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Un'inchiesta sul Salvagente oggi in edicola documenta variazioni fino al 40%.
Un grande inganno. O meglio, un bluff che usano tutte le case automobilistiche e nel quale cade, inesorabilmente, chi acquista una nuova auto. È quello scoperto dal Salvagente e sintetizzato già dalla copertina del numero in edicola da domani, giovedì 16 ottobre, con il titolo “Consumi truccati”.
L'inganno è presto raccontato: quando dichiarano quanta benzina o quanto diesel “bevono” le proprie vetture, i costruttori barano. E lo fanno pesantemente, con consumi “truccati” al ribasso dal 20 al 40% rispetto a quelli effettivi, e lo stesso vale per le emissioni, che sono direttamente proporzionali.
È quanto hanno scoperto i test su strada di “60 millions de consommateurs”, il più importante mensile dei consumatori francese, ripresi per l'inchiesta del Salvagente. E quanto sono costretti ad ammettere gli stessi costruttori che abbiamo intervistato.
Un bluff enorme, eppure coperto da chi, in Unione Europea, certifica i metodi di prova. Secondo le norme, infatti, è tutto in regola: i dati sono rilevati sotto il controllo di enti certificatori (in Italia la Motorizzazione) e seguendo standard precisi, applicati in più di 50 Paesi. Peccato che il metodo è vecchio di 30 anni e come dimostra il confronto con i risultati ottenuti su strada, simula molto male il funzionamento delle auto moderne, sopravvalutando sistematicamente l'efficienza dei motori testati.
Un bluff talmente grande, da lasciare interdette le stesse associazioni dei consumatori che attaccano duramente le case automobilistiche. Arrivando perfino a ipotizzare una sorta di maxirimborso per gli acquirenti. Spiega al Salvagente Raffaele Caracciolo, responsabile del settore auto di Adiconsum, infatti: “I dati sui consumi alimentano aspettative che non corrispondono alla realtà e questo per la legge è un difetto di conformità. Se si riesce a dimostrare che i consumi dell'auto si scostano significativamente da quanto dichiarato, ne deve rispondere chi ha venduto il veicolo, che poi si potrà rifare sui costruttori. E se un numero rilevante di consumatori, testando ognuno i consumi della propria macchina, riesce a dimostrare che i consumi dichiarati dalle case sono irrealistici ci potrebbero anche essere gli estremi per una class action
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