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Tantissima è la letteratura che tratta del Prosumer, quindi è un fenomeno non sol già esistente, ma in continua crescita.
Nella società si avverte una voglia di partecipazione che cresce di pari passo con la crisi di fiducia nelle istituzioni e di coloro che le rappresentano.
I partiti e la pubblica amministrazione, anche se non lo manifestano chiaramente, lo avvertono, e le aziende si rendono conto che devono fare i conti con un consumatore sempre più critico ed attento.
La richiesta di partecipazione parte dal basso e vuole costruire nuove prospettive di vita attraverso nuove forme : social forum, manifestazioni in piazza, girotondi, blog, V-day. Altra via possibile è il boicottaggio del consumatore, che premia le aziende dalla condotta eticamente corretta o socialmente responsabili a discapito delle altre.
Il Prosumer, consumatore attivo e partecipe, vuole la redifinizione delle regole del gioco e vuole farne parte, far sentire le proprie ragioni.
I politici se ne sono resi conto e tramite sondaggi, progetti urbani in cui si coinvolge la popolazione, elezioni primarie, forum, blog vogliono soddisfare la sete di partecipazione del cittadino, ma l'impressione è che sia solo una facciata, solo un contentino. Per questo è importante essere vigili e presenti, sempre.
Stiamo chiedendo il vostro coinvolgimento per creare una rete costruttiva, volta a valorizzare la conoscenza di ognuno, stimolarvi al dibattito e quindi ad una produzione culturale, frutta della messa in comune della propria esperienza e competenza.
Tutti insieme possiamo fare pressioni sui governi, sul mercato, sulle organizzazioni come l'ONU, e il mezzo attraverso cui lo facciamo è potente: le manifestazione di piazza lasciano le voci al vento, qui rimane nero su bianco ed è impossibilie ignorarlo quando viene fatto in modo massiccio. In piu' si puo' fare comodamente da casa impiegando pochissimo tempo.
Abbiamo coniato la figura del Social Prosumer perchè vogliamo sia chiaro che operiamo nell'interesse della collettività, senza lucrarci sopra, ma solo per ottenere una vita migliore, una vera democrazia, più giustizia. Per noi e per tutto il pianeta.
Se ad esempio premiamo le aziende che usano imballaggi fatti da prodotti riciclati, che non inducono quindi al consumo di nuove risorse che sono patrimonio di tutta l'umanita', non pensate forse che le altre sarebbero obbligate ad adeguarsi?
Se puntiamo il dito su un'azienda farmaceutica che non produce un farmaco salvavita solo perche' non e' redditizio, e non compriamo piu' i suoi prodtti, pensate che non possa sortire alcun effetto?
Se vigiliamo sull'attività del governo ed alziamo la voce pensate che non ne debbano tenere conto? Noi siamo coloro che saranno chiamati a rieleggerli.
Siamo tanti, dobbiamo solo unirci e tenerci collegati tra di noi. Con questo mezzo non si hanno piu' scusanti... ognuno di noi può fare qualcosa, pensateci.
Non possiamo piu' dire... Si tutto va male, ma che posso farci io? Mica posso cambiare il mondo!
Ebbene non è piu' cosi', comincia ad aderire a Social Prosumer, che si colleghera' con altre iniziative, che collaborerà con associazioni già esistenti ed operative.
Tanti sono i progetti ed i campi di applicazione.
Quello che dobbiamo fare è renderci riconoscibili, darci un'organizzazione ed aderire, in modo da avere tutti un'unica voce nel momento giusto.
ADERISCI E SEMINA PURE TU, per te e per i tuoi figli
by Dilia
CHI E' IL SOCIAL PROSUMER PARTE SECONDA
Rispondo a Gatto Silver e a molti di voi che me lo avete chiesto in privato
Prosumer e' la contrazione tra producer (produttore) e consumer (consumatore). Si tratta di un consumatore attivo, che oltre a consumare produce. Che cosa dirai tu? produce idee, notizie, punti di vista, critiche, richieste etc
Il professional prosumer e' un consumatore attivo, che lavora ad esempio con le ditte per dar loro consigli sui prodotti, idee (anziche' ai sondaggi di mercato adesso molte aziende si rivolgono al professional comumer). Lo fa dietro un compenso, un regalo, e' come dice la parola una professione.
Il social prosumer come lo intendiamo noi , ha invece come obiettivo non il lucro, ma il benessere generale ed il miglioramento di alcune condizioni che individua via via .
Per quando riguarda le istituzioni puo' far pressioni laddove vede ingiustizie (vedi v-day), puo' vigilare affinche' non si commettano errori (vedi ddl levi-prodi che se non si alzava la voce sarebbe passato sotto silenzio) , puo' proporre (vedi wi-max gratuito) ed infinite altre cose.
Per quanto riguarda le aziende , possiamo condizionarle essendone noi consumatori: possiamo riportare esigenze nuove, chiedere modifiche, richiedere condizioni di prezzo migliori (vedi Tocchiamoli, un gruppo di acquisto che attraverso il numero otterra' prezzi migliori e non solo, premierà le ditte che operano in maniera eticamente corretta). Sono molti i modi in cui intervenire.
Nel sociale poi, insieme alle associazioni no profit (wwf, medici senza frontiere, diritti dell'uomo, green peace) potremo fare pressioni sui governi.
Nella scuola, ad esempio molto ha contribuito il blog di 30elodesenza studiare, che ha denunciato il malcostume nelle università, gli esami truccati. Anche qui c'e' molto per cui essere attivi, tra denunce, proposte, segnalare università dove i docenti non sono sempre assenti, dove non si comprano le lauree etc. In questo modo le altre univeristà dovranno epurarsi ed adeguarsi al modello che il popolo richiede.
Per quanto riguarda l'informazione, non so se sapete che l' Italia in quanto a libertà di stampa si colloca al 74° posto al mondo (secondo una recente classifica stillata da "freedom House"), per cui molti cittadini sentono il bisogno di attingere ad un'informazione vera e libera. Esempi già esistenti di blog in questo settore sono Salviamolitalia.it, formato da un gruppo di blogger ha aderito ad un progetto d'informazione non filtrata, non imbavagliata, aderendo al progetto: libera l'informazione. Poi Lanonnotizia che riporta notizie che "non fanno notizia" . Ancora il blog Meglioliberi che ha contribuito ad alzare la voce sul ddl levi-prodi e che continua a vigilare. E molti altri.
Non si puo' poi, non parlare di Grillo, lui e' un social prosumer, si può essere d'accordo o no sul suo modo di esternare le denunce, ma e' il risultato evidente del potere che può avere la nostra voce.
Tante sono le realtà gia' attive, chiediamo di unirci tutti, dentro una stessa rete, mantenendo la propria indipendenza ma è importante l'unione per avere piu' potere. Non ci sono manie di protagonismo, non ci devono essere etichette legate a persone, ma alla community, tutti insieme per un'unico obiettivo, migliorare la nostra vita.
Fatevi avanti, aderite al progetto, poi se ne puo' discutere la forma il logo l'organizzazione, l'importante e' essere tutti collegati ed uniti.
Ognuno di noi puo' essere attivo, oltre che riportare articoli come facciamo adesso che siamo appena partiti, facendo segnalazioni, raccontanto le proprie esperienze positive o negative (nemmeno le situazioni positive devono passare sotto silenzio, come invece avviene nei media), dando suggerimenti, segnalando petizioni in corso, iniziative, perche' no, segnalare prodotti buoni ad un giusto prezzo, in modo da premiare le ditte che lavorano bene.
Come vedete c'e' molto per cui essere consumatori attivi, cioe' prosumer.
Altre domande?
by Dilia
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