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sabato, 20 settembre 2008

Ammazzateci tutti rischia di chiudere

ammazzateci_tuttifacciamo girare quest'appello, affinchè possano continuare la loro battaglia impari


"Ammazzatecitutti" rischia di chiudere entro un mese
di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti

LETTERA APERTA A CHI CI VUOLE BENE

Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere “incellophanata” dall'omertà e, soprattutto, dalla paura.

Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco - le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto.

Pensate, invece, come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci uno o più “Mecenate”, anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici (apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget, pianificazione di campagne pubblicitarie, ecc..).

Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere, anche indicandoli con nome e cognome, a nostro rischio e pericolo, facendo ogni giorno la nostra parte anche se rimanevamo e rimaniamo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro “esercito” diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per riuscire a sopravvivere e sostenere anche l'azione di magistrati ed uomini delle forze dell'ordine coraggiosi che si trovano finanche nella situazione di dover pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure.

Adesso bisogna ragionare seriamente sul ruolo e l'incisività che Ammazzateci Tutti può rappresentare in Italia oggi e domani, se e quanto valga la pena continuare.E lo facciamo iniziando a fare i cosiddetti “conti”: se in termini di consenso e sensibilizzazione il bilancio è in segno positivo ed in netta ascesa costante (partendo dalla Calabria oggi siamo in più di 8.000 ragazzi e ragazze in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, al Lazio, al Veneto, alla Puglia, al Piemonte, alla Campania), non possiamo dire altrettanto in termini di spese vive sostenute per mantenere aperta la baracca.

L'idea di portare sul web e nei territori le nostre rivendicazioni, la nostra voglia di gridare al mondo intero che l'Italia non è solo mafia, che non è colpa nostra se emergono sempre e solo i nostri peggiori concittadini, ci hanno portato a scommettere (e rischiare) sulla nostra stessa pelle il prezzo dell'impegno che ci siamo assunti tre anni fa di fronte a tutti gli italiani onesti.

E come se non bastassero le querele, le preoccupazioni, le intimidazioni implicite ed esplicite alle quali siamo ormai abituati, adesso ci troviamo nella situazione in cui - lo diciamo chiaramente - non possiamo più permetterci il “lusso” di continuare con le nostre attività sui territori e quelle telematiche.

Partiamo dal nostro sito internet, generosamente ospitato gratuitamente sin dalla nascita su un piccolo server di una azienda calabrese alla quale abbiamo procurato, con la nostra presenza, solo e soltanto danni e preoccupazioni.

Ci hanno defacciato il sito per decine di volte, siamo stati vittime di ben 5 attacchi informatici, dei quali due violentissimi (che hanno costretto l'azienda a buttare il server ed acquistarne uno nuovo) ed ora, proprio ieri, veniamo a sapere che, sempre a causa nostra, alcuni pirati informatici sono riusciti a violare nuovamente il server trasformandolo questa volta in uno “zombie” (così si definisce in gergo tecnico) atto a frodare migliaia di persone in tutto il mondo mediante phishing su conti bancari esteri. Per capire meglio la gravità della situazione basti pensare che siamo stati contattati direttamente dai responsabili della sicurezza informatica di due importanti istituti bancari in Australia ed in Belgio, i quali hanno anche tenuto ad informarci delle responsabilità penali di fronte alla legge nostre e dell'azienda che ci ospita.

Quantificare ora il danno economico e quello eventualmente penale, ci porta inevitabilmente a stabilire che la nostra esistenza dovrà essere indipendente da ogni preoccupazione futura e, quindi, essere disposti anche a trarne le estreme conseguenze: partendo dalla chiusura di Ammazzatecitutti.org e degli spazi di comunicazione ad esso collegati (forum, ecc..).

A questi conti che non tornano dobbiamo aggiungere diverse migliaia di euro di debiti contratti (anche personalmente) nell'organizzazione delle nostre iniziative (sostenute solo parzialmente dalle poche Istituzioni alle quali ci siamo rivolti).Senza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie.

Per questo ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi un piccolo grande gesto di solidarietà; diventate nostri "azionisti", almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia.

Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine.

Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario dell'omicidio Fortugno e quindi della nostra “nascita”. Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.

Dobbiamo dimostrarci persone serie, soprattutto con chi ci guarda da sempre con ammirazione, stima ed aspettative che non meritiamo, perché, come dice spesso Monsignor Giancarlo Bregantini, "non basta sperare, bisogna saper organizzare la speranza" ed evidentemente noi abbiamo fallito, non riuscendo ad organizzare degnamente le speranze di tutti noi, di tutti voi.

Aldo Pecora
Rosanna Scopelliti
Coordinamento nazionale "Ammazzateci Tutti"

Informazioni per sostenere "Ammazzatteci Tutti" su:
www.ammazzatecitutti.org

sabato, 12 aprile 2008

Appello

Ho deciso di dare una mano a BreaktheMafia e a Tocchiamoli (un gruppo di acquisto solidale, molto speciale, che sta per partire.
Mi trovo quindi nell'impossibilità di seguire tutti e 5 i blog... Quindi tengo il  mio e mi dedico a queste due nuove avventure che reputo molto importanti.
Chiedo a voi tutti che avete aderito all'iniziativa credo di Roberto Mazzuia, nata per il DDL LEVI PRODI, ma che dal titolo MEGLIO LIBERI, ha molto altro da dire: dalla liberta' di pensiero e di parola in Italia ed all'estero, alle ingiustizie, all'editoria, alla diffusione di notizie che vengono nascoste dai media... insomma ce ne sono di argomenti da trattare.
Vi chiedo solo di non ledere il diritto altrui, di non essere offensivi ed usare un linguaggio consono e corretto,lasciare fuori la propaganda politica e quando se ne tratta farlo in modo oggettivo. Insomma fare in modo da non poter essere attaccati da nessuno e che non ci oscurino questo blog.
Inoltre riportare sempre l'autore e la testata, con link, dove avete preso l'articolo.
Fatelo in memoria di Libero83, se non altro, lui aveva creduto in questo progetto...
Non importa che ci siano piu' post nello stesso giorno, ma per favore controllate che ogni giorno ci sia almeno un post....
Ve la sentite?
Poi se qualcuno se la sente di postare anche su SocialProsumer (tutto cio' che riguarda e torna utile ai consumatori a 360 gradi... anche i consumatori di notizie, lodare i prodotti che funzionano , le aziende che operano in modo etico... e al contrario segnalare quelle che non lo fanno o i prodotti che sono delle "sole".
Mi raccomando... valgono le regolette che ho scritto sopra... non facciamoci oscurare ed usiamo con criterio i termini.
Certo in quest'ultimo caso faremmo pubblicita' gratuita o contro... ma diventeremo consumatori attivi.
Chi risponde al mio appello?
Chi se la sente di fare da supervisore?
Dilia


postato da: Dilia61 alle ore 11:13 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: consumi, social prosumer, break the mafia
giovedì, 03 aprile 2008

Partecipa alla serata organizzata da BreakTheMafia a Bologna

 Image

Tempi duri per l’antimafia, filo da torcere per i magistrati impegnati in prima linea a indagare, investigare e togliere coperchi da pentole bollentissime...
E' un dovere quello di riportare l'etica nella politica ?
E che dire dell'informazione, sempre più deviata e pilotata...
Indignato dalle cronache giudiziarie di questi mesi neri e da una politica troppo spesso spudoratamente connivente, un gruppo di libere cittadine e liberi cittadini ha deciso di portare il format vincente presentato a Milano l'11 dicembre 2007 a Bologna, organizzando una serata al Teatro Dehon dal titolo BREAK THE MAFIA.

Una serata per rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico, per ....

Per queste e molti altre ragioni, con il sostegno prezioso e la collaborazione fattiva di cittadini locali, il gruppo organizzatore è riuscito ad avere come ospiti sul palco (in ordine alfabetico): Oliviero Beha, Peter Gomez, Antonio Ingroia, Libero Mancuso, Giuseppe Maniaci, Daniele Martinelli.

Introduce la serata, una performance di Break Dance, la danza di strada, tutta incentrata e giocata sul delicato tema.
Moderatore: Paolo Colonnello.
Motivi e finalità  ( 1 articoli )

 Teatro Dehon, Bologna- 04 aprile 2008, ore 20.30


venerdì, 15 febbraio 2008

Campania e diossina

Tratto da vari articoli giornalistici.

Un vero paradosso: nella regione Campania dove proseguono gli incendi di scarti industriali nocivi e dove nel solo triangolo Acerra-Nola-Basso casertano e nel litorale domizio-flegreo per anni sono stati sversati grandi quantità di rifiuti tossici, il Piano nazionale residui, definito ogni anno dal ministero della Salute per le analisi sulle diossine, ha previsto di sottoporre solo una manciata di campioni ad analisi specifiche.

Ma c’è un altro paradosso, in questa regione manca anche un laboratorio dedicato alle diossine. “Lo chiediamo da tanto tempo, ora forse dopo quattro anni si realizzerà”, dice lo sconsolato commissario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Meridione con sede a Portici, in provincia di Napoli. Per questo hanno una convenzione con l’Istituto zooprofilattico di Roma.

E’ ovvio che la diossina è presente sugli alimenti ma lo screening ambientale diossine, sul terreno e sull’erba, effettuato dall’Agenzia regionale per l’ambiente (l’Arpa Campania) non segnala problemi, se non in maniera localizzata. Un giallo che in molti non si spiegano facilmente, a meno di non essere maliziosi. Tanto che nel dicembre scorso è stato varato un Piano triennale straordinario di sorveglianza sulla contaminazione di diossina e così in questo anno 2008 i campioni saliranno a 120 e per la prima volta saranno sottoposti a test anche i vegetali.

Ricordiamo che l’emergenza diossina non è tanto legata all’immondizia lasciata per strada, quanto invece agli sversamenti illegali di sostanze tossico-nocive che per decenni hanno ammorbato i paesi tra le province di Napoli e Caserta. E gli incendi di questi inquinanti, sprigionano diossine che per deposizione contaminano ambiente e coltivazioni.

 

E’ nato anche il Sebiorec (Studio epidemiologico biomonitoraggio regione Campania), tramite esso sono appena cominciati prelievi di sangue e latte materno che coinvolgeranno 780 cittadini e 50 donne in allattamento di 14 comuni della provincia di Napoli e Caserta. I prelievi sono realizzati per il più ampio screening mai effettuato in Italia , sulla presenza di diossine, furani e metalli pesanti nel corpo umano.

Nelle due province sono stati censiti 226 siti di smaltimento, comprese le discariche ed i siti illegali, e di questi la maggior parte ed anche quelli in condizioni peggiori sono concentrati nei sette comuni ad elevata pressione ambientale.

Volete sapere quali comuni a rischio?

Castel Volturno, Villa Literno Marcianise, Aversa, Giugliano in Campania, Caivano, Acerra sono quelli a rischio ambientale elevato.

Maddaloni, Qualiano, Villaricca, Nola sono i comuni con rischio ambientale intermedio.

Casapesenna, Mugnoano di Napoli, Brusciano sono i comuni con rischio ambientale basso.

Volete sapere quali sono i cibi inquinati?

A forte rischio: latte, formaggi, carne, pesce e molluschi.

A rischio: zucchine, cavoli, carciofi, mais.

Dubbi: finocchi, patate.

Quindi “prendiamo tutto ciò che è possibilmente a rischio e mandiamoli al macero”, più che una provocazione è il monito di Giorgio Calabrese, docente universitario di alimentazione e nutrizione. Soprattutto perché i prodotti agroalimentari della Campania sono a forte rischio di immagine.

 

Dopo l’inchiesta pubblicata dalla rivista “Il Salvagente” su questi temi finalmente anche la macchina istituzionale sembra muoversi alla stessa velocità della cronaca. Una riunione si è tenuta la settimana scora a Napoli alla presenza del ministero della Salute, delle autorità sanitarie campane, dell’Agenzia regionale per l’ambiente e dei servizi veterinari locali, per capire qual è la situazione del rischio diossina nella regione. Anche se molti sono scettici sul loro da fare, perché tutti hanno il timore che nelle istituzioni potrebbero esserci interessi poco raccomandabili.

 

In ogni caso sia l’emergenza rifiuti che l’incubo, taciuto, della diossina stanno paralizzando le vendite dei prodotti alimentari provenienti dalla Campania. I consumatori se non messi nella condizione di capire l’esatta entità del problema si tutelano non comprando i prodotti locali.

 

30 tonnellate di rifiuti bruciati in 3 mesi sono dati che fanno tremare.

Secondo il rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente la Campania si conferma in testa alla classifica sull’illegalità nel cicolo dei rifiuti. Con 448 infrazioni accertate, 422 persone denunciate, 31 arresti e 175 sequestri, lo scorso anno nessuna regione d’Italia ha fatto peggio. Soprattutto il Triangolo dei veleni, tra Acerra, Marigliano e Nola. Ma anche la Terra dei fuochi, il territorio tra Giugliano, Villaricca e Qualiano. Sono queste, secondo il rapporto ecomafia le zone in cui i clan camorristici organizzano principalmente lo sversamento e poi l’incenerimento abusivo di scarti di conceria, fanghi industriali, solventi ed altre materie tossico-nocive. Nella Terra dei fuochi è facile vedere colonne di fumo nero che si liberano in cielo: le sostanze da bruciare vengono infatti sistemate sopra un letto di combustione fatto di copertoni.


venerdì, 14 dicembre 2007

Break the mafia: Leggetelo... riempie di speranza

dalla Redazione di Break the Mafia

Vogliamo esprimere la nostra gratitudine a tutti per il buon esito della serata BREAKTHEMAFIA. Le e-mail che stiamo ricevendo sono per noi motivo di soddisfazione e i post sui vari blog non fanno che confermare la convinzione che la gente "normale" stia passando dalla mera indignazione ai fatti concreti. Ne è un esempio l'appuntamento del 17 dicembre davanti alla sede del CSM a Roma per dimostrare che l'Italia, a differenza di quanto dice il NYT non è un paese in via di estinzione che non si vuole più bene.

Nonostante i media abbiano sostanzialmente ignorato l'evento, qualcuno si è accorto che sta succedendo qualcosa. I numerosi video su Youtube, il sito antenneattive.org e alcuni quotidiani hanno dato risalto alla serata cogliendo lo spirito che ci ha mosso. Ecco un articolo pubblicato da La Stampa:

"Succede che in due gelide serate milanesi, lunedì e martedì di questa settimana, un migliaio di persone si mobiliti per partecipare a due dibattiti sulla legalità, la mafia e la politica di cui nessuno, sui giornali e in televisione, aveva parlato.

Accade alla Camera del Lavoro per la presentazione del libro «Mani Sporche», un tomo quasi indigeribile di oltre 900 pagine; si ripete, ancora più in grande il giorno dopo al Teatro Carcano di Porta Romana dove, così era annunciato sui blog, dovevano esserci il gip Clementina Forleo e il pm Luigi De Magistris.

Cosa sta succedendo? Chi sono questi stoici? Applaudono i due magistrati e fischiano Mastella. Chiedono a Di Pietro di parlare ma non lo considerano il loro leader. Riempiono saloni, teatri, piazze eppure di loro i grandi mezzi di comunicazione si occupano pochissimo. Comprano i libri di Gomez, Travaglio e Barbacetto ma preferiscono ascoltare dal vivo i protagonisti delle loro storie. Guardano con simpatia al «vaffa day» ma lo considerano riduttivo. Dicono basta alle mafie d’Italia e non sono più disposti a firmare deleghe in bianco ai partiti, chiedono legalità, certezza della pena, trasparenza. «Ma non siamo dei fanatici: pensiamo ai nostri figli e vogliamo che crescano in un paese migliore».

Ricordano il «popolo dei fax» di Mani Pulite ma sono qualcosa di più di una semplice protesta silenziosa. Sono il «popolo degli oltre»: oltre la sinistra e la destra, oltre le mafie e gli inciuci. Slegati da tutti.

«Noi siamo liberi cittadini indignati da quello che succede, anche se l’indignazione non basta perché altrimenti diventa solo fatalismo», spiega Nicola, 42 anni, sviluppatore di software, due figli. «Soprattutto non siamo l’antipolitica come la chiama D’Alema, ma siamo la politica vera», aggiunge Antonella, impiegata quarantenne. «Non siamo nè di destra nè di sinistra. Noi voliamo più alto, non vogliamo essere classificati - dice Enrico, imprenditore -. C’interessa ragionare, c’interessano giustizia e legalità». Berlusconi, D’Alema, Veltroni: per loro sono mummie del passato. S’inventano movimenti spontanei che si chiamano «break the mafia», «liberi di pensare», «e adesso ammazzateci tutti», comunicano nei blog, non sopportano i Vespa e i Mentana che per anni hanno animato le loro serate casalinghe.

Nicola, Antonella, Enrico più altri cinque o sei amici, ad esempio, si sono ritrovati in una casa un mese fa e hanno deciso che era arrivato il momento di «fare qualcosa», «di far sentire la nostra vicinanza, per esempio, a due magistrati come Forleo e De Magistris che riteniamo siano in questo momento perseguitati». Hanno coinvolto coniugi e figli, si sono autotassati e l’altra sera hanno riempito un teatro, il Carcano di Porta Romana, con un pubblico di mille estrazioni che ha pagato un biglietto di 5 euro per assistere a un dibattito da lui stesso animato. La scusa era la possibilità di vedere e sentire parlare il gip Clementina Forleo e il pm Lugi De Magistris, i quali, convocati in vari interrogatori, non si sono palesati, limitandosi a spedire una lettera (la Forleo) e a fare una telefonata «in diretta» (De Magistris) per dei saluti.

Ciò nonostante la gente è rimasta, caparbia, ad ascoltare le storie di tre vittime della mafia: Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia nel ‘93 a Barcellona Pozzo di Gotto, Pino Masciari, imprenditore calabrese costretto da anni a vivere nascosto per aver denunciato il pizzo e il giovane Aldo Pecora, animatore del movimento «e adesso ammazzateci tutti». Hanno raccontato storie terribili e raccolto applausi scroscianti. Una cosa del genere ancora non si era mai vista.

Ma in giro per l’Italia, di iniziative del genere ne stanno sorgendo tantissime: ci trovi di tutto, dai ex movimentisti ai pensionati, dagli studenti ai professionisti. E’ la nuova protesta che percorre il Paese e mette i brividi alla politica del Palazzo. «Oggi siamo in dieci, domani saremo undici e così via. Finché qualcosa non cambierà»."

Il giornalista ha colto il nostro intento. Grazie a lui, alle persone che hanno partecipato anche sul Web, grazie alle associazioni ammazzatecitutti (http://www.ammazzatecitutti.org), Liberi di Pensare (http://liberidipensare.it) e Antenneattive (http://www.antenneattive.org). Un enorme grazie anche ad Angelo Gaccione che ci ha donato la sua rivista Odissea e moltissimi libri utili. Stiamo preparando il video della serata. Visitate il sito nei prossimi giorni per informazioni su come ottenerne una copia. ricordiamo a tutti che è possibile dare un aiuto concreto acquistando l'Agenda della Legalità 2008 (anche come regalo intelligente per Natale) con una qualsiasi carta di credito alla pagina http://www.breakthemafia.it/agenda.html . Grazie ancora a tutti!

La Redazione BREAKTHEMAFIA .

agenda della legalitĂ  agenda apertaChi è interessato a comprare l'Agenda della Legalità per aiutare a finanziare Breakthemafia e altre iniziative future:

Costo 15 euro + spese di spedizione (fino a 20 agende, 7 euro). 


mercoledì, 12 dicembre 2007

Break the Mafia

Oltre 600 persone in Teatro e un enorme seguito nella diretta Web. 

Ieri sera ho seguito in diretto WebTv la manifestazione.

E' stato raccapricciante sentire la testimonianza del pentito, quando gli e' stato chiesto se non provava nulla mentre ammazzava quelle 14 persone... e lui ha risposto che per lui a quel tempo era un normale lavoro, una mansione che doveva svolgere... come il ragioniere fa i conti...

Poi grande coraggio da parte dei tre ospiti per le denunce che hanno fatto pubblicamente... , facendo nomi e cognomi, nonostante sia consci del fatto che rischiano sulla propria pelle

Mi è piaciuto anche Di Pietro . Ha pagato il biglietto come tutti, si è seduto ed ha preso appunti tutta la sera e quando è stato invitato a salire sul palco, nonostante qualche iniziale perplessità, ha accettato e a chiare parole ha ha preso una posizione netta nei confronti dei procedimenti avviati contro DE MAGISTRIS  e FORLEO.

Il CSM ha trovato il modo per rendere impossibile a DE MAGISTRIS e alla FORLEO la loro partecipazione... , ma,  tramite la telefonata in diretta del primo ed una lettera della seconda hanno comunque trovato il modo di partecipare alla serata.

Si avvertiva anche dalla tv, l'energia positiva che c'era in sala... la voglia di agire per cambiare le cose e dire basta... Ben ha fatto Roberto Mazzuia ad intervenire alla fine, nonostante stessero per spegnere le luci , e raccogliere questo spirito, comunicando loro che non finisce tutto con la serata di ieri, ma ci saranno altri eventi, altre occasioni per moltiplicarsi numericamente fino a contare qualcosa e dire BASTA

GRANDI RAGAZZI... siete stati grandi... spero tanto che con la vendita delle Agende siate riusciti a rientrare almeno in parte dei 10.000 euro che avete scucito di tasca vostra....

 La serata può essere rivista in streaming facendo clic su questo link .

Verrà prodotto un  cd sulla serata. Registratevi al sito per essere informati sulla disponibilità e sui prossimi eventi in programmazione. Date una mano a coprire i costi sostenuti, acquistando via PayPall l'agenda della legalità 

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categorie: giustizia, solidarietĂ , social prosumer, break the mafia
martedì, 11 dicembre 2007

STASERA A MILANO

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LIVE

Nella prima parte si parla di Mafia, nella seconda si parlerà di Legalità

Purtroppo De Magistris è stato bloccato a Roma perche' dovrà essere sentito oggi e domani dla CSM, interverrà pero' al telefono.

La Forleo anche , per i motivi che illustrerà nella lettera che verrà letta nel corso del dibattito, non ha potuto partecipare.

"Una serata per rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico".

 sito ufficiale http://www.breakthemafia.it/

Chi è impossibilitato a partecipate, può iscriversi al forum e dare sostegno morale da lontano a coloro che si sono sbattuti (e hanno speso soldi) per organizzare il tutto.

LA SERATA E' STATA FINANZIATA INTERAMENTE DAGLI ORGANIZZATORI, CITTADINI COMUNI, I QUALI NON HANNO USUFRUITO DI ALCUNA SOVVENZIONE. AIUTATELI COMPRANDO L'AGENDA PER RIENTRARE DEI 5000 EURO, COSTO DELLA SERATA.

agenda della legalitĂ  agenda apertaChi è interessato a comprare l'Agenda della Legalità per aiutare a finanziare Breakthemafia e altre iniziative future:

Costo 15 euro + spese di spedizione (fino a 20 agende, 7 euro). 

 


postato da: Dilia61 alle ore 20:30 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: giustizia, social prosumer, break the mafia, iniziative & eventi