risparmi ottenuti si può rifocillare il reddito per consumare la domanda restante e generare ricchezza.

Altra provocazione: ampliamento della Domanda mediante l’ampliamento dell’Offerta, la Nostra.

Pure qui due esempi per tutti.

Attenzione e Tempo sono nella disponibilità dei Consumatori. Sono risorse scarse, merci sofisticatissime, immateriali ed ecocompatibili, cedute a titolo gratuito o quasi.

C’è chi sul mercato dell’informazione, della pubblicità, dell’intrattenimento possa fare a meno della nostra attenzione?

C’è chi tra i venditori non abbia bisogno del nostro tempo, al fin di rendere acquistabile l’acquistabile?

Queste nostre risorse vanno messe a reddito!

Dulcis in fundo, restituire dignità al Lavoro di Consumo, non sussidi alle famiglie.

Questo il precetto: riduzione dell’IVA sui prodotti acquistati e della TARSU sullo smaltimento del consumato.

Un modo per fornire risorse “ premio” a quegli individui che hanno mostrato una maggiore propensione al consumo; proprio Quelli dei redditi insufficienti.

Perché Signori, è inverecondo chiedere di consumare per produrre ricchezza fino allo sfinimento economico e veder tassare questo esercizio di Lavoro.

Sissignori, ci sarà un costo da sostenere, non un cent in più di quello previsto dai Sussidiatori con in più i benefici: Dignità, Riscatto, Orgoglio e, ve lo giuro, continuità d’esercizio.


Mauro Artibani

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postato da: prosumer alle ore 09:39 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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martedì, 16 dicembre 2008

Banda larga, allo studio la grande rete condivisa - http://www.newsletter.ilsole24ore.com/

Carmine Fotina - ROMA
L'unica cosa e anche l'unica cifra certa è l'intervento pubblico da 800 milioni per ridurre il "digital divide" nelle aree del Paese dove internet veloce è solo una chimera. Per il resto gli investimenti sulla nuova rete di telecomunicazioni sono ancora un'incognita. Il ruolo della Cassa depositi e prestiti, evocato nelle ultime settimane, anche due giorni fa dall'a.d. di Telecom Italia Franco Bernabè, resta sullo sfondo. La Cdp, anche attraverso la posizione ufficiale del nuovo a.d. Massimo Varazzani, esclude di avere un dossier Telecom all'esame. Secondo ambienti del settore, però, il ruolo pubblico è molto più di una semplice ipotesi. Qualcosa di più chiaro potrebbe emergere quando entrerà nel vivo la nuova missione della Cassa depositi e prestiti, più orientata alle infrastrutture e all'utilizzo di nuovi strumenti come il project finance e il partenariato pubblico privato. Un identikit che risponderebbe anche alla necessità di rendere più moderna la rete di telecomunicazioni in rame, un'infrastruttura in prospettiva inadeguata per sostenere i consumi di banda larga. Uno scenario di cui si discute, per ora tra le società di tlc, l'Autorità di settore, il dipartimento Comunicazioni dello Sviluppo economico, è il coinvolgimento della Cdp per investire sul next generation network soprattutto nelle aree periferiche del Paese. E questo non necessariamente attraverso un ingresso nell'azionariato di un'eventuale società della rete scorporata da Telecom, sul l'esempio di Terna. Un modello alternativo potrebbe essere la realizzazione di un'infrastruttura pubblica da mettere in condivisione con quella su cui in autonomia investirà Telecom Italia solo in zone realmente remunerative. Un network sharing, in pratica, come quello già avviato in piccola scala da Telecom con Fastweb. Il nuovo veicolo poi, sul modello della Cdp francese, potrebbe inglobare le piccole reti già costruite dagli enti locali e rivendere traffico all'ingrosso a tutti gli operatori interessati a parità di condizioni. È una soluzione che ha grandi estimatori tra gli esperti del settore ma che tuttavia andrà verificata con i programmi della nuova Cdp, su cui l'a.d. Varazzani non ha ancora dato indicazioni. Di certo gli 800 milioni contro il digital divide che dovrebbero essere sbloccati nella prossima seduta del Cipe, anche se si parla di un'integrazione con fondi europei, sono solo una goccia nell'oceano. Claudio Campanini – partner di At Kearney, per la quale sta seguendo la sviluppo della nuova rete di tlc della Grecia – fa capire lo sforzo che richiederebbe una vera autostrada digitale: «Per una rete basata su fibra ma con l'ultimo tratto in rame, quindi con tecnologia Vdsl, si sfiorerebbe un costo di 10 miliardi per la copertura nazionale». Costo che raddoppierebbe almeno se si inseguisse l'ambizione di un Paese tutto cablato in fibra, fino a casa dell'utente. Alla finestra i fornitori di tecnologie. «Mi sembra che stia ormai diventando acclarato che per la nuova rete occorrano risorse pubbliche – dice Umberto De Julio, a.d. di Italtel – Non so quale modello si seguirà, sicuramente però bisogna stringere i tempi: continua la diminuzione delle commesse e al settore serve subito una svolta». carmine.fotina@ilsole24ore.com

postato da: oscarboscaro alle ore 19:51 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: telefonia, social prosumer
lunedì, 15 dicembre 2008

UM MEDICAMENTO ANTIDEPRESSIVO: FIDUCIA DEI CONSUMATORI



I produttori: sfiduciati; i commercianti: sfiduciati; quelli del credito: sfiduciati.

Sfiduciati pure i politici, i capi di stato finanche i governatori delle banche centrali, insomma tutti.

Tanta gente che rischia la depressione.

Non si produce, non si vende, non si dà credito; la politica cincischia, i capi di stato mettono pezze, i governatori immettono liquidità, niente da fare: crisi nera.

Tocca darsi da fare.

Ligio al dovere, il Professional Consumer si fa ,alla bisogna, pure pubblicitario: non tutto ma di tutto.

Essiperchè c’è un prodotto, di cui si dicono meraviglie, che tutti dovrebbero acquistare, in grado di sanare tutti, proprio tutti questi stati d’ansia.

Un  medicamento antidepressivo: “FIDUCIA DEI CONSUMATORI”. Tre pastiglie al dì o giù di lì.

Indicato per la salute mentale dei più e per il portafoglio, il Nostro.

Non viene dispensato dal SSN, si paga!

 

Mauro Artibani

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postato da: prosumer alle ore 09:41 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, social prosumer, banche e assicurazioni
domenica, 14 dicembre 2008

Telecom: Calabro' a Reding, alla Ue completa informazione sugli impegni - http://www.tgfin.mediaset.it/
Inviato alla Commissione il provvedimento conclusivo (Il Sole 24 Ore Radiocor)
 - Roma, 11 dic - "L'Autorita', nell'ottica della sua costante e leale collaborazione
 con la Commissione, intende fornire, con assoluta trasparenza, una compiuta
informazione sulla deliberazione assunta oggi relativamente agli impegni presentati
 da Telecom Italia". Lo scrive Corrado Calabro', presidente per l'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, rispondendo al Commissario Ue, Vivian Reding,
che ieri a sua volta ha inviato una lettera all'Autorita' italiana. Calabro' ha accluso
 alla lettera "il provvedimento conclusivo di valutazione degli impegni di Telecom Italia
 nonche' la copia definitiva degli impegni approvati". Il presidente dell'Autorita', tuttavia,
 sottolinea che "non sussiste alcun obbligo giuridico di notifica preventiva alla commissione
 del provvedimento di approvazione degli impegni".
Dati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor

postato da: oscarboscaro alle ore 15:52 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: telefonia, social prosumer
sabato, 13 dicembre 2008

Bambini del Budimex

Gli operatori della Prometeo,qualche giorno fa sono tornati dall'ospedale oncologico pediatrico del Budimex (ROMANIA),la situazione è purtroppo peggiorata.
C'è bisogno di noi,c'è bisogno di far battere il nostro cuore per questi bimbi che non vivono sotto lo stesso cielo dei nostri figli,perchè nati in un'altra realtà.
Vi invito a fare una raccolta alimentare in cui potrete spedire:pasta,farina,olio in lattina,zucchero,scatolame di ogni genere,escluso ciò che viene conservato in vetro.
L'indirizzo è il seguente:
Associazione prometeo onlus
via Mandalossa 11
25055
pisogne
(BS)
Per ulteriori informazioni telefonare ad Associazione Prometeo 0364880593
Ringrazio tutti a nome dei nostri Angeli


postato da: Madame322 alle ore 09:18 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: solidarietĂ 
giovedì, 11 dicembre 2008

UN CAPITALISMO NUOVO DI ZECCA, QUELLO DEI CONSUMATORI


Crisi economica, altro che crisi finanziaria!

Il meccanismo produttivo si è incagliato nel dover smaltire l’offerta con Redditi insufficienti.

Questo il fatto. Si tenta ora di riparare il guasto fornendo sussidi, bonus, social card. Si approntano sgravi fiscali, detassazioni; si pompa liquidità a fiumi per tamponare e mettere pezze a un meccanismo squilibrato.

Reddito insufficiente, credito facile, debito, sprechi, inquinamento: questa sequenza lineare non risulta più sostenibile. Qui si è verificato il corto circuito che ha reso ingestibile il sistema costretto a smaltire l’eccesso di Offerta mediante un eccesso di Domanda.

Bene, diamo pure credito a che le politiche congiunturali keynesiane tappino la falla ma dopo cosa accadrà?

Per i Consumatori dilettanti,  complici della crisi, occorre dotarsi di un agire professionale adeguato per prendere in carico quanto dovrà accadere.

Difficile sottrarsi a una generale riconsiderazione dei precetti che sostengono il meccanismo economico: si dovranno mettere in campo nuovi equilibri di sistema.

Se hanno più bisogno i produttori di vendere che i Consumatori di acquistare  chi meglio di Noi, la “lobby più forte di tutte le altre”, potrà reclamare la parola per dare nuove regole per l’esercizio economico?

Al centro la gestione dei Fattori del Consumo per un capitalismo nuovo di zecca: quello dei Consumatori, in grado di istituire una idonea correlazione tra Reddito e Acquisto et voilà Misura e strategia di azione per generare ricchezza.

Selezionare le Domanda, condizionare l’Offerta: questo il dovere operativo.

Così, prodroma all’acquisto, la gestione della Domanda mette in campo strategie di selezione della qualità e quantità dei prodotti, in grado di sollecitare la competizione tra produttori e tra Noi e Loro.

Viene così controllata l’Offerta e il meccanismo di formazione dei Prezzi, necessari per il nostro tornaconto.

Un’accorta Domanda di merci ecocompatibli risarcisce l’ambiente e costringe i produttori a ritrovare smarrite compatibilità.

Si può fare di più: mettere a Reddito la nostra azione.

Tempo, Attenzione pure Fiducia e Denaro vengono utilizzati nell’esercizio di consumazione. Sono risorse scarse, hanno un cangiante valore di mercato; potremo farne Offerta, si produrrà nuova Domanda. Ne trarremo beneficio.

Non vi è chi non veda come cotanto fare consegni al meccanismo economico un corposo aumento di produttività e a noi le credenziali per rivendicare lo status di “classe dirigente”.

 

Mauro Artibani

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martedì, 09 dicembre 2008

Le ECO-Soluzioni del presente - http://www.rinnovabili.it/

MIT: un sistema di alleanze per la sostenibilità


Si è svolto ieri “Estetica, tecnologia e sostenibilità in un sistema di alleanze”, nell’ambito dell’alleanza strategica firmata lo scorso luglio 2008 tra il Mobile Experience Laboratory del MIT di Boston e la Fondazione Bruno Kessler, la FBK, in collaborazione con MEL-MIT, Consorzio Distretto Tecnologico Trentino Scarl, Ordine degli Architetti di Trento e Comune di Trento

Creare un’alleanza fra centri di ricerca, imprese e istituzioni locali e internazionali per realizzare progetti innovativi finalizzati alla sostenibilità ambientale e al benessere delle comunità. Questo in sintesi ciò su cui si sono trovati d’accordo William J. Mitchell e Federico Casalegno del MIT di Boston nella conferenza svoltasi ieri a Trento. L’incontro è stato organizzato nell’ambito dell’alleanza strategica firmata lo scorso luglio a Boston tra la Fondazione Bruno Kessler e il Mobile Experience Laboratory del MIT per la nascita di un laboratorio di ricerca congiunto e per un progetto della durata di tre anni al termine del quale verrà realizzato un prototipo di casa innovativa, a grandezza naturale, con tutte le soluzioni sviluppate dai ricercatori della FBK e del MIT. Progetti a cui collaborerà anche il Distretto Tecnologico Trentino, realtà formata da oltre 300 imprese, enti di ricerca e agenzie pubbliche, attiva nei settori dell’edilizia sostenibile, delle energie rinnovabili e delle tecnologie ambientali. Sotto i riflettori le ricerche svolte al Massachusetts Institute of Technology: dalle piccole automobili elettriche che si parcheggiano inserite l’una nell’altra come i carrelli del supermercato, per risparmiare spazio agli scooter a pile da lasciare in ricarica in appositi punti della città mentre si è al lavoro o a svolgere commissioni fino alle biciclette con “ruote verdi” che ad ogni pedalata accumulano energia da restituire al momento del bisogno.
E poi case sostenibili con soluzioni energetiche che sfruttano il sole, il vento, le biomasse o l’acqua piovana e dotate di nuove tecnologie intelligenti. Il tutto con un’attenzione particolare al design e al benessere degli abitanti.


postato da: oscarboscaro alle ore 17:44 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: social prosumer

MALEDETTI CONSUMATORI, LA CRISI E’ COLPA VOSTRA


Sono le 1 ¼ in Via Ragazzi del ’99.

Stessa ora, stessa strada; passo sempre di qua, poca gente: uggia.

Stavolta un individuo dalle fattezze conformi, minuscolo, roscio di pelo, livido in volto mi addita, mi apostrofa: Maledetti consumatori, la crisi è colpa vostra.

Allunga il passo e si defila.

Gelato mi guardo attorno, alzo il bavero, ficco le mani in tasca, l’allungo anch’io e torno a casa.

Le scale quattro a quattro, ansimante mi butto sul letto, stralunato e penso.

Penso e ripenso e mi arrovello: i produttori sempre più produttivi, producono molti prodotti, tutto OK; i pubblicitari quei prodotti li espongono in ogni dove e OK pure qua; quelli del marketing gli stessi prodotti li hanno resi gagliardi, merveilleux!

I commercianti con le promozioni quei prodotti li hanno resi addirittura convenienti poi quelli del credito ci hanno dato credito per farci acquistare quei prodotti.

Eggià, tutti questi più di così non possono fare!

Mi giro e mi rigiro  e noi?

Beh, noi pure OK. Abbiamo acquistato a più non posso: già!

Mi alzo, passeggio e mi sparo un caffè.

Puah! E’ amaro! Che schifo. Abbiamo inquinato per poterci strafogare di tutto, abbiamo sprecato, abbiamo speso e rispeso; i risparmi evaporati e adesso non abbiamo il becco di un quattrino e manco ci fanno più credito.

Porc…. senza soldi non si canta messa, recessione allora!

Essiperchè se non acquistiamo i prodotti non vengono prodotti, non possono quindi essere pubblicizzati, manco ingagliarditi; promozioni commerciali di che allora? Che figuraccia!

Vuoi vedere che quel piccoletto non aveva tutti i torti?

E’ dura, proviamo a dormirci su. Buonanotte e… sogni d’oro.

Meglio forse di bronzo, come le monetine da 1 €  di cui avremmo tanto, tantissimo bisogno per tornare a consumare e non farci parlar dietro.

Un momento però! Arriveranno i sussidi, i bonus, le social cards: ullallà è una cuccagna!

Tante belle monetine e vai col tango allora: jela faremo vedere noi.

Jela faremo?

 

Mauro Artibani

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postato da: prosumer alle ore 09:46 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
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Un'elezione dal forte impatto interno e sull'eco diplomazia

Per questo numero di QualEnergia sono scaricabili on line alcuni articoli a cominciare dall'editoriale di Gianni Silvestrini dal titolo "Europa, Usa, Italia: prospettive diverse". Il direttore scientifico della rivista esprime la sua convinzione che il Consiglio d’Europa approverà all’unanimità entro la fine dell’anno il pacchetto 2020 e poiché è prevista solo la maggioranza qualificata, non esiste alcuna possibilità di porre il veto, come ha richiesto l’Italia. Dunque, appare impensabile che il nostro paese possa opporsi alla politica dell’Unione Europea sul clima. E ciò è anche pi&ugrav e; vero alla luce della vittoria di Obama che potrebbe essere il presupposto di un “asse USA-UE” molto robusto per le prossime decisioni sul post-Kyoto, coinvolgendo paesi come Cina, India e Brasile.    

Di fronte ad un simile scenario, in cui gran parte del mondo industrializzato ritiene che le fonti rinnovabili sono e saranno un’occasione di sviluppo e di soluzione anti-crisi, la posizione del nostro governo diventa anacronistica. Un paese che continua a guardare al passato con il suo tentativo di rinascita del nucleare.

Con questa decisione, dice Silvestrini nel suo editoriale, “sottraiamo intelligenze, tempo e risorse per inseguire una soluzione in cui partiamo da zero, non esiste un consenso politico e non riusciremo mai a ricavare un reale spazio nella competizione internazionale”. L’Italia, se dovesse portare avanti questa opzione (i primi reattori non verranno realizzato che dopo il 2022), si troverebbe di fronte a costi delle rinnovabili che "fra 20, 30, 40, anni saranno altamente competitivi”. Continua Silvestrini: “Ecco perché la scelta del Governo dal punto di vista della politica i ndustriale rischia di essere un altro fallimento, distogliendo l’attenzione dalla vera sfida di creare una solida industria dell’efficienza e delle rinnovabili”.
Silvestrini affronta poi le sfide energetico-ambientali che l’amministrazione Obama dovrà affrontare: i rischi, le implicazioni internazionali e le opportunità di un new deal verde statunitense.

Tra gli altri articoli “in chiaro” dell’ultimo numero, quello curato da Francesca Ferrazza e Jacopo Tonziello sulle attuali linee di ricerca del fotovoltaico, con una particolare attenzione all’Italia (“Ricercando il Sole”).

Sulla situazione del biogas nel nostro paese e sulle favorevoli possibilità del settore un articolo di Sergio Piccinini del Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia (“Prospettive a tutto gas”).

Di Leonardo Massai, ricercat ore in diritto ambientale presso TMC Asser Institute in Olanda, un’analisi sulla complessità di regolamentazione dei gas serra in uno dei settori che ne emette di più, quello del trasporto aereo (“Il volo dell’emissione”).

Luciano Pirazzi dell’Enea fa un quadro tecnologico e di mercato del piccolo eolico: la crescita negli States, le prospettive in Gran Bretagna e le possibilità in Italia dove qualcosa inizia a muoversi (“Piccolo con grandi prospettive”).

Per la rubrica “Numeri e Parole”, i grafici sull’incremento della temperatura media mondiale, sulla riduzione della superficie ghiacciata del Polo Nord, sui ricavi della Germania legati all’esportazione delle tecnologie fotovoltaiche e della Danimarca su quelle eoliche.

dal n. 5 di QualEnergia  novembre-dicembre2008.


SCOPERTO OSSO INIETTABILE PER CURARE FRATTURE

(AGI) - Londra, 8 dic. - Un team di scienziati britannici ha sviluppato un materiale che si inietta nelle ossa rotte, dove indurisce in pochi minuti, curando le fratture.

La sostanza, simile a dentifricio, forma una sorta di sostegno biodegradabile sul quale ricresce l'osso fratturato. Gli scienziati che hanno inventato questo materiale, della Nottingham University, sostengono che potrebbe evitare in molti casi l'uso delle protesi. Il team e' attualmente al lavoro per avviare i trial clinici in Gran Bretagna e pensa che l'innovazione diventera' di uso comune negli Stati Uniti entro i prossimi 18 mesi.

Questo "osso iniettabile" ha vinto un prestigioso premio per l'innovazione medica la scorsa settimana ed e' parto della mente del Professor Kevin Shakesheff, della University of Nottingham. Il suo vantaggio rispetto ai tradizionali cementi per ossa e' nel processo con cui indurisce. Mentre i cementi convenzionali emettono calore indurendo, uccidendo le cellule circostanti, questo polimero non produce lo stesso effetto.

A temperatura ambiente, il materiale ha la consistenza del dentifricio; quando sale alla temperatura del corpo, si indurisce. Il Professor Shakesheff spiega che e' facile iniettarlo nel punto esatto dove si trova la frattura senza incisione chirurgica, a differenza di quanto accade per le protesi. "Non solo non occorre l'intervento chirurgico", ha detto il Professore, "ma il paziente non resta con l'area danneggiata". Bastera' inserire l'ago, iniettare il polimero dove e' necessario e poi li', col calore del corpo, il materiale si indurisce, ma senza uccidere le cellule circostanti, che continuano a crescere normalmente.

Restano alcuni limiti da superare: anche se il polimero in pochi minuti diventa duro con un osso vero, il collegamento tra il polimero e il vecchio osso e' piu' debole; per esempio, una frattura alla gamba curata in questo modo avrebbe comunque bisogno di chiodi metallici per evitare che le parti si separino quando il paziente cammina. Tuttavia per il team della Nottingham l'invenzione ha grande potenziale, soprattutto nei casi in cui occorre un supporto per sostenere la crescita di nuove cellule nel corpo; molti ortopedici hanno commentato la notizia entusiasti.


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categorie: salute - rimedi naturali
venerdì, 05 dicembre 2008

La patata bollente da 98 miliardi - http://www.beppegrillo.it/

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Marco Smiroldo, magistrato della Corte dei Conti

Ieri il blog era presente con un suo inviato alla Corte dei Conti. Non c'era quasi nessun altro giornalista. 98 miliardi di euro di presunto danno erariale da parte delle concessionarie di slot machine non meritano tutta questa importanza. Tre finanziarie. Chissà perchè? Non vorrei che fossero coinvolti i partiti perchè in quel caso sarebbe tutto chiaro. Il processo amministrativo si è concluso con una decisione che chiede ad altri di decidere. In sostanza la Corte dei Conti rimanda la decisione su chi deve decidere l'importo del danno alla Corte di Cassazione. Che, forse tra qualche anno, attribuirà la competenza al Tar del Lazio, alla Corte dei Conti o alla giustizia ordinaria.
Due settimanne fa, a Milano , è stata arrestata una signora italiana, incensurata, per aver rubato qualche decina di euro di cibo perchè aveva fame.
Li sentite i bufali? Il loro zoccolo è sempre più pesante.

Testo:
D.Martinelli: mi trovo a Roma, da pochi minuti si è conclusa nell'aula giurisdizionale della Corte dei Conti, la magistratura contabile, l'udienza del processo sullo scandalo delle slot machine, in cui sono imputate dieci società concessionarie che hanno gestito queste slot machine dal 2004 al 2007, ebbene in tre anni, secondo il Pm Marco Smiroldo, titolare dell'inchiesta, avrebbero procurato un danno erariale pari a novantotto miliardi di euro al lordo anche delle penali maturate. Oggi quell'importo, a distanza di quasi un anno visto che il dato era riferito allo scorso gennaio, è sicuramente aumentato. Fatto sta che dall'ordinanza di oggi ci si aspettava una quantificazione dell'importo da rimborsare allo Stato da parte di queste società e invece c'è stata una sospensione del processo che rimanda tutto alla Cassazione. Andiamo per gradi: intanto i giornalisti presenti erano pochissimi, io avevo la videocamera e oltre a me c'era una piccola troupe formata da due ragazzi mandati da Giovanni Minoli e poi un paio di colleghi della carta stampata. La Corte dei Conti è una magistratura contabile, operano magistrati contabili, a differenza di quelli penali, Marco Smiroldo è uno di questi che ha quantificato questo danno erariale in virtù delle indagini che la Guardia di Finanza ha condotto per dei mesi, e ha stabilito che diverse slot machine che trafficano soldi non erano collegate alla rete dei Monopòli di Stato, alcuni funzionari del Monopòlio imputati a loro volta. Perciò qual è stata la strategia difensiva delle concessionarie? E' stata quella di ricorrere subito al Tar del Lazio. Il Tar del Lazio nello scorso mese di aprile ha emesso una sentenza, con la quale chiede al pm di ridurre l'importo da richiedere...
G.Rigido: ...poi c'è tutta una condotta colpevole della Pubblica Amministrazione dei Monopòli che ha aspettato l'intervento della Corte dei Conti per richiedere le penali e tutto, e intanto questa richiesta di penali ha raggiunto cifre spropositate non per colpa dei concessionari, e quindi il Tar ha sostanzialmente detto: rifacciamo questi conteggi ma tenendo conto anche delle esigenze dei singoli concessionari, considera che la rete non è stata allacciata per due anni e mezzo. Insomma c'è anche un po' di colpa da parte dell'Amministrazione che non ha chiesto le penali prima.
D.Martinelli: ...il pm ha riquantificato il danno, non si sa di quanto perché è secretato, lo ha sottoposto ovviamente ai giudici, oggi non si è potuto sapere perché in virtù della sentenza emessa dal Tar del Lazio, i difensori delle concessionarie hanno sollevato dubbi di legittimità dicendo ai giudici della Corte dei Conti: "voi non siete competenti a quantificare questo danno. Bisogna che il danno lo quantifichi il Tar del Lazio". Quindi i giudici, dopo la riunione in camera di consiglio, hanno accolto questa richiesta e hanno demandato il tutto alla Cassazione, che a sezioni riunite dovrà decidere chi dovrà decidere la quantificazione del danno. Okay? In sostanza è come se un multato da un vigile urbano facesse ricorso perché ritiene che quella multa doveva infliggergliela un carabiniere, e il giudice ricorre alla Cassazione che dovrà decidere se quella multa andava data dal vigile urbano piuttosto che dal carabiniere. Siamo in questa situazione. La sospensiva comporta un allungamento dei tempi perché la Cassazione potrebbe pronunciarsi fra sei mesi, un anno, due anni e non si sa se poi la Cassazione dirà che è bene siano i giudici della Corte dei Conti a quantificare, oppure è bene ricorrere ad un giudice della giustizia ordinaria. Perciò campa cavallo! Questo è stato il verdetto, chi si aspettava una quantificazione è rimasto deluso. Chiudo ricordando solamente che novantotto miliardi di euro sono pari a circa tre manovre finanziarie del governo italiano. Vorrei ricordare che nell'ultima manovra di Tremonti con 35 miliardi di euro c'è stata una pianificazione triennale, novantotto miliardi fate un po' voi i calcoli. A questo punto vi saluto e vi lascio a qualche dichiarazione che ho raccolto dal pm e anche da qualche avvocato.
M.Smiroldo: ...la figura che è chiamata a difendere le ragioni economiche della Repubblica, cioè della comunità dei cittadini, che mettono con le loro tasche dei soldi affinché i servizi siano assicurati e siano fatti bene. Noi abbiamo verificato che questo servizio che i concessionari dovevano rendere non è stato reso come ci si aspettava e abbiamo verificato che chi doveva controllare non lo ha fatto. Da questo è derivato un danno e un danno è direttamente proporzionale al valore che in uno stato di diritto, si dà a rispetto delle condizioni di liceità di un determinato comportamento. Questo lo stabilirà il giudice e io confido che anche la Cassazione in questo senso ci dia ragione grazie.
D.Martinelli: quindi novantotto miliardi sono l'ammanco o che cosa?
M.Smiroldo: è la stima di un danno erariale. Ciò che si doveva fare non è stato fatto nei modi dovuti, e quindi da questo si è determinato un danno. Stralcio di intervento di un difensore delle società: ...se è una responsabilità di natura contrattuale la procura si sta sostituendo all'attività dell'amministrazione attiva e chiede a questa Corte di erogare penali che rientrano nell'ambito dell'amministrazione attiva.
D.Martinelli: lei come avvocato non parla?
Avvocato: no perché siccome la società è quotata in Borsa le notizie che vanno sulla stampa possono essere notizie sensibili, perciò in quanto tali vengono gestite direttamente dall'ufficio stampa.
D.Martinelli: a me interesserebbe qualche dichiarazione nel merito del procedimento attuale, in merito a ciò che ha detto lei.
Avvocato: no no scusa... a me poi i giornalisti sono così simpatici (ride) quindi voglio dire...
D.Martinelli: quindi rilascia l'intervista?
Avvocato: sono quindi dispiaciuto di non rilasciare un'intervista.
D.Martinelli: ah, non la rilascia?
Avvocato: no non posso.
Altro avvocato: no no... sono sempre disposto a farle ma ci hanno detto di non dire niente anche perché sono uscite delle cose un po' velenose...
D.Martinelli: il pm contesta questo danno erariale quantificato in x miliardi di euro, adesso invece pare che la questione si ripercuota sulla competenza.
Avvocato T.Varrone: non è soltanto una questione di giurisdizione, cioè se debba giudicare la Cassazione o la Corte dei conti, sotteso a tutto c'è il fatto che il danno in realtà è inesistente perché l'applicazione delle penali è in corso.
D.Martinelli: se delle penali esistono significa che c'è stata una malagestione!
Avvocato T.Varrone: esistono delle penali, in misura molto limitata. L'applicazione principale, quella che ha dato luogo a questa lievitazione stratosferica delle pretese accennate in giudizio, non può nemmeno essere applicata perché non c'è stata una commissione che la poteva applicare e la convenzione successiva l'ha ridotta a livelli irrisori.
Giudice M.Ristuccia: ...considerato che nella fattispecie il Tar Lazio ha già affermato la propria giurisdizione nella specifica materia... dispone la sospensione dei presenti giudizi e rinvia all'eventuale merito, ogni provvedimento sulla riunione dei giudizi stessi. L'udienza pubblica è chiusa."

Post precedenti:
Caccia agli evasori
Bische di Stato
Il potere del silenzio


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categorie: social prosumer
giovedì, 04 dicembre 2008

CRISI: STOP CARTE DI CREDITO, STOP CONSUMI


Lo tsunami che ha sconvolto quest'anno il mondo del credito potrebbe riscrivere il settore delle carte di credito. Secondo Meredith Whitney, analista di Oppenheimer & Co., l'industria delle carte di credito potrebbe ritirare oltre 2 trilioni di dollari di linee di credito nei prossimi 18 mesi a causa dell'avversione al rischio e di possibili cambiamenti regolatori. Fattori che potrebbero impattare sulla spesa dei consumi. ( Finanza. Com)

 

Potrebbero impattare sulla spesa di consumo?

Se tagliano 2.000.000.000.000 di $, necessari per sostenere la domanda perché non si ha più fiducia nel nostro merito di credito. Beh, crisi allora: stop carte di credito, stop consumi.

Ma santiddio:

      se la crisi economica nasce proprio dall’aver fatto business e surrogato redditi insufficienti,    regalando carte di credito e di debito a destra e a manca;

      se proprio quelle carte hanno rabberciato un meccanismo economico-produttivo già da tempo ai limiti del collasso;

      se con quel credito noi consumatori abbiamo acquistato l’acquistabile producendo buona parte della ricchezza: il 70 % del PIL;

      se quella ricchezza è stata poi distribuita per profitti, salari, stipendi, pure all’erario, finanche a quelli del credito per restituire il debito;

Se, se, se… siamo rimasti senza il becco d’un quattrino.

Si dirà: questo il vostro ruolo, questa la vostra responsabilità, questo il valore delle vostre azioni.

Ah beh, allora, se ci verrà revocato il credito per consumare, chi informerà managers, operai, impiegati, commercianti, pure quelli del fisco, che non c’è più trippa per gatti?

Se nel frattempo quelli del credito, perché avversi al rischio, saranno andati al mare a prendere il sole tranquilli tranquilli, niente paura glielo diremo noi.

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 


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categorie: economia, consumi, reddito, social prosumer, banche e assicurazioni
martedì, 02 dicembre 2008

Undicietrenta, Internet un'immensa città
La Rete Internet è un’immensa città, fatta di centri storici perfettamente conservati e periferie sterminate dove si trova di tutto, non si cammina tranquilli e nascono problemi a ogni angolo di strada. Spesso in queste periferie si generano gruppi e bande che non esisterebbero, e non sarebbero nate in circostanze normali. E la rete è un’immensa città dove i controlli sono scarsi e sporadici. E dove oggi i ricercatori hanno individuato a tutt’oggi circa ottomila siti neonazisti che inneggiano alle camere a gas. Nel 1995 ne esisteva uno soltanto. Sono passati tredici anni, e ormai nessuno è più in grado di controllare il fenomeno. Soprattutto da quando imperano i social network come Facebook o MySpace. Il Centro Simon Wiesenthal ha mandato una lettera ufficiale a Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, per segnalare un fenomeno preoccupante e dilagante. Da Facebook si scusano, ma il problema rimane. E rimane perché la rete è schizofrenica. Deve essere libera, garantire la privacy, ma nello stesso tempo permette a chiunque, e senza particolari rischi, di pubblicare, scrivere e mettere on line il peggio del peggio e l’orrore. L’unico paragone possibile è con certe scritte spray sui muri dei palazzi. Con una differenza: internet arriva molto più lontano, e se da un lato permette una forma di socializzazione un tempo sconosciuta, dall’altro aiuta la costituzione e il proliferare di gruppi violenti e socialmente pericolosi. Una soluzione non c’è, se non di chiudere lentamente ogni sito di quel genere, ma presto sarà praticamente impossibile. Nel frattempo però ci troviamo di fronte a un fenomeno nuovo, che crea anche situazioni psicologiche inaspettate. Vogliamo dire che i social network posso aiutare a creare gruppi di persone che un tempo sarebbero stati isolati e semplicemente border line? Vogliamo dire che ora i border line si sono tutti organizzati on line? Probabilmente è vero. Anche se si tratta, tenendo conto dell’universo della rete, di particelle minime. Ma il dibattito è aperto. I luoghi comuni sono tanti, e troppe le leggende. Per esempio quella che attribuisce alla CIA l’invenzione di Facebook, per controllarci tutti meglio. L’idea che sia tutto Sottocontrollo, che nulla si cancella, e che siamo Tutti Spiati è quasi Certezza. Però bisognerebbe capire perché possono allora esistere a tutt’oggi ottomila siti razzisti e che istigano alla violenza. E perché nessuno fa qualcosa per contenere il fenomeno.... http://www.unita.it/

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categorie: social prosumer

Risparmio energetico: quanto ne sanno gli Italiani?

Sensibili ai consumi energetici, attenti alle agevolazioni fiscali ed interessati al tema rinnovabili: questo il quadro italiano dipinto dall’ultima inchiesta in materia di risparmio energetico. Sarà perché ormai è divenuto un tema centrale di molte campagne ed iniziative, sia pubbliche che private, sarà perché la questione è strettamente connessa a quella del portafoglio, ma gli italiani dimostrano essere molto sensibili sul fronte risparmio energetico. A rivelarlo è l’indagine statistica di Tecnoborsa secondo cui a mettere in pratica comportamenti “virtuosi” nell’ambito dei consumi energetici è ben il 98,6% degli intervistati. Queste buone pratiche vanno dallo spegnere le luci degli ambienti quando si esce da una stanza (88,7%), all’utilizzo di lampadine a basso consumo (71,9%), all’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza (56,7%), fino allo spegnere gli apparecchi elettronici invece di lasciarli in stand-by (54,8%), all’installazione di vetri termici (45,9%) e all’adozione di valvole termostatiche sui termosifoni (24,6%). Nel dettaglio il tipo è emerso che più della metà del campione (86,7%) ha eseguito lavori per la riqualificazione e la riduzione del fabbisogno energetico della propria abitazione (per lo più modifiche all’impianto di riscaldamento e dell’illuminazione); il 53,8% ha fatto interventi per ridurre le dispersioni termiche sull’involucro dell’edificio (come la sostituzione degli infissi e/o la coibentazione delle pareti e dei solai); il 34,6% per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e il 33,2% per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale per installare caldaie a condensazione. Più impreparati, invece rispetto al livello di conoscenza delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, conosciute solo dal 55% e/o per le ristrutturazioni (36%). Registrato anche il grado di conoscenza delle fonti rinnovabili, con 53,2% di risposte positive che, unite al 17,1% che risponde un sì parzialmente, denota un notevole interesse verso il problema della produzione energetica. http://www.rinnovabili.it/


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categorie: social prosumer
lunedì, 01 dicembre 2008

Buon Natale!

Siamo a Dicembre, tra 24 giorni sarà Natale....e come di consuento le tavole di moltissimi italiani saranno imbandite con cadaveri di animali....


Per festeggiare un Natale "buono"... non uccidere animali!

postato da: Mygreatlife alle ore 14:15 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: animali, cucina ed alimenti

CONSUMATORI, HA RAGIONE IL PREMIER BERLUSCONI: CACCHIO


Essì, questa volta ha proprio ragione Berlusconi.

«E' sui consumatori che dobbiamo fare leva perché le dimensioni della crisi dell'economia reale non siano estreme - dice il  Premier- Solo questo può fermare un circolo vizioso che va interrotto con forti iniezioni di speranza e fiducia, guardando in faccia la realtà, come noi stiamo facendo. Lo abbiamo detto più volte che in Italia per le banche non cambia niente, per gli imprenditori neppure, perché hanno la liquidità per intraprendere. La profondità della crisi è quindi determinata dai consumatori. Noi saremo arbitri della nostra fortuna. Se le famiglie cambiano lo stile di vita e si lasciano contagiare dall'idea della catastrofe e della crisi, si cominciano a comprare meno auto, meno elettrodomestici, si riducono i consumi e le imprese si trovano a produrre meno, a dover mettere i propri collaboratori in cassa integrazione. Così questi ultimi potranno consumare meno e ci troveremo in una crisi.”

Ve lo giuro non avrei mai osato sperare tanta considerazione nei nostri confronti: ci ha promosso sul campo.

Nei meandri di cotanto dichiarare però dobbiamo  raccapezzarci.

Sfrondiamo i sostantivi, togliamo l’enfasi e gli aggettivi dell’esercizio retorico e vediamo cosa  resta: LA CRESCITA ECONOMICA RENDE L’ESERCIZIO DEL CONSUMO INDIFFERIBILE. Tutto qui.

Proprio quanto vanno ripetendo da illo tempore i Professional Consumers.

C’è un però, però: se quella pratica si fa indifferibile diviene, che lo si voglia o no, un Lavoro.

Reclamare un Reddito si può, si deve.

Altro che sussidi, social card, bonus e credito.

Essì Premier mio, se spera di ringalluzzire la speranza e la fiducia degli italiani  mediante sussidi questa volta mi deprimo.

Se invece, come lei candidamente confessa, in Italia c’è chi ha la liquidità per intraprendere,  rischiando, magari, di non poterlo fare, beh allora a quegli intraprendenti dei consumatori basta riversare parte di quella liquidità, sotto forma di reddito per il lavoro di consumo da svolgere, ed op: fiducia alle stelle e speranza.

Si, speranza in un futuro radioso.

Che ne dice Premier ?

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 


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categorie: consumi, societĂ , social prosumer, banche e assicurazioni