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No al nucleare - Comitato per un’alternativa energetica, basata sulle fonti rinnovabili e il risparmio

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giovedì, 30 aprile 2009

Newsletter n. 40 - 30 aprile 2009

COSTI NUCLEARI

Il "debito nucleare" di Enel
Il costo degli investimenti nel nucleare previsti da Enel è compatibile con un indebitamento finanziario di 50 miliardi di euro della società? Per ridurlo potrebbe decidere di vendere gli asset a maggiore redditività come la divisione sulle rinnovabili? Un articolo di Andrea Lepore di Greenpeace Italia per Qualenergia.it

L'anticipo della bolletta nucleare
Negli Usa un'utility del Missouri rinuncia a un progetto nucleare: non è riuscita a cambiare la legge che vieta di far pagare le centrali in bolletta ancora prima di costruirle. Se a pagare non sono i consumatori, e in anticipo, costruire centrali 'atomiche sembra non convenire.

 

L'ELETTRICITA' SOLARE SCENDE IN CAMPO

Il summit del fotovoltaico è a Verona
Dal 6 al 7 maggio si svolgerà a Verona la Conferenza internazionale sul fotovoltaico dal titolo “Italian PV Summit”. L’evento che anticipa di un giorno Solarexpo ospiterà oltre 50 relatori da tutto il mondo, aziende, istituzioni, policy makers e centri di ricerca per fare il punto sul mercato nazionale e sulle prospettive di sviluppo.

Come mi faccio l'impianto solare gratis
Avere un impianto fotovoltaici sul tetto senza spendere nulla. A Salerno e provincia in molti possono farlo grazie ad un'iniziativa dell'Agenzia Energia Ambiente: una Esco realizza a proprie spese gli impianti sui tetti dei cittadini, in cambio dell'incentivo per il conto energia. Agli utenti resta il risparmio in bolletta.

Innovativa "strategia solare" a San Diego
Nellà città californiana un nuovo programma per incentivare solare ed efficienza energetica: la Municipalità finanzia i costi dell'impianto o dell'intervento che poi saran no restituiti attraverso le tasse sugli immobili, anche se questi cambiereranno di proprietà. Un'iniziativa che altre città si apprestano a copiare.

Come integrare il fotovoltaico
Dal sito del GSE è scaricabile la seconda edizione della “Guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica del fotovoltaico”. Molte soluzioni ed esempi pratici.


PROSPETTIVE RINNOVABILI

Rinnovabili 2010, l'Europa è in ritardo
L'Unione Europa difficilmente riuscirà a raggiungere gli obiettivi per il 2010 sulle rinnovabili nel settore elettrico e nei trasporti. A frenare lo sviluppo delle fonti pulite incentivi poco affidabili, burocrazia e una rete che penalizza i piccoli produttori di energia rinnovabile. Il report della Commissione.

Piano Basilicata: 70 per cento di rinnovabili al 2020
Il Piano di indirizzo energetico-ambientale della Regione Basilicata, appena approvato, ribadisce il "no" al nucleare e punta su efficienza e rinnovabili. Obiettivi ambiziosi, ma anche limiti per i grandi impianti eolici e fotovoltaici. In Val D'Agri la creazione di un distretto energetico in cui si punti anche sulle rinnovabili.

fattoria eolicaCosa c'è da sapere sul mercato delle rinnovabili elettriche
Presentata la pubblicazione “Fonti rinnovabili: Guida alla vendita dell’energia e agli incentivi” frutto della collaborazione tra il Gestore del mercato elettrico e l’Aper. Un utile documento per gli addetti ai lavori, ma anche per chi intende entrare sul mercato.

Le rinnovabili integrate in una centrale
Un impianto eolico che produce anche idrogeno, da bruciare assieme al biogas in una centrale termoelettrica integrata. Elettricità, calore e carburante pulito da un solo impianto, tutto a rinnovabili. In Germania partono i lavori per la p rima vera centrale ibrida al mondo

Solare termico italiano, oggi e domani
Il mercato solare termico italiano detiene una quota del 10% di quello europeo. Lo conferma l'associazione di categoria Assolterm che stima in 400 mila m2 la superficie di collettori installati nel 2008. In totale l'installato in Italia ammonta oggi a 1,5 milioni di m2. Le potenzialità e gli obiettivi futuri del settore.

La policy italiana per l’energia pulita
Pubblichiamo l’introduzione di Gianni Silvestrini al “Codice delle Energie Rinnovabili e dell'Efficienza Energetica 2009”. Un excursus delle recenti politiche e delle legislazione italiana nel settore.


GLOBAL WARMING

Cosa pensa il Governo dei cambiamenti climatici?
Dopo la mozione “negazionista” approvata al Senato, le associazioni energetiche e ambientaliste chiedono chiarimenti al Presidente del Consiglio sulla reale convinzione del governo di intraprendere serie politiche contro il global warming e per l'energia pulita a livello nazionale e internazionale. Poca chiarezza anche in Confindustria.

Andare oltre la disinformazione
John Theodore Houghton, importante esperto del clima, oggi sul Guardian manda un segnale forte a coloro che si perdono dietro strumentali dispute sui reali effetti dei mutamenti climatici. Quelle che vanno seguite sono le prove scientifiche e queste ci dicono chiaramente che è necessaria un’azione urgente.

Buone notizie dai giganti delle emissioni
La strada verso un accordo internazionale sul clima è lunga e difficile, ma da Cina e Usa arrivano due buone notizie. Mentre la Cina per la prima volta parla di obiettivi di riduzione delle emissioni, negli Stati Uniti l'EPA inizierà a "regolare" la CO2 ancor prima che venga approvata la legge sul clima.

Information technology per il clima
Due studi pubblicati dal WWF International valutano i notevoli vantaggi offerti in termini di riduzione delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale sia delle video conferenze che del telelavoro.

Inventori contro il global warming
Un pannello che raffresca le stanze senza bisogno di energia, una scatola solare di cartone che permette di cuocere senza combustibili, un micronde gigante che sequestra la CO2 trasformando la biomassa in carbone. Ecco le invenzioni finaliste del concorso Climate Change Challenge promosso dal Financial Times.

 

 

FONTI FOSSILI SEQUESTRATE

centrale a carboneIl carbone quasi pulito della Regina
Il ministro dei cambiamenti climatici britannico annuncia che tutte le nuove centrali a carbone dovranno prevedere il sequestro e la cattura della CO2. Ma da subito per un quarto delle loro emissioni e totalmente solo nel 2025. Molto le perplessità da parte degli ambientalisti.

CO2, se il sequestro fa paura
A Barendrecht, in Olanda, la popolazione locale si oppone a un progetto sperimentale di sequestro della CO2. Il gas stoccato in un area così densamente popolata suscita obiezioni per motivi di si curezza. Con rischi non ancora ben conosciuti, la CCS trova nella diffidenza dell'opinione pubblica un ulteriore ostacolo.

Rischi e costi per fossili ed eolico
Nel valutare le opzioni di investimento in campo energetico non vengono mai considerato il rischio e la volatilità legati ai prezzi dei combustibili fossili, così come quelli della CO2. Davanti a questo nuovo approccio l’eolico risulterebbe già oggi più conveniente degli impianti convenzionali. Un’analisi dell’Ewea in un suo recente rapporto.


La crescita felice del fotovoltaico

Nonostante le difficoltà prodotte dalla crisi economica il settore fotovoltaico in Italia dovrebbe reggere meglio che in altri paesi. Dopo il boom del 2008, con 330 MW installati e il superamento di quota 500 MW totali, si iniziano ad aprire nuove opportunità sul versante della produzione. L'editoriale di Gianni Silvestrini.


E all’improvviso sbuca l’Italia che arriva quarta, spalla a spalla con gli Usa e subito dopo Spagna e Germania, nella classifica mondiale delle installazioni fotovoltaiche del 2008. Il dato finale per il nostro paese è stato infatti rivisto ad aprile dal GSE a 338 MW a seguito della elaborazione delle domande pervenute nei primi mesi di quest’anno, ma riferite ancora agli impianti installati nel 2008. Nel solo mese di dicembre si era infatti registrato un rush di 130 MW in previsione del leggero calo dell’incentivo.

A livello mondiale lo scorso anno la potenza installata è stata più che doppia rispetto ai valori del 2007. Una crescita formidabile, condizionata però dal boom irripetibile della Spagna. Per comprendere la rapidità della diffusione del fotovoltaico, basta osservare che i MW connessi in rete nel 2008 in Italia sono stati superiori alla potenza che veniva installata annualmente in tutto il mondo all’inizio del decennio (334 MW nel 2001).  Mentre a lungo siamo stati nelle posizioni di coda nella diffusione delle rinnovabili, adesso il recupero è netto. Oggi, infatti, possiamo affermare di aver superato la soglia dei 500 MW fotovoltaici totali, considerando anche gli impianti realizzati prima del conto energia. ma la crescita riguarda anche il solare termico e l’eolico, rispettivamente con 350-400.000 metri quadrati e 1.010 MW installati lo scorso anno.

Cosa ci aspetta ora? Se si considerano gli scenari sul medio termine, l’Italia dovrebbe mantenere il secondo posto in Europa, visti i tetti massimi imposti al mercato spagnolo (grafico 1). L’ultima elaborazione dell’Epia, resa pubblica ad aprile in piena crisi, indica un mercato mondiale in continua crescita che nel 2013 dovrebbe garantire installazioni comprese tra 12,5 e 22,5 GW.
Il boom di dicembre, il maltempo dei primi mesi 2008 e gli effetti della crisi hanno rallentato la crescita in questo primo scorcio di anno, ma la corsa è destinata a riprendere grazie alle forti diminuzioni dei costi (grafico 2) e alla progressiva entrata in funzione di impianti multi MW.

Oltre agli effetti della crisi finanziaria, i due elementi che condizioneranno la diffusione del fotovoltaico nel nostro paese nei prossimi anni sono le modalità e l’entità della riduzione dell’incentivo da un lato e il governo delle domande degli impianti su larga scala dall’altro.
Ogni tanto circolano voci su possibili ritocchi del conto energia prima della scadenza della fine del 2010 e questo fatto è molto negativo perché genera incertezza. Già la pessima uscita sulla revisione delle detrazioni fiscali del 55% aveva, impropriamente, generato onde d’urto anche sul mercato del fotovoltaico inducendo dubbi sulla certezza del diritto. Il solo comparire di annunci di revisione delle tariffe, peraltro non da fonte ufficiale, rischia di far desistere non solo piccoli e grandi operatori, ma anche di rallentare gli investimenti sul lato della produzione delle tecnologie.
Detto questo, occorre un ampio confronto per fare in modo che la riduzione del conto energia nei prossimi anni sia tale da rendere sostenibile la connessione in rete di una potenza annua superiore al GW (sul modello tedesco, per intenderci, sia come contenimento dell’incentivo che come entità delle installazioni).

E veniamo al secondo punto di riflessione. Si sa che sono state presentate richieste per diverse migliaia di MW nelle regioni del sud, in alcuni casi per centrali di potenza superiore ai 100 MW. Ora, non si tratta di essere pregiudizialmente contrari agli impianti a terra. Per raggiungere targets come quelli che propone l’Epia, 390 GW alla fine del prossimo decennio in grado di coprire il 12% della domanda europea di elettricità, o anche “solo” gli 8,5 GW indicati nel position paper italiano, è ovvio che occorrerà un mix bilanciato di tipologie, con una prevalenza di milioni di edifici solarizzati, ma dando spazio anche ad impianti a terra.
La spinta verso la realizzazione di edifici a bassissimo consumo di energia aiuterà molto la diffusione del fotovoltaico. In Gran Bretagna si sta discutendo la legge che prevede che dal 2016 tutti i nuovi edifici residenziali debbano essere “carbon neutral” e l’esempio dilaga perché anche Francia, Germania e Olanda stanno definendo analoghi obbiettivi al 2020. Per finire, la Commissione industria del Parlamento europeo lo scorso 31 marzo nelle raccomandazioni sulla revisione della Direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici ha inserito la proposta che tutti i nuovi edifici siano ad emissioni zero a partire dal 2019.
Dunque, tutto fa pensare che si aprirà un mercato di milioni di impianti FV nella nuova edilizia che si aggiungeranno agli interventi sull’esistente.
Sul fronte degli impianti a terra, la sfida è quella di progettare interventi di dimensioni accettabili in aree marginali. In alternativa, andrebbero integrati con la produzione agricola che rendano gradevole la loro presenza. Per esempio, campi con file di inseguitori solari intervallate tra di loro da coltivazioni, recinzioni di alberature ... Se non passa una concezione intelligente per gli impianti a terra, il rischio di una reazione negativa a livello locale è probabile, come insegnano le polemiche degli ultimi anni sui campi eolici.

Un’ultima riflessione sull’attuale situazione di crisi economica. Ovviamente questa si riflette anche sul settore delle rinnovabili principalmente per la difficoltà dell’accesso al credito.
Mentre confortano i dati 2008 della Germania che risentono ancora limitatamente della crisi, con un aumento da 250.000 a 280.000 del numero degli occupati nelle rinnovabili e con investimenti cresciuti del 20% a 13 miliardi di euro, sono sempre più diffusi in questo inizio di anno i segnali di difficoltà con licenziamenti e ridimensionamenti. I dati del primo trimestre 2009, con 13,3 miliardi $ di investimenti su scala mondiale, indicano un dimezzamento delle attività nelle rinnovabili rispetto allo stesso periodo del 2008. La situazione dovrebbe però migliorare significativamente quando diverranno operativi i finanziamenti anticiclici predisposti dall’Amministrazione Obama e da altri governi.

In questo contesto di difficoltà, l’Italia, che presenta ottimi livelli di incentivazione e di insolazione, dovrebbe reggere meglio di altri dal punto vista delle installazioni ed offrire interessanti opportunità anche nella fase della produzione delle tecnologie. E infatti diversi produttori di celle e moduli stanno incrementando la loro capacità produttiva. E’ il caso, tra gli altri, di X-Group, Helios Technology, Solarday, Pramac e per finire del grande progetto sui film sottili di Enel e Sharp. Dunque, mentre in altri paesi ci sono ripiegamenti, la nostra industria cresce. Proprio per questo è importante garantire certezze sul conto energia fino alla fine del 2010. In questo modo l’Italia si presenterà, alla ripresa del mercato, con una capacità produttiva autonoma in grado di reggere la concorrenza.

Gianni Silvestrini (Direttore scientifico QualEnergia)


postato da: Dilia61 alle ore 10:25 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: lavoro, economia, energia, consumi, buone notizie, crisi, solare, fotovoltaico

Nella Val Ganna (Varese) l'ADSL non arriva o arriva parzialmente... i cittadini e le imprese sono disagiate. I sei Comuni della Valle si accordano e costruiscono una rete Wireless di proprietà dei Comuni stessi che gestiranno in HOME, fornendo così agli abitanti gli infiniti Servizi della Rete. Un MIRACOLO! www.sosteniamoci.it
www.truveo.com

postato da: oscarboscaro alle ore 01:28 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: wireless, social prosumer
lunedì, 27 aprile 2009

CONSUMATORI: IERI CRISI, OGGI MENO E DOMANI?


“La velocità di deterioramento della crisi sta rallentando” parola di Mario Draghi.

Ieri crisi, oggi meno. E domani?

Adda passà 'a nuttata: questo l’ottimismo di maniera che trapela dagli addetti ai lavori.

Dell'ottimismo quello vero, quello che conta, quello dei Consumatori, neanche l’ombra.

A furia di politiche monetarie, tassi bassi e sgravi fiscali con il fiato corto, ci arriverà addosso altro debito a mò di denaro, buono per fare le nozze con i fichi secchi.

Per un pò passerà la fame; si rischia la dissenteria.

Ricominciamo daccapo: la crisi è crisi da insufficienza di reddito per sostenere quella Domanda, necessaria per smaltire il cronico eccesso di Offerta. Con il debito, surrogato del reddito, si è messa una pezza; con il credito si è fatto prima business poi SBOOM.

Dove siete Signori dell’economia, apostoli della concorrenza, equilibristi del Valore?

Al Mercato si usano due pesi e due misure; trovano conforto i figli non i figliastri.

Là, dove un mercato del lavoro superaffollato svaluta i redditi, quello delle merci in eccesso non svaluta i profitti.

Mercato assistito questo, assistito dal debito che ha sostenuto artificialmente la domanda: lo vedete il bubbone della crisi?

Signori, dico a voi, il debito non è più in grado di dare supporto alla domanda, occorre darsi da fare per riequilibrare il valore dello scambio e rendere efficiente il mercato.

Hanno più bisogno i produttori di vendere che i consumatori di acquistare: va stimato questoValore, definito un nuovo prezzo.

Quel prezzo potrà arrivare nelle nostre tasche: sarà Reddito da Consumo, buono per rimpinguare altri asfittici redditi, buono per consumare.

Altro che terra incognita!


Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009


www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org



postato da: prosumer alle ore 18:30 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, crisi, debito, credito
domenica, 26 aprile 2009

People call for proposals on industry-academia partnerships published - http://cordis.europa.eu/

Date: 2009-04-24

The European Commission Directorate-General for Research has issued a call for proposals under the 2009 work programme 'People' of the Seventh Framework Programme (FP7).

The 'Marie Curie action: industry-academia partnerships and pathways' (IAPP) seeks to open and foster dynamic pathways between public research organisations and private commercial enterprises, in particular small and medium-sized enterprises (SMEs), based on longer term cooperation programmes with a high potential for increasing knowledge-sharing and mutual understanding of the different cultural settings and skill requirements of both the industrial and academic sectors.

The action will be implemented through targeted and flexible support for human resources initiatives within cooperation programmes between at least two organisations, one from each sector and from at least two different Member States or Associated Countries.

The indicative budget amounts to EUR 65 million.

Contact person:For further information, please visit:
http://cordis.europa.eu/fp7/calls/

Remarks:

Category: Calls

Data Source Provider: Official Journal of the European Union

Document Reference:OJ No C 95 of 24 April 2009

Subject index: Business aspects, Coordination, Cooperation, Education, Training, Economic Aspects

Programme Acronym: FP7-PEOPLE

Record control number (RCN):30726
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Persone invito a presentare proposte per partenariati Industria-Università - http://cordis.europa.eu/

Data: 2009/04/24

La Commissione europea Direzione generale per la Ricerca ha pubblicato un invito a presentare proposte nell'ambito del programma di lavoro 2009 'Persone' del Settimo programma quadro (7PQ).

Il 'Marie Curie: industria-università Partenariati e percorsi' (IAPP), mira a creare e favorire percorsi professionali dinamici tra organismi pubblici di ricerca e imprese commerciali private, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), sulla base di programmi di cooperazione a lungo termine con un forte potenziale per aumentare la condivisione delle conoscenze e la comprensione reciproca delle diverse impostazioni culturali e le esigenze in materia di competenze di entrambi i settori industriale e accademico.

L'azione sarà attuata attraverso mirate e flessibili di sostegno per le risorse umane iniziative all'interno dei programmi di cooperazione tra le organizzazioni di almeno due, uno per ciascun settore e da almeno due diversi Stati membri o paesi associati.

La dotazione finanziaria indicativa è pari a 65 milioni di euro.

Contact person:For further information, please visit:
http://cordis.europa.eu/fp7/calls/

Remarks:

Category: Calls

Data Source Provider: Official Journal of the European Union

Document Reference:OJ No C 95 of 24 April 2009

Subject index: Business aspects, Coordination, Cooperation, Education, Training, Economic Aspects

Programme Acronym: FP7-PEOPLE
Record control number (RCN):30726

postato da: oscarboscaro alle ore 16:31 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: commissione europea, research, social prosumer

Aiutiamo Lucoli (AQ) !



Se seguite il mio blpg, avrete visto che ho parlato del Comune di Lucoli, a pochi chilometri da L'Aquila, il quale ha avuto pesanti danni dal terremoto, ma nessun giornalista si e' recato sul posto ed e' stato completamente ignorato.
Per fortuna la Protezione Civile Valdostana ha adottato questo comune. Dico per fortuna perche' so quanto siano "grandi" le persone che la compongono... gia' hanno dimostrato in passato di avere grande capacita', umanita' e cuore...
Mi e' stato detto che la popolazione li adora... ma questo non basta. Questi piccoli centri di montagna devono poter riavere una loro economia di modo che non si spopolino! Quindi devo essere aiutati a poter ricostruire in modo che il turismo non abbandoni quelle valli.

Aiutiamoli a riprendere una vita normale!!!!

Vi segnalo il blog che e' stato appositamente istituito

http://ricostruirelucoli.blogspot.com/

e vi ricordo i fantastici ragazzi di QUE NOVA che stanno cercando di rimettere in piedi la loro struttura affinche' le notizie e le testimoniance di Lucoli siano accessibili a tutti! Intatto hanno ripristinato la stazione meteo...

QUE NOVA

UNA COSA LA POTETE FARE SUBITO... E NON VI COSTA NULLA.... DIVULGATE QUESTO POST, OPPURE ANCHE SOLO IL LINK DEL BLOG, AIUTATELI AD AVERE LA VISIBIITA' NEGATA DAI MEDIA, E A NON ESSERE DIMENTICATI

 D I V U L G A T E   !




Conto Corrente Postale N. 96075981

Intestatato a:
Comune di Lucoli Servizio Tesoreria - Terremotati Lucoli 2009

IBAN IT-21-M-0761-03600-000096075981

Collimento 67045 Lucoli (L'Aquila)

postato da: Dilia61 alle ore 10:55 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: solidarietĂ , social prosumer
giovedì, 23 aprile 2009

IMPICCI AL MERCATO CHE BRUCIANO VALORE, SVALUTANO RICCHEZZA


Facciamo una capatina al mercato, là dove si forma il prezzo, dove si incontrano domanda e offerta; dove tu vendi io compro, dove il valore si trasforma in ricchezza, la ricchezza in reddito.

In questo luogo, da qualche tempo, quegli stessi individui non si incontrano; si scontrano invece due eccessi: la sovraccapacità produttiva, l’incapacità reddituale.

Et voilà: la crisi economica.

Personaggi ed interpreti: Produttori e Consumatori.

L’uno, il lattaio, troppo latte dopo tre giorni caglia; l’altro, manca di denaro per ciucciare tutto quel latte.

L’uno, che produce moda che passa di moda troppo in fretta; l’altro, ieri smodato, oggi senza il becco d’un quattrino.

L'uno, l’editore, costretto ad incartare pesce con i quotidiani del giorno dopo; l’altro che, esausto nelle finanze, manca al quotidiano informarsi.

Impicci, insomma, che svalutano Valore, bruciano Ricchezza.

Il primo eccesso, quello dell' offerta, preda risorse. Se consumate inquinano: Valore però.

Valore/merce che assolve bisogni, ristora passioni, sollecita emozioni: acquistate diventano ricchezza.

Altro eccesso: la domanda.

I Consumatori, hanno fatto il possibile e l’impossibile per rispondere spendendo reddito, risparmio, debito assolvendo bisogni, ristorando passioni ed emozioni, fino alla consunzione .

Che fare per uscire dal guado?

Stare fermi, appostati; non consumando non si depreda, non si inquina: pure questo un valore.

Se assoldati, allegri, vivaci consumeremo come prima, più di prima.

A buon intenditor, poche parole!


Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org





postato da: prosumer alle ore 09:41 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, reddito, credito
martedì, 21 aprile 2009

La scienza supera l'immaginazione: l'Europa svela la propria strategia per diventare un leader mondiale nella ricerca IT ad alto rischio - http://europa.eu/

Potenza computazionale illimitata, computer che imitano il cervello, sedie a rotelle guidate dal pensiero e compagni robot: queste le novità del nuovo piano europeo di ricerca sulle tecnologie del futuro, presentato oggi dalla Commissione. Con maggiori investimenti e una cooperazione più stretta nel campo della ricerca ad alto rischio sulle future tecnologie dell'informazione l'Europa può svolgere un ruolo chiave nel tradurre idee brillanti della ricerca in tecnologia del futuro. La Commissione propone di incentivare la ricerca europea ad alto rischio nelle tecnologie del futuro raddoppiando entro il 2015 gli investimenti destinati alla ricerca a livello nazionale ed europeo. La Commissione darà l'esempio aumentando del 70% entro il 2013 l'attuale stanziamento annuo di 100 milioni di euro a favore della ricerca.

"L'Europa deve essere inventiva e coraggiosa, soprattutto in questi tempi di crisi.

La ricerca feconda l'innovazione, che è cruciale per la competitività dell'Europa su scala mondiale a lungo termine. Le scoperte scientifiche rivoluzionarie offrono opportunità dal potenziale enorme: per valorizzarle al meglio dobbiamo mettere insieme i migliori cervelli di tutto il mondo", ha affermato Viviane Reding, commissaria europea per la società dell'informazione e i media, inaugurando a Praga la Prima Conferenza europea sulle tecnologie del futuro. "L'Europa deve assolutamente coordinare le attività di ricerca dei suoi 27 Stati membri e rafforzare la collaborazione con i partner mondiali per essere all'avanguardia delle future tecnologie dell'informazione, dalle quali possono scaturire soluzioni radicalmente nuove per i cittadini europei in settori come la salute, i cambiamenti climatici, l'invecchiamento della popolazione, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza."

Rispetto ad altre regioni del mondo gli investimenti europei a favore della ricerca nel settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) sono in ritardo. Anche se l'UE produce quasi un terzo della conoscenza scientifica mondiale, la ricerca in questo settore rappresenta solo un quarto delle sue attività complessive di ricerca (IP/09/397).

La Commissione invita oggi gli Stati membri a mettersi al passo con Stati Uniti, Cina e Giappone raddoppiando entro il 2015 gli investimenti nella ricerca ad alto rischio sulle TIC, favorendo iniziative congiunte di ricerca a livello di programmi nazionali ed europei e dando vita a nuove iniziative faro, capaci di alimentare un vasto sforzo sostenuto di parecchie centinaia di milioni di euro.

Da parte sua, già nel 2010 la Commissione inizierà ad aumentare la propria dotazione annua per la ricerca sulle tecnologie dell'informazione del futuro, portandola da 100 a 170 milioni di euro entro il 2013. Sempre entro il 2013 intende avviare almeno due iniziative di ricerca di alto valore simbolico, di carattere transnazionale e multidisciplinare, allo scopo di dare attuazione concreta a conquiste scientifiche come ad esempio i biocomputer. La Commissione propone iniziative che favoriranno anche il coinvolgimento di giovani ricercatori di talento nelle attività di ricerca ad alto rischio e sosterrà le piccole e medie imprese high-tech a forte intensità di ricerca, che sono in grado di trasformare i primi risultati della ricerca in nuove opportunità commerciali.

Ecco alcuni esempi delle future ricerche europee presentati:

- una sedia a rotelle comandata dal pensiero che si muove in base ai segnali inviati dal cervello, di cui potranno servirsi 300 000 europei disabili per lesioni al midollo spinale, e altri nuovi impianti neuronali per persone disabili;

- tecnologia computazionale che copia il modo in cui il cervello elabora le informazioni così da poter continuare a funzionare anche in caso di guasto a parti dell'hardware;

- computer più sicuri, più rapidi della velocità della luce e in grado di elaborare quantità illimitate di informazioni grazie ai primi di risultati dell'informatica quantistica, un campo in cui l'Europa è già leader.

Contesto

Negli ultimi 15 anni la Commissione ha finanziato la ricerca multidisciplinare sulle tecnologie informatiche del futuro nell'ambito del suo programma generale di ricerca (per un totale di 1 285 milioni di euro dal 1994). Ha così contribuito alla leadership europea in campi come l'informatica quantistica, la nanoelettronica, le scienze neuroinformatiche e bioinformatiche e la ricerca sui sistemi complessi; ne sono seguiti riconoscimenti come il premio Nobel per la fisica conferito nel 2007 a Albert Fert (Francia) e Peter Grünberg (Germania) e nel 2005 a Theodor Hänsch (Germania), tutti scienziati che hanno collaborato a progetti europei di ricerca ad alto rischio.

Un fascicolo di informazione per la stampa, con informazioni su alcuni progetti delle tecnologie del futuro, sulla comunicazione odierna della Commissione in merito alle tecnologie future di ricerca in Europa e un videoclip si possono consultare al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=4871

Invitiamo anche a visitare il sito ufficiale della Conferenza europea sulle tecnologie del futuro, dal titolo "La scienza supera l'immaginazione" che inizia oggi a Praga, con i progetti futuristici che vi saranno presentati:


lunedì, 20 aprile 2009

La Commissione chiede agli operatori di telefonia mobile di migliorare ancora le politiche a tutela dei bambini - http://ec.europa.eu/

Secondo uno studio, nell'UE il 50% dei bambini di 10 anni, l'87% dei tredicenni e il 95% dei sedicenni possiede un telefono cellulare. Allo stesso tempo, metà dei genitori europei teme che l'uso dei cellulari possa esporre i loro figli ad immagini sessualmente esplicite e violente (51%) o ad episodi di bullismo (49%). Oggi la Commissione europea ha chiesto agli operatori di telefonia mobile di fare di più per tutelare i bambini che usano telefoni cellulari, adottando tutte le misure previste dal codice di condotta firmato da 26 operatori nel 2007. La GSM Association, l'organismo professionale del settore della telefonia mobile, ha indicato in una relazione appena pubblicata che in 22 Stati membri esistono ormai dei codici di autoregolamentazione basati sull'accordo quadro concluso con l'appoggio della Commissione europea. Il 90% di tali accordi è conforme all'accordo del 2007 e l'80% degli operatori ha adottato misure per controllare l'accesso dei bambini ai contenuti destinati agli adulti.

Viviane Reding, Commissario europeo responsabile per i mezzi di comunicazione, ha commentato: "La relazione dell'associazione di settore della telefonia mobile, presentata di recente, evidenzia che gli operatori hanno cominciato a prendere seriamente la responsabilità di garantire la sicurezza dei bambini quando usano i telefoni cellulari. Tuttavia, mi auguro che ben presto siano adottati dei codici nazionali anche nei quattro Stati membri in cui non esistono ancora (Cipro, Estonia, Finlandia e Lussemburgo) e che il codice belga sia profondamente rivisto. La tutela dei minori non è un lusso ma una necessità affinché le nuove tecnologie di comunicazione siano accettate nelle società europee. Gli operatori mobili devono essere ancora più ambiziosi per rendere più efficaci le misure a tutela dei minori in tutti i paesi europei e rendere più trasparente la classificazione dei contenuti. I 12 operatori che tuttora forniscono contenuti per adulti senza la possibilità di controllare l'accesso devono risolvere la situazione. Mi riservo il diritto di tornare sulla questione il prossimo settembre per verificare se occorre agire ulteriormente."

Una nuova relazione del settore della telefonia mobile mostra i progressi fatti dai 26 operatori firmatari del "Quadro europeo per un utilizzo più sicuro dei telefoni mobili da parte di adolescenti e bambini", concluso con la collaborazione della Commissione nel febbraio 2007 (IP/07/139). Questi operatori forniscono servizi a circa 580 milioni di clienti, il 96% di tutti i clienti di telefonia mobile nell'UE.

Le misure a tutela dei bambini sono attuate a livello nazionale tramite codici di condotta di autoregolamentazione, già adottati in 22 Stati membri, che applicano il 90% del codice europeo. Solo il codice belga presenta differenze sostanziali, mentre non sono ancora stati sottoscritti codici nazionali a Cipro, in Estonia, in Finlandia e a Lussemburgo.

La relazione mostra come gli operatori mobili hanno dato seguito agli impegni assunti nelle quattro aree di azione indicate nel codice del 2007:

  • l'80% degli operatori ha attuato misure per controllare l'accesso da parte dei bambini ai contenuti per adulti. Tuttavia, solo il 41% degli operatori ha affermato di monitorare attivamente e di verificare l'efficacia dei propri sistemi di controllo degli accessi;
  • oltre il 65% dei firmatari realizza materiale informativo o conduce campagne di sensibilizzazione sull'uso sicuro del telefono cellulare. Tuttavia, il 16% dei firmatari non ha programmato alcuna attività per sensibilizzare il pubblico;
  • l'80% dei firmatari classifica il contenuto commerciale in almeno due categorie, "contenuto per adulti" e "altro", ma nulla indica che siano state concordate classificazioni specifiche a livello nazionale, come deciso nel 2007;
  • la maggior parte degli operatori lavora a stretto contatto con le forze di polizia per denunciare il contenuto illecito diffuso tramite telefoni cellulari, tuttavia le azioni variano in maniera considerevole da un paese all'altro per via delle diverse legislazioni e dei diversi meccanismi di denuncia.

Contesto

Il 2 febbraio 2007 gli operatori di telefonia mobile hanno firmato un accordo, il "Quadro europeo per un utilizzo più sicuro dei telefoni mobili da parte di adolescenti e bambini", relativo alla tutela dei minori che utilizzano i telefoni cellulari (IP/07/139). Il quadro europeo è stato definito in risposta alle diverse problematiche sollevate nella consultazione pubblica lanciata dalla Commissione nel 2006 sull'uso più sicuro del telefono cellulare (IP/06/1059).

L'accordo è stato firmato inizialmente da Bouygues Telecom, Cosmote, Deutsche Telekom Group, Go Mobile, Hutchison 3G Europe, Jamba! GmbH, Mobile Entertainment Forum, Orange Group, Royal KPN N.V., SFR, Telecom Italia S.p.A, Telefonica Moviles S.A., Telenor, TeliaSonera e Vodafone Limited. Altre società l'hanno firmato successivamente: Tele2 AB, Mobitel EAD, Belgacom Mobile S.A., Mobilkom Austria A.G., TDC Mobil Norden, Wind Hellas Telecommunications SA, Alands Mobiltelefon Ab, BTC Mobile EOOD (Vivatel), CYTA, P&T Luxembourg e Mobitel d.d.

Per maggiori informazioni sulla relazione della GSM Association sull'attuazione dell'accordo quadro sull'utilizzo più sicuro dei telefoni mobili da parte di adolescenti e bambini: http://ec.europa.eu/information_society/activities/sip/self_reg/phones/index_en.htm


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categorie: telefonia, commissione europea, social prosumer

BEI TEMPI QUANDO BASTAVA IL REDDITO PER POTER CONSUMARE


Solo per il settore auto gli incentivi messi a punto in diciannove paesi ammontano a 50 miliardi di $, come precisa la società di analisi Deloitte. Solo una parte dei 3.600 miliardi stimati per sostenere la crescita e stimolare la ripresa.

Crescita e ripresa sono insomma i precetti con cui i Consumatori vengono richiamati all'ordine; a cui dobbiamo corrispondere con il nostro esercizio di consumo.

Bei tempi quando bastavano gli incanti della pubblicità e le sapienti prodezze del marketing per potervi corrispondere!

Bei tempi quando bastava il reddito per poter consumare!

Bei tempi quando si poteva abusare dei risparmi!

Ancora ieri si poteva, con le scorribande del credito al consumo e poi con il debito.

Oggi no!

Oggi si propongono incentivi, magari bonus.

Quella crescita e quella ripresa reclamano montagne di debito pubblico che oscurano il domani.

Bene. Se vogliamo che quel domani sia un altro giorno occorre trovare nuovi equilibri, imporre una nuova misura al mercato.

Là, dove il lavoro produttivo svalutato e inflazionato non trova reddito adeguato; dove il lavoro di consumo non trova riconoscimento nè ristoro, là in mezzo, tra una produzione in eccesso e un consumo indefesso, il debito ha sostituito la moneta per produrre ricchezza.

Qui deve trovare albergo un Reddito di Scopo che integri quelle insufficienze, retribuisca l'esercizio professionale del consumare, dia la stura alla Domanda, stappi il tappo della crisi che imballa il meccanismo produttivo.

Altro che “terra incognita”!



Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009


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categorie: consumi, debito, reddito, credito
domenica, 19 aprile 2009

Basta sprechi: il Comune risparmia su buste e toner

Limitando la carta (anche in bagno) si mira a ridurre le spese del 35%

Lezione di educazione al risparmio e di rispetto dell’ambiente. In tempi di crisi, sull’onda delle direttive impartite nei ministeri, anche Palazzo Sisto - sede del Comune di Savona - stringe la cinghia. La parola d’ordine è evitare gli sprechi. Il segretario generale e i dirigenti hanno ricevuto ieri una lettera che ha per oggetto: “Indirizzi generali e specifici con la finalità di risparmio sulla spesa per i beni di consumo”. In due paginette vengono elencate tutte le misure da prendere per evitare gli sprechi: dalla riduzione del consumo di carta e toner delle stampanti alla limitazione dell’uso delle buste e del materiale igienico, alla frenata all’acquisto di quotidiani e riviste e del materiale di cancelleria. Scopo delle misure è quello di arrivare a un risparmio del 35%.

La “cura dimagrante” non è stata inventata su due piedi dal dirigente del settore Risorse tributarie e strumentali, Giovanni Librici, che firma la lettera, ma è frutto degli indirizzi specifici del Peg (Piano economico generale) del 2009 del servizio Economato, che prevedono «la ricognizione delle esigenze di tutti i settori in materia di acquisti di beni di consumo e la predisposizione di un piano di acquisti per ottenere un risparmio di spesa rispetto all’assestato 2008». Nella lettera viene ricordato che il piano degli acquisti per l’esercizio 2009 è stato approvato con determinazione del dirigente del settore Risorse tributarie e strumentali proprio pochi giorni fa, il 7 aprile. «Il raggiungimento dell’obiettivo - si legge ancora - è possibile solo con la collaborazione e la sensibilizzazione di tutti i dipendenti comunali».

Le linee guida raccomandate ai 600 dipendenti del Comune partono con una serie di regole per risparmiare carta e stampante. Vediamone alcune: stampare e-mail e documenti solo quando strettamente necessario, ricorrere il più possibile alle stampanti di rete per ridurre consumi energetici e cartucce, utilizzare le stampe fronte-retro, ottimizzare lo spazio nella pagina, riducendo anche i caratteri, trasmettere i documenti attraverso e-mail, utilizzare la qualità di stampa “bozza” per ridurre il consumo di toner, riutilizzare la carta già stampata per gli appunti, non utilizzare la stampa a colori. A questo proposito viene specificato che il servizio Economato acquisterà toner e cartucce a colori solo per il settore Qualità urbana e Pianificazione del territorio.

Viene poi chiesto ai dipendenti di non utilizzare buste per la corrispondenza interna e di «inviare la corrispondenza con la piegatura dei fogli a mezzo protocollo con spillatura». Vengono quindi elencati i tipi di buste e cartelline che saranno messe a disposizione e viene chiesto di riutilizzare per i provvedimenti dirigenziali le cartelline già usate o di utilizzare come copertina un foglio protocollo o A3. Ristrettezze anche nei bagni. Dove esistono gli asciugamani ad aria saranno ridotti i fazzolettini di carta. «Occorrerebbe anche ridurre l’acquisto delle copie dei quotidiani e gli articoli di cancelleria» è l’ultima “preghiera”.

«Quando servono i soldi è necessario fare economia - dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e al Patrimonio, Rosario Tuvé -. La lettera recepisce gli indirizzi del Peg in modo tale da non avere un bilancio rosso fuoco. Ma la direttiva non è un’esclusiva del nostro Comune. In tutti i ministeri ed enti locali avviene lo stesso». Il motivo: la crisi globale? «In parte sì, ma soprattutto il fatto che non abbiamo abbastanza soldi per affrontare tutte le spese. Con queste direttive il personale, compresi gli assessori, capisce che dobbiamo essere i primi a risparmiare. Con una goccia ciascuno, si riempie una piscina».

STEFANIA MORDEGLIA - da ilSecoloXIX


giovedì, 16 aprile 2009

SE TUTTI RICCHI, SAREMMO PIU’ POVERI


In questo universo dello sfarzo, non è tutto oro quel che luccica.

Più si diventa ricchi, minore il profitto che si ricava dall’acquisto dei beni, più si è indotti a risparmiare: parola di Keynes.

Ta-ta-tan: il paradosso della parsimonia.

Se tutti ricchi, tutti risparmiamo: si consuma meno, meno PIL, si ridurranno gli investimenti, il lavoro, il reddito e per questa via anche il risparmio.

Altro paradosso allora: se tutti ricchi, saremmo più poveri.

Calma e gesso, non saremo tutti ricchi e, vivaddio, nemmeno parsimoniosi cosicchè, nel nostro lavoro di consumo per sostenere la crescita con redditi insufficienti, si possa alfin esporre l’ennesimo paradosso: produrre ricchezza con il debito.

Cacchio, di paradosso in paradosso non c’è più ciccia ma solo l’osso.

Oddio, più che l’osso, questi ossimori mostrano contraddizioni, fragilità e crepe del sistema economico.

Ci vorrebbe un furetto tutto pepe, grazia, impertinenza: un giustiziere economico per non sprecare ricchezza, per mitigare povertà.

Detto fatto. “Come la freccia che dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca”: Eccolo, è lui, si proprio lui, il Professional Consumer.

Gagliardo ed inorgoglito, fischiettando fra i denti recita a memoria: chi ha troppo Dia, chi ha poco Prenda.

Poi, sollecitato dagli astanti, chiosa: Se troppo ricchi, si consuma meno; se poveri, troppo consumo, troppo debito. Queste diseconomie infestano l’economia; occorre riequilibrare le quote di risparmio, le quote di consumo, redistribuire quote di reddito; estirpare infestanti parsimonie, mitigare prodighi eccessi per riportare in equilibrio il sistema perchè beati, non più beoti, si possa tornare tutti a consumare.

Un dire che non ammette repliche.

Gli entusiasti applaudono, qualcuno mugugna; chi, inebetito, arrossisce.

Al fin del dire si inchina, ringrazia; con un colpo di reni si inarca, salta, rimbalza, si imbosca.

La foresta lo avvolge.


Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

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categorie: economia, consumi, debito, credito, social prosumer
mercoledì, 15 aprile 2009

Scegli con attenzione a chi donare il 5 per mille

 

Se non vuoi finanziare la pratica della vivisezione, dannosa per l'uomo e per gli animali usati, occorre fare attenzione a:


1. non scegliere le associazioni per la "ricerca" che finanziano anche la vivisezione;


2. non scegliere solo il settore (sanità, ricerca scientifica, volontariato) senza mettere preferenze, perché gran parte del totale andrà a chi finanzia la vivisezione!

Ascolta la spiegazione per saperne di più su questo argomento


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categorie: economia, animali

Il latte di mandorla, un valido e tonificante alleato contro la sete.

Non solo una bibita diversa dal solito, ma tanti suggerimenti in cucina per poter assaporare tutta la naturalezza della pasta di mandorla.

 

Il latte di mandorla è una bevanda decisamente dissetante e tonificante, tipica delle nostre regioni meridionali, inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Acquistabile anche presso siti di commercio elettronico di prodotti tipici, i quali ne propongono la referenza artigianalmente prodotta e già pronta per l’uso, la sua produzione risale a tempi antichissimi, essendo stata infatti sperimentata inizialmente in alcuni monasteri.

 

La ricetta originale prevede la realizzazione di un infuso a freddo, che richiede 2/3 di mandorle ed 1/3 di zucchero. L’ideale sarebbe lavorare mandorle fresche, ma può essere preparato anche con quelle secche dopo averle fatte opportunamente reidratare in acqua per qualche ora. Dopo aver pelato le mandorle, si triturano finemente, si miscelano con lo zucchero e si pone la pasta ottenuta in un canovaccio a maglie larghe. Il canovaccio va poi messo in acqua e tenuto in infusione per almeno 6 ore. Dopodiché  va strizzato bene per recuperare tutte le gocce del prezioso liquido, che va versato in una bottiglia e messo in frigorifero. Ovviamente le maglie larghe del canovaccio permettono il passaggio di qualche pezzetto di mandorla di piccolo calibro, che facilmente si ritroverà nel composto, offrendo così la possibilità di gustare, oltre quanto è naturalmente apprezzabile dal liquido prodotto, anche il vero sapore delle mandorle del nostro sud.

 

Fino a non molti anni fa era una bevanda tipica preparata direttamente dal barista e somministrata sfusa a bicchiere a clienti ed avventori; da qualche anno il prodotto è presente con un certo successo anche in  rete. Le referenze proposte dai menzionati portali, in genere, prevedono un prodotto in versione per così dire “disidratata” (in vasetti o in panetti), ma che riacquista tutto il suo indiscusso gusto e sapore semplicemente e facilmente miscelandolo in acqua. Ad esempio, un vasetto da 400 grammi di pasta di mandorla è sufficiente per la produzione di circa 2 litri di bevanda, che si può normalmente conservare in frigorifero, dunque da tenere pronta, disponibile e da servire per ogni necessità eventuale.

 

Questa versione da uso immediato e domestico ha consentito, inoltre, lo “sbizzarrirsi” da parte dei vari produttori artigianali nelle tipologie e nei gusti proposti, sicché  la pasta di mandorla la si può trovare in versioni più o meno variegate: si parte così dal tipo tassativamente tradizionale, a quello alla menta, alla fragola, al caffè ed infine (ultima nata) alla liquirizia, ma che sia ovviamente ed esclusivamente quella calabrese.

 

E tale nuova sperimentazione nell’offerta ha fatto si, inoltre, che della pasta di mandorla si potessero comodamente provare delle alternative d’uso in cucina, sicché la referenza può dimostrare tutta la sua versatilità tra le delizie del palato. Infatti può esser facilmente utilizzata nella preparazione del gelato fatto in casa, unendola al composto in fase di lavorazione e garantendo una connotazione di originalità e gusto; oppure,  ove il gelato sia quello industriale normalmente acquistato nella distribuzione, usandolo a piccoli tocchetti per guarnire le coppette prima di essere servite (una piccola attenzione che certo non passerà inosservata ai conviviali, nel fine pasto); o infine, sulle macedonia di frutta fresca, e sicuramente il periodo è quello ottimale.

 

Dunque un modo tutto nuovo e diverso per gustare delle rinfrescanti bevande: altro che bibite gassate.

 


martedì, 14 aprile 2009

IP/09/568

Bruxelles, 14 aprile 2009

Telecomunicazioni: la Commissione invita l'autorità italiana di regolamentazione a conformarsi alla normativa UE prima di modificare le condizioni di accesso alla rete di Telecom Italia - http://europa.eu/

In data odierna la Commissione europea ha invitato l'AGCOM (l'autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni) a notificarle gli impegni proposti da Telecom Italia, che introducono cambiamenti significativi nell'organizzazione interna della società, al fine di garantire un equo trattamento dei concorrenti. Tali impegni, che sono già stati approvati dall'AGCOM a livello nazionale, comportano una riorganizzazione interna di Telecom Italia e istituiscono un meccanismo speciale per garantire agli operatori alternativi un accesso non discriminatorio alla rete di Telecom Italia. Essi, pertanto, incidono sulla capacità degli operatori alternativi di competere con Telecom Italia. Ai sensi della normativa UE in materia di telecomunicazioni, l'AGCOM è tenuta a consultare la Commissione e le altre autorità nazionali di regolamentazione prima dell'attuazione di cambiamenti che, come quello di cui trattasi, hanno un impatto sul mercato unico UE delle telecomunicazioni. La notifica è necessaria per garantire la trasparenza a livello UE e la certezza del diritto nel processo di regolamentazione.

"Quando un operatore storico delle telecomunicazioni decide di separare operativamente o funzionalmente le proprie attività, in accordo con l'autorità nazionale di regolamentazione, la cosa può avere considerevoli implicazioni per il mercato interno. In questo senso è estremamente importante che la Commissione sia coinvolta fin dall'inizio nelle discussioni e che vengano fornite informazioni complete alla stessa Commissione e alle 26 autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni; solo così, infatti, il processo di separazione può essere completato con successo nell'interesse di un'equa concorrenza e dei consumatori", ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria europea per le telecomunicazioni. "Mi compiaccio del fatto che, dopo alcune difficoltà iniziali, la Commissione e l'AGCOM cooperino ora in armonia su questo importante aspetto. Se realizzato in modo trasparente e favorevole alla concorrenza, l'Open Access può diventare un modello per altri paesi. Esorto tuttavia il regolatore italiano a non applicare i rimedi relativi all'Open Access prima che la Commissione e le altre autorità nazionali di regolamentazione li abbiano esaminati a fondo, come previsto dalla normativa europea. Solo il rispetto integrale di tale normativa, infatti, può garantire la certezza del diritto per tutti gli operatori del mercato.

Da parte sua Neelie Kroes, Commissaria europea alla concorrenza, ha dichiarato: "Dobbiamo essere sicuri che gli impegni assunti da Telecom Italia, una volta applicati, apporteranno un reale miglioramento alla situazione della concorrenza sul mercato italiano dell'accesso a beneficio di tutti i soggetti del mercato e, in particolare, degli operatori alternativi e degli utenti. Per questo motivo, pur deplorando il fatto che la notifica dell'AGCOM non include misure di regolamentazione, mi compiaccio del chiarimento secondo cui a breve gli impegni assunti da Telecom Italia saranno notificati come parte dei rimedi. Un'adeguata consultazione a livello comunitario garantirà trasparenza e certezza del diritto in linea con l'obiettivo di assicurare un'applicazione armonizzata del quadro normativo per le telecomunicazioni, oltre a consentire alla Commissione e alle altre ANR di formulare le proprie osservazioni sugli impegni in questione."

In data odierna la Commissione ha inviato una lettera all'AGCOM con la quale approva, formulando osservazioni, la definizione e l'analisi dell'AGCOM sulla posizione dominante sul mercato italiano dell'operatore storico per quanto attiene all'accesso degli utenti ai servizi di telefonia e al mercato di accesso a banda larga all'ingrosso (in cui gli operatori utilizzano la rete dell'operatore storico per fornire, tra l'altro, i propri servizi internet).

Nella sua lettera la Commissione esprime inoltre preoccupazione per il fatto che l'analisi dell'AGCOM non includa né obblighi regolamentari né un'analisi organica degli impegni assunti da Telecom Italia. Questi ultimi prevedono una riorganizzazione interna e un meccanismo speciale per garantire agli operatori alternativi un accesso non discriminatorio a prodotti regolati nell'ambito del mercato dell'accesso grazie a un'unità, Open Access, creata su base volontaria e separata dalle altre strutture della società. Telecom Italia intende rendere operativi gradualmente tali impegni a decorrere dall'aprile 2009. In passato in Italia l'accesso non aveva funzionato in modo efficace e per gli operatori alternativi era difficile competere con Telecom Italia e conquistare utilizzatori finali.

La Commissione ritiene che gli impegni in questione sono relativi agli obblighi regolamentari esistenti e che, quindi, devono essere soggetti a consultazioni a livello nazionale e comunitario. La normativa UE in materia di telecomunicazioni ha l'obiettivo di garantire un'applicazione armonizzata del quadro normativo per le telecomunicazioni nell'intera Unione europea. La Commissione è dell'avviso che solo una notifica completa degli impegni di Telecom Italia consentirà alla stessa Commissione e alle altre autorità nazionali di regolamentazione di definire, grazie alle loro osservazioni, un approccio armonizzato. Tale notifica sarebbe inoltre garanzia di trasparenza per i terzi, in particolare per gli operatori alternativi, che potrebbero essere direttamente interessati dagli impegni.

Contesto:

La risposta della Commissione riguarda una notifica dell'AGCOM relativa ai mercati per l'accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali, per l'accesso all'ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete (ivi compreso l'accesso condiviso o pienamente disaggregato) in postazione fissa e per l'accesso a banda larga all'ingrosso.

L'11 dicembre 2008 l'AGCOM ha approvato una serie di impegni assunti da Telecom Italia, che riguardano una riorganizzazione interna della società e introducono un meccanismo inteso a garantire che gli operatori alternativi non siano discriminati nell'accesso a prodotti attualmente coperti dagli obblighi imposti agli operatori con significativo potere di mercato. La notifica, tuttavia, si limita a un sintetico riferimento agli impegni di Telecom Italia, allegati alla stessa.

La lettera odierna è inviata dalla Commissione nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7, prevista dalle norme europee in materia di telecomunicazioni. La procedura garantisce alle autorità nazionali di regolamentazione ampio margine di manovra per garantire una concorrenza efficace ma impone loro di notificare alla Commissione le misure di regolamentazione. Quando le misure previste riguardano le definizioni del mercato e l'analisi di un significativo potere di mercato, la Commissione ha facoltà di chiedere al regolatore nazionale di ritirare le misure stesse. Quando le misure riguardano rimedi regolamentari la Commissione può formulare osservazioni che il regolatore nazionale deve tenere in considerazione.

Per maggiori informazioni:

La lettera inviata il 14 aprile 2009 sarà pubblicata alla fine della settimana sul seguente sito:

http://circa.europa.eu/Public/irc/infso/ecctf/library?l=/commissionsdecisions&vm=detailed&sb=Title

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IP/09/568

Brussels, 14 April 2009

Telecoms: Commission calls on Italian regulator to comply with EU rules before changing access conditions to Telecom Italia's network - http://europa.eu/

The European Commission today asked the Italian telecoms regulator (AGCOM) to notify it of the undertakings offered by Telecom Italia introducing significant changes in its internal organisation in order to ensure fair treatment of competitors. They have already been approved by AGCOM at national level. These undertakings implement an internal re-organisation of Telecom Italia and establish a special mechanism which aims to ensure non-discriminatory access for alternative operators to Telecom Italia's network. They therefore affect the ability of alternative operators to compete with Telecom Italia. Under the EU’s common telecoms rules, AGCOM is obliged to consult the Commission and other national regulators on changes that, like this one, can impact the EU's single telecoms market before implemented. The notification is necessary to achieve transparency at EU level and legal certainty in the regulatory process.

"When a telecoms incumbent separates parts of its business operationally or functionally, in agreement with the national telecoms regulator, this can have important implications for the internal market. Early discussions with the Commission and full notification of the Commission and the 26 national telecoms regulators is of utmost importance for the successful completion of the separation process in the interest of fair competition and consumers", said Viviane Reding, the EU's Telecoms Commissioner. "I welcome that, in spite of some initial difficulties, there is now smooth cooperation between the Commission and AGCOM on this important matter. If done well, in a transparent and pro-competitive manner, Open Access can become a model for other countries. However, I urge the Italian regulator not to implement the remedies related to Open Access before the Commission and other national regulators had the opportunity to look at them in detail, as required by European law. Only where EU rules are fully complied with, will there be legal certainty for all market participants."

Neelie Kroes, the EU's Competition Commissioner, stated: "We need to make sure that Telecom Italia's undertakings, once applied, will indeed improve the competitive situation in the Italian access markets, for the benefit of all market players involved, in particular alternative operators and end-users. Therefore I regret that AGCOM's notification did not include regulatory measures but welcome the clarification that Telecom Italia's undertakings will be notified as part of remedies in the near future. A proper Community consultation will provide transparency and legal certainty, in line with the objective of ensuring a harmonised application of the telecoms regulatory framework. It will also allow the Commission and the other NRAs to comment on the undertakings."

Today, the Commission sent a letter to the Italian telecoms regulator by which it approves, with comments, AGCOM's definition and analysis of the incumbent operator's dominance on the market, in Italy, for consumer access to telephony services and the market for wholesale broadband access (where operators use the incumbents network to inter alia provide their own internet services).

In its letter, the Commission also expressed concern that there were neither regulatory obligations nor a thorough analysis of Telecom Italia's undertakings included in the current analysis of AGCOM. Telecom Italia's undertakings include internal re-organisation and a special mechanism for ensuring non-discriminatory access for alternative operators to access regulated products provided by a voluntarily created business unit, Open Access, separated from other parts of the company. Telecom Italia plans to make these undertakings operational gradually, from April 2009. In the past, such access did not work effectively in Italy and alternative operators found it difficult to compete with Telecom Italia for end customers.

In the Commission's view, the undertakings are related to existing regulatory obligations and thus must be subject to national and EU consultations. EU telecoms rules have the objective of ensuring a harmonised application of the telecoms regulatory framework throughout the EU. The Commission considers that only a complete notification of Telecom Italia's undertakings will allow the Commission and other national regulators to bring about a harmonised approach by providing comments. Such a notification would also provide transparency for third parties, in particular alternative operators, who may be directly affected by the undertakings.

Background:

The Commission response concerns a notification from AGCOM on the markets for access to the public telephone network at a fixed location for residential and non-residential customers, wholesale (physical) network infrastructure access (including shared or fully unbundled access) at a fixed location and wholesale broadband access.

On 11 December 2008, AGCOM approved a number of undertakings made by Telecom Italia, which relate to an internal re-organisation of the company and establish a special mechanism for ensuring non-discriminatory access by alternative operators to access products presently covered by Significant Market Power (SMP) obligations. However, the notification only succinctly refers to the undertakings of Telecom Italia which are annexed to the notification.

Today's letter is sent by the Commission under the "Article 7"-procedure, part of the EU's telecoms rules. This procedure gives national telecoms regulators considerable scope to achieve effective competition, but requires them to notify the Commission of regulatory measures. When these measures concern market definitions and SMP analyses (e.g. when one or more players is dominant), the Commission has the possibility to require the national regulator to withdraw the measure. When the measures concern regulatory remedies, the Commission may make comments which the national telecoms regulator should take into account.

For further information:

The letter sent on 14 April 2009 will be published at the end of this week at:


lunedì, 13 aprile 2009

Internet delle cose gioca con mano di ACE - http://cordis.europa.eu/

I ricercatori europei hanno creato un nuovo software chiamato astrazione autonomo Elementi di comunicazione (ACE), che consentirà di ecosistemi per reti di servizi, e il futuro 'internet delle cose' una realtà, ora.


Internet si evolve davanti ai nostri occhi: il Web 2.0 sta cominciando a raggiungere un potenziale come una 'piattaforma', un computer e la fornitura di servizi nel proprio sistema di diritto.

Allo stesso tempo, stiamo già assistendo alla nascita di Telco 2.0: fornitori di servizi di telecomunicazione stanno cercando di creare lo stesso tipo di ambiente aperto di contenuti generati dagli utenti e potenziali dei servizi che il Web è ormai famosa per.

Servizi come mash-up, che combina applicazioni come Google Maps e inserzioni immobiliari di fornire nuovi servizi da potenti attualmente disponibili strumenti e dati. Ad esempio, Telco 2,0 permetterà agli utenti di combinare le informazioni di proprietà mappata con segreteria telefonica, SMS e altri telecomunicazioni abilitanti.

E questo è solo un preludio ad altri, forse più sofisticati, come le tecnologie Web 3.0, il cosiddetto 'semantic web'. Aggiungi a questo il 'futuro internet' e la proposta di 'internet delle cose' che collega la gente, i dispositivi, delle telecomunicazioni e reti di dati in un unico, grande rete di reti.

Si tratta di una visione ambiziosa, ma invita tutti crescente complessità, la complessità che potrebbe uccidere l'innovazione prima di guadagni trazione.
ACES il nostro manicotto

E 'uno dei motivi per cui i ricercatori europei a Cascadas progetto propone un nuovo approccio per gestire la complessità delle future reti di servizi: la creazione di un ecosistema di cui atomica edificio è la comunicazione delle autonomie Element (ACE).

"[Il progetto], è stato istituito con l'obiettivo di indagare autonomics come tecnologia emergente per la creazione di innovativi e flessibili 'reti' per gli ecosistemi ICT delle telecomunicazioni e il futuro di Internet", spiega Antonio Manzalini, coordinatore del Cascadas.

"In particolare, autonomica tecnologia sta prendendo ispirazione dalle caratteristiche biologiche del sistema nervoso umano autonomo. In altre parole, un autonomo sistema è in grado di prendere decisioni sul proprio. Utilizzo di politiche ad alto livello, che controlla costantemente e ottimizza il suo status e si adatta automaticamente al mutare delle condizioni, con un limitato intervento umano. "

ACE sono componenti software leggero, pervasively distribuiti, che sono auto-configurazione, auto-organizzazione e auto-guarigione. Si possono combinare vari elementi per creare un servizio per qualsiasi tipo di dispositivo su qualsiasi tipo di rete.

Ad esempio, ACE su un telefono cellulare può auto-organizzarsi con ACE sulla rete, come un luogo e di alcuni altri ACE ACE dati, come le mappe di Google e ristorante inserzioni. Questi componenti di collegamento con la rete wireless preferita di aggregare e fornire il servizio per l'utente finale - per esempio, elenchi di ristoranti sushi, con mappe, che sono vicino a la posizione dell'utente.

Questi sono solo alcuni degli ACE associata ad un servizio specifico, ma nel modello Cascadas ci sono ACE per ogni concepibile dispositivo, rete, dati, servizi e applicazioni. E tutti insieme formano un ' "ecosistema".
La semplicità di complessità

La bellezza di questo modello è la sua semplicità, una semplicità che, come il DNA, può essere adattato per creare infinite varietà e la diversità.

Questo non è solo teoria. Cascadas ha messo a punto un quadro e un insieme di strumenti in Open Source per fare l'ACE ecosistema una realtà. E hanno il porting di questo toolkit per una varietà di ambienti di applicazione, compresi Laptop e Nokia Smart Phone, la N800 e Google del nuovo sistema operativo Android.

Il team ha inoltre sviluppato un dimostratore, esposti a TIC 2008 lo scorso anno, chiamato Pervasive Pubblicità comportamentali. Esso consente la pubblicità schermi al plasma di adattare i contenuti al vicino partecipanti, sartoria al telespettatore di interessi.
Altri lavori necessari

E 'solo una prima dimostrazione che il sistema funziona e come potrebbe essere utilizzato, ma il potenziale di Cascadas e l'ACE ecosistema è enorme.

Il progetto di lavoro ha generato un notevole interesse da parte di entrambe le imprese e le comunità accademiche, e Cascadas il team ha sviluppato numerose collaborazioni con le parti interessate.

Mentre Cascadas' è un affascinante lavoro di risposta alle nuove sfide della comunicazione paradigmi emergenti, più lavoro deve ancora essere fatto.

"Le future attività di ricerca e sviluppo sono tenuti a mettere in scadenza il Servizio Reti Ecosistema visione", dice Manzalini. "Per esempio, alle norme in materia di ingegneria, al fine di soddisfare la progettazione top-down e bottom-up" auto-organizzazione ".

Ma con un po 'più di lavoro, il futuro di Internet potrebbe essere a giocare con tutte le voci ACE nella manica.

CASCADAS Il progetto ha ricevuto un finanziamento dalla Pro-FET attiva iniziativa del Sesto programma quadro per la ricerca.

Media nota: Questa funzione può essere ripubblicata senza spese previste Risultati TIC è riconosciuta come la fonte in cima o in fondo alla storia. È necessario richiedere il permesso prima di utilizzare una qualsiasi delle fotografie sul sito. Se si ripubblicare, saremmo grati se potesse link al sito di risultati in materia di TIC (http://cordis.europa.eu/ictresults). Facci sapere se si ripubblica in modo da aiutarci a offrirvi un servizio migliore. Se volete ulteriori informazioni di contatto su uno dei progetti citati in questa storia ti invitiamo a contattarci all'indirizzo ictresults@esn.eu.


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Internet of things plays with hand of ACEs - http://cordis.europa.eu/

ACEs offer winning hand for the future internet. © Kasia Biel - Fotolia.com
European researchers have created a new software abstraction called Autonomic Communication Elements (ACEs) which will enable ecosystems for service networks, and make the future ‘internet of things’ a reality, now.

The internet is evolving in front of our eyes: Web 2.0 is beginning to reach it is potential as a ‘platform’, a computing and service delivery system in its own right.

At the same time, we are already seeing the emergence of Telco 2.0: telecommunications providers are seeking to create the same sort of open environment for user-generated content and services potential that the web is now renowned for.

Services like mash-ups, combining applications such as Google maps and real estate listings to provide powerful new services from currently available tools and data. For example, Telco 2.0 will allow users to combine mapped property information with voicemail, SMS and other telecommunications enablers.

And this is just a prelude to other, perhaps more sophisticated, technologies like Web 3.0, the so-called ‘semantic web’. Add to this the ‘future internet’ and the proposed ‘internet of things’ linking people, devices, telecoms and data networks into one, vast network of networks.

It is an ambitious vision, but it all invites increasing complexity; complexity that could kill innovation before it gains traction.

ACES up our sleeve

It is one reason why European researchers at the Cascadas project are proposing a new approach to manage the complexities of future service networks: creating an ecosystem whose atomic building block is the Autonomic Communication Element (ACE).

“[The project] was set-up with the goal of investigating autonomics as an emerging technology for creating innovative and flexible ‘service networks’ ecosystems for ICT –telecommunications and the future internet,” explains Antonio Manzalini, coordinator of Cascadas.

“Specifically, autonomic technology is taking inspiration from the biological characteristics of the human Autonomic Nervous Systems. In other words, an autonomic system is capable of making decisions on its own. Using high-level policies, it constantly checks and optimises its status and it automatically adapts to changing conditions, with limited human intervention.”

ACEs are lightweight software components, pervasively distributed, that are self-configuring, self-organising and self-healing. They can combine various elements together to create a service for any type of device on any type of network.

For example, ACEs on a mobile phone could self-organise with ACEs on the network, such as a location ACE and some other data ACEs, like Google maps and restaurant listings. These components link with the preferred wireless network to aggregate and deliver the service to the final user – say, sushi restaurant listings, with maps, that are close to the user’s location.

These are just some of the ACEs associated with a specific service, but in the Cascadas model there are ACEs for every conceivable device, network, data, service and application. And all these together form an ‘ecosystem’.

The simplicity of complexity

The beauty of this model is its simplicity; a simplicity that, like DNA, can be adapted to create endless variety and diversity.

This is not just theory. Cascadas has developed a framework and a toolkit in Open Source to make the ACE ecosystem a reality. And they have ported this toolkit to a variety of application environments, including Laptops and Nokia’s smart phone, the N800 and Google’s new operating system, Android.

The team has also developed a demonstrator, displayed at ICT 2008 last year, called the Behavioural Pervasive Advertisement. It allows advertising plasma screens to adapt content to nearby attendees, tailoring it to the viewer’s interests.

More work needed

It is just an early demonstration that the system works and how it could be used, but the potential of Cascadas and the ACE ecosystem is enormous.

The project’s work has generated considerable interest from both business and academic communities, and the Cascadas team has developed numerous collaborations with interested parties.

While Cascadas’ work is a fascinating new response to the challenges of emerging communication paradigms, more work still needs to be done.

“Future research and development activities are required to bring into maturity the Service Networks Ecosystem vision,” says Manzalini. “For example, engineering rules are required in order to meet top-down design and bottom-up self-organisation.”

But with a little more work, the future internet could well be playing with all the ACEs up its sleeve.

The CASCADAS project received funding from the FET Pro-active initiative of the Sixth Framework Programme for research.

Media note: This feature can be republished without charge provided ICT Results is acknowledged as the source at the top or the bottom of the story. You must request permission before you use any of the photographs on the site. If you do republish, we would be grateful if you could link back to the ICT Results site (http://cordis.europa.eu/ictresults). Let us know if you republish so as to help us provide you with a better service. If you want further contact information on any of the projects cited in this story please contact us at ictresults@esn.eu.


Zone d'ombra dell'atomo francese

Centrale nucleare La Francia vuole esportare tecnologia nucleare in tutto il mondo, Italia compresa, ma sulla reputazione della compagnia nazionale, Areva, ci sono già molte macchie. Ne parla un servizio della testata americana Alternet.org.


Il nucleare francese mira a conquistare nuovi mercati, cosa che sta riuscendo bene visto anche l’accordo siglato con il nostro paese per la costruzione di quattro centrali EPR in Italia. Il presidente Nicholas Sarkozy, grazie alla sua intensa attività diplomatica per promuovere l’atomo d’oltralpe in tutto il pianeta, dal Medio Oriente agli Usa, è stato definito dal Washington Post “il piazzista nucleare più aggressivo del mondo”. Ma l’industria nucleare francese non è priva di zone d’ombra e problemi non risolti. In un articolo apparso ieri, Alternet.org parla di quello che non va in Areva, la compagnia a controllo pubblico francese che è anche il più grande operatore nucleare al mondo.

Un elenco di incidenti, danni ambientali, problemi politici ed economici sparsi lungo tutta la filiera in cui è attiva la compagnia francese, dall’estrazione dell’uranio alla costruzione e gestione delle centrali, allo smaltimento delle scorie. Si scoprono così molti aspetti che mettono dubbi sull’efficienza e la trasparenza dell’industria atomica francese.

In seguito alla fuga di liquido radioattivo alla centrale di Tricastin, nel luglio scorso, su queste pagine avevamo già parlato del silenzio colpevole dell’azienda che per 14 ore aveva omesso di informare le autorità dell’incidente. Dall’articolo di Alternet si viene a sapere di molti episodi del genere coem dei residui radioattivi provenienti dalle 210 miniere di uranio francesi abbandonate che sono stati usati per la pavimentazione di parcheggi in scuole e località sciistiche.

Sistematica sarebbe, invece, la dispersione di materiale radioattivo alla centrale di riprocessamento del combustibile di La Hague: circa 380 milioni di litri di liquido radioattivo scaricati nel canale della Manica ogni anno. Due studi medici indipendenti avrebbero riscontrato tassi di leucemia superiori alla media nelle comunità residenti nei pressi della centrale. Il riprocessamento del combustibile nell’impianto non risolverebbe affatto il problema delle scorie: nel procedimento viene prodotto un surplus di plutonio, mentre il 95% dell’uranio usato delle centrali francesi sarebbe troppo contaminato da altri prodotti della fissione per essere riciclato.

Neanche il paese leader mondiale del nucleare, infatti, sa ancora dove mettere le scorie: recentemente il governo ha esaminato 3.511 comunità locali per individuare dei depositi di scorie a basso livello di radioattività. Andra, l’agenzia che si occupa dello smaltimento, ha dichiarato che avere un deposito sarebbe un’opportunità per le economie locali, ma non ha voluto rivelare i nomi dei potenziali siti individuati. Malgrado la lunga storia di convivenza, il sospetto dei francesi nei confronti del nucleare sarebbe ancora alto: un sondaggio citato dall’articolo dice che quest’autunno il 60% dei francesi dichiarava di volere che la Francia abbandoni l’atomo.

L’impronta del nucleare francese, poi, si estende al di là dei confini nazionali. Il servizio continua citando le conseguenze ambientali e sanitarie dell’estrazione dell’uranio da parte di Areva e controllate in Niger e Gabon negli ultimi 40 anni (tutte documentate al pari degli altri problemi riferiti dal CRIIARD, la rete di associazioni francesi che fa ricerca indipendente sul nucleare).

Per finire Alternet racconta la storia, non nuova per il lettori di Qualenergia.it, dei ritardi, dei problemi e dei costi lievitati negli unici due reattori EPR in costruzione, quelli che Areva sta realizzando a Olkiluoto, in Finlandia e a Flamanville, in patria. Costi raddoppiati per il reattore finlandese, che ha verrà a costare oltre 6,7 milioni di dollari e già 9 mesi di ritardo sul cantiere di Flamanville, partito a dicembre 2007.

da QualEnergia

Il Solare sottile

Le tecnologie fotovoltaiche a film sottili offrono prospettive di sviluppo interessanti e si stima che potranno rappresentare almeno il 20% del mercato entro il 2010. Rimangono aperti tuttavia alcuni problemi tecnici. Un articolo di Michael Forst di Europressdienst pubblicato per la rivista QualEnergia.


La prima conferenza internazionale dell’Associazione europea dell’industria fotovoltaica (Epia) sulla tecnologia del film sottile (13 novembre 2008 a Monaco) ha visto la partecipazione di 350 esperti del settore. Senz’altro un notevole progresso rispetto al workshop organizzato nel 2005 che vide il coinvolgimento di sole quindici aziende.

Negli ultimi anni l’interesse verso il film sottile è aumentato notevolmente anche come conseguenza dell’aumento del prezzo del silicio e per la sempre attuale esigenza di ridurre i costi il più possibile al fine di raggiungere presto una reale competitività sul mercato. A oggi, sono circa 150 le aziende che lavorano nel mercato del film sottile e alcune fonti stimano in 220 le aziende attive nelle diverse fasi dello sviluppo produttivo.

Secondo Epia, sono circa 40 le aziende che hanno già lanciato la propria produzione e molte altre sono in procinto di farlo nel corso del 2009. Arnulf Jäger-Waldau dell’Istituto per le fonti di energia rinnovabile presso il Centro di ricerche (Jrc) della Commissione Europea stima che nel 2007 erano almeno cinque le aziende che avevano iniziato la propria fase di lancio mettendo sul mercato i primi moduli. Oggi, sono 12 o 13 le aziende che offrono soluzioni che includono anche questa tecnologia e sono 82 quelle che hanno annunciato il lancio o l’espansione delle proprie capacità di produzione. Secondo Jäger-Waldau, 40 di queste aziende sono localizzate in Europa, 27 in Cina, 12 a Taiwan, 19 negli Stati Uniti e 8 in Giappone. L’obiettivo della conferenza di Epia era di prendere in considerazione la domanda crescente per i prodotti fotovoltaici e, in particolare, per le tecnologie inerenti il film sottile, registrata sui mercati europei e statunitensi.


Il prossimo obiettivo di Epia è quello di offrire una piattaforma di discussione per l’industria del film sottile a livello globale, con cinque temi principali da affrontare:
1. mercato e sviluppo della produzione;
2. tecnologie;
3. componenti adeguati per i grandi impianti;
4. investimenti nel settore
5. misure per la sostenibilità.

Produzione in crescita

Quanto il settore voglia crescere velocemente è dimostrato dall’analisi effettuata da Epia: una capacità di produzione di film sottile di circa 4 GW risulta già programmata per la fine del 2010. Ciò significa che la quota di mercato di tale tecnologia rispetto alla nuova capacità installata potrebbe raggiungere il 20% nel 2010, pari a 1,12 GW sul totale di 5,6 GW. Attualmente, i moduli a film sottile sono presenti sul mercato fotovoltaico con una quota di circa il 10%. La stima di Epia potrebbe essere considerata anche conservativa: in un recente studio effettuato dalla banca svizzera Sarasin, si afferma che ci si potrebbe attendere un mercato a livello mondiale nel 2010 pari a 8,25 GW, di cui 1,65 GW da film sottile. Alcune aziende prevedono addirittura fino a 10 GW nel 2010 e 16 GW nel 2012, principalmente in Europa, Cina, Taiwan, Giappone e Stati Uniti.


Sono molti a enfatizzare il grande potenziale di riduzione dei costi. Oerlikon, un’industria svizzera di tecnologie per la produzione di film sottile, stima che i moduli micromorfici tandem (formati da due celle associate di cui una in silicio amorfo e l’altra in silicio microcristallino) raggiungeranno nel 2010 un costo di fabbricazione di 0,7 US$/watt (contro gli attuali 1,5 per la produzione di moduli al silicio amorfo).

Anche stime più conservative prevedono una sostanziale riduzione dei costi per il film sottile. Michael Powalla del “Zentrum für Sonnenenergie und Wasserstoff - Forschung” (ZSW) prevede che i costi di produzione per la tecnologia CIS scenderanno a 1,20 €/watt tra il 2008 e il 2013 (attualmente tale costo è oltre il doppio).

Mentre le tecnologie basate sul silicio si svilupperanno ancora di più, diventando meno costose grazie a tassi di produzione più elevati, questi moduli saranno appena in grado di tenere il passo con lo sviluppo dei film sottili. Secondo Erik Thorsen, l’amministratore delegato di Rec, un’azienda norvegese completamente integrata nelle varie fase di produzione dei moduli solari, punta a ridurre i costi di produzione per i moduli al silicio multi-cristallino del 50% e ad arrivare a un costo pari a circa 1,5 US$/watt entro il 2010.

Tuttavia, questi costi potrebbero rimanere ancora alti rispetto a quelli relativi a tecnologie come Cis o Cigs, le tipologie di film sottile al momento più costose. Winfried Hoffmann, Direttore del Gruppo Solar Business e membro del Consiglio di amministrazione del produttore Applied Materials (Usa), concorda che l’evoluzione delle diverse tecnologie sta progredendo velocemente e porterà a un taglio del 5-9% dei prezzi ogni anno e, contemporaneamente, a un aumento dell’efficienza energetica. Secondo Hoffmann, i principali vantaggi del film sottile risiedono nel basso costo per m2, nell’utilizzo della tecnologia Tft e nella creazione di moduli semitrasparenti e altamente flessibili. Il costo più basso per watt installato sarà raggiunto anche in concomitanza di un aumento dell’efficienza che potrebbe passare dall’8-12% di oggi al 10-15% nel 2010 e fino al 14-20% nel 2030. E’ opinione di Hoffmann che lo sviluppo del film sottile sia paragonabile all’evoluzione degli Lcd, ormai divenuti parte integrale delle tecnologie per le TV.


Bernhard Dimmler, amministratore delegato del Würth Elektronik Research GmbH, sussidiaria del Würth Solar GmbH & Co. KG, concorda sul fatto che il film sottile è diventato molto competitivo e detiene il più alto potenziale di riduzione dei costi tra tutte le tecnologie FV. Secondo la sua opinione, silicio amorfo e microcristallino, Tellururo di Cadmio (CdTe) e CIS - Cu(In,Ga)(Se,S) - sono i materiali con maggiore potenzialità di sviluppo. In particolare, spiega Dimmler, il CIS si caratterizza per un basso consumo di materia prima e di energia, ampia area di applicazione tecnologica, alto livello di automazione e alte rese in fase di applicazione. Questi evidenti vantaggi, continua Dimmler, fanno sperare che il film sottile riesca a coprire il 30% del mercato nel 2010, percentuale ben più alta rispetto alle capacità di produzione globale che la maggior parte degli esperti si aspetta. Riguardo i prezzi di vendita, Dimmler afferma: «Sono convinto che il film sottile potrà essere prodotto a un costo di fabbricazione totale inferiore a 1 €/watt e raggiungere un’efficienza del 14-16% entro il 2011/2012».

Il film sottile Vs silicio

Se tali aspettative si concretizzeranno, Arnulf Jäger-Waldau ritiene che la capacità produttiva del film sottile supererà i già alti tassi di crescita del FV: «Se il volume della produzione seguirà quanto pianificato, il film sottile ha la potenzialità di raggiungere l’obiettivo di costo di 1 €/watt entro la fine del decennio». Ma Jäger-Waldau ritiene anche che lo sviluppo del settore dipenderà molto dal sostegno pubblico: l’incertezza sui tempi per raggiungere gli incrementi delle capacità produttive e la disponibilità delle materie prime potrebbero rappresentare un freno all’espansione dei film sottili.
Come dichiara Benny Buller, Direttore della First Solar, leader nel mercato del film sottile, «è ambizioso pensare di mantenere questa posizione in futuro». Buller ritiene che First Solar raggiungerà la cosiddetta “grid parity”, ossia l’equivalenza tra il prezzo di acquisto dell’elettricità dalla rete e il costo di generazione dell’elettricità prodotta dall’impianto, grazie a un taglio dei costi del 50% entro il 2012 che consentirà di raggiungere per i propri sistemi un livello pari a 2,50 US$/watt (di conseguenza 0,08 US$ per kWh). Oggi il costo per i sistemi al silicio con un’efficienza del 13-14%, inclusi gli inverter (BOS) è di 3 US$/watt. I sistemi migliori della First Solar hanno un costo attuale di 3,25 € - moduli più inverter - con un’efficienza del 9%. I miglioramenti nell’efficienza nella tecnologia CdTe permetterà ulteriori riduzioni. Quando si parla del miglioramento di circa il 50% del rapporto US$/watt, lo si intende per il sistema complessivo, sia per i moduli, sia per gli inverter e, comunque, ci si aspetta un contemporaneo aumento dell’efficienza che dovrebbe andare oltre il 12%.

L’azienda prevede un aumento generale della produttività del 3% all’anno. Lo sviluppo a lungo termine di altre tecnologie a film sottile dipenderà dalla vendita dei moduli nei prossimi mesi. L’esperienza derivante dai moduli standard al silicio suggerisce che, a parte alcune eccezioni, questi moduli risultano affidabili per produrre elettricità per più di 20 anni. Per i moduli a film sottile, tuttavia, ci sono ancora pochi dati sul ciclo di vita. Alcune delle tipologie correntemente utilizzate devono ancora dimostrare la loro affidabilità nel tempo.

Garanzia di qualità

Tony Sample dell’Istituto per l’energia del Centro di ricerche (Jrc) della Commissione Europea ci chiarisce le procedure del test applicate dal Jrc per il settore del film sottile. Le qualifiche IEC 61646 e EN 61646 che indicano le diverse procedure del test per l’usura dei materiali sintetici nei moduli FV in base a diversi fattori temporali stabiliscono, per Sample, i requisiti necessari da adottare per il film sottile. I test tengono conto, in particolare, dell’usura dovuta all’esposizione solare, inclusa la radiazione UV, ai fattori climatici, come freddo, caldo e umidità, e a impatti meccanici, come quelli dovuti a grandine, vento, neve. Il test viene superato se non si presentano visibili danneggiamenti o perdita di efficienza.

Il certificato corrispondente alla IEC 61646 nel corso degli anni è diventato uno standard ampiamente accettato per i moduli FV cristallini e viene richiesto ormai dai principali programmi di finanziamento a livello nazionale e internazionale.

L’aggiornamento effettuato nel 2008 alla IEC 61646 ha comportato importanti modifiche come ad esempio l’introduzione del test per gli stress termici per i diodi di bypass, l’eliminazione del test di torsione e una modifica del test di carico meccanico a tre cicli. È stato inoltre eliminato il metodo di immersione dei lati del modulo - con applicata una tensione di 500 V - dal test per verificare le correnti di perdita quando il modulo è bagnato, rendendo i criteri di successo-insuccesso dei test per l’isolamento e le perdite da bagnato dipendenti dall’area del modulo. Questa revisione rende la certificazione applicabile per tutte le tecnologie a film sottile. Tuttavia, per calibrare la potenza del modulo alla fine della sequenza del test si impone anche una maggiore attenzione da parte dei laboratori che effettuano il test in rapporto alla precedente determinazione della potenza relativa.

«Lo standard non tiene in considerazione il comportamento a seguito di breve immersione di alcune tecnologie – in particolare il CIGS -, quindi potrebbe essere necessario effettuare alcuni test preliminari sulla stabilità della potenza dei moduli prima di procedere con la sequenza dei test previsti dalla seconda versione della IEC 61646» afferma Sample.
Dato che lo standard si basa sulla IEC 61215, non risulta chiaro se i fattori di accelerazione per l’invecchiamento delle apparecchiature al silicio cristallino possano essere applicati anche per i materiali a film sottile.

Quale sarà la tecnologia sul film sottile che verrà maggiormente utilizzata in futuro è uno dei temi in discussione tra gli esperti, conferma Roland Scheer, esperto sul solare all’Istituto Hahn-Meitner (HMI) di Berlino. «Alla fine - afferma Scheer - i prezzi decideranno tra le diverse tecnologie applicate oggi e nessuna presenta al momento limitazioni in termini di economia di scala».

Paula Mints, esperta di ricerche di mercato presso l’azienda statunitense Navigant, ha dichiarato: «il silicio amorfo ha l’efficienza più bassa, ma è la tecnologia che risulterà più attraente per alcuni clienti». L’efficienza è in media tra il 6,5 e il 7% e i costi intorno ai 2 US$/wattp. La maggior parte dei produttori che utilizzano silicio amorfo (a-Si) puntano sui moduli micromorfici tandem. Il Tellururo di Cadmio (CdTe), secondo la Mints, raggiunge invece i costi di fabbricazione più bassi (<1,75 US$/wattp), risulta più maneggiabile e detiene un’efficienza inferiore al 10% (in media tra il 7 e l’8,5%). In passato, la presenza del cadmio rendeva problematica la commercializzazione di questo prodotto. L’esplosione del mercato in Germania e la forte azione commerciale da parte di First Solar hanno permesso al CdTe di guadagnare fiducia e vendite elevate.
Problematiche ancora da risolvere riguardano anche la stabilità del contatto presente sul retro della cella e il controllo di uniformità su vaste aree. Secondo la Mints, il Diseleniuro di indio rame (CIS) e il Diseleniuro di indio rame gallio (Cigs) detengono il potenziale più alto in termini di efficienza.
L’azienda tedesca Wurth Solar ha raggiunto una discreta produzione seguendo diversi percorsi di ricerca tecnologica.

Con un’efficienza media del 9% questa tecnologia rimane però molto complessa per i produttori. Restano da affrontare problematiche come la standardizzazione dei componenti per lo sviluppo dello strato assorbente Cigs, la prevenzione dell’umidità per i moduli flessibili e l’uniformità della struttura cristallina.
Il mercato delle tecnologie a film sottile rimane interessante e negli anni le aspettative sono cresciute sempre di più, anche se lo sviluppo si è dimostrato lento. Ora la corsa sembra però essere ripartita con vigore.

Michael Forst (Europressdienst, Bonn)
Articolo pubblicato sulla rivista bimestrale QualEnergia, n.1/2009

postato da: Dilia61 alle ore 10:13 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: solare, social prosumer, abitare sostenibile

Colletti bianchi e impiegati: attenzione all’obesità da scrivania

I "lavori da scrivania" contribuiscono significativamente all’aumento dell’incidenza dell’obesità nel mondo.

Impiegati e colletti bianchi sono a rischio, a quanto dichiara lo scienziato John Evans della Harvard School of Public Health che ha studiato professione e abitudini di migliaia di cittadini europei. Secondo quanto concluso dal gruppo di ricerca internazionale, una delle cause dell’obesità è il luogo di lavoro.

Scrivania e pc sono quanto di peggio si possa immaginare, soprattutto se associati a stress e straordinari in ufficio.

Evans ha dichiarato senza mezzi termini che l’obesità è un’epidemia globale che con gli anni raddoppierà le proprie dimensioni e che nel 2015 si conteranno due miliardi di persone in sovrappeso e più di 700 milioni di obesi. Dalle analisi epidemiologiche condotte dai ricercatori sarebbe emerso che il 19% dei cittadini olandesi e il 31% di quelli irlandesi non fanno nessuna attività motoria durante le ore di lavoro, mentre il 55% dei greci e dei croati e il 61% dei francesi non fanno esercizio fisico mai.

L’ideale sarebbe che chi svolge un lavoro d’ufficio ed è costretto a star seduto alla scrivania per molte ore facesse una pausa ogni paio d’ore sgranchendosi le gambe, magari andando a salutare il collega più lontano o prendendo un caffé alla macchinetta del piano inferiore.

Piccoli accorgimenti che potrebbero non bastare, soprattutto se alla sedentarietà si aggiunge una dieta ipercalorica. “Le aziende dovrebbero essere sensibilizzate a promuovere incentivi legati all’attività fisica o ad organizzare delle pause dal lavoro che spingano ad alzarsi dalla scrivania”, ha concluso Evans.

 

da http://news.paginemediche.it/


postato da: Dilia61 alle ore 09:58 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: salute - rimedi naturali
venerdì, 10 aprile 2009

ICT Call 5 Reti di informazione e di eventi - Gestione intelligente delle informazioni - http://ec.europa.eu/

11 - 12 maggio 2009, Lussemburgo

Il prossimo invito a presentare proposte di Intelligent Information Management di progetti di ricerca TIC è chiamata 5, dovrebbe essere pubblicato il 31 luglio 2009. Il "Tecnologie per la gestione delle informazioni" presso la Commissione europea è l'organizzazione di questo evento che mira a informare e assistere i potenziali proponenti. Essa darà ai partecipanti la possibilità di lavorare in rete, trovare partner per i loro progetti e ottenere un feedback sulla proposta di idee tra i funzionari della Commissione europea.

Vai al sito in relazione

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ICT Call 5 Information and Networking Event - Intelligent Information Management - http://ec.europa.eu/

11 - 12 May 2009, Luxembourg

The next call for proposals of Intelligent Information Management research projects is ICT Call 5, expected to be published on 31 July 2009. The "Technologies for Information Management" Unit at the European Commission is organising this event aiming to inform and assist prospective proposers. It will give participants the chance to network, find partners for their projects and get feedback on proposal ideas from officials of the European Commission.

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postato da: oscarboscaro alle ore 20:31 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: eventi, commissione europea