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I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.
Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.
Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.
Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.
In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.
Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.
Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:
- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;
- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;
- con un prezzo alquanto contenuto;
- provenienti da aziende affidabili;
- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.
Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.
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commenti I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.
Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.
Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.
Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.
In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.
Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.
Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:
- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;
- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;
- con un prezzo alquanto contenuto;
- provenienti da aziende affidabili;
- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.
Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.
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commenti I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.
Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.
Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.
Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.
In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.
Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.
Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:
- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;
- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;
- con un prezzo alquanto contenuto;
- provenienti da aziende affidabili;
- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.
Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.
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Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.
Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.
Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.
In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.
Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.
Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:
- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;
- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;
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- provenienti da aziende affidabili;
- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.
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Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.
Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.
Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.
In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.
Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.
Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:
- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;
- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;
- con un prezzo alquanto contenuto;
- provenienti da aziende affidabili;
- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.
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Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.
Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.
Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.
In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.
Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.
Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:
- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;
- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;
- con un prezzo alquanto contenuto;
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Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.
Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.
Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.
In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.
Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.
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- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;
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Ehi pssst, dico a voi.
Consumatori perdigiorno, anchilosati, arresi, dico a voi: il vostro reddito non basta più?
Occhio, sul mercato cominciano ad intravvedersi occasioni di guadagno: Reddito da Consumo insomma.
Le televisioni commerciali si sono date il compito di intrattenerci per fare business; io mi faccio intrattenere: mi pagano.
Incasso 109 euro l’anno: il valore di un canone televisivo non pagato.
In ogni angolo di strada vendono le free press: le acquisto a zero euro.
Tanto vale la mia attenzione alla loro pubblicità; non spendo, anzi, mi tengo il costo del quotidiano, lo moltiplico per 365, i giorni dell’anno, guadagno più o meno 365 euro e sono pure informato.
Io e la mia famiglia, con altre 25000 in Italia, facciamo Gruppi di Acquisto nel fare la spesa.
Massa critica si dice: Domanda consapevole di merci.
Si diventa appetiti dai produttori che pagano questo nostro appetito; si contratta il prezzo e pure la qualità della merce. Pure qui si guadagna.
Ho sposato la Ikea philosophy: ci guadagno.
Vendono mobili smontati, li acquisto, li monto: vengo pagato per farlo. Già, pago meno l'acquisto, guadagno così il prezzo più basso sul mercato dell’arredamento.
Ci sono poi, tra i commercianti, quelli che vogliono fidelizzarmi. Io ci sto a più non posso.
Prendo tutte le carte fedeltà, acquisto da ognuno di loro solo la merce veramente conveniente. Fidelizzo i fidelizzatori, spendo meno: guadagno.
C’è pure lo spazio per il “fai da te”. Chi vuole può farlo.
Se, per rispondere alle sollecitazioni di acquisto, invece di cibarmi ingrasso, basta mangiare meno. Sto meglio in salute, spendo meno: ci guadagno.
Se, invece di abbigliarmi, vesto alla moda che passa di moda, scarto abiti ancora zeppi di Valore: spreco.
Se mi sottraggo agli eccessi della moda, spendo meglio il denaro, aumento la capacità di utilizzo del valore della merce aquistata: guadagno maggiore capacità di spesa per il mio reddito.
Bene, tutto questo si può fare.
Nel farlo i Consumatori ottengono innegabili vantaggi, si prende in carico pure la responsabilità del nostro ruolo.
Attenzione! Vantaggi economici si, da non confondersi però con il risparmio.
Il vantaggio si ottiene mettendo in campo attenzione, tempo, perizia, organizzazione: un vero e proprio Lavoro.
Questo vantaggio sarà un reddito: Reddito da Consumo.
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

Esimi colleghi Consumatori,
se i redditi non bastano più, per poter continuare a consumare per far crescere l’economia, siamo in un bel guaio.
La crisi, che molti si spingono fantasiosamente di interpretare ed altri vedono “Terra incognita”, sta tutta qui.
Dobbiamo guadagnare di più, direbbe Monsieur De la Palisse, e con cotanto conforto noi lapalissiani possiamo dire:”Dobbiamo avere redditi adeguati al compito”.
Beh, ad occhio e croce, la soluzione parrebbe risultare più facile del previsto.
“Da mano in pasta” qual sono allora intravvedo pure le soluzioni.
Se diminuisco gli acquisti e scarto meno, spendo meno, aumento il reddito disponibile.
Già, però così riduco il PIL, meno ricchezza, meno tutto: non è un bel guadagno.
Rivendico allora l’aumento dei Redditi da Lavoro.
Se però l’automazione dei processi produttivi ha ridotto l’offerta di lavoro; se le migrazioni verso il nord del mondo hanno fatto aumentare la domanda di lavoro; se le delocalizzazioni industriali verso il sud del mondo hanno fatto diminuire pure qui la domanda di lavoro e le basse retribuzioni nei paesi in via di sviluppo tengono bassi i redditi; se 2+2 fa 4: non c’è trippa per gatti, figuriamoci per i Redditi da lavoro.
Fin qui ciance: tocca andare al sodo.
La crescita economica rende la pratica del consumo indifferibile?
A tale indifferibilità corrisponde per i Consumatori un obbligo?
Tale obbligo un lavoro?
Beh, se lavoro ha da essere, Reddito sia!
Questa l’ultima opzione, non ne avvisto altre. E voi?
Col debito?
Già fatto: è stato un bluff.
Col credito?
Già fatto: è stato SBOOM.
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo, quando per 'l mondo si mostrano iniquità.
Il prelievo fiscale indiretto per esempio.
Qui paga meno chi acquista meno; paga ancor meno chi consuma meno e, consumando, fornisce meno impulso alla nuova produzione.
Si dirà: giusto, chi ha meno da' meno!
I dati sulla “propensione al consumo” degli italiani smentiscono clamorosamente tale diceria: chi ha più non spende tutto in consumi, invece.
Paga meno, insomma, chi ha più perché consuma meno: debosciati.
Chi ha più acquista meno, consuma meno, smaltisce meno; fa produrre meno, meno ricchezza, meno crescita: infingardi.
Sempre loro risparmiano più di quelli che hanno meno; hanno più redditi di quelli che non l’hanno, potrebbero consumare di più ma non lo fanno.
Iniquità insomma.
Da iniquità ad iniquità: il Lavoro di Consumo, quell’obbligo di dover acquistare per produrre ricchezza, crescita economica, PIL, non viene retribuito. Viene però tassato.
L’IVA sui prodotti acquistati e la TARSU per lo smaltimento del consumato espongono l’iniquità.
Sottraggono risorse economiche al già magro potere d’acquisto dei redditi da lavoro.
Proprio quel reddito incapace di dare sostegno alla Domanda.
Li vedete gli angoli nascosti della crisi economica?
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
www.professionalconsumer.splinder.com
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Centro destra, centro, centro sinistra, tutti a mordere la crisi, tutti morsi dalla crisi; tutti incerti sul da farsi.
Tutti guardano dalla stessa parte, tutti vedono la stessa cosa: nessuno intravvede il bluff.
Il mercato del lavoro superaffollato ha ridotto stipendi e salari; il mercato delle merci, altrettanto superaffollato, non ha ridotto i profitti.
All’eccesso di offerta fa il paio l’insufficienza dei redditi.
Così si scrocca tutto?
Allora debito!
Sta qui l’inizio della crisi: si surrogano i redditi, si proteggono i profitti.
L’indiziata: una politica stregona durata molti anni che ha fatto finta di niente.
Anzi, prima ci ha gabbato oggi offre tutele.
Se non è bluff questo?
Un paradigma ha sostenuto il bluff: i Produttori producono ricchezza, la distribuiscono; i Consumatori, costretti dal bisogno, con quella ricchezza consumano.
Falso!
Basta cambiare l’ordine degli addendi e il prodotto cambia, eccome!
Sono i Consumatori a produrre ricchezza, il 70% del PIL.
I Produttori, loro, hanno invece il bisogno, quello di smaltire l’eccesso di produzione.
Noi forti, Loro no. Noi al centro del meccanismo produttivo, Loro no.
Noi smaltiamo l’acquistato per far riprodurre, Loro no: a Loro i profitti a Noi i debiti!
Politica, politici, politicanti, dico a Voi: questo gioco è finito.
Occorre farsi seri, la crisi lo impone: li vedete i fatti nuovi, spazi nuovi di azione, nuovi equilibri da contrattare, debiti da risarcire, ricchezza da redistribuire?
Star tutti li, ammucchiati su quella sponda, non paga tutti.
L'occasione c'è per tornare a distinguervi, a prendere le parti, a farvi parte: non un nuovo partito, partito nuovo invece.
Per dare magari rappresentanza a quelli che, non avendo più bisogno di soddisfare bisogni già ampiamente soddisfatti, producono ricchezza e con la consumazione danno la spinta alla nuova produzione fino a generare ancora nuova ricchezza.
Per farsi sponsor di gente così: forte anche se impoverita.
Per dare ristoro con redditi da consumo al Lavoro forzato del dover consumare.
Noi ristorati potremmo allora tornare a produrre ricchezza; voi ristoranti, troverete consensi al vostro desco.
Yes we can!
Certo si potrà far altro, stare ancora con i nuovi deboli: i produttori. Hanno più bisogno loro di vendere che noi di acquistare.
Si potrà stare a bagnomaria, in attesa degli eventi.
Si può, pure, cambiare la ragione sociale del capitalismo dei produttori in quello dei Consumatori.
Abbiamo i numeri, la forza, le virtù, il ruolo: ne abbiamo ben donde.
Noi siamo tanti; tutti.
Non tutti vi voteranno, tanti si!
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
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“Tecnologia promettente per il futuro i chip intelligenti possono semplificare la vita in mille modi. Stiamo parlando di oggetti che utilizziamo ogni giorno e che improvvisamente diventano intelligenti attraverso la connessione ad una rete e lo scambio di informazioni. Basta pensare ai frigoriferi intelligenti che ci informano che il latte è scaduto o alle confezioni di prodotti alimentari che avvertono i genitori sul rischio di allergie,” ha dichiarato Viviane Reding, Commissario UE responsabile della Società dell’informazione e dei media. “È evidente il potenziale economico presente nell’utilizzo di piccoli chip intelligenti che permettono agli oggetti di comunicare fra loro. I cittadini europei, però, non devono lasciarsi cogliere impreparati dalla nuova tecnologia. È per questo motivo che oggi, la Commissione, ha rivolto forti raccomandazioni all’industria. I consumatori europei devono avere la certezza che, anche se vengono utilizzati i loro dati personali, la loro privacy non potrà essere violata anche in un contesto tecnologico in costante trasformazione. La Commissione vuole quindi che la tecnologia RFID permetta ai consumatori di esercitare un controllo sulla sicurezza dei loro dati, il che costituisce il modo migliore per garantirne il successo sotto il profilo economico. Va ricordato infine che la quota dell’Europa sul mercato mondiale dei chip intelligenti raggiungerà il 35% nei prossimi otto anni.”
I chip intelligenti, o etichette radio, possono, ed è quanto avviene già adesso, avere un impatto enorme sulle attività di un’impresa, sui servizi pubblici e i prodotti di consumo, da una maggiore efficienza del riciclaggio o dei prodotti sanitari al minor tempo speso ai caselli dei pedaggi o nell’attesa del bagaglio negli aeroporti. Per essere certa che l’Europa sia pronta a questi cambiamenti, la Commissione ha stabilito oggi i seguenti principi sulla protezione della privacy e dei dati personali in occasione del loro utilizzo.
Nel 2008, in tutto il mondo, sono state vendute 2,2 miliardi di etichette RFID, come quelle utilizzate nei caselli per i pedaggi o per identificare i container da trasporto, circa un terzo delle quali in Europa. Si stima che il valore di mercato mondiale delle etichette RFID nel 2008 fosse di 4 miliardi di euro e che sia destinato a crescere a circa 20 miliardi di euro entro il 2018.
Contesto:
Nel 2006, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica (IP/06/289) sullo sviluppo e l’uso dei chip intelligenti (o tecnologie di identificazione a radiofrequenza). Su questa base, nel marzo 2007, essa ha adottato una comunicazione (IP/07/332) che segnalava come il pubblico attendesse ulteriori iniziative sotto il profilo della privacy e della protezione dei dati. La raccomandazione odierna, che è stata elaborata consultando tutti i soggetti interessati, incluse le industrie fornitrici e utilizzatrici, gli organismi di standardizzazione, le organizzazioni dei consumatori, le associazioni della società civile e i sindacati, risponde a queste aspettative e mira a creare delle condizioni di parità per l’industria europea nel rispetto della privacy dei singoli cittadini. Gli Stati membri dispongono ora di due anni per informare la Commissione delle misure che intendono adottare per garantire il rispetto degli obiettivi della raccomandazione. Entro tre anni la Commissione presenterà una relazione sull’attuazione della raccomandazione, accompagnata da un’analisi dell’impatto che essa ha avuto sulle imprese e le autorità pubbliche che utilizzano chip intelligenti nonché sui cittadini.
Il testo della raccomandazione può essere consultato al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/information_society/policy/rfid/index_en.htm
(12/05/2009) Europeans should be able to have control over smart chips, a worldwide market set to grow five times over in the next decade, while still being able to easily use them to make everyday life simpler. There are already over 6 billion smart chips, microelectronic devices that can be integrated into a variety of everyday objects from fridges to bus passes. With Radio Frequency Identification (RFID) technology, they can process data automatically when brought close to 'readers' that activate them, pick up their radio signal and exchange data with them. They are in the passes you use to enter your office and the smart cards that pay highway tolls. Today, the European Commission adopted a set of recommendations to make sure that everyone involved in the design or operation of technology using smart chips respects the individual's fundamental right to privacy and data protection, contained in the Charter of Fundamental Rights of the European Union proclaimed on 14 December 2007.
Commission Press Room: IP/09/740
See also: RFID: Radio Frequency IDentification: Frequently Asked Questions
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commenti 
Chi, tra i Consumatori, crede di potersi sottrarre al gioco al massacro della crisi economica, lo faccia.
Gli altri giochino.
Belleppronto un gioco sapiente, magnifico ancorchè munifico per entrare dentro il meccanismo produttivo che ha generato la crisi economica.
L’intento: riparare il guasto.
Si inizia passando in rassegna i punti critici che mostrano lo stress del sistema.
Un tour dentro gironi infernali.
Si inizia dal mercato del lavoro superaffollato che riduce i redditi.
Si passa poi a quell'eccesso di capacità produttiva che riduce i margini di profitto delle aziende e le risorse disponibili per i redditi.
Si da' un'occhiata alla riduzione del ciclo di vita dei prodotti che moltiplicano l’offerta; pure qui i redditi diventano insufficienti.
C'è poi la moltiplicazione dell’offerta e quella degli offerenti che mitiga i prezzi, contrae gli utili delle aziende quindi i redditi da lavoro.
Si scorge pure come l’aumento della disoccupazione riduca il reddito complessivo disponibile.
Prima di uscire a riveder le stelle non ci si può sottarre al rapporto 2008 della BRI: certifica le disparità tra profitti e redditi.
Queste le condizioni di stress per i redditi che hanno generato la crisi e che dalla crisi verranno aggravate.
Superato tra grida, improperi e qualche bestemmia il guado di quel mercato, brilla con forza la debolezza della Gente che lavora.
Ci si scorge tristi, avviliti, immiseriti, pronti a gettare la spugna.
Poi d’un tratto un bottone. Schiacciato, illumina una scritta multicolore che rischiara ed infonde vigore: TUTTI CONSUMATORI.
Una tecnica di anamnesi insomma, messa lì a bella posta.
Sottratti d’imperio all’imperio dell’happy hour, alè di corsa per rinverdire la memoria, scorgendo al fine le nostre Risorse.
Esposti a caratteri cubitali i nostri punti di forza, si debbono attraversare:
si passa per l'affrancamento dal bisogno che sottrae l'acquirente al consumo di necessità
si prende atto come il lavoro di consumazione disponga, confezioni, garantisca la crescita economica
ed ancora, come il 70% del PIL ratifichi il contributo dei Consumatori alla generazione della ricchezza.
Un grido ci accompagna all'uscita: Hanno più bisogno i Produttori di vendere che i Consumatori di acquistare.
Usciti fuori zuppi di orgoglio, rigenerati dal transito nelle ragioni economiche del nostro Fare, avvinti da rinnovato vigore: quel drink, un obbligo.
Siamo prossimi all'apoteosi.
Prima, l'ultima prova: LA SINTESI DEGLI OPPOSTI.
Trovare la migliore combinazione acciocchè la nostra debolezza reddituale, combinata con la forza del nostro ruolo, trovi soluzione per il nostro vantaggio.
Esercizio non facile, non impossibile.
Ci si lambicca, si improvvisa, si recalcitra; qualcuno scuote la testa; tutti ce la mettono tutta, avvinti da un fervore costituente.
Eccola l'apoteosi, la ratifica della costituzione di una lobby: “la lobby più forte di tutte le altre”.
La lobby di tutti, quella dei Consumatori dove si mostrano i muscoli, si impostano nuovi equilibri, si vince al gioco del reddito per uscire dall'economia della crisi.
Il premio? Il Reddito da Consumo che compensi l'insufficenza del reddito da lavoro e così tornare a recitare da protagonisti e senza affanni il notro ruolo.
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
L’invenzione di Portable Light, un particolare tessuto-luce capace di immagazzinare l’energia solare e restituire la luce, trasformandosi in una sorta di lampada portatile, ha come obiettivo quello di risolvere il problema dei numerosi abitanti di alcune zone del mondo che non hanno ancora accesso all’elettricità.
Il progetto pilota, nato senza scopo di lucro, che ha visto coinvolti, architetti, antropologi, ingegneri e diverse altre figure, è stato sperimentato sugli indigeni dell’area messicana della Sierra Madre.
L’idea è stata concepita da Sheila Kennedy, esperta dell’integrazione di celle solare in materiali fotovoltaici flessibili, in collaborazione con il MIT (Massachussets Institute of Technology), e non è altro che una delle infinite applicazioni possibili delle celle solari.
Si tratta infatti di integrare pannelli solari flessibili all’interno di tessuti e tendaggi. Trattandosi quindi di materiali tessili applicabili a borse, coperte ed abbigliamento, si concede alle popolazioni più povere la possibilità di avere un facile accesso all’energia elettrica.
Le nanotecnologie che hanno portato all’invenzione di questo prodotto hanno lo scopo di creare lanterne “nomadi” per la lettura e l’illuminazione notturna di villaggi dispersi e lontani dalle città più sviluppate.
Un esempio di applicazione ha visto protagonisti gli Huichol, popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane, in modo da immagazzinare la luce e reimpiegarla per l’illuminazione delle case nelle ore di buio.
La diffusione di questi materiali è diventata tale che le donne dei paesi centroamericani stanno imparando a intessere i pannelli con i tessuti locali. Questo aspetto ha favorito un maggiore livello di accettazione culturale dell’innovazione, facilmente adattabile alle tradizioni del luogo, ed ha aiutato in particolare la popolazione femminile che spesso rappresenta la parte più vulnerabile nei paesi in via di sviluppo.
La possibilità di ottenere energia elettrica da una fonte rinnovabile e completamente gratuita e renderla disponibile alla parte più povera del pianeta ha fatto sì che Portable Light ottenesse il premio Tech Museum Award Laureate 2008.
Tra le infinite applicazioni di celle fotovoltaiche presenti in tutto il mondo, una che merita particolare attenzione per il principio con cui è stata realizzato è quella delle Portable Lights, nata al MIT
Il Progetto Portable Light crea nuovi modi di offrire la potenza della fonte rinnovabile solare, attraverso l’uso di materiali tessili, utili e adattabili ad incontrare necessità di popoli, culture e regioni povere. Si tratta di materiali tessili leggeri e flessibili che abilitano le persone più povere del mondo a creare e possedere energia raccolta attraverso materiali di borse, coperte, ed abbigliamento.
Il progetto pilota, interdisciplinare e sviluppato con il contributo di architetti, antropologi, ingegneri e medici, è nato infatti per risolvere le esigenze della popolazione indigena dell’area messicana della Sierra Madre. Si tratta di una ricerca senza scopo di lucro, disegno ed iniziativa di ingegneria di KVA MAT che crea modi nuovi di consegnare il potere rinnovabile al mondo in sviluppo.
Sheila Kennedy è un’esperta per l’integrazione di tecnologie a celle solari creando design e modelli per materiali fotovoltaici flessibili in grado di cambiare il modo di ricevere e distribuire l’energia. Questi muovi materiali, noti come tessuti solari sono realizzati in semiconduttori che assorbendo la luce del sole la convertono in energia elettrica: Portable Light è un tessuto leggero, portatile e morbido capace di immagazzinare i raggi solari per restituire luce e trasformarsi in una lampada nomade. Kennedy & Violich Architecture nel quale lavora la Kennedy, è uno studio di progettazione interdisciplinare che esplora nuovi rapporti tra architettura, tecnologia sostenibile e nuove esigenze degli utenti. MATx ha realizzato il tessuto solare, ed è un’azienda che progetta materiali pionieristici applicati ad una produzione creativa attraverso la scienza dei materiali, l’elettronica, il design e l’architettura. La MATx collabora con aziende e tecnologie leader per realizzare concetti, prodotti e sistemi in grado di accelerare lo sviluppo di tecnologie energeticamente efficienti in architettura.
Si tratta di una sofisticata nanotecnologia al servizio di chi non ha accesso all’energia.
La Luce portabile sta servendo le comunità indigene nella Sierra Madre in Messico dal 2005. Progetti nuovi sono in preparazione per Nicaragua, attraverso il programma Paso Pacifico, per l’Amazonias brasiliano e venezuelano attraverso Telê-Salud e per Zwa-zulu Natal attraverso il programma di iTEACH all’Ospedale di Edendale e l’Ospedale Generale del Massachusetts.
L’utilizzo primario per il quale è stata ideata tale implementazione di nanotecnologie è quello di creare lanterne in grado di fornire luce per lettura e illuminazione delle capanne e dei singoli villaggi dispersi e lontani dalle città sviluppate; attualmente grazie al progresso della ricerca si stanno sperimentando sistemi basati su questo principio in grado di essere connessi tra loro per fornire maggiore potenza e di caricare apparecchiature tecnologiche durante i viaggi.

Un esempio sono gli Huichol, Peyoteros del Messico, la popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane per raccogliere abbondante quantità di energia solare per illuminare le abitazioni e i luoghi altrimenti bui.
La tecnologia di integrazione dei pannelli solari all’interno di tessuti è un’idea in grado di fornire energia pulita ovunque, ma si integra perfettamente nelle comunità in cui viene introdotta tanto che in alcune zone dell’America Centrale le donne intessono le locali stoffe con questi pannelli.
Tra i pregi di questa tecnologia, che gli hanno permesso di ottenere il premio Tech Museum Award Laureate 2008, vi sono i vantaggi della versatilità e della facile adattabilità. (Massachussets Institute of Technology) attraverso l’idea concepita da Sheila Kennedy: integrazione di pannelli solari flessibili in stoffe e tendaggi con lo scopo di creare energia gratuita e libera per 2 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso all’elettricità.
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Se il mondo è scarupato, le relazioni umane lacerate; se girano 3,7 punti di debito per ogni dollaro di PIL, ci sarà pure qualche responsabilità.
C’è il nostro zampino in tutto questo: Noi dilettanti del consumo che per bisogno ingrassiamo, che per bisogno vestiamo alla moda, che per bisogno cambiamo telefonino ad ogni piè sospinto. Consumatori che, per quel dannato bisogno, acquistano tutto ma proprio tutto.
Già, tutto questo tocca fare per dare sostegno alla crescita economica.
Nel fare questo abbiamo sprecato, come ci rimprovera L’Aduc; poi abbiamo inquinato, come ci rimproverano i cultori dell’ambiente; troppo debito, come ci rimproverano oggi quelli del credito; la vita spesa a fare la spesa ha svalutato le nostre risorse, riducendo all’osso la redditività del nostro reddito, come ci rimproverano gli scienziati delle scienze sociali.
Questo fare dilettante ha rimosso le nostre responsabilità; questo gioco è finito.
Tocca rimboccarci le maniche: farci seri, compiti.
La soluzione sta a portata di mano: con il 70% del PIL eccoci produttori di ricchezza; operatori economici qual siamo, Professionisti del Consumo dovremo essere.
Non v'è chi non veda, in questo nuovo Fare dei Consumatori, l'esercizio del Lavoro.
Lavoro, si lavoro.
Buono per dare nuovo senso al nostro agire, recuperare dignità all'azione, responsabilità agli atti necessari a tenere in ordine l'ambiente del nostro operare: il mercato, il mondo; perchè un ambiente consumato non possiamo consumarlo.
E se lavoro ha da essere, reclamare un Reddito di Scopo si può.
Reddito da spendere, magari con misura e garantire la crescita economica.
Fin quando, almeno, verrà partorito un modo diverso di generare ricchezza.
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
Finalmente libere. Finalmente toccherà a lui occuparsi di anticoncezionali. Niente più pillole da ingurgitare che ci gonfiano di ormoni, niente più inserimenti fastidiosi di spirali e diaframmi. Basta con gli spermicidi e i preservativi (attenzione: da utilizzare sempre per prevenire malattie sessualmente trasmissibili!). La soluzione arriva dalla Cina, è una punturina e funziona al 99 per cento dei casi, esattamente come la pillola tradizionale. Si fa nel sedere e si fa al maschio. Si tratta dell'esperimento più ampio mai condotto su un anticoncezionale maschile.
L'iniezione è a base di testosterone ed è estremamente efficace. Lo studio è stato realizzato da un gruppo di ricercatori del National Research Institute for Family Planning di Pechino e poi pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e infine ripreso dal sito del quotidiano britannico Mailonline. Secondo il responsabile della ricerca, il dottor Yi-Qun Gu, l'iniezione di testosterone, che agisce temporaneamente bloccando la produzione degli spermatozoi, ha dato risultati «molto positivi» durante la sperimentazione. «Fino ad oggi, le coppie che non possono o preferiscono non usare i contraccettivi femminili, potevano ricorrere alla vasectomia, al preservativo o al coito interrotto - ha spiegato Yi-Qun Gu -. Il nostro studio dimostra come il contraccettivo ormonale maschile possa diventare la nuova, valida alternativa». Quanto bisognerà attendere per poter "pungere" il proprio uomo? Ancora un poco. L'iniezione a base di testosterone potrebbe arrivare sul mercato entro cinque anni. È stata sperimentata per due anni e mezzo su circa mille uomini fertili, tra i 20 e i 45 anni, con una partner di età compresa tra i 18 e i 38 anni e almeno un figlio. Ogni mese, agli uomini sono stati iniettati 500 mg di testostesterone. I risultati sono stati "sorprendenti", ha sottolineato Yi-Qun Gu: il tasso di gravidanza è stato dell'1-2% simile a quello riscontrato con l'uso di contraccettivi femminili. Insomma, a lei non resta cheil piacere.
Certo, il dubbio sorge: c'è da fidarsi? Lui si ricorderà? Se una donna si scorda di prendere la pillola una sera ha tutto da rimetterci, un uomo invece... E soprattutto: quante fisse si farà venire su effetti collaterali e via dicendo? Sei favorevole al "pillolo"? Dì la tua nei commenti
La crociata per abbattere i consumi e salvare il pianeta passa dal televisore. Mentre l’unione europea studia standard minimi e nuove etichette energetiche che per la prima volta riguarderanno le tv e le microonde, lo scorso dicembre la commissione europea ha adottato una direttiva sulla protezione ecocompatibile che mira a ridurre il consumo energetico in modalità stand-by di tutti gli elettrodomestici e prodotti elettronici per l’ufficio.
Il regolamento di attuazione, entrato in vigore il 5 gennaio, stabilisce che dal 2010 i consumi in stand-by dei nuovi apparecchi dovrà essere inferiore a 1 o 2 watt. Questi valori saranno ridotti nel 2013 a 0.5 watt, approssimandosi così ai livelli raggiungibili con la migliore tecnologia a disposizione.
Oggi lo standby brucia circa 50TWh di energia elettrica all’anno nell’unione europea. Bruxelles si è posta l’obiettivo di una riduzione del 73% entro il 2020, con risparmi paragonabili al consumo di elettricità annuale della Danimarca e a un taglio delle emissioni di anidride carbonica, pari a 14 milioni di tonnellate annue.
Di efficienza energetica si è occupato anche il governo italiano che nel suo pacchetto anticrisi ha previsto uno sconto fiscale per chi, nel contesto della ristrutturazione di una casa per la quale già usufruisce del bonus Irpef del 36%, acquista entro la fine di quest’anno mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Tra questi elementi figurano anche televisori. Le detrazioni previste sono del 20% delle spese sostenute fino a un massimo di € 10.000.
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