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sabato, 30 maggio 2009



postato da: oscarboscaro alle ore 14:00 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: politica, social prosumer
venerdì, 29 maggio 2009

La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata.

I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.

 

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre  in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.

 

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

 

Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

 

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

 

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

 

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

 

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;

- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;

- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;

- con un prezzo alquanto contenuto;

- provenienti da aziende affidabili;

- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.

 

Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.

 


La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata.

I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.

 

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre  in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.

 

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

 

Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

 

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

 

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

 

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

 

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;

- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;

- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;

- con un prezzo alquanto contenuto;

- provenienti da aziende affidabili;

- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.

 

Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.

 


La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata.

I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.

 

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre  in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.

 

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

 

Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

 

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

 

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

 

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

 

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;

- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;

- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;

- con un prezzo alquanto contenuto;

- provenienti da aziende affidabili;

- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.

 

Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.

 


La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata.

I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.

 

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre  in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.

 

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

 

Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

 

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

 

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

 

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

 

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;

- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;

- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;

- con un prezzo alquanto contenuto;

- provenienti da aziende affidabili;

- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.

 

Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.

 


La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata.

I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.

 

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre  in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.

 

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

 

Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

 

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

 

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

 

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

 

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;

- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;

- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;

- con un prezzo alquanto contenuto;

- provenienti da aziende affidabili;

- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.

 

Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.

 


La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata.

I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.

 

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre  in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.

 

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

 

Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

 

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

 

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

 

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

 

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;

- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;

- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;

- con un prezzo alquanto contenuto;

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Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.

 


La bontà dei “sughi pronti calabresi” per ogni preparazione facile ed immediata.

I prodotti tipici calabresi protagonisti in cucina anche nelle esigenze estive.

 

Certo il tempo non basta mai e poi, con le giornate calde della bella stagione, è normale che inizi la "fuga dai fornelli". C'è quindi la naturale propensione a preparare portate facili, immediate e fresche, così come a disporre  in cucina di condimenti già pronti e facili da utilizzare.

 

Tale consolidata tendenza gastronomica fa sì che la maggior parte delle aziende, anche quelle innovative del mercato del commercio elettronico che propongono in rete prodotti tipici calabresi, presentino nelle loro vetrine (virtuali o tradizionali che siano) un buon assortimento di sughi pronti, che spaziano dalle tipologie più note della gastronomia (ortolana, olive, basilico, ecc..) ad elaborazioni che invece prevedano l'uso di “tipicherie” proprie delle regioni italiane.

 

Particolare delizia del palato, anche d’estate, la si ritrova infatti allorquando si utilizzino sughi profumati e genuini perché prodotti con ingredienti freschi, dalle spiccate connotazioni regionali, come nella tipologia proposta con uno dei più rinomati prodotti tipici calabresi, la cipolla di Tropea; ovvero nella tipologia al tonno, ove la base primaria è rappresentata da pescato tassativamente dei mari calabresi;o ancora nell’innovativo condispaghetti e paste lunghe in generale, che cambia il modo di condire i primi piatti, connotando gli stessi con l’unicità del peperoncino e dei pomodori secchi della tradizione gastronomica calabrese: ed infine nei tipi siciliana e napoletana, sughi dagli aromi tipici del sud Italia.

 

In particolare, ampia è anche la spinta promozionale che queste aziende del commercio elettronico utilizzano come leva alla vendita, prevedendo sconti e tagli prezzo di periodo che consentono facilmente agli utenti di fare buona scorta di queste referenze per tutto il periodo di massimo ed opportuno utilizzo dei medesimi.

 

Ma base essenziale di questa proposta è, come per tutti i prodotti, che si tratti di preparazioni gastronomiche dalla buona genuinità, altrimenti qualunque pubblicità e spinta se ne faccia lascia inesorabilmente il tempo che trova.

 

Risulta, dunque, strategico che le produzioni offerte rispondano, in particolare, a criteri base e fattori da rispettare con severa attenzione:

 

- che si tratti di elaborazioni genuine e dalla indiscutibile qualità, con ingredienti assolutamente naturali;

- senza l’utilizzo di particolari eccipienti e conservanti;

- versatilità di utilizzo, permettendo a chiunque di preparare piatti gustosi in modo facile e veloce;

- con un prezzo alquanto contenuto;

- provenienti da aziende affidabili;

- che preveda un ampio paniere di gusti e specialità.

 

Altrimenti ogni allettante proposta all’utenza risulterà oltremodo vana.

 


Banda Ultra Larga e WiMax: arriverĂ  mai nei piccoli Comuni?

Film, Tv, Servizi, Telemedicina: arriverà tutto tramite Internet con la rete Ultra Broad Band nelle case di tutti gli Italiani. Ma indovinate chi saranno gli ultimi a beneficiarne (se ne beneficeranno?). La risposta è semplice: i Piccoli Comuni. A meno che Residenti e Amministratori non saranno in grado di aprire con le Autorità e con i Grandi Gestori un Vero Tavolo di Contrattazione, avanzando proposte come la Sperimentazione Sociale della Banda Ultra-Larga in alcune aree periferiche pilota.

La rivoluzione della "Rete del Futuro" è annunciata su Affari e Finanza, il supplemento economico di Repubblica, dall'amministratore delegato di Telecom. Nell'articolo si spiega che "nuovi cavi ottici collegheranno le attuali centrali ai singoli edifici. E il doppino di rame che dal lì sale nelle case degli utenti sarà ‘scorporato´. Come ha fatto in Germania la Deutsche Telecom lanciando la super DSL, anche per l'Italia, è necessario attrezzare le reti affinché siano in grado di distribuire contenuti televisivi e servizi ICT (telemedicina, servizi per la pubblica amministrazione, ecc). "Dobbiamo far evolvere la Banda Larga per portare a casa della gente, via Internet, servizi, contenuti e la televisione (con centinaia di canali), con grande affidabilità e qualità in alta definizione".

E ancora: "Per distribuire molti contenuti e la televisione via Internet nelle case degli italiani dobbiamo garantire una banda, garantita, superiore ai 50 Mega, cioè deve assolutamente essere quella, anche se sono in mille a navigare su Internet tutti insieme".

Ma per fare questo bisogna intervenire sulla "distanza media degli utenti dalle nostre centrali locali" che oggi è di circa 1500 metri" (ovviamente nei piccoli comuni la distanza è di gran lunga maggiore.....) e "questo non consente di salire oltre i 20 mega.

Per fare questo dobbiamo accorciare questa distanza a 500-600 metri".

Per questo Telecom progetta di "superare le 8 mila centrali e arrivare con la fibra ottica molto più avanti fino agli armadi di smistamento (quelli che stanno accanto ai condomini e alle case). Questi sono circa 100 mila in Italia. In pratica, dobbiamo arrivare con la fibra ottica fin sotto casa degli utenti. Da lì all´abitazione poi si va con il doppino di rame che tutti hanno già in casa".

D'altro canto, soluzioni come le reti WiMax, la banda larghissima senza fili attraverso una stazione radio, sperimentate con successo già in Gran Bretagna e Stati uniti, sono poco praticabili dove c'è più bisogno, ovvero in Italia, a causa della sua particolare orografia e dell'eccessiva presenza di centrali telefoniche.

In Italia, inoltre, "non c´è una vera alternativa alla rete di rame, mancando il cavo coassiale, presente invece in Francia e Regno Unito", sottolinea Andrea Di Stefano sempre su Affari e finanza.

Occhio all'Abruzzo e alla provincia di Arezzo, però. In quelle aree la Linkem, la società italiana più impegnata nello sviluppo di servizi dati a banda larga senza fili, ha iniziato due importanti sperimentazioni. "I risultati sono strepitosi perché riusciamo a raggiungere i 10 chilometri con una banda di più di 10 Mbits costante e stabile - dicono i vertici dell'azienda - Siamo pronti a partire con l´offerta secondo lo standard seguendo il percorso che abbiamo intrapreso con il Wi-Fi.

Stiamo completando la copertura delle stazioni di servizio della Milano-Roma e dell´Adriatica con venti nuove aree che sono quelle che stanno riscuotendo maggiore successo".

Reti mobili IP´: ecco la parola d´ordine dei prossimi anni.

Senza questo passaggio di Quarta Generazione non si parla!

Il perché è presto detto: è inutile pensare a protocolli di trasmissione sempre più potenti se poi il traffico è gestito dalle vecchie reti a circuito!

Sarebbe come mettere dei treni ad alta velocità su una vecchia Linea ferroviaria di montagna a binario unico. Della tecnologia 4G si sa già qualcosa. Tutte le industrie, da Nokia a Samsung, a Ericsson ci stanno lavorando in attesa di arrivare al momento di decidere uno standard. Gli obiettivi di massima di una rete 4G sono quelli di dare una capacità di connessione da almeno 100 mega in mobilità e di dieci
volte tanto, 1 giga, da fermi. La distinzione, che finora nella telefonia mobile non aveva senso (un Gsm o un Umts funziona nello stesso modo da fermo o a 130 km orari) inizia a far capire dove si sta andando: terminali mobili dual network.

Saranno cioè telefonini in grado di usare contemporaneamente una rete mobile e una rete di accesso senza fili. «Una rete radio sarà sempre meno potente di una via cavo - spiega ancora Zingarelli - E questo indipendentemente dal fatto che alla rete via cavo si possa accedere con un sistema Wireless». Quindi il futuro porterà cellulari intelligenti che sceglieranno da soli la rete migliore.

E per gli operatori la sfida sarà di riuscire ognuno a dare ai propri utenti questa possibilità. E in effetti si stanno tutti già muovendo in tal senso. Vodafone già offre servizi di rete fissa. Gli operatori fissi
stanno per diventare ‘operatori mobili virtuali´.

Per adesso sembra una specie di tutti assieme appassionatamente, ma le cose cambieranno presto perché le tecnologie torneranno a dividersi.

E i sistemi di accesso mobile di chi ha una rete fissa saranno diversi da quelli degli operatori cellulari.

Ma a questo scenario non si arriverà finchè anche le reti mobili non saranno diventate delle reti IP.

E questo è il nodo dei prossimi anni. «Reti mobili Ip significa reti più efficienti, potenti, e al tempo stesso meno costose - enuncia ancora Zingarelli - Senza il passaggio all´IP diventano inutili tutti nuovi sviluppi della tecnologia Hsdpa».

Ma convincere gli operatori mobili a fare questo passo non è semplicissimo.

Aggiornare una rete
Wireless nazionale, composta, a spanne, di circa 120 centrali e di 12 mila stazioni radiobase comporta un investimento non inferiore al Miliardo di euro.

Sempre meno di quanto le Telecom mobili hanno speso per l´UMTS tra reti e licenze (all´incirca un quinto)
, ma proprio l´esperienza dell´UMTS brucia ancora agli operatori.

Decine di miliardi di spesa sono probabilmente stati ormai ammortizzati in termini finanziari, grazie anche al fatto che solo ora alcune ‘rendite´ come le tariffe di terminazione mobile o il roaming internazionale, stanno calando, dopo aver contribuito per anni al risanamento dei conti prima e alla produzione di abbondante cassa poi.

Ma non si può ancora dire che le reti Umts stiano già ripagandosi da sole (basta vedere Tre, che non ha il Gsm).

Eppure devono investire nelle nuove reti IP per non restare indietro. Perché allora gli operatori mobili potranno puntare sulla nuova generazione di Hsdpa e con i successivi sviluppi: «L´Hsdpa - spiega Zingarelli - può funzionare come alternativa alla combinazione Wi-Fi e WiMax che si potrebbe usare nei prossimi due o tre anni, o al solo WiMax, quando avrà risolto gli attuali problemi di capacità di gestire il passaggio da una cella all´altra, cosa che oggi non è ancora in grado di fare.

In sostanza, la convergenza è diversa a seconda che la si guardi dal punto di vista di un operatore mobile o di un fisso».

Quello che si può dunque immaginare oggi di uno scenario a tre/quattro anni, è una competizione tra operatori che offrono le stesse due categorie di servizi:

Uno: Servizi in mobilità fatti di voce,
Internet, contenuti multimediali adatti ad una fruizione da terminale personale, e tutto quello che oggi viene fatto su un pc.

Due: Contenuti di alta qualità, come tv ad alta definizione oppure il video on demand, dove ognuno potrà scegliere un film da grandi cataloghi online e ottenerlo sulla propria tv di casa in pochi attimi. E questi sono contenuti pesanti che potranno sempre e solo passare via cavo: una rete mobile non potrà farlo, se non forse a costo di ridurre di molto il numero di utenti in grado di chiedere contemporaneamente questa stessa gran quantità di banda.

postato da: oscarboscaro alle ore 14:30 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: telefonia, telecom italia, wireless, social prosumer
lunedì, 25 maggio 2009

OCCHIO CONSUMATORI, CI SONO IN GIRO TRACCE DI REDDITO DA CONSUMO


Ehi pssst, dico a voi.

Consumatori perdigiorno, anchilosati, arresi, dico a voi: il vostro reddito non basta più?

Occhio, sul mercato cominciano ad intravvedersi occasioni di guadagno: Reddito da Consumo insomma.

Le televisioni commerciali si sono date il compito di intrattenerci per fare business; io mi faccio intrattenere: mi pagano.

Incasso 109 euro l’anno: il valore di un canone televisivo non pagato.

In ogni angolo di strada vendono le free press: le acquisto a zero euro.

Tanto vale la mia attenzione alla loro pubblicità; non spendo, anzi, mi tengo il costo del quotidiano, lo moltiplico per 365, i giorni dell’anno, guadagno più o meno 365 euro e sono pure informato.

Io e la mia famiglia, con altre 25000 in Italia, facciamo Gruppi di Acquisto nel fare la spesa.

Massa critica si dice: Domanda consapevole di merci.

Si diventa appetiti dai produttori che pagano questo nostro appetito; si contratta il prezzo e pure la qualità della merce. Pure qui si guadagna.

Ho sposato la Ikea philosophy: ci guadagno.

Vendono mobili smontati, li acquisto, li monto: vengo pagato per farlo. Già, pago meno l'acquisto, guadagno così il prezzo più basso sul mercato dell’arredamento.

Ci sono poi, tra i commercianti, quelli che vogliono fidelizzarmi. Io ci sto a più non posso.

Prendo tutte le carte fedeltà, acquisto da ognuno di loro solo la merce veramente conveniente. Fidelizzo i fidelizzatori, spendo meno: guadagno.

C’è pure lo spazio per il “fai da te”. Chi vuole può farlo.

Se, per rispondere alle sollecitazioni di acquisto, invece di cibarmi ingrasso, basta mangiare meno. Sto meglio in salute, spendo meno: ci guadagno.

Se, invece di abbigliarmi, vesto alla moda che passa di moda, scarto abiti ancora zeppi di Valore: spreco.

Se mi sottraggo agli eccessi della moda, spendo meglio il denaro, aumento la capacità di utilizzo del valore della merce aquistata: guadagno maggiore capacità di spesa per il mio reddito.

Bene, tutto questo si può fare.

Nel farlo i Consumatori ottengono innegabili vantaggi, si prende in carico pure la responsabilità del nostro ruolo.

Attenzione! Vantaggi economici si, da non confondersi però con il risparmio.

Il vantaggio si ottiene mettendo in campo attenzione, tempo, perizia, organizzazione: un vero e proprio Lavoro.

Questo vantaggio sarà un reddito: Reddito da Consumo.


Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009


www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org





postato da: prosumer alle ore 09:26 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, reddito
giovedì, 21 maggio 2009

CONSUMATORI: SE I REDDITI NON BASTANO SIAMO IN UN BEL GUAIO


Esimi colleghi Consumatori,

se i redditi non bastano più, per poter continuare a consumare per far crescere l’economia, siamo in un bel guaio.

La crisi, che molti si spingono fantasiosamente di interpretare ed altri vedono “Terra incognita”, sta tutta qui.

Dobbiamo guadagnare di più, direbbe Monsieur De la Palisse, e con cotanto conforto noi lapalissiani possiamo dire:”Dobbiamo avere redditi adeguati al compito”.

Beh, ad occhio e croce, la soluzione parrebbe risultare più facile del previsto.

“Da mano in pasta” qual sono allora intravvedo pure le soluzioni.

Se diminuisco gli acquisti e scarto meno, spendo meno, aumento il reddito disponibile.

Già, però così riduco il PIL, meno ricchezza, meno tutto: non è un bel guadagno.

Rivendico allora l’aumento dei Redditi da Lavoro.

Se però l’automazione dei processi produttivi ha ridotto l’offerta di lavoro; se le migrazioni verso il nord del mondo hanno fatto aumentare la domanda di lavoro; se le delocalizzazioni industriali verso il sud del mondo hanno fatto diminuire pure qui la domanda di lavoro e le basse retribuzioni nei paesi in via di sviluppo tengono bassi i redditi; se 2+2 fa 4: non c’è trippa per gatti, figuriamoci per i Redditi da lavoro.

Fin qui ciance: tocca andare al sodo.

La crescita economica rende la pratica del consumo indifferibile?

A tale indifferibilità corrisponde per i Consumatori un obbligo?

Tale obbligo un lavoro?

Beh, se lavoro ha da essere, Reddito sia!

Questa l’ultima opzione, non ne avvisto altre. E voi?

Col debito?

Già fatto: è stato un bluff.

Col credito?

Già fatto: è stato SBOOM.


Mauro Artibani

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Marzo 2009


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categorie: consumi, reddito
lunedì, 18 maggio 2009

GLI ANGOLI NASCOSTI DELLA CRISI ECONOMICA


S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo, quando per 'l mondo si mostrano iniquità.

Il prelievo fiscale indiretto per esempio.

Qui paga meno chi acquista meno; paga ancor meno chi consuma meno e, consumando, fornisce meno impulso alla nuova produzione.

Si dirà: giusto, chi ha meno da' meno!

I dati sulla “propensione al consumo” degli italiani smentiscono clamorosamente tale diceria: chi ha più non spende tutto in consumi, invece.

Paga meno, insomma, chi ha più perché consuma meno: debosciati.

Chi ha più acquista meno, consuma meno, smaltisce meno; fa produrre meno, meno ricchezza, meno crescita: infingardi.

Sempre loro risparmiano più di quelli che hanno meno; hanno più redditi di quelli che non l’hanno, potrebbero consumare di più ma non lo fanno.

Iniquità insomma.

Da iniquità ad iniquità: il Lavoro di Consumo, quell’obbligo di dover acquistare per produrre ricchezza, crescita economica, PIL, non viene retribuito. Viene però tassato.

L’IVA sui prodotti acquistati e la TARSU per lo smaltimento del consumato espongono l’iniquità.

Sottraggono risorse economiche al già magro potere d’acquisto dei redditi da lavoro.

Proprio quel reddito incapace di dare sostegno alla Domanda.

Li vedete gli angoli nascosti della crisi economica?


Mauro Artibani

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categorie: economia, consumi, crisi
sabato, 16 maggio 2009

Video di PADRIN LEONARDO: PRESENTAZIONE LISTA CIVICA "VIVERE CORREZZOLA"

Video di PADRIN LEONARDO: PRESENTAZIONE LISTA CIVICA "VIVERE CORREZZOLA" - CANDIDATO SINDACO "DANIELE BIASIN"

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categorie: social prosumer
giovedì, 14 maggio 2009

CONSUMATORI, UNA POLITICA STREGONA HA FATTO FINTA DI NIENTE


Centro destra, centro, centro sinistra, tutti a mordere la crisi, tutti morsi dalla crisi; tutti incerti sul da farsi.

Tutti guardano dalla stessa parte, tutti vedono la stessa cosa: nessuno intravvede il bluff.

Il mercato del lavoro superaffollato ha ridotto stipendi e salari; il mercato delle merci, altrettanto superaffollato, non ha ridotto i profitti.

All’eccesso di offerta fa il paio l’insufficienza dei redditi.

Così si scrocca tutto?

Allora debito!

Sta qui l’inizio della crisi: si surrogano i redditi, si proteggono i profitti.

L’indiziata: una politica stregona durata molti anni che ha fatto finta di niente.

Anzi, prima ci ha gabbato oggi offre tutele.

Se non è bluff questo?

Un paradigma ha sostenuto il bluff: i Produttori producono ricchezza, la distribuiscono; i Consumatori, costretti dal bisogno, con quella ricchezza consumano.

Falso!

Basta cambiare l’ordine degli addendi e il prodotto cambia, eccome!

Sono i Consumatori a produrre ricchezza, il 70% del PIL.

I Produttori, loro, hanno invece il bisogno, quello di smaltire l’eccesso di produzione.

Noi forti, Loro no. Noi al centro del meccanismo produttivo, Loro no.

Noi smaltiamo l’acquistato per far riprodurre, Loro no: a Loro i profitti a Noi i debiti!

Politica, politici, politicanti, dico a Voi: questo gioco è finito.

Occorre farsi seri, la crisi lo impone: li vedete i fatti nuovi, spazi nuovi di azione, nuovi equilibri da contrattare, debiti da risarcire, ricchezza da redistribuire?

Star tutti li, ammucchiati su quella sponda, non paga tutti.

L'occasione c'è per tornare a distinguervi, a prendere le parti, a farvi parte: non un nuovo partito, partito nuovo invece.

Per dare magari rappresentanza a quelli che, non avendo più bisogno di soddisfare bisogni già ampiamente soddisfatti, producono ricchezza e con la consumazione danno la spinta alla nuova produzione fino a generare ancora nuova ricchezza.

Per farsi sponsor di gente così: forte anche se impoverita.

Per dare ristoro con redditi da consumo al Lavoro forzato del dover consumare.

Noi ristorati potremmo allora tornare a produrre ricchezza; voi ristoranti, troverete consensi al vostro desco.

Yes we can!

Certo si potrà far altro, stare ancora con i nuovi deboli: i produttori. Hanno più bisogno loro di vendere che noi di acquistare.

Si potrà stare a bagnomaria, in attesa degli eventi.

Si può, pure, cambiare la ragione sociale del capitalismo dei produttori in quello dei Consumatori.

Abbiamo i numeri, la forza, le virtù, il ruolo: ne abbiamo ben donde.

Noi siamo tanti; tutti.

Non tutti vi voteranno, tanti si!

Mauro Artibani


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Paoletti D’Isidori Capponi Editori

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martedì, 12 maggio 2009

Piccoli chip dal grande potenziale

Nuove raccomandazioni dell’UE per garantire il rispetto della privacy da parte dei codici a barre del XXI secolo - http://ec.europa.eu/

I cittadini europei devono poter mantenere il controllo sui chip intelligenti, che rappresentano un mercato destinato a crescere del 500% nei prossimi dieci anni, continuando a utilizzarli senza difficoltà per rendere più semplice la vita di tutti i giorni. Esistono già oltre 6 miliardi di chip intelligenti, dispositivi microelettronici che possono essere inseriti in un’ampia gamma di oggetti di uso comune, dai frigoriferi ai tesserini magnetici per l’autobus. Grazie alla tecnologia dell’identificazione a radio frequenza (RFID), essi elaborano automaticamente dei dati quando vengono avvicinati a “lettori” che li attivano, ne captano il segnale radio e procedono ad uno scambio reciproco di dati. Si trovano nelle carte magnetiche che utilizziamo per accedere al luogo di lavoro e per pagare i pedaggi delle autostrade. La Commissione europea ha adottato oggi una serie di raccomandazioni dirette a garantire che chiunque partecipi alla progettazione o alla gestione di tecnologie che prevedono l’uso di chip intelligenti rispetti il diritto fondamentale di ogni individuo alla privacy e alla protezione dei dati personali, previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, proclamata il 14 dicembre 2007.

“Tecnologia promettente per il futuro i chip intelligenti possono semplificare la vita in mille modi. Stiamo parlando di oggetti che utilizziamo ogni giorno e che improvvisamente diventano intelligenti attraverso la connessione ad una rete e lo scambio di informazioni. Basta pensare ai frigoriferi intelligenti che ci informano che il latte è scaduto o alle confezioni di prodotti alimentari che avvertono i genitori sul rischio di allergie,” ha dichiarato Viviane Reding, Commissario UE responsabile della Società dell’informazione e dei media. “È evidente il potenziale economico presente nell’utilizzo di piccoli chip intelligenti che permettono agli oggetti di comunicare fra loro. I cittadini europei, però, non devono lasciarsi cogliere impreparati dalla nuova tecnologia. È per questo motivo che oggi, la Commissione, ha rivolto forti raccomandazioni all’industria. I consumatori europei devono avere la certezza che, anche se vengono utilizzati i loro dati personali, la loro privacy non potrà essere violata anche in un contesto tecnologico in costante trasformazione. La Commissione vuole quindi che la tecnologia RFID permetta ai consumatori di esercitare un controllo sulla sicurezza dei loro dati, il che costituisce il modo migliore per garantirne il successo sotto il profilo economico. Va ricordato infine che la quota dell’Europa sul mercato mondiale dei chip intelligenti raggiungerà il 35% nei prossimi otto anni.”

I chip intelligenti, o etichette radio, possono, ed è quanto avviene già adesso, avere un impatto enorme sulle attività di un’impresa, sui servizi pubblici e i prodotti di consumo, da una maggiore efficienza del riciclaggio o dei prodotti sanitari al minor tempo speso ai caselli dei pedaggi o nell’attesa del bagaglio negli aeroporti. Per essere certa che l’Europa sia pronta a questi cambiamenti, la Commissione ha stabilito oggi i seguenti principi sulla protezione della privacy e dei dati personali in occasione del loro utilizzo.

  • I consumatori devono sapere se i prodotti che essi acquistano nei negozi contengono o no chip intelligenti. Quando i consumatori acquistano prodotti che contengono chip intelligenti, questi ultimi devono essere disattivati automaticamente, immediatamente e gratuitamente nel punto di vendita, a meno che il consumatore chieda esplicitamente di mantenere il chip in funzione. Possono essere concesse delle deroghe, ad esempio per evitare di imporre un onere inutile ai dettaglianti, ma solo dopo aver proceduto ad una valutazione dell’impatto del chip sulla privacy.
  • Le imprese o le autorità pubbliche che utilizzano chip intelligenti devono informare in modo semplice e chiaro i consumatori in modo che quest’ultimi possano rendersi conto se i loro dati personali verranno utilizzati, che tipo di dati verrà raccolto (ad esempio nome, indirizzo o data di nascita) e a che scopo. Devono inoltre predisporre una etichettatura chiara che identifichi i dispositivi che “leggono” le informazioni immagazzinate nei chip intelligenti e mettere a disposizione dei cittadini dei centri dove poter ottenere maggiori informazioni.
  • Le associazioni e le organizzazioni di dettaglianti devono sensibilizzare i consumatori sui prodotti che contengono chip intelligenti attraverso un simbolo comune europeo che segnali la presenza di un chip intelligente in un prodotto.
  • Le imprese e le autorità pubbliche devono effettuare valutazioni di impatto sulla protezione dei dati e la privacy prima di utilizzare chip intelligenti. Tali valutazioni, effettuate sotto la vigilanza delle autorità nazionali per la protezione dei dati, devono assicurare che i dati personali siano sicuri e ben protetti.

Nel 2008, in tutto il mondo, sono state vendute 2,2 miliardi di etichette RFID, come quelle utilizzate nei caselli per i pedaggi o per identificare i container da trasporto, circa un terzo delle quali in Europa. Si stima che il valore di mercato mondiale delle etichette RFID nel 2008 fosse di 4 miliardi di euro e che sia destinato a crescere a circa 20 miliardi di euro entro il 2018.

Contesto:

Nel 2006, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica (IP/06/289) sullo sviluppo e l’uso dei chip intelligenti (o tecnologie di identificazione a radiofrequenza). Su questa base, nel marzo 2007, essa ha adottato una comunicazione (IP/07/332) che segnalava come il pubblico attendesse ulteriori iniziative sotto il profilo della privacy e della protezione dei dati. La raccomandazione odierna, che è stata elaborata consultando tutti i soggetti interessati, incluse le industrie fornitrici e utilizzatrici, gli organismi di standardizzazione, le organizzazioni dei consumatori, le associazioni della società civile e i sindacati, risponde a queste aspettative e mira a creare delle condizioni di parità per l’industria europea nel rispetto della privacy dei singoli cittadini. Gli Stati membri dispongono ora di due anni per informare la Commissione delle misure che intendono adottare per garantire il rispetto degli obiettivi della raccomandazione. Entro tre anni la Commissione presenterà una relazione sull’attuazione della raccomandazione, accompagnata da un’analisi dell’impatto che essa ha avuto sulle imprese e le autorità pubbliche che utilizzano chip intelligenti nonché sui cittadini.

Il testo della raccomandazione può essere consultato al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/rfid/index_en.htm

MEMO/09/232

----------------

Small chips with big potential: New EU recommendations make sure 21st century bar codes respect privacy

(12/05/2009) Europeans should be able to have control over smart chips, a worldwide market set to grow five times over in the next decade, while still being able to easily use them to make everyday life simpler. There are already over 6 billion smart chips, microelectronic devices that can be integrated into a variety of everyday objects from fridges to bus passes. With Radio Frequency Identification (RFID) technology, they can process data automatically when brought close to 'readers' that activate them, pick up their radio signal and exchange data with them. They are in the passes you use to enter your office and the smart cards that pay highway tolls. Today, the European Commission adopted a set of recommendations to make sure that everyone involved in the design or operation of technology using smart chips respects the individual's fundamental right to privacy and data protection, contained in the Charter of Fundamental Rights of the European Union proclaimed on 14 December 2007.

Go to related site

Additional Information

Commission Press Room: IP/09/740

See also: RFID: Radio Frequency IDentification: Frequently Asked Questions


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categorie: rfid, commissione europea, research
lunedì, 11 maggio 2009

CONSUMATORI SENZA REDDITI A CACCIA DI REDDITO


Chi, tra i Consumatori, crede di potersi sottrarre al gioco al massacro della crisi economica, lo faccia.

Gli altri giochino.

Belleppronto un gioco sapiente, magnifico ancorchè munifico per entrare dentro il meccanismo produttivo che ha generato la crisi economica.

L’intento: riparare il guasto.

Si inizia passando in rassegna i punti critici che mostrano lo stress del sistema.

Un tour dentro gironi infernali.

Si inizia dal mercato del lavoro superaffollato che riduce i redditi.

Si passa poi a quell'eccesso di capacità produttiva che riduce i margini di profitto delle aziende e le risorse disponibili per i redditi.

Si da' un'occhiata alla riduzione del ciclo di vita dei prodotti che moltiplicano l’offerta; pure qui i redditi diventano insufficienti.

C'è poi la moltiplicazione dell’offerta e quella degli offerenti che mitiga i prezzi, contrae gli utili delle aziende quindi i redditi da lavoro.

Si scorge pure come l’aumento della disoccupazione riduca il reddito complessivo disponibile.

Prima di uscire a riveder le stelle non ci si può sottarre al rapporto 2008 della BRI: certifica le disparità tra profitti e redditi.

Queste le condizioni di stress per i redditi che hanno generato la crisi e che dalla crisi verranno aggravate.

Superato tra grida, improperi e qualche bestemmia il guado di quel mercato, brilla con forza la debolezza della Gente che lavora.

Ci si scorge tristi, avviliti, immiseriti, pronti a gettare la spugna.

Poi d’un tratto un bottone. Schiacciato, illumina una scritta multicolore che rischiara ed infonde vigore: TUTTI CONSUMATORI.

Una tecnica di anamnesi insomma, messa lì a bella posta.

Sottratti d’imperio all’imperio dell’happy hour, alè di corsa per rinverdire la memoria, scorgendo al fine le nostre Risorse.

Esposti a caratteri cubitali i nostri punti di forza, si debbono attraversare:

si passa per l'affrancamento dal bisogno che sottrae l'acquirente al consumo di necessità

si prende atto come il lavoro di consumazione disponga, confezioni, garantisca la crescita economica

ed ancora, come il 70% del PIL ratifichi il contributo dei Consumatori alla generazione della ricchezza.

Un grido ci accompagna all'uscita: Hanno più bisogno i Produttori di vendere che i Consumatori di acquistare.

Usciti fuori zuppi di orgoglio, rigenerati dal transito nelle ragioni economiche del nostro Fare, avvinti da rinnovato vigore: quel drink, un obbligo.

Siamo prossimi all'apoteosi.

Prima, l'ultima prova: LA SINTESI DEGLI OPPOSTI.

Trovare la migliore combinazione acciocchè la nostra debolezza reddituale, combinata con la forza del nostro ruolo, trovi soluzione per il nostro vantaggio.

Esercizio non facile, non impossibile.

Ci si lambicca, si improvvisa, si recalcitra; qualcuno scuote la testa; tutti ce la mettono tutta, avvinti da un fervore costituente.

Eccola l'apoteosi, la ratifica della costituzione di una lobby: “la lobby più forte di tutte le altre”.

La lobby di tutti, quella dei Consumatori dove si mostrano i muscoli, si impostano nuovi equilibri, si vince al gioco del reddito per uscire dall'economia della crisi.

Il premio? Il Reddito da Consumo che compensi l'insufficenza del reddito da lavoro e così tornare a recitare da protagonisti e senza affanni il notro ruolo.


Mauro Artibani

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Paoletti D’Isidori Capponi Editori

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categorie: consumi, crisi, debito, reddito, social prosumer
sabato, 09 maggio 2009

Portable light

L’invenzione di Portable Light, un particolare tessuto-luce capace di immagazzinare l’energia solare e restituire la luce, trasformandosi in una sorta di lampada portatile, ha come obiettivo quello di risolvere il problema dei numerosi abitanti di alcune zone del mondo che non hanno ancora accesso all’elettricità.

Portable LightIl progetto pilota, nato senza scopo di lucro, che ha visto coinvolti, architetti, antropologi, ingegneri e diverse altre figure, è stato sperimentato sugli indigeni dell’area messicana della Sierra Madre.

L’idea è stata concepita da Sheila Kennedy, esperta dell’integrazione di celle solare in materiali fotovoltaici flessibili, in collaborazione con il MIT (Massachussets Institute of Technology), e non è altro che una delle infinite applicazioni possibili delle celle solari.

Si tratta infatti di integrare pannelli solari flessibili all’interno di tessuti e tendaggi. Trattandosi quindi di materiali tessili applicabili a  borse, coperte ed abbigliamento, si concede alle popolazioni più povere la possibilità di avere un facile accesso all’energia elettrica.
Le nanotecnologie che hanno portato all’invenzione di questo prodotto hanno lo scopo di creare lanterne “nomadi” per la lettura e l’illuminazione notturna di villaggi dispersi e lontani dalle città più sviluppate.

Portable LightUn esempio di applicazione ha visto protagonisti gli Huichol, popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane, in modo da immagazzinare la luce e reimpiegarla per l’illuminazione delle case nelle ore di buio.

La diffusione di questi materiali è diventata tale che le donne dei paesi centroamericani stanno imparando a intessere i pannelli con i tessuti locali. Questo aspetto ha favorito un maggiore livello di accettazione culturale dell’innovazione, facilmente adattabile alle tradizioni del luogo, ed ha aiutato in particolare la popolazione femminile che spesso rappresenta la parte più vulnerabile nei paesi in via di sviluppo.

La possibilità di ottenere energia elettrica da una fonte rinnovabile e completamente gratuita e renderla disponibile alla parte più povera del pianeta ha fatto sì che Portable Light ottenesse il premio Tech Museum Award Laureate 2008.

www.portablelight.org

 

 

Portable Light, energia solare per tutti

di Chiara Dellanoce


Portable Light, energia solare per tutti

Tra le infinite applicazioni di celle fotovoltaiche presenti in tutto il mondo, una che merita particolare attenzione per il principio con cui è stata realizzato è quella delle Portable Lights, nata al MIT
Il Progetto Portable Light crea nuovi modi di offrire la potenza della fonte rinnovabile solare, attraverso l’uso di materiali tessili, utili e adattabili ad incontrare necessità di popoli, culture e regioni povere. Si tratta di materiali tessili leggeri e flessibili che abilitano le persone più povere del mondo a creare e possedere energia raccolta attraverso materiali di borse, coperte, ed abbigliamento.
Il progetto pilota, interdisciplinare e sviluppato con il contributo di architetti, antropologi, ingegneri e medici, è nato infatti per risolvere le esigenze della popolazione indigena dell’area messicana della Sierra Madre. Si tratta di una ricerca senza scopo di lucro, disegno ed iniziativa di ingegneria di KVA MAT che crea modi nuovi di consegnare il potere rinnovabile al mondo in sviluppo.
Sheila Kennedy è un’esperta per l’integrazione di tecnologie a celle solari creando design e modelli per materiali fotovoltaici flessibili in grado di cambiare il modo di ricevere e distribuire l’energia. Questi muovi materiali, noti come tessuti solari sono realizzati in semiconduttori che assorbendo la luce del sole la convertono in energia elettrica: Portable Light è un tessuto leggero, portatile e morbido capace di immagazzinare i raggi solari per restituire luce e trasformarsi in una lampada nomade. Kennedy & Violich Architecture nel quale lavora la Kennedy, è uno studio di progettazione interdisciplinare che esplora nuovi rapporti tra architettura, tecnologia sostenibile e nuove esigenze degli utenti. MATx ha realizzato il tessuto solare, ed è un’azienda che progetta materiali pionieristici applicati ad una produzione creativa attraverso la scienza dei materiali, l’elettronica, il design e l’architettura. La MATx collabora con aziende e tecnologie leader per realizzare concetti, prodotti e sistemi in grado di accelerare lo sviluppo di tecnologie energeticamente efficienti in architettura.
Si tratta di una sofisticata nanotecnologia al servizio di chi non ha accesso all’energia.
La Luce portabile sta servendo le comunità indigene nella Sierra Madre in Messico dal 2005. Progetti nuovi sono in preparazione per Nicaragua, attraverso il programma Paso Pacifico, per l’Amazonias brasiliano e venezuelano attraverso Telê-Salud e per Zwa-zulu Natal attraverso il programma di iTEACH all’Ospedale di Edendale e l’Ospedale Generale del Massachusetts.

L’utilizzo primario per il quale è stata ideata tale implementazione di nanotecnologie è quello di creare lanterne in grado di fornire luce per lettura e illuminazione delle capanne e dei singoli villaggi dispersi e lontani dalle città sviluppate; attualmente grazie al progresso della ricerca si stanno sperimentando sistemi basati su questo principio in grado di essere connessi tra loro per fornire maggiore potenza e di caricare apparecchiature tecnologiche durante i viaggi.
Portable Light

Un esempio sono gli Huichol, Peyoteros del Messico, la popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane per raccogliere abbondante quantità di energia solare per illuminare le abitazioni e i luoghi altrimenti bui.

La tecnologia di integrazione dei pannelli solari all’interno di tessuti è un’idea in grado di fornire energia pulita ovunque, ma si integra perfettamente nelle comunità in cui viene introdotta tanto che in alcune zone dell’America Centrale le donne intessono le locali stoffe con questi pannelli.

Tra i pregi di questa tecnologia, che gli hanno permesso di ottenere il premio Tech Museum Award Laureate 2008, vi sono i vantaggi della versatilità e della facile adattabilità. (Massachussets Institute of Technology) attraverso l’idea concepita da Sheila Kennedy: integrazione di pannelli solari flessibili in stoffe e tendaggi con lo scopo di creare energia gratuita e libera per 2 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso all’elettricità.


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venerdì, 08 maggio 2009

CONSUMATORI, UN AMBIENTE CONSUMATO NON POSSIAMO CONSUMARLO


Se il mondo è scarupato, le relazioni umane lacerate; se girano 3,7 punti di debito per ogni dollaro di PIL, ci sarà pure qualche responsabilità.

C’è il nostro zampino in tutto questo: Noi dilettanti del consumo che per bisogno ingrassiamo, che per bisogno vestiamo alla moda, che per bisogno cambiamo telefonino ad ogni piè sospinto. Consumatori che, per quel dannato bisogno, acquistano tutto ma proprio tutto.

Già, tutto questo tocca fare per dare sostegno alla crescita economica.

Nel fare questo abbiamo sprecato, come ci rimprovera L’Aduc; poi abbiamo inquinato, come ci rimproverano i cultori dell’ambiente; troppo debito, come ci rimproverano oggi quelli del credito; la vita spesa a fare la spesa ha svalutato le nostre risorse, riducendo all’osso la redditività del nostro reddito, come ci rimproverano gli scienziati delle scienze sociali.

Questo fare dilettante ha rimosso le nostre responsabilità; questo gioco è finito.

Tocca rimboccarci le maniche: farci seri, compiti.

La soluzione sta a portata di mano: con il 70% del PIL eccoci produttori di ricchezza; operatori economici qual siamo, Professionisti del Consumo dovremo essere.

Non v'è chi non veda, in questo nuovo Fare dei Consumatori, l'esercizio del Lavoro.

Lavoro, si lavoro.

Buono per dare nuovo senso al nostro agire, recuperare dignità all'azione, responsabilità agli atti necessari a tenere in ordine l'ambiente del nostro operare: il mercato, il mondo; perchè un ambiente consumato non possiamo consumarlo.

E se lavoro ha da essere, reclamare un Reddito di Scopo si può.

Reddito da spendere, magari con misura e garantire la crescita economica.

Fin quando, almeno, verrà partorito un modo diverso di generare ricchezza.


Mauro Artibani

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categorie: consumi, reddito, credito
mercoledì, 06 maggio 2009

Arriva il pillolo

Arriva "il pillolo", che in realtà non è una pastiglia ma una punturina. Funziona al 99 per cento e libera la donna da ormoni, spirali, diaframma, spermicidi e quant'altro. Ancora qualche test e sarà disponibile sul mercato. Evviva!


Finalmente libere. Finalmente toccherà a lui occuparsi di anticoncezionali. Niente più pillole da ingurgitare che ci gonfiano di ormoni, niente più inserimenti fastidiosi di spirali e diaframmi. Basta con gli spermicidi e i preservativi (attenzione: da utilizzare sempre per prevenire malattie sessualmente trasmissibili!). La soluzione arriva dalla Cina, è una punturina e funziona al 99 per cento dei casi, esattamente come la pillola tradizionale. Si fa nel sedere e si fa al maschio. Si tratta dell'esperimento più ampio mai condotto su un anticoncezionale maschile.

L'iniezione è a base di testosterone ed è estremamente efficace. Lo studio è stato realizzato da un gruppo di ricercatori del National Research Institute for Family Planning di Pechino e poi pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e infine ripreso dal sito del quotidiano britannico Mailonline. Secondo il responsabile della ricerca, il dottor Yi-Qun Gu, l'iniezione di testosterone, che agisce temporaneamente bloccando la produzione degli spermatozoi, ha dato risultati «molto positivi» durante la sperimentazione. «Fino ad oggi, le coppie che non possono o preferiscono non usare i contraccettivi femminili, potevano ricorrere alla vasectomia, al preservativo o al coito interrotto - ha spiegato Yi-Qun Gu -. Il nostro studio dimostra come il contraccettivo ormonale maschile possa diventare la nuova, valida alternativa».

Quanto bisognerà attendere per poter "pungere" il proprio uomo? Ancora un poco. L'iniezione a base di testosterone potrebbe arrivare sul mercato entro cinque anni. È stata sperimentata per due anni e mezzo su circa mille uomini fertili, tra i 20 e i 45 anni, con una partner di età compresa tra i 18 e i 38 anni e almeno un figlio. Ogni mese, agli uomini sono stati iniettati 500 mg di testostesterone. I risultati sono stati "sorprendenti", ha sottolineato Yi-Qun Gu: il tasso di gravidanza è stato dell'1-2% simile a quello riscontrato con l'uso di contraccettivi femminili. Insomma, a lei non resta cheil piacere.

Certo, il dubbio sorge: c'è da fidarsi? Lui si ricorderà? Se una donna si scorda di prendere la pillola una sera ha tutto da rimetterci, un uomo invece... E soprattutto: quante fisse si farà venire su effetti collaterali e via dicendo? Sei favorevole al "pillolo"? Dì la tua nei commenti


postato da: Dilia61 alle ore 19:39 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: salute - rimedi naturali
martedì, 05 maggio 2009

Consumi : il televisore nel mirino dell’unione europea

tv20l49.jpgLa crociata per abbattere  i consumi e salvare il pianeta passa dal televisore. Mentre l’unione europea studia standard minimi e nuove etichette energetiche che per la prima volta riguarderanno le tv e le microonde, lo scorso dicembre la commissione europea ha adottato una direttiva sulla protezione  ecocompatibile che mira a ridurre il consumo energetico in modalità stand-by di tutti gli elettrodomestici e prodotti elettronici per l’ufficio.

 Il regolamento di attuazione, entrato in vigore il 5 gennaio, stabilisce che dal 2010  i consumi in stand-by dei nuovi apparecchi dovrà essere inferiore a 1 o 2 watt. Questi valori saranno ridotti nel 2013 a 0.5 watt, approssimandosi così ai livelli raggiungibili con la migliore tecnologia a disposizione.



Oggi lo standby brucia circa 50TWh di energia elettrica all’anno nell’unione europea. Bruxelles si è posta l’obiettivo di una riduzione del 73% entro il 2020, con risparmi paragonabili al consumo di elettricità annuale della Danimarca e a un taglio delle emissioni di anidride carbonica, pari a 14 milioni di tonnellate annue.

 Di efficienza energetica si è occupato anche il governo italiano che nel suo pacchetto anticrisi ha previsto uno sconto fiscale per chi, nel contesto della ristrutturazione di una casa per la quale già usufruisce del bonus Irpef del 36%, acquista entro la fine di quest’anno mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Tra questi elementi figurano anche televisori. Le detrazioni previste sono del 20% delle spese sostenute fino a un massimo di € 10.000.