socialprosumer
No al nucleare - Comitato per un’alternativa energetica, basata sulle fonti rinnovabili e il risparmio

Chi siamo

Bloggers che mettono a disposizione le proprie conoscenze, piccole o grandi, dirette o di cui siano venuti a conoscenza, che possano essere utili alla collettività

CHI E' IL SOCIAL PROSUMER

***********************
Scrivi anche tu in questo blog
***********************

Google

 JOIN! Disclamer & Banner


MigliorBlog.it

Petizioni in corso







PeaceReporter - la rete della pace. Quotidiano online e agenzia di servizi editoriali. Storie, dossier, interviste, reportage, schede conflitto, schede paese e buone notizie da tutto il mondo

Links

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato <$BlogCounter$> volte
visitato *loading* volte

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Add to Technorati Favorites

http://www.wikio.it

free web site hit counter


Image Hosted by ImageShack.us

www.tocchiamoli.com

venerdì, 20 novembre 2009

Inondiamo di e-mail le sedi delle rappresentanze statunitensi e cinesi,



"Non lasciamo che la decisione di Barack Obama e Hu Jintao declassi il vertice di Copenaghen, riducendolo a un ennesimo negoziato politico intermedio - scrivono le associazioni ambientaliste -. Il summit deve rimanere la sede di un accordo globale sul clima, con la sottoscrizione di obiettivi quantificati e legalmente vincolanti e di impegni finanziari precisi. Questa occasione non può essere rimandata a data da definire, perché l’innalzamento della temperatura del pianeta ha già raggiunto il livello di guardia e molti paesi già ne patiscono pesantemente le conseguenze".

Greenpeace, Legambiente e WWF invitano tutti alla protesta telematica.

"Inondiamo di e-mail le sedi delle rappresentanze statunitensi e cinesi, scriviamo loro su facebook, facciamogli capire che ai cittadini l’accordo Usa-Cina non ci piace perché fa male all’ambiente e alle persone".

Ecco gli indirizzi a cui scrivere: Ambasciata Usa a Roma - uscitizensrome@state.gov
Ambasciata cinese a Roma - chinaemb_it@mfa.gov.cn  
Casa Bianca (email, form on line) su www.whitehouse.gov/contact
Facebook ufficiale Casa Bianca: www.facebook.com/WhiteHouse
Governo cinese: english@mail.gov.cn

domenica, 18 ottobre 2009

Coca-Cola

In India, ogni stabilimento di Coca Cola e Pepsi estrae 1-2 milioni di litri d'acqua al giorno. Se ogni stabilimento estrae 1-2 milioni di litri d'acqua al giorno e ci sono 90 stabilimenti, l'estrazione giornaliera va dai 90 ai 180 milioni di litri. Questo potrebbe soddisfare il fabbisogno giornaliero di acqua potabile di milioni di persone. Ogni litro di queste bevande distrugge ed inquina 10 litri d'acqua. E si e' scoperto che le acque di scolo cosi' prodotte contengono alti livelli di cadmio e piombo (Pollution Control Board, Kerala, Hazard Centre).




sabato, 18 luglio 2009

Ue: 268 mln per riattivare l'economia sostenibilmente

http://www.rinnovabili.it/
Bruxelles, 13 luglio 09

Fondi europei per R&S

Ue: 268 mln per riattivare l'economia sostenibilmente

I finanziamenti, volti ad incrementare le partership pubblico-private, saranno dedicati principalmente allo sviluppo di nuove tecnologie per il settore manifatturiero, edile ed automobilistico.

(Rinnovabili.it) – La Commissione europea e l’industria hanno annunciato oggi che ha avuto inizio la prima fase del progetto che invita a presentare delle proposte al fine di spartire 268 milioni di euro in tre principali aree di mercato, volte ad innescare la ripresa economica e renderla più sostenibile e basata sulla conoscenza e sull’informazione. Un totale di 3,2 miliardi sono stati stanziati per la partnership pubblico-privato (PPP) dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie per il settore manifatturiero, edile ed automobilistico. Queste collaborazioni tra la Commissione e l’industria dovranno favorire la competitività globale delle imprese europee finalizzate alla riduzione del consumo eccessivo di energia in Europa, lo sviluppo sostenibile e le nuove forme di trasporto su strada. Le tre partnership previste da parte della Commissione europea fanno parte del piano di recupero economico approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2008, volto a promuovere la convergenza dell’interesse pubblico e l’impegno per la ricerca. Oggi, oltre 800 rappresentanti dell’industria in Europa e dei settori di ricerca si sono riuniti per annunciare il via alla prima serie di inviti che spronano alla presentazione delle proposte. Il programma sarà lanciato ufficialmente il 30 luglio per i progetti che partiranno entro la metà del 2010. Il fondo di 268 milioni di euro sarà ripartito tra vari settori come le tecnologie innovative di fabbricazione, materiali e processi per incrementare la produzione puntando al risparmio energetico e di materiali e razionalizzando la produzione di rifiuti. L’interesse sarà anche volto ad una maggiore efficienza energetica di edifici, comprese le nuove costruzioni e a rendere più ecologici gli edifici esistenti utilizzando nuovi materiali e innovative tecniche di costruzione. Per quanto riguarda il settore dei trasporti i fondi saranno destinati alla realizzazione di veicoli più ecologici e di sistemi di trasporto intelligenti, compreso l’elettrificazione della strada e dei trasporti urbani nonché la ricerca di tecnologie ibride. Il Commissario UE per la Scienza e la Ricerca, Janez PotoÄŤnik, ha dichiarato: “È ormai riconosciuto che investire in R&S (ricerca e sviluppo) non è un lusso quando i tempi sono facili, ma una necessità, quando i tempi sono duri. Se l’Europa fa investimenti intelligenti nei settori strategici di oggi, questo creerà posti di lavoro e la crescita sostenibile di domani. Grazie a questi partenariati innovativi, la Commissione e le imprese uniscono le forze per favorire lo sviluppo di tecnologie pulite e la posizione dell’Europa come leader in questo campo. Il lancio dei primi inviti dimostra anche la nostra capacità di agire insieme rapidamente per rispondere alle esigenze di ricerca del piano di recupero economico europeo”.

Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo


sabato, 09 maggio 2009

Portable light

L’invenzione di Portable Light, un particolare tessuto-luce capace di immagazzinare l’energia solare e restituire la luce, trasformandosi in una sorta di lampada portatile, ha come obiettivo quello di risolvere il problema dei numerosi abitanti di alcune zone del mondo che non hanno ancora accesso all’elettricità.

Portable LightIl progetto pilota, nato senza scopo di lucro, che ha visto coinvolti, architetti, antropologi, ingegneri e diverse altre figure, è stato sperimentato sugli indigeni dell’area messicana della Sierra Madre.

L’idea è stata concepita da Sheila Kennedy, esperta dell’integrazione di celle solare in materiali fotovoltaici flessibili, in collaborazione con il MIT (Massachussets Institute of Technology), e non è altro che una delle infinite applicazioni possibili delle celle solari.

Si tratta infatti di integrare pannelli solari flessibili all’interno di tessuti e tendaggi. Trattandosi quindi di materiali tessili applicabili a  borse, coperte ed abbigliamento, si concede alle popolazioni più povere la possibilità di avere un facile accesso all’energia elettrica.
Le nanotecnologie che hanno portato all’invenzione di questo prodotto hanno lo scopo di creare lanterne “nomadi” per la lettura e l’illuminazione notturna di villaggi dispersi e lontani dalle città più sviluppate.

Portable LightUn esempio di applicazione ha visto protagonisti gli Huichol, popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane, in modo da immagazzinare la luce e reimpiegarla per l’illuminazione delle case nelle ore di buio.

La diffusione di questi materiali è diventata tale che le donne dei paesi centroamericani stanno imparando a intessere i pannelli con i tessuti locali. Questo aspetto ha favorito un maggiore livello di accettazione culturale dell’innovazione, facilmente adattabile alle tradizioni del luogo, ed ha aiutato in particolare la popolazione femminile che spesso rappresenta la parte più vulnerabile nei paesi in via di sviluppo.

La possibilità di ottenere energia elettrica da una fonte rinnovabile e completamente gratuita e renderla disponibile alla parte più povera del pianeta ha fatto sì che Portable Light ottenesse il premio Tech Museum Award Laureate 2008.

www.portablelight.org

 

 

Portable Light, energia solare per tutti

di Chiara Dellanoce


Portable Light, energia solare per tutti

Tra le infinite applicazioni di celle fotovoltaiche presenti in tutto il mondo, una che merita particolare attenzione per il principio con cui è stata realizzato è quella delle Portable Lights, nata al MIT
Il Progetto Portable Light crea nuovi modi di offrire la potenza della fonte rinnovabile solare, attraverso l’uso di materiali tessili, utili e adattabili ad incontrare necessità di popoli, culture e regioni povere. Si tratta di materiali tessili leggeri e flessibili che abilitano le persone più povere del mondo a creare e possedere energia raccolta attraverso materiali di borse, coperte, ed abbigliamento.
Il progetto pilota, interdisciplinare e sviluppato con il contributo di architetti, antropologi, ingegneri e medici, è nato infatti per risolvere le esigenze della popolazione indigena dell’area messicana della Sierra Madre. Si tratta di una ricerca senza scopo di lucro, disegno ed iniziativa di ingegneria di KVA MAT che crea modi nuovi di consegnare il potere rinnovabile al mondo in sviluppo.
Sheila Kennedy è un’esperta per l’integrazione di tecnologie a celle solari creando design e modelli per materiali fotovoltaici flessibili in grado di cambiare il modo di ricevere e distribuire l’energia. Questi muovi materiali, noti come tessuti solari sono realizzati in semiconduttori che assorbendo la luce del sole la convertono in energia elettrica: Portable Light è un tessuto leggero, portatile e morbido capace di immagazzinare i raggi solari per restituire luce e trasformarsi in una lampada nomade. Kennedy & Violich Architecture nel quale lavora la Kennedy, è uno studio di progettazione interdisciplinare che esplora nuovi rapporti tra architettura, tecnologia sostenibile e nuove esigenze degli utenti. MATx ha realizzato il tessuto solare, ed è un’azienda che progetta materiali pionieristici applicati ad una produzione creativa attraverso la scienza dei materiali, l’elettronica, il design e l’architettura. La MATx collabora con aziende e tecnologie leader per realizzare concetti, prodotti e sistemi in grado di accelerare lo sviluppo di tecnologie energeticamente efficienti in architettura.
Si tratta di una sofisticata nanotecnologia al servizio di chi non ha accesso all’energia.
La Luce portabile sta servendo le comunità indigene nella Sierra Madre in Messico dal 2005. Progetti nuovi sono in preparazione per Nicaragua, attraverso il programma Paso Pacifico, per l’Amazonias brasiliano e venezuelano attraverso Telê-Salud e per Zwa-zulu Natal attraverso il programma di iTEACH all’Ospedale di Edendale e l’Ospedale Generale del Massachusetts.

L’utilizzo primario per il quale è stata ideata tale implementazione di nanotecnologie è quello di creare lanterne in grado di fornire luce per lettura e illuminazione delle capanne e dei singoli villaggi dispersi e lontani dalle città sviluppate; attualmente grazie al progresso della ricerca si stanno sperimentando sistemi basati su questo principio in grado di essere connessi tra loro per fornire maggiore potenza e di caricare apparecchiature tecnologiche durante i viaggi.
Portable Light

Un esempio sono gli Huichol, Peyoteros del Messico, la popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane per raccogliere abbondante quantità di energia solare per illuminare le abitazioni e i luoghi altrimenti bui.

La tecnologia di integrazione dei pannelli solari all’interno di tessuti è un’idea in grado di fornire energia pulita ovunque, ma si integra perfettamente nelle comunità in cui viene introdotta tanto che in alcune zone dell’America Centrale le donne intessono le locali stoffe con questi pannelli.

Tra i pregi di questa tecnologia, che gli hanno permesso di ottenere il premio Tech Museum Award Laureate 2008, vi sono i vantaggi della versatilità e della facile adattabilità. (Massachussets Institute of Technology) attraverso l’idea concepita da Sheila Kennedy: integrazione di pannelli solari flessibili in stoffe e tendaggi con lo scopo di creare energia gratuita e libera per 2 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso all’elettricità.


Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo


martedì, 05 maggio 2009

Consumi : il televisore nel mirino dell’unione europea

tv20l49.jpgLa crociata per abbattere  i consumi e salvare il pianeta passa dal televisore. Mentre l’unione europea studia standard minimi e nuove etichette energetiche che per la prima volta riguarderanno le tv e le microonde, lo scorso dicembre la commissione europea ha adottato una direttiva sulla protezione  ecocompatibile che mira a ridurre il consumo energetico in modalità stand-by di tutti gli elettrodomestici e prodotti elettronici per l’ufficio.

 Il regolamento di attuazione, entrato in vigore il 5 gennaio, stabilisce che dal 2010  i consumi in stand-by dei nuovi apparecchi dovrà essere inferiore a 1 o 2 watt. Questi valori saranno ridotti nel 2013 a 0.5 watt, approssimandosi così ai livelli raggiungibili con la migliore tecnologia a disposizione.



Oggi lo standby brucia circa 50TWh di energia elettrica all’anno nell’unione europea. Bruxelles si è posta l’obiettivo di una riduzione del 73% entro il 2020, con risparmi paragonabili al consumo di elettricità annuale della Danimarca e a un taglio delle emissioni di anidride carbonica, pari a 14 milioni di tonnellate annue.

 Di efficienza energetica si è occupato anche il governo italiano che nel suo pacchetto anticrisi ha previsto uno sconto fiscale per chi, nel contesto della ristrutturazione di una casa per la quale già usufruisce del bonus Irpef del 36%, acquista entro la fine di quest’anno mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Tra questi elementi figurano anche televisori. Le detrazioni previste sono del 20% delle spese sostenute fino a un massimo di € 10.000.


giovedì, 30 aprile 2009

Newsletter n. 40 - 30 aprile 2009

COSTI NUCLEARI

Il "debito nucleare" di Enel
Il costo degli investimenti nel nucleare previsti da Enel è compatibile con un indebitamento finanziario di 50 miliardi di euro della società? Per ridurlo potrebbe decidere di vendere gli asset a maggiore redditività come la divisione sulle rinnovabili? Un articolo di Andrea Lepore di Greenpeace Italia per Qualenergia.it

L'anticipo della bolletta nucleare
Negli Usa un'utility del Missouri rinuncia a un progetto nucleare: non è riuscita a cambiare la legge che vieta di far pagare le centrali in bolletta ancora prima di costruirle. Se a pagare non sono i consumatori, e in anticipo, costruire centrali 'atomiche sembra non convenire.

 

L'ELETTRICITA' SOLARE SCENDE IN CAMPO

Il summit del fotovoltaico è a Verona
Dal 6 al 7 maggio si svolgerà a Verona la Conferenza internazionale sul fotovoltaico dal titolo “Italian PV Summit”. L’evento che anticipa di un giorno Solarexpo ospiterà oltre 50 relatori da tutto il mondo, aziende, istituzioni, policy makers e centri di ricerca per fare il punto sul mercato nazionale e sulle prospettive di sviluppo.

Come mi faccio l'impianto solare gratis
Avere un impianto fotovoltaici sul tetto senza spendere nulla. A Salerno e provincia in molti possono farlo grazie ad un'iniziativa dell'Agenzia Energia Ambiente: una Esco realizza a proprie spese gli impianti sui tetti dei cittadini, in cambio dell'incentivo per il conto energia. Agli utenti resta il risparmio in bolletta.

Innovativa "strategia solare" a San Diego
Nellà città californiana un nuovo programma per incentivare solare ed efficienza energetica: la Municipalità finanzia i costi dell'impianto o dell'intervento che poi saran no restituiti attraverso le tasse sugli immobili, anche se questi cambiereranno di proprietà. Un'iniziativa che altre città si apprestano a copiare.

Come integrare il fotovoltaico
Dal sito del GSE è scaricabile la seconda edizione della “Guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica del fotovoltaico”. Molte soluzioni ed esempi pratici.


PROSPETTIVE RINNOVABILI

Rinnovabili 2010, l'Europa è in ritardo
L'Unione Europa difficilmente riuscirà a raggiungere gli obiettivi per il 2010 sulle rinnovabili nel settore elettrico e nei trasporti. A frenare lo sviluppo delle fonti pulite incentivi poco affidabili, burocrazia e una rete che penalizza i piccoli produttori di energia rinnovabile. Il report della Commissione.

Piano Basilicata: 70 per cento di rinnovabili al 2020
Il Piano di indirizzo energetico-ambientale della Regione Basilicata, appena approvato, ribadisce il "no" al nucleare e punta su efficienza e rinnovabili. Obiettivi ambiziosi, ma anche limiti per i grandi impianti eolici e fotovoltaici. In Val D'Agri la creazione di un distretto energetico in cui si punti anche sulle rinnovabili.

fattoria eolicaCosa c'è da sapere sul mercato delle rinnovabili elettriche
Presentata la pubblicazione “Fonti rinnovabili: Guida alla vendita dell’energia e agli incentivi” frutto della collaborazione tra il Gestore del mercato elettrico e l’Aper. Un utile documento per gli addetti ai lavori, ma anche per chi intende entrare sul mercato.

Le rinnovabili integrate in una centrale
Un impianto eolico che produce anche idrogeno, da bruciare assieme al biogas in una centrale termoelettrica integrata. Elettricità, calore e carburante pulito da un solo impianto, tutto a rinnovabili. In Germania partono i lavori per la p rima vera centrale ibrida al mondo

Solare termico italiano, oggi e domani
Il mercato solare termico italiano detiene una quota del 10% di quello europeo. Lo conferma l'associazione di categoria Assolterm che stima in 400 mila m2 la superficie di collettori installati nel 2008. In totale l'installato in Italia ammonta oggi a 1,5 milioni di m2. Le potenzialità e gli obiettivi futuri del settore.

La policy italiana per l’energia pulita
Pubblichiamo l’introduzione di Gianni Silvestrini al “Codice delle Energie Rinnovabili e dell'Efficienza Energetica 2009”. Un excursus delle recenti politiche e delle legislazione italiana nel settore.


GLOBAL WARMING

Cosa pensa il Governo dei cambiamenti climatici?
Dopo la mozione “negazionista” approvata al Senato, le associazioni energetiche e ambientaliste chiedono chiarimenti al Presidente del Consiglio sulla reale convinzione del governo di intraprendere serie politiche contro il global warming e per l'energia pulita a livello nazionale e internazionale. Poca chiarezza anche in Confindustria.

Andare oltre la disinformazione
John Theodore Houghton, importante esperto del clima, oggi sul Guardian manda un segnale forte a coloro che si perdono dietro strumentali dispute sui reali effetti dei mutamenti climatici. Quelle che vanno seguite sono le prove scientifiche e queste ci dicono chiaramente che è necessaria un’azione urgente.

Buone notizie dai giganti delle emissioni
La strada verso un accordo internazionale sul clima è lunga e difficile, ma da Cina e Usa arrivano due buone notizie. Mentre la Cina per la prima volta parla di obiettivi di riduzione delle emissioni, negli Stati Uniti l'EPA inizierà a "regolare" la CO2 ancor prima che venga approvata la legge sul clima.

Information technology per il clima
Due studi pubblicati dal WWF International valutano i notevoli vantaggi offerti in termini di riduzione delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale sia delle video conferenze che del telelavoro.

Inventori contro il global warming
Un pannello che raffresca le stanze senza bisogno di energia, una scatola solare di cartone che permette di cuocere senza combustibili, un micronde gigante che sequestra la CO2 trasformando la biomassa in carbone. Ecco le invenzioni finaliste del concorso Climate Change Challenge promosso dal Financial Times.

 

 

FONTI FOSSILI SEQUESTRATE

centrale a carboneIl carbone quasi pulito della Regina
Il ministro dei cambiamenti climatici britannico annuncia che tutte le nuove centrali a carbone dovranno prevedere il sequestro e la cattura della CO2. Ma da subito per un quarto delle loro emissioni e totalmente solo nel 2025. Molto le perplessità da parte degli ambientalisti.

CO2, se il sequestro fa paura
A Barendrecht, in Olanda, la popolazione locale si oppone a un progetto sperimentale di sequestro della CO2. Il gas stoccato in un area così densamente popolata suscita obiezioni per motivi di si curezza. Con rischi non ancora ben conosciuti, la CCS trova nella diffidenza dell'opinione pubblica un ulteriore ostacolo.

Rischi e costi per fossili ed eolico
Nel valutare le opzioni di investimento in campo energetico non vengono mai considerato il rischio e la volatilità legati ai prezzi dei combustibili fossili, così come quelli della CO2. Davanti a questo nuovo approccio l’eolico risulterebbe già oggi più conveniente degli impianti convenzionali. Un’analisi dell’Ewea in un suo recente rapporto.


domenica, 19 aprile 2009

Basta sprechi: il Comune risparmia su buste e toner

Limitando la carta (anche in bagno) si mira a ridurre le spese del 35%

Lezione di educazione al risparmio e di rispetto dell’ambiente. In tempi di crisi, sull’onda delle direttive impartite nei ministeri, anche Palazzo Sisto - sede del Comune di Savona - stringe la cinghia. La parola d’ordine è evitare gli sprechi. Il segretario generale e i dirigenti hanno ricevuto ieri una lettera che ha per oggetto: “Indirizzi generali e specifici con la finalità di risparmio sulla spesa per i beni di consumo”. In due paginette vengono elencate tutte le misure da prendere per evitare gli sprechi: dalla riduzione del consumo di carta e toner delle stampanti alla limitazione dell’uso delle buste e del materiale igienico, alla frenata all’acquisto di quotidiani e riviste e del materiale di cancelleria. Scopo delle misure è quello di arrivare a un risparmio del 35%.

La “cura dimagrante” non è stata inventata su due piedi dal dirigente del settore Risorse tributarie e strumentali, Giovanni Librici, che firma la lettera, ma è frutto degli indirizzi specifici del Peg (Piano economico generale) del 2009 del servizio Economato, che prevedono «la ricognizione delle esigenze di tutti i settori in materia di acquisti di beni di consumo e la predisposizione di un piano di acquisti per ottenere un risparmio di spesa rispetto all’assestato 2008». Nella lettera viene ricordato che il piano degli acquisti per l’esercizio 2009 è stato approvato con determinazione del dirigente del settore Risorse tributarie e strumentali proprio pochi giorni fa, il 7 aprile. «Il raggiungimento dell’obiettivo - si legge ancora - è possibile solo con la collaborazione e la sensibilizzazione di tutti i dipendenti comunali».

Le linee guida raccomandate ai 600 dipendenti del Comune partono con una serie di regole per risparmiare carta e stampante. Vediamone alcune: stampare e-mail e documenti solo quando strettamente necessario, ricorrere il più possibile alle stampanti di rete per ridurre consumi energetici e cartucce, utilizzare le stampe fronte-retro, ottimizzare lo spazio nella pagina, riducendo anche i caratteri, trasmettere i documenti attraverso e-mail, utilizzare la qualità di stampa “bozza” per ridurre il consumo di toner, riutilizzare la carta già stampata per gli appunti, non utilizzare la stampa a colori. A questo proposito viene specificato che il servizio Economato acquisterà toner e cartucce a colori solo per il settore Qualità urbana e Pianificazione del territorio.

Viene poi chiesto ai dipendenti di non utilizzare buste per la corrispondenza interna e di «inviare la corrispondenza con la piegatura dei fogli a mezzo protocollo con spillatura». Vengono quindi elencati i tipi di buste e cartelline che saranno messe a disposizione e viene chiesto di riutilizzare per i provvedimenti dirigenziali le cartelline già usate o di utilizzare come copertina un foglio protocollo o A3. Ristrettezze anche nei bagni. Dove esistono gli asciugamani ad aria saranno ridotti i fazzolettini di carta. «Occorrerebbe anche ridurre l’acquisto delle copie dei quotidiani e gli articoli di cancelleria» è l’ultima “preghiera”.

«Quando servono i soldi è necessario fare economia - dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e al Patrimonio, Rosario Tuvé -. La lettera recepisce gli indirizzi del Peg in modo tale da non avere un bilancio rosso fuoco. Ma la direttiva non è un’esclusiva del nostro Comune. In tutti i ministeri ed enti locali avviene lo stesso». Il motivo: la crisi globale? «In parte sì, ma soprattutto il fatto che non abbiamo abbastanza soldi per affrontare tutte le spese. Con queste direttive il personale, compresi gli assessori, capisce che dobbiamo essere i primi a risparmiare. Con una goccia ciascuno, si riempie una piscina».

STEFANIA MORDEGLIA - da ilSecoloXIX


lunedì, 13 aprile 2009

Zone d'ombra dell'atomo francese

Centrale nucleare La Francia vuole esportare tecnologia nucleare in tutto il mondo, Italia compresa, ma sulla reputazione della compagnia nazionale, Areva, ci sono già molte macchie. Ne parla un servizio della testata americana Alternet.org.


Il nucleare francese mira a conquistare nuovi mercati, cosa che sta riuscendo bene visto anche l’accordo siglato con il nostro paese per la costruzione di quattro centrali EPR in Italia. Il presidente Nicholas Sarkozy, grazie alla sua intensa attività diplomatica per promuovere l’atomo d’oltralpe in tutto il pianeta, dal Medio Oriente agli Usa, è stato definito dal Washington Post “il piazzista nucleare più aggressivo del mondo”. Ma l’industria nucleare francese non è priva di zone d’ombra e problemi non risolti. In un articolo apparso ieri, Alternet.org parla di quello che non va in Areva, la compagnia a controllo pubblico francese che è anche il più grande operatore nucleare al mondo.

Un elenco di incidenti, danni ambientali, problemi politici ed economici sparsi lungo tutta la filiera in cui è attiva la compagnia francese, dall’estrazione dell’uranio alla costruzione e gestione delle centrali, allo smaltimento delle scorie. Si scoprono così molti aspetti che mettono dubbi sull’efficienza e la trasparenza dell’industria atomica francese.

In seguito alla fuga di liquido radioattivo alla centrale di Tricastin, nel luglio scorso, su queste pagine avevamo già parlato del silenzio colpevole dell’azienda che per 14 ore aveva omesso di informare le autorità dell’incidente. Dall’articolo di Alternet si viene a sapere di molti episodi del genere coem dei residui radioattivi provenienti dalle 210 miniere di uranio francesi abbandonate che sono stati usati per la pavimentazione di parcheggi in scuole e località sciistiche.

Sistematica sarebbe, invece, la dispersione di materiale radioattivo alla centrale di riprocessamento del combustibile di La Hague: circa 380 milioni di litri di liquido radioattivo scaricati nel canale della Manica ogni anno. Due studi medici indipendenti avrebbero riscontrato tassi di leucemia superiori alla media nelle comunità residenti nei pressi della centrale. Il riprocessamento del combustibile nell’impianto non risolverebbe affatto il problema delle scorie: nel procedimento viene prodotto un surplus di plutonio, mentre il 95% dell’uranio usato delle centrali francesi sarebbe troppo contaminato da altri prodotti della fissione per essere riciclato.

Neanche il paese leader mondiale del nucleare, infatti, sa ancora dove mettere le scorie: recentemente il governo ha esaminato 3.511 comunità locali per individuare dei depositi di scorie a basso livello di radioattività. Andra, l’agenzia che si occupa dello smaltimento, ha dichiarato che avere un deposito sarebbe un’opportunità per le economie locali, ma non ha voluto rivelare i nomi dei potenziali siti individuati. Malgrado la lunga storia di convivenza, il sospetto dei francesi nei confronti del nucleare sarebbe ancora alto: un sondaggio citato dall’articolo dice che quest’autunno il 60% dei francesi dichiarava di volere che la Francia abbandoni l’atomo.

L’impronta del nucleare francese, poi, si estende al di là dei confini nazionali. Il servizio continua citando le conseguenze ambientali e sanitarie dell’estrazione dell’uranio da parte di Areva e controllate in Niger e Gabon negli ultimi 40 anni (tutte documentate al pari degli altri problemi riferiti dal CRIIARD, la rete di associazioni francesi che fa ricerca indipendente sul nucleare).

Per finire Alternet racconta la storia, non nuova per il lettori di Qualenergia.it, dei ritardi, dei problemi e dei costi lievitati negli unici due reattori EPR in costruzione, quelli che Areva sta realizzando a Olkiluoto, in Finlandia e a Flamanville, in patria. Costi raddoppiati per il reattore finlandese, che ha verrà a costare oltre 6,7 milioni di dollari e già 9 mesi di ritardo sul cantiere di Flamanville, partito a dicembre 2007.

da QualEnergia

Il Solare sottile

Le tecnologie fotovoltaiche a film sottili offrono prospettive di sviluppo interessanti e si stima che potranno rappresentare almeno il 20% del mercato entro il 2010. Rimangono aperti tuttavia alcuni problemi tecnici. Un articolo di Michael Forst di Europressdienst pubblicato per la rivista QualEnergia.


La prima conferenza internazionale dell’Associazione europea dell’industria fotovoltaica (Epia) sulla tecnologia del film sottile (13 novembre 2008 a Monaco) ha visto la partecipazione di 350 esperti del settore. Senz’altro un notevole progresso rispetto al workshop organizzato nel 2005 che vide il coinvolgimento di sole quindici aziende.

Negli ultimi anni l’interesse verso il film sottile è aumentato notevolmente anche come conseguenza dell’aumento del prezzo del silicio e per la sempre attuale esigenza di ridurre i costi il più possibile al fine di raggiungere presto una reale competitività sul mercato. A oggi, sono circa 150 le aziende che lavorano nel mercato del film sottile e alcune fonti stimano in 220 le aziende attive nelle diverse fasi dello sviluppo produttivo.

Secondo Epia, sono circa 40 le aziende che hanno già lanciato la propria produzione e molte altre sono in procinto di farlo nel corso del 2009. Arnulf Jäger-Waldau dell’Istituto per le fonti di energia rinnovabile presso il Centro di ricerche (Jrc) della Commissione Europea stima che nel 2007 erano almeno cinque le aziende che avevano iniziato la propria fase di lancio mettendo sul mercato i primi moduli. Oggi, sono 12 o 13 le aziende che offrono soluzioni che includono anche questa tecnologia e sono 82 quelle che hanno annunciato il lancio o l’espansione delle proprie capacità di produzione. Secondo Jäger-Waldau, 40 di queste aziende sono localizzate in Europa, 27 in Cina, 12 a Taiwan, 19 negli Stati Uniti e 8 in Giappone. L’obiettivo della conferenza di Epia era di prendere in considerazione la domanda crescente per i prodotti fotovoltaici e, in particolare, per le tecnologie inerenti il film sottile, registrata sui mercati europei e statunitensi.


Il prossimo obiettivo di Epia è quello di offrire una piattaforma di discussione per l’industria del film sottile a livello globale, con cinque temi principali da affrontare:
1. mercato e sviluppo della produzione;
2. tecnologie;
3. componenti adeguati per i grandi impianti;
4. investimenti nel settore
5. misure per la sostenibilità.

Produzione in crescita

Quanto il settore voglia crescere velocemente è dimostrato dall’analisi effettuata da Epia: una capacità di produzione di film sottile di circa 4 GW risulta già programmata per la fine del 2010. Ciò significa che la quota di mercato di tale tecnologia rispetto alla nuova capacità installata potrebbe raggiungere il 20% nel 2010, pari a 1,12 GW sul totale di 5,6 GW. Attualmente, i moduli a film sottile sono presenti sul mercato fotovoltaico con una quota di circa il 10%. La stima di Epia potrebbe essere considerata anche conservativa: in un recente studio effettuato dalla banca svizzera Sarasin, si afferma che ci si potrebbe attendere un mercato a livello mondiale nel 2010 pari a 8,25 GW, di cui 1,65 GW da film sottile. Alcune aziende prevedono addirittura fino a 10 GW nel 2010 e 16 GW nel 2012, principalmente in Europa, Cina, Taiwan, Giappone e Stati Uniti.


Sono molti a enfatizzare il grande potenziale di riduzione dei costi. Oerlikon, un’industria svizzera di tecnologie per la produzione di film sottile, stima che i moduli micromorfici tandem (formati da due celle associate di cui una in silicio amorfo e l’altra in silicio microcristallino) raggiungeranno nel 2010 un costo di fabbricazione di 0,7 US$/watt (contro gli attuali 1,5 per la produzione di moduli al silicio amorfo).

Anche stime più conservative prevedono una sostanziale riduzione dei costi per il film sottile. Michael Powalla del “Zentrum für Sonnenenergie und Wasserstoff - Forschung” (ZSW) prevede che i costi di produzione per la tecnologia CIS scenderanno a 1,20 €/watt tra il 2008 e il 2013 (attualmente tale costo è oltre il doppio).

Mentre le tecnologie basate sul silicio si svilupperanno ancora di più, diventando meno costose grazie a tassi di produzione più elevati, questi moduli saranno appena in grado di tenere il passo con lo sviluppo dei film sottili. Secondo Erik Thorsen, l’amministratore delegato di Rec, un’azienda norvegese completamente integrata nelle varie fase di produzione dei moduli solari, punta a ridurre i costi di produzione per i moduli al silicio multi-cristallino del 50% e ad arrivare a un costo pari a circa 1,5 US$/watt entro il 2010.

Tuttavia, questi costi potrebbero rimanere ancora alti rispetto a quelli relativi a tecnologie come Cis o Cigs, le tipologie di film sottile al momento più costose. Winfried Hoffmann, Direttore del Gruppo Solar Business e membro del Consiglio di amministrazione del produttore Applied Materials (Usa), concorda che l’evoluzione delle diverse tecnologie sta progredendo velocemente e porterà a un taglio del 5-9% dei prezzi ogni anno e, contemporaneamente, a un aumento dell’efficienza energetica. Secondo Hoffmann, i principali vantaggi del film sottile risiedono nel basso costo per m2, nell’utilizzo della tecnologia Tft e nella creazione di moduli semitrasparenti e altamente flessibili. Il costo più basso per watt installato sarà raggiunto anche in concomitanza di un aumento dell’efficienza che potrebbe passare dall’8-12% di oggi al 10-15% nel 2010 e fino al 14-20% nel 2030. E’ opinione di Hoffmann che lo sviluppo del film sottile sia paragonabile all’evoluzione degli Lcd, ormai divenuti parte integrale delle tecnologie per le TV.


Bernhard Dimmler, amministratore delegato del Würth Elektronik Research GmbH, sussidiaria del Würth Solar GmbH & Co. KG, concorda sul fatto che il film sottile è diventato molto competitivo e detiene il più alto potenziale di riduzione dei costi tra tutte le tecnologie FV. Secondo la sua opinione, silicio amorfo e microcristallino, Tellururo di Cadmio (CdTe) e CIS - Cu(In,Ga)(Se,S) - sono i materiali con maggiore potenzialità di sviluppo. In particolare, spiega Dimmler, il CIS si caratterizza per un basso consumo di materia prima e di energia, ampia area di applicazione tecnologica, alto livello di automazione e alte rese in fase di applicazione. Questi evidenti vantaggi, continua Dimmler, fanno sperare che il film sottile riesca a coprire il 30% del mercato nel 2010, percentuale ben più alta rispetto alle capacità di produzione globale che la maggior parte degli esperti si aspetta. Riguardo i prezzi di vendita, Dimmler afferma: «Sono convinto che il film sottile potrà essere prodotto a un costo di fabbricazione totale inferiore a 1 €/watt e raggiungere un’efficienza del 14-16% entro il 2011/2012».

Il film sottile Vs silicio

Se tali aspettative si concretizzeranno, Arnulf Jäger-Waldau ritiene che la capacità produttiva del film sottile supererà i già alti tassi di crescita del FV: «Se il volume della produzione seguirà quanto pianificato, il film sottile ha la potenzialità di raggiungere l’obiettivo di costo di 1 €/watt entro la fine del decennio». Ma Jäger-Waldau ritiene anche che lo sviluppo del settore dipenderà molto dal sostegno pubblico: l’incertezza sui tempi per raggiungere gli incrementi delle capacità produttive e la disponibilità delle materie prime potrebbero rappresentare un freno all’espansione dei film sottili.
Come dichiara Benny Buller, Direttore della First Solar, leader nel mercato del film sottile, «è ambizioso pensare di mantenere questa posizione in futuro». Buller ritiene che First Solar raggiungerà la cosiddetta “grid parity”, ossia l’equivalenza tra il prezzo di acquisto dell’elettricità dalla rete e il costo di generazione dell’elettricità prodotta dall’impianto, grazie a un taglio dei costi del 50% entro il 2012 che consentirà di raggiungere per i propri sistemi un livello pari a 2,50 US$/watt (di conseguenza 0,08 US$ per kWh). Oggi il costo per i sistemi al silicio con un’efficienza del 13-14%, inclusi gli inverter (BOS) è di 3 US$/watt. I sistemi migliori della First Solar hanno un costo attuale di 3,25 € - moduli più inverter - con un’efficienza del 9%. I miglioramenti nell’efficienza nella tecnologia CdTe permetterà ulteriori riduzioni. Quando si parla del miglioramento di circa il 50% del rapporto US$/watt, lo si intende per il sistema complessivo, sia per i moduli, sia per gli inverter e, comunque, ci si aspetta un contemporaneo aumento dell’efficienza che dovrebbe andare oltre il 12%.

L’azienda prevede un aumento generale della produttività del 3% all’anno. Lo sviluppo a lungo termine di altre tecnologie a film sottile dipenderà dalla vendita dei moduli nei prossimi mesi. L’esperienza derivante dai moduli standard al silicio suggerisce che, a parte alcune eccezioni, questi moduli risultano affidabili per produrre elettricità per più di 20 anni. Per i moduli a film sottile, tuttavia, ci sono ancora pochi dati sul ciclo di vita. Alcune delle tipologie correntemente utilizzate devono ancora dimostrare la loro affidabilità nel tempo.

Garanzia di qualità

Tony Sample dell’Istituto per l’energia del Centro di ricerche (Jrc) della Commissione Europea ci chiarisce le procedure del test applicate dal Jrc per il settore del film sottile. Le qualifiche IEC 61646 e EN 61646 che indicano le diverse procedure del test per l’usura dei materiali sintetici nei moduli FV in base a diversi fattori temporali stabiliscono, per Sample, i requisiti necessari da adottare per il film sottile. I test tengono conto, in particolare, dell’usura dovuta all’esposizione solare, inclusa la radiazione UV, ai fattori climatici, come freddo, caldo e umidità, e a impatti meccanici, come quelli dovuti a grandine, vento, neve. Il test viene superato se non si presentano visibili danneggiamenti o perdita di efficienza.

Il certificato corrispondente alla IEC 61646 nel corso degli anni è diventato uno standard ampiamente accettato per i moduli FV cristallini e viene richiesto ormai dai principali programmi di finanziamento a livello nazionale e internazionale.

L’aggiornamento effettuato nel 2008 alla IEC 61646 ha comportato importanti modifiche come ad esempio l’introduzione del test per gli stress termici per i diodi di bypass, l’eliminazione del test di torsione e una modifica del test di carico meccanico a tre cicli. È stato inoltre eliminato il metodo di immersione dei lati del modulo - con applicata una tensione di 500 V - dal test per verificare le correnti di perdita quando il modulo è bagnato, rendendo i criteri di successo-insuccesso dei test per l’isolamento e le perdite da bagnato dipendenti dall’area del modulo. Questa revisione rende la certificazione applicabile per tutte le tecnologie a film sottile. Tuttavia, per calibrare la potenza del modulo alla fine della sequenza del test si impone anche una maggiore attenzione da parte dei laboratori che effettuano il test in rapporto alla precedente determinazione della potenza relativa.

«Lo standard non tiene in considerazione il comportamento a seguito di breve immersione di alcune tecnologie – in particolare il CIGS -, quindi potrebbe essere necessario effettuare alcuni test preliminari sulla stabilità della potenza dei moduli prima di procedere con la sequenza dei test previsti dalla seconda versione della IEC 61646» afferma Sample.
Dato che lo standard si basa sulla IEC 61215, non risulta chiaro se i fattori di accelerazione per l’invecchiamento delle apparecchiature al silicio cristallino possano essere applicati anche per i materiali a film sottile.

Quale sarà la tecnologia sul film sottile che verrà maggiormente utilizzata in futuro è uno dei temi in discussione tra gli esperti, conferma Roland Scheer, esperto sul solare all’Istituto Hahn-Meitner (HMI) di Berlino. «Alla fine - afferma Scheer - i prezzi decideranno tra le diverse tecnologie applicate oggi e nessuna presenta al momento limitazioni in termini di economia di scala».

Paula Mints, esperta di ricerche di mercato presso l’azienda statunitense Navigant, ha dichiarato: «il silicio amorfo ha l’efficienza più bassa, ma è la tecnologia che risulterà più attraente per alcuni clienti». L’efficienza è in media tra il 6,5 e il 7% e i costi intorno ai 2 US$/wattp. La maggior parte dei produttori che utilizzano silicio amorfo (a-Si) puntano sui moduli micromorfici tandem. Il Tellururo di Cadmio (CdTe), secondo la Mints, raggiunge invece i costi di fabbricazione più bassi (<1,75 US$/wattp), risulta più maneggiabile e detiene un’efficienza inferiore al 10% (in media tra il 7 e l’8,5%). In passato, la presenza del cadmio rendeva problematica la commercializzazione di questo prodotto. L’esplosione del mercato in Germania e la forte azione commerciale da parte di First Solar hanno permesso al CdTe di guadagnare fiducia e vendite elevate.
Problematiche ancora da risolvere riguardano anche la stabilità del contatto presente sul retro della cella e il controllo di uniformità su vaste aree. Secondo la Mints, il Diseleniuro di indio rame (CIS) e il Diseleniuro di indio rame gallio (Cigs) detengono il potenziale più alto in termini di efficienza.
L’azienda tedesca Wurth Solar ha raggiunto una discreta produzione seguendo diversi percorsi di ricerca tecnologica.

Con un’efficienza media del 9% questa tecnologia rimane però molto complessa per i produttori. Restano da affrontare problematiche come la standardizzazione dei componenti per lo sviluppo dello strato assorbente Cigs, la prevenzione dell’umidità per i moduli flessibili e l’uniformità della struttura cristallina.
Il mercato delle tecnologie a film sottile rimane interessante e negli anni le aspettative sono cresciute sempre di più, anche se lo sviluppo si è dimostrato lento. Ora la corsa sembra però essere ripartita con vigore.

Michael Forst (Europressdienst, Bonn)
Articolo pubblicato sulla rivista bimestrale QualEnergia, n.1/2009

postato da: Dilia61 alle ore 10:13 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: solare, social prosumer, abitare sostenibile
martedì, 17 marzo 2009

Vento e onde, due fonti un solo impianto

Eolico Sfruttare moto ondoso e vento in un colpo solo, grazie ad un sistema applicabile alle pale eoliche off-shore. L'invenzione di un'azienda scozzese promette di rendere più convenienti gli impianti in mare aperto.

Eolico off-shore ed energia dalle maree in un impianto unico: produrre più energia ammortizzando così i costi di installazione, particolarmente onerosi sia per l’eolico in mare aperto che per gli impianti che sfruttano le onde. L’idea, semplice ma molto promettente, è venuta ad un’azienda scozzese.

Wave Treader questo il nome dell’invenzione di Green Ocean Energy Ltd è una macchina (vedi immagine) che si applica alla base dei pilastri delle pale eoliche marine capace di convertire in elettricità l’energia delle onde. Le due braccia dell'apparecchio si alzano e si abbassano seguendo il moto ondoso, e, tramite un sistema idraulico, fanno girare delle turbine producendo elettricità che viene convogliata negli stessi cavi di quella della pala eolica. In pratica si sfruttano le fondamenta e il cablaggio dell’impianto eolico che ospita il Wave Treader, con ovvio vantaggio economico. La macchina secondo l’azienda avrà una durata garantita di 25 anni.

Un prototipo da 500 kW sarà operativo entro il 2010, la commercializzazione dovrebbe avvenire nel 2011. Sistema particolarmente adatto ai campi eolici situati molto al largo, in zone in cui il moto ondoso è sostenuto, il Wave Treader si potrà applicare anche a turbine già impiantate. Ancora una volta vediamo come le innovazioni più interessanti nel campo delle rinnovabili siano quelle che riescono ad aumentare l’efficienza delle tecnologie esistenti, riducendo i costi, spesso con soluzioni relativamente semplici.

da QualEnergia


postato da: Dilia61 alle ore 11:08 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: tocchiamoli, social prosumer, abitare sostenibile
domenica, 15 marzo 2009

Scoperta la batteria al litio che si ricarica in pochi secondi


I ricercatori del Massachussets Institute of Techonology (MIT) hanno scoperto un nuovo materiale per le batterie al litio, che sono  quelle attualmente  utilizzate nei telefoni cellulari ed in tanti altri tipi di apparecchiature tecnologiche come i lettori Mp3, registratori, Gps ecc.

La spiegazione scientifica è abbastanza complessa, ma il risultato è che con questa composizione di materiali, utilizzando sempre il litio come materiale di base, sarà possibile caricare ( e scaricare) le batterie in pochi secondi, anziché impiegare alcune ore.   Oltre a questo, come è riportato nell’articolo del MIT, le batterie potranno essere più piccole e più leggere, a parità di capacità.

Questa velocità è attribuita ad un materiale che, combinato al litio, permette un trasferimento della corrente estremamente più rapido.


postato da: Dilia61 alle ore 11:09 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, buone notizie, abitare sostenibile
sabato, 14 marzo 2009

Svezia, arriva la casa «low cost». Modello Ikea per l'edilizia

Modello Ikea applicato all’edilizia.
A
rriva anche in questo caso dalla Svezia ed è la casa «low cost». A presentarla durante il «Mipim», il salone immobiliare di Cannes, è la «Next house», giovane azienda fondata nel 2007 da Thomas Martensson con sede a Stoccolma.

Si tratta di una villetta prefabbricata, ma con finiture di pregio, a 800 euro al metro quadro. Un prezzo ancora più basso se si considera che all'interno l'acquirente troverà già cucina arredata, bagno e i principali arredi.

«Next house» ha già lanciato il progetto con successo in Svezia, Norvegia, Russia e Messico, ma guarda con interesse a partner locali anche per l'Italia. «Volevamo dimostrare - spiega a Radiocor Thomas Martensson - che costruire una bella casa, di qualità non costa di più che costruirne una brutta».

La casa low cost di «Next house» non intende essere un classico prefabbricato, ma un appartamento con elevati standard qualitativi rivolta ai giovani che hanno bisogno di soluzioni semplici ed economiche. «In dieci anni - spiega Martensson - l'interesse per l'architettura è cresciuto moltissimo, ma sono molto poche le persone che hanno i soldi per andare ad abitare in alloggi di alto livello».

L'idea è quella di ribaltare il concetto dell'unicità del progetto immobiliare per produrre e riprodurre la stessa casa infinite volte in modo da abbassare i costi con le economie di scala. «Se Renzo Piano - esemplifica Martensson - deve pensare una nuova abitazione ovviamente il costo è elevato, ma se quello stesso modello fosse replicabile per centinaia di case allora anche quel costo diventerebbe più accessibile».

«Next house» ha ideato una ventina di modelli, si va dal piccolo monolocale di 15 mq, che, fra l'altro, in Svezia non necessità di autorizzazioni urbanistiche, che costa 10mila euro, alla grande villa da 400 mq da 350mila euro. A questi valori si deve aggiungere l'iva, il costo di trasporto e costruzione.

Essendo strutture disposte su uno o due piani sembrano poco adatte alle grandi città, tuttavia «uno dei nostri progetti più importanti partito la scorsa estate è situato nel centro di Mosca», continua.

Il progetto è ancora agli inizi. Per il momento sono state vendute appena 200 case, tuttavia nel 2008 la crescita dell'attività è stata del 3.780 per cento rispetto all'anno del debutto. «Oltre a Svezia, Norvegia, Russia e Messico dove abbiamo già iniziato la commercializzazione, stiamo trattando l'ingresso in altri 4-5 paesi e saremmo interessati anche all'Italia».

Per il momento, però, i consumatori italiani dovranno attendere: «Di per sé già oggi possiamo consegnare una casa in Italia se qualcuno la richiede, ma preferiamo sempre appoggiarci a partner locali per garantire la qualità di costruzione e per non far pesare troppo i costi di trasporto».

di Alessia Grossi - Unita'


postato da: Dilia61 alle ore 19:43 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, social prosumer, abitare sostenibile
martedì, 03 marzo 2009

L'Europa promuove un Forum per consumatori ''sostenibili''

Un Forum cui parteciperanno produttori, consumatori e organizzazioni in difesa dell'ambiente con l'obiettivo di ridurre l'impatto sull'ambiente del settore del commercio al dettaglio e della distribuzione dei beni, promuovendo i prodotti piu' sostenibili e informando i consumatori sulle possibilita' di fare acquisti ecologici.

Verra' presentato domani dal Commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas e dal Commissario Ue alla tutela dei consumatori Meglena Kuneva. Il Forum servira' ai consumatori per scambiarsi informazioni sulle buone pratiche, ma anche ai dettaglianti che potranno proporre le loro azioni per un consumo sostenibile.

da TutttoConsumatori


postato da: Dilia61 alle ore 14:05 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, social prosumer, abitare sostenibile
mercoledì, 25 febbraio 2009

Influenza, addio ai termometri al mercurio

Sono tra gli oggetti più familiari in ogni casa, sempre sul comodino quando si ha la febbre, ma hanno i giorni contati.

Dal 3 aprile prossimo i termometri al mercurio saranno messi al bando. Da tale data entra in vigore infatti il decreto ministeriale del 30 luglio 2008, emanato in attuazione di una Direttiva CE per evitare che i termometri finiscano tra i rifiuti e così pure il mercurio, che danneggia l'ambiente e, a lungo termine, la salute umana. Le alternative sono ancora in fieri: è già sul mercato ad esempio un termometro in vetro che contiene all'interno del capillare una lega di Gallio, Indio e Stagno chiamata 'Galinstan', in grado di misurare la temperatura in tre minuti ma non tossico per l'ambiente.

"Comunque -ricorda Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori- le famiglie non dovranno buttare i termometri al mercurio che hanno in casa, poichè la norma riguarda soltanto quelli che saranno fabbricati. Anzi, sono esclusi dalla disposizione tutti gli oggetti contenenti mercurio che risalgono a più di 50 anni fa. La norma non si applica neanche ai barometri a mercurio fino al 3 ottobre 2009. Entro questa data, la Commissione europea esamina la disponibilità di alternative affidabili e più sicure che siano tecnicamente ed economicamente realizzabili per gli sfigmomanometri e le altre apparecchiature di misura contenenti mercurio utilizzate nel settore sanitario e per altri usi industriali e professionali".


postato da: Dilia61 alle ore 08:15 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, abitare sostenibile, salute - rimedi naturali
sabato, 14 febbraio 2009

Crotone: al via "mille tetti fotovoltaici"

che sia da esempio alle altre ammnistrazioni!


La giunta provinciale, riunitasi questa mattina, ha approvato una serie di delibere tra le quali il progetto denominato “1.000 tetti fotovoltaici nella provincia di Crotone”, elaborato dalla società PIER S.c. a r.l. (Polo Innovazione Energie Rinnovabili).


Si tratta di un progetto, redatto gratuitamente dal Pier, che prevede l’installazione gratuita per le famiglie che ne faranno richiesta, di tetti fotovoltaici.


L’approvazione dell’importante progetto, approvato nella giornata odierna dalla giunta provinciale, rientra nelle politiche ambientali che l’amministrazione Iritale sta mettendo in campo sin dal suo insediamento. “Le fonti rinnovabili rappresentano, secondo l’Unione Europea, - è scritto nella considerazioni della delibera di giunta - una componente sempre più decisiva all’interno del mix energetico. Oltre a rappresentare un valido aiuto per il controllo delle emissioni in atmosfera, le fonti rinnovabili mostrano un interessante potenziale di sviluppo economico. Il progetto proposto raggiunge lo scopo di minimizzare l’onere dell’investimento iniziale a carico dei soggetti pubblici e privati, che intendono dotarsi di tali impianti, nonché delle spese amministrative e di quelle di manutenzione, individuando, nel contempo, le funzioni di garanzia e di risoluzione delle problematiche che dovessero presentarsi. La realizzazione di tale progetto consentirà, a regime, di ridurre considerevolmente la spesa energetica delle famiglie, anche nell’ipotesi di un aumento dei consumi elettrici e del costo delle fonti primarie. Più in generale la realizzazione di tale progetto consentirà una consistente riduzione delle emissioni di CO2, con evidenti vantaggi a favore dell’ambiente, ed una riduzione dell’impronta ecologica del territorio provinciale”.


Nei prossimi giorni la Provincia di Crotone fornirà ulteriori notizie sul progetto che porterà il territorio ad una minore emissione nocive per l’ambiente oltre che un notevole risparmio economico per le famiglie ed una produzione di energia pulita.

da Strill.it


venerdì, 13 febbraio 2009

Il motore che va ad aria

Roma - In comune hanno la capacità di far risparmiare carburante e il fatto che sfruttino il normale funzionamento dell'auto in movimento per svolgere il loro compito. Una delle due invenzioni viene dalla Svizzera, precisamente da Zurigo, l'altra dal MIT (quindi dagli USA): la prima sembra già destinata a finire al più presto nelle vetture civili, la seconda invece potrebbe fare il suo debutto sui campi di battaglia di mezzo mondo tra pochi mesi.

Le invenzioni del team di ricercatori dello Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo e di un team di ex-studenti del Massachusetts Institute of Technology hanno in comune anche l'idea di sfruttare componenti già a bordo del veicolo per funzionare: nel primo caso si tratta dei pistoni, perennemente in movimento e in grado dunque di spostare una buona massa d'aria migliaia di volte al minuto. Nel secondo, invece, si tratta delle sospensioni.

Il professore elvetico Lino Guzzella, che guida il team europeo di ricerca, sta lavorando ad un motore ibrido di nuova concezione: in luogo di un motore elettrico da affiancare a quello tradizionale, il ricercatore ha preferito sfruttare una più semplice bombola dove accumulare aria sotto pressione. Ad ogni movimento in su e in giù dei pistoni, come accade in tutte le macchine, il sistema sfrutta la compressione e la decompressione nel cilindro per riempire la bombola.
In questo modo, una certa quantità di energia viene immagazzinata sotto forma di un gas: quando questa energia serve, vale a dire quando il veicolo si muove, il gas può venire liberato all'interno della camera di scoppio proprio come in un motore turbo. L'iperventilazione garantisce la detonazione di un maggiore quantitativo di carburante (in questo caso gasolio), e quindi prestazioni migliori con percorrenze maggiori. Al momento il risparmio è stimato attorno al 32 per cento rispetto ad un motore tradizionale.

Per consentire al tutto di funzionare non occorre neppure dotare l'auto di un motore di grossa cilindrata: il progetto attuale ha una cubatura di appena 750cc, ma secondo il professor Guzzella è quanto basta per garantire una velocità di crociera adeguata - ovviamente sostenuta dall'iperalimentazione dell'aria compressa. Al momento non esiste ancora un prototipo del nuovo motore, che dovrebbe costare una frazione di quanto oggi costi produrre un ibrido "tradizionale", ma i ricercatori annunciano novità entro aprile.

Più concreta invece la vicenda di GenShock, un nuovo tipo di ammortizzatore studiato e realizzato da un gruppo di studenti del MIT. Preso in esame il funzionamento del veicolo, e appurato che i sistemi di recupero di energia dalla frenata sono già abbastanza efficienti, il gruppo si è messo alla ricerca di un altro elemento potenzialmente in grado di fornire un buon ritorno d'energia: una ricerca che li ha portati dritti dritti alle sospensioni.

GenShock altro non è che un cilindro con pistone pieno di liquido, che ogni qual volta viene compresso (ad esempio se si finisce in una buca) fluisce attraverso un tubicino all'interno del quale si trova una piccola turbina. Il fluido scorre, le pale si muovono, l'energia prodotta viene immagazzinata o utilizzata per sopperire all'alternatore o persino ad altri sistemi di bordo (ad esempio il condizionatore). In questo caso il risparmio di carburante si aggira attorno al 10 per cento, quindi inferiore al caso precedente, ma la prospettiva di utilizzare nella realtà questa invenzione in tempi brevi è decisamente più concreta.

I ragazzi, che nel frattempo hanno racimolato capitali e fondato una società, hanno infatti fissato l'estate come il termine per lo sviluppo della versione definitiva di GenShock. Alcuni prototipi sono già stati montati su un Humvee della Hummer - messo a disposizione dal produttore, molto interessato a sfruttare questa tecnologia - e potrebbero costituire il fiore all'occhiello delle prossime forniture di autoveicoli dell'esercito a stelle e strisce. Risparmiare carburante garantirebbe a qualsiasi forza armata di viaggiare più leggera, più rapida e più a lungo del nemico.

Luca Annunziata - Punto Informatico

postato da: Dilia61 alle ore 08:23 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: energia, consumi, abitare sostenibile
giovedì, 12 febbraio 2009

Clima/ Google mette a punto contatore energia online su consumi

PowerMeter permetterà a utenti monitoraggio consumo casalingo

 (Apcom-Nuova Energia) - Un servizio consultabile online, chiamato PowerMeter, che permetterà agli utenti il monitoraggio del consumo energetico casalingo. Al momento il servizio è in fase di prova, ma il gigante della rete si è già messo alla ricerca di partner industriali e gestori del settore. Non è escluso che, il nuovo servizio possa essere indirizzato direttamente agli utenti finali.

PowerMeter elaborerà informazioni sul consumo casalingo, prese da un "misuratore intelligente", mostrandole agli utenti sulla home page di iGoogle. Il nuovo servizio di Google sarà 'free' e disponibile direttamente in rete. Questo rischia di mettere in difficoltà i produttori dei tradizionali misuratori energetici.

Ecco come, il colosso del web descrive e presenta PowerMeter sul suo blog ufficiale: "informazioni in tempo reale sul consumo energetico aiutano le persone a fare le scelte giuste, riducendo così la bolletta e il consumo dell'energia. Gli studi dimostrano che, se in possesso di informazioni dettagliate, gli utenti abbattono i costi energetici del 5-15%. È quindi un diritto dei consumatori".

http://www.google.org/powermeter/


postato da: Dilia61 alle ore 12:43 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: energia, consumi, abitare sostenibile
martedì, 10 febbraio 2009

PERCHÉ ASPETTARE ANCORA TRE ANNI, PER RISPARMIARE ENERGIA E INQUINARE DI MENO?

Dal 2012 bandite dall'Europa le lampadine a bassa efficienza energetica.

Il sito web ARPAKIDS dell'ARPA Sicilia, pubblica periodicamente notizie inusuali sull'ambiente, la natura, gli animali, corredate da spunti e suggerimenti didattici: divulghiamo oggi la notizia e lo spunto di ricerca della settimana.

Chi ha inventato quel bulbo di vetro, con dentro un filamento che diventa incandescente ed emette luce? Provate a fare questa domanda: la risposta sarà, quasi sempre, Edison. I più colti diranno anche il nome completo: Thomas Alva, e forse anche la data, 1879. In realtà, a inventare questa sorgente di luce, che da 131 anni ci accompagna in mille modi e forme diverse, è stato un orologiaio tedesco emigrato in America: Heinrich Goebel, nel 1854. Non se ne accorse quasi nessuno, così che, qualche anno dopo, nel 1860, un altro inventore, Joseph Swan, ebbe maggior fortuna. Edison entrerà in scena ancora più tardi: diventò socio di Swan e insieme lavorarono al perfezionamento della "primordiale" lampadina, presentata pubblicamente nel 1879. Edison acquistò poi i diritti dell'invenzione di Goebel, finalmente riconosciuti dopo la sua morte. Nessuno di questi tre personaggi, se fosse ancora vivo, però si dispiacerebbe di quanto sta per accadere alla loro invenzione. Alla… luce (è proprio il caso di dirlo) di quanto succede oggi nel mondo in materia di energia, di incremento dei consumi, uso di combustibili fossili, inquinamento atmosferico e dei cambiamenti climatici, alla "vecchia" lampadina non potrà più essere richiesto soltanto di illuminare, ma per continuare a farlo dovrà consumare sempre meno energia. In questa direzione vanno, infatti, le decisioni prese dall'Unione Europea alla fine del 2008 (e anche dal nostro Paese): tutte le lampade dovranno essere almeno di classe "C", escludendo di fatto dal mercato tutte quelle ad incandescenza, che sono di classe superiore. La normativa europea sarà però implementata gradualmente: da Settembre 2009 dovranno essere almeno di classe "C" le lampade da 100 Watt o più, mentre tutte le altre dovranno essere almeno di classe "E".

In seguito, entro Settembre 2012, anche tutte le lampade di potenza minore di 100 Watt dovranno rientrare (almeno) nella classe "C". Faranno eccezione le lampade dei frigoriferi e dei forni. Questa decisione, che dovrebbe sembrare "ovvia", però non ha mancato di suscitare polemiche, sia "pro", sia "contro". Le polemiche dei "pro" (l'Associazione Greenpeace in testa) s'incentrano sul fatto che l'uso di lampade ad alta efficienza e basso consumo non solo si traduce in minori costi della "bolletta" (è calcolata una media di cinquanta Euro l'anno in meno), ma anche in una riduzione di oltre quindici milioni di tonnellate di emissioni di CO2 l'anno. La decisione è quindi considerata troppo "timida": per incidere di più sugli scenari che intende affrontare, i tempi di applicazione avrebbero dovuto essere accorciati, portandoli, al più tardi, alla fine del 2010.

Sull'altro fronte, i produttori delle "vecchie" lampade a incandescenza lamentano che la conversione a lampade alogene, o a "LED", delle fabbriche europee non sarà in grado di reggere la concorrenza della Cina, dove è concentrato il maggior numero di industrie di questo tipo e che questa scelta potrà causare la perdita di più di temila posti di lavoro nel vecchio continente. A questa osservazione, i "pro" ribattono con tre domande: come mai i cinesi (che ad oggi non sono certo un modello di produzione ecologica) ci hanno pensato prima? Non si dimostra che l'innovazione, la ricerca e le produzioni industriali per una maggiore compatibilità ambientale dello sviluppo creano posti di lavoro? E noi, cosa aspettiamo a innovare? In attesa di trovare le risposte e per evitare che, come sempre, a farne le spese sia il nostro Pianeta, forse sarebbe il caso di cominciare subito a cambiare tutte le nostre lampadine. Abbiamo la presunzione di credere che Edison e soci sarebbero senz'altro d'accordo.

Parks-it


postato da: Dilia61 alle ore 10:38 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: politica, economia, energia, consumi, abitare sostenibile
giovedì, 05 febbraio 2009

Fotovoltaico ed eolico prendono quota

Roma - Suscitano molto interesse due progetti, intrapresi rispettivamente da un'azienda statunitense e da una startup formata da ricercatori finlandesi e australiani, volti a creare pannelli fotovoltaici più economici. Il tutto senza influire sul risultato prodotto: stando ai protagonisti della ricerca, i nuovi metodi fornirebbero un risultato identico a quello ottenuto dei comuni pannelli fotovoltaici.

Il primo progetto, nato dalla collaborazione tra l'Australian National University,
Spark Solar Australia e l'azienda finlandese Braggone Oy, ha come obbiettivo quello di creare un componente fluido da spruzzare sui pannelli. Il progetto, che avrà durata triennale, dovrebbe consentire di "spruzzare un film di idrogeno ed uno di materiale non riflettente su un nastro trasportatore" si legge in una dichiarazione rilasciata da Spark Solar. Il procedimento, sul quale non è dato al momento sapere altro, servirà a rimpiazzare le attuali tecniche di fabbricazione delle celle fotovoltaiche, giudicate troppo costose.

Secondo i ricercatori della joint venture il nuovo dispositivo potrà ridurre i costi complessivi di un'intera fabbrica di medie dimensioni di circa 2,5 milioni di euro. Il tutto sarà possibile senza alcuna perdita a livello qualitativo: "Le celle saranno della stessa qualità di quelle tradizionali, ma molto più economiche"
dichiara il dottor Keith McIntosh della Australian National University.

Ugualmente ambizioso è il progetto della Advanced Green Technologies, società statunitense il cui vanto sono dei pannelli fotovoltaici molto più sottili e molto più performanti dello standard in commercio: secondo l'azienda, i suoi pannelli continuerebbero a produrre energia anche nei giorni in cui il cielo è coperto. Tutto questo, grazie all'utilizzo di laminati molto leggeri incapsulati in moduli composti da un polimero trasparente. Il prodotto è ideato soprattutto per le zone il cui clima non è sempre clemente: "Se è vero che in zone assolate tutto l'anno come il sud della California il nostro pannello non può competere con quello di vetro, è anche vero che in zone in cui il clima non è così mite, su base annuale, la nostra invenzione rende di più" dichiara Gene Okun, dirigente dell'azienda.

Ma non è solo sul fotovoltaico che sono puntate le aspettative dei ricercatori: anche il settore eolico continua ad avanzare, facendo sempre più breccia nei sistemi di produzione energetica. Con esso avanzano anche gli Stati Uniti: di queste settimane la notizia che vede gli USA sorpassare per produzione di energia eolica la Germania, staccandola di un gigawatt.

Il
sorpasso, avvenuto durante lo scorso anno, vede gli USA come il maggior produttore di energia eolica a livello mondiale, con 25GW complessivi rispetto ai 24GW prodotti in Germania. I nuovi impianti hanno aggiunto una capacità di ben 8,4GW alla rete preesistente, destinata ad essere ulteriormente ampliata dall'intervento della commissione Finanza del Senato che ha di recente annunciato di voler applicare detrazioni fiscali pari a 31 miliardi di dollari da investire sulle energie pulite.

Vincenzo Gentile - PuntoInformatico.it


sabato, 31 gennaio 2009

Efficienza e rinnovabili, al via trenta progetti innovativi

Cella fotovoltaica Industria 2015 ha scelto 30 progetti innovativi per le aree tecnologiche efficienza energetica e fonti rinnovabili. Coinvolte 234 imprese e 160 enti di ricerca. Investimenti per oltre 500 milioni di euro.

Ricerca, innovazione, ricaduta industriale e occupazione queste sono le parole chiave del bando Efficienza energetica di “Industria 2015” che si era chiuso lo scorso 15 settembre e che lunedì 19 gennaio ha definito ufficialmente i 30 progetti ammessi sugli 86 presentati.
Da un’analisi per grande linee si può notare che i progetti innovativi approvati sono così suddivisi (vedi elenco più dettagliato in allegato):

  • 8 riguardano la bionergia e la produzione di energia da rifiuti
  • 5 il fotovoltaico
  • 2 il solare termico e termodinamico
  • 2 l’eolico
  • 3 la microcogenerazione ad alta efficienza e la generazione distribuita
  • 3 gli elettrodomestici ad elevata efficienza energetica
  • 2 le celle a combustibile e idrogeno
  • 2 i materiali per l’edilizia e la bioarchiettura
  • 1 le tecnologie avanzate per l’illuminazione
  • 2 i motori elettrici efficienti e processi industriali

Questi sono dunque i 30 progetti di ricerca e innovazione ammessi ai 200 milioni di incentivi del secondo bando di Industria 2015, con il coinvolgimento di 234 imprese, 160 enti di ricerca. Insieme attiveranno circa 500 milioni di investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui oltre il 20% sarà realizzato nel Mezzogiorno.
Ogni progetto avrà diritto ad una quota di contributo pubblico pari al 35% dell’investimento previsto che oscilla dai circa 11 milioni ad un massimo di 27 milioni di euro per progetto.

Il 54% delle imprese interessate sono piccole e medie imprese, ma nel ruolo di capofila ci sono anche grandi industrie come Riello, Indesit, Enel, Telecom, Merloni Termosanitari, Beghelli, Whirpool. Presente anche la Fiat con il suo Centro di Ricerche.
Ciascun progetto di efficienza energetica o di fonti rinnovabili ammesso al finanziamento è proposto da partenariati qualificati, che puntano alla realizzazione di nuovi prodotti o servizi in grado di determinare positive ricadute industriali.
I progetti sono distribuiti in aree tecnologiche con alto potenziale innovativo come ad esempio il fotovoltaico e la bioenergia (almeno il 65% degli investimenti previsti e il 56% delle imprese proponenti) e in aree con alto potenziale applicativo (circa il 35%) come l’eolico, i materiali ad alta efficienza per l'edilizia o i sistemi e sottosistemi ad elevata efficienza per usi finali.

Il programma Industria 2015, lanciato con la finanziaria 2007 dal Governo Prodi e dal dicastero dello Sviluppo Economico di Bersani (il bando Efficienza era coordinato da Pasquale Pistorio) è nato con la caratteristica che i progetti debbano essere presentati da consorzi costituiti tra centri di ricerca pubblici e imprese, devono avere un notevole grado di novità e innovazione, una forte e certa ricaduta industriale, essere valutati da una agenzia esterna che si avvalga di valutatori indipendenti e, infine, essere monitorati. Iniziative di questo tipo sono strategiche per accrescere la competitività nazionale su mercati in espansione come quelli dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. E’ sperabile quindi che il Governo Berlusconi e il Ministro Scajola in particolare, ripropongano al più presto un nuovo bando su questa area tecnologica.

da QualEnergia.it