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Un “poster” in vetrina con il prezzo di 20 confezioni di farmaci da banco. È quanto prevede il protocollo d’intesa sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci da banco sottoscritto ieri dai rappresentanti delle istituzioni e di categoria. La campagna informativa partirà il 16 ottobre presso i punti vendita che sceglieranno di aderire. A metà ottobre, inoltre, un tavolo tecnico istituito al ministero del Welfare deciderà su come far risparmiare le Regioni attraverso un extra-sconto sul prezzo dei generici.
A firmare l’intesa, ieri, c’erano i rappresentati del ministero dello Sviluppo Economico e del Welfare, dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, dal Cncu, Federfarma, Assofarm, Anpi-Parafarmacie, Ancc-Coop, Federchimica-Anifa e Farmindustria.
Delle 20 confezioni - spiega una nota del ministero – 15 saranno da selezionare all'interno di un elenco dei cinquanta prodotti maggiormente commercializzati e 5 saranno individuate autonomamente dal singolo esercizio.
L'iniziativa, promossa dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, nasce dalle segnalazioni dei consumatori che hanno manifestato disagio per l'assenza dell'indicazione del prezzo di vendita sulle confezioni dei medicinali e per la conseguente impossibilità di verificare gli sconti eventualmente proposti dalla farmacia o dal punto vendita prescelto. Una situazione che si protrae dall'inizio del 2008, essendo venuto meno, in base alla Finanziaria 2007, l'obbligo per i produttori di indicare il prezzo.
A metà ottobre, inoltre, un tavolo tecnico istituito al ministero del Welfare deciderà su come far risparmiare le Regioni attraverso un extra-sconto sul prezzo dei generici. Sembra esclusa, per il momento, l'ipotesi di un taglio secco del 20% dei prodotti generici, come ipotizzato a livello tecnico dalle Regioni, che sperano così di ottenere 800 milioni di euro di risparmi sul costo dei farmaci.
L'ipotesi che emerge è quella di lasciare il prezzo invariato, ma di accreditare lo sconto che le aziende fanno alle farmacie su grossi acquisti per due terzi al servizio sanitario e per un terzo alle farmacie come incentivo per le vendite dei farmaci a brevetto scaduto. “Non possiamo accettare in alcun modo – ha detto Sergio Dompe', presidente della Farmindustria - l'ipotesi di un taglio secco di prezzi visti i 18 interventi di tagli avvenuti negli ultimi anni. I prezzi italiani sono più bassi del 30% rispetto a quello degli altri paesi europei”.
da IlBisturi
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