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giovedì, 09 ottobre 2008

E i costruttori d'auto barano (molto) sui consumi

Un'inchiesta sul Salvagente oggi in edicola documenta variazioni fino al 40%.

Un grande inganno. O meglio, un bluff che usano tutte le case automobilistiche e nel quale cade, inesorabilmente, chi acquista una nuova auto. È quello scoperto dal Salvagente e sintetizzato già dalla copertina del numero in edicola da domani, giovedì 16 ottobre, con il titolo “Consumi truccati”.
L'inganno è presto raccontato: quando dichiarano quanta benzina o quanto diesel “bevono” le proprie vetture, i costruttori barano. E lo fanno pesantemente, con consumi “truccati” al ribasso dal 20 al 40% rispetto a quelli effettivi, e lo stesso vale per le emissioni, che sono direttamente proporzionali.
È quanto hanno scoperto i test su strada di “60 millions de consommateurs”, il più importante mensile dei consumatori francese, ripresi per l'inchiesta del Salvagente. E quanto sono costretti ad ammettere gli stessi costruttori che abbiamo intervistato.

Un bluff enorme

Un bluff enorme, eppure coperto da chi, in Unione Europea, certifica i metodi di prova. Secondo le norme, infatti, è tutto in regola: i dati sono rilevati sotto il controllo di enti certificatori (in Italia la Motorizzazione) e seguendo standard precisi, applicati in più di 50 Paesi. Peccato che il metodo è vecchio di 30 anni e come dimostra il confronto con i risultati ottenuti su strada, simula molto male il funzionamento delle auto moderne, sopravvalutando sistematicamente l'efficienza dei motori testati.

Diritto a un maxi-rimborso?

Un bluff talmente grande, da lasciare interdette le stesse associazioni dei consumatori che attaccano duramente le case automobilistiche. Arrivando perfino a ipotizzare una sorta di maxirimborso per gli acquirenti. Spiega al Salvagente Raffaele Caracciolo, responsabile del settore auto di Adiconsum, infatti: “I dati sui consumi alimentano aspettative che non corrispondono alla realtà e questo per la legge è un difetto di conformità. Se si riesce a dimostrare che i consumi dell'auto si scostano significativamente da quanto dichiarato, ne deve rispondere chi ha venduto il veicolo, che poi si potrà rifare sui costruttori. E se un numero rilevante di consumatori, testando ognuno i consumi della propria macchina, riesce a dimostrare che i consumi dichiarati dalle case sono irrealistici ci potrebbero anche essere gli estremi per una class action

il Salvagente.it


postato da: Dilia61 alle ore 09:57 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: truffe, consumi, trasparenza, trasporti, tocchiamoli, social prosumer

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