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commenti L’invenzione di Portable Light, un particolare tessuto-luce capace di immagazzinare l’energia solare e restituire la luce, trasformandosi in una sorta di lampada portatile, ha come obiettivo quello di risolvere il problema dei numerosi abitanti di alcune zone del mondo che non hanno ancora accesso all’elettricità.
Il progetto pilota, nato senza scopo di lucro, che ha visto coinvolti, architetti, antropologi, ingegneri e diverse altre figure, è stato sperimentato sugli indigeni dell’area messicana della Sierra Madre.
L’idea è stata concepita da Sheila Kennedy, esperta dell’integrazione di celle solare in materiali fotovoltaici flessibili, in collaborazione con il MIT (Massachussets Institute of Technology), e non è altro che una delle infinite applicazioni possibili delle celle solari.
Si tratta infatti di integrare pannelli solari flessibili all’interno di tessuti e tendaggi. Trattandosi quindi di materiali tessili applicabili a borse, coperte ed abbigliamento, si concede alle popolazioni più povere la possibilità di avere un facile accesso all’energia elettrica.
Le nanotecnologie che hanno portato all’invenzione di questo prodotto hanno lo scopo di creare lanterne “nomadi” per la lettura e l’illuminazione notturna di villaggi dispersi e lontani dalle città più sviluppate.
Un esempio di applicazione ha visto protagonisti gli Huichol, popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane, in modo da immagazzinare la luce e reimpiegarla per l’illuminazione delle case nelle ore di buio.
La diffusione di questi materiali è diventata tale che le donne dei paesi centroamericani stanno imparando a intessere i pannelli con i tessuti locali. Questo aspetto ha favorito un maggiore livello di accettazione culturale dell’innovazione, facilmente adattabile alle tradizioni del luogo, ed ha aiutato in particolare la popolazione femminile che spesso rappresenta la parte più vulnerabile nei paesi in via di sviluppo.
La possibilità di ottenere energia elettrica da una fonte rinnovabile e completamente gratuita e renderla disponibile alla parte più povera del pianeta ha fatto sì che Portable Light ottenesse il premio Tech Museum Award Laureate 2008.
Tra le infinite applicazioni di celle fotovoltaiche presenti in tutto il mondo, una che merita particolare attenzione per il principio con cui è stata realizzato è quella delle Portable Lights, nata al MIT
Il Progetto Portable Light crea nuovi modi di offrire la potenza della fonte rinnovabile solare, attraverso l’uso di materiali tessili, utili e adattabili ad incontrare necessità di popoli, culture e regioni povere. Si tratta di materiali tessili leggeri e flessibili che abilitano le persone più povere del mondo a creare e possedere energia raccolta attraverso materiali di borse, coperte, ed abbigliamento.
Il progetto pilota, interdisciplinare e sviluppato con il contributo di architetti, antropologi, ingegneri e medici, è nato infatti per risolvere le esigenze della popolazione indigena dell’area messicana della Sierra Madre. Si tratta di una ricerca senza scopo di lucro, disegno ed iniziativa di ingegneria di KVA MAT che crea modi nuovi di consegnare il potere rinnovabile al mondo in sviluppo.
Sheila Kennedy è un’esperta per l’integrazione di tecnologie a celle solari creando design e modelli per materiali fotovoltaici flessibili in grado di cambiare il modo di ricevere e distribuire l’energia. Questi muovi materiali, noti come tessuti solari sono realizzati in semiconduttori che assorbendo la luce del sole la convertono in energia elettrica: Portable Light è un tessuto leggero, portatile e morbido capace di immagazzinare i raggi solari per restituire luce e trasformarsi in una lampada nomade. Kennedy & Violich Architecture nel quale lavora la Kennedy, è uno studio di progettazione interdisciplinare che esplora nuovi rapporti tra architettura, tecnologia sostenibile e nuove esigenze degli utenti. MATx ha realizzato il tessuto solare, ed è un’azienda che progetta materiali pionieristici applicati ad una produzione creativa attraverso la scienza dei materiali, l’elettronica, il design e l’architettura. La MATx collabora con aziende e tecnologie leader per realizzare concetti, prodotti e sistemi in grado di accelerare lo sviluppo di tecnologie energeticamente efficienti in architettura.
Si tratta di una sofisticata nanotecnologia al servizio di chi non ha accesso all’energia.
La Luce portabile sta servendo le comunità indigene nella Sierra Madre in Messico dal 2005. Progetti nuovi sono in preparazione per Nicaragua, attraverso il programma Paso Pacifico, per l’Amazonias brasiliano e venezuelano attraverso Telê-Salud e per Zwa-zulu Natal attraverso il programma di iTEACH all’Ospedale di Edendale e l’Ospedale Generale del Massachusetts.
L’utilizzo primario per il quale è stata ideata tale implementazione di nanotecnologie è quello di creare lanterne in grado di fornire luce per lettura e illuminazione delle capanne e dei singoli villaggi dispersi e lontani dalle città sviluppate; attualmente grazie al progresso della ricerca si stanno sperimentando sistemi basati su questo principio in grado di essere connessi tra loro per fornire maggiore potenza e di caricare apparecchiature tecnologiche durante i viaggi.

Un esempio sono gli Huichol, Peyoteros del Messico, la popolazione seminomade messicana, che ha integrato i piccoli pannelli solari nei sacchi utilizzati per le proprie attività quotidiane per raccogliere abbondante quantità di energia solare per illuminare le abitazioni e i luoghi altrimenti bui.
La tecnologia di integrazione dei pannelli solari all’interno di tessuti è un’idea in grado di fornire energia pulita ovunque, ma si integra perfettamente nelle comunità in cui viene introdotta tanto che in alcune zone dell’America Centrale le donne intessono le locali stoffe con questi pannelli.
Tra i pregi di questa tecnologia, che gli hanno permesso di ottenere il premio Tech Museum Award Laureate 2008, vi sono i vantaggi della versatilità e della facile adattabilità. (Massachussets Institute of Technology) attraverso l’idea concepita da Sheila Kennedy: integrazione di pannelli solari flessibili in stoffe e tendaggi con lo scopo di creare energia gratuita e libera per 2 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso all’elettricità.
Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo
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Nonostante le difficoltà prodotte dalla crisi economica il settore fotovoltaico in Italia dovrebbe reggere meglio che in altri paesi. Dopo il boom del 2008, con 330 MW installati e il superamento di quota 500 MW totali, si iniziano ad aprire nuove opportunità sul versante della produzione. L'editoriale di Gianni Silvestrini.
E all’improvviso sbuca l’Italia che arriva quarta, spalla a spalla con gli Usa e subito dopo Spagna e Germania, nella classifica mondiale delle installazioni fotovoltaiche del 2008. Il dato finale per il nostro paese è stato infatti rivisto ad aprile dal GSE a 338 MW a seguito della elaborazione delle domande pervenute nei primi mesi di quest’anno, ma riferite ancora agli impianti installati nel 2008. Nel solo mese di dicembre si era infatti registrato un rush di 130 MW in previsione del leggero calo dell’incentivo.
A livello mondiale lo scorso anno la potenza installata è stata più che doppia rispetto ai valori del 2007. Una crescita formidabile, condizionata però dal boom irripetibile della Spagna. Per comprendere la rapidità della diffusione del fotovoltaico, basta osservare che i MW connessi in rete nel 2008 in Italia sono stati superiori alla potenza che veniva installata annualmente in tutto il mondo all’inizio del decennio (334 MW nel 2001). Mentre a lungo siamo stati nelle posizioni di coda nella diffusione delle rinnovabili, adesso il recupero è netto. Oggi, infatti, possiamo affermare di aver superato la soglia dei 500 MW fotovoltaici totali, considerando anche gli impianti realizzati prima del conto energia. ma la crescita riguarda anche il solare termico e l’eolico, rispettivamente con 350-400.000 metri quadrati e 1.010 MW installati lo scorso anno.
Cosa ci aspetta ora? Se si considerano gli scenari sul medio termine, l’Italia dovrebbe mantenere il secondo posto in Europa, visti i tetti massimi imposti al mercato spagnolo (grafico 1). L’ultima elaborazione dell’Epia, resa pubblica ad aprile in piena crisi, indica un mercato mondiale in continua crescita che nel 2013 dovrebbe garantire installazioni comprese tra 12,5 e 22,5 GW.
Il boom di dicembre, il maltempo dei primi mesi 2008 e gli effetti della crisi hanno rallentato la crescita in questo primo scorcio di anno, ma la corsa è destinata a riprendere grazie alle forti diminuzioni dei costi (grafico 2) e alla progressiva entrata in funzione di impianti multi MW.
Oltre agli effetti della crisi finanziaria, i due elementi che condizioneranno la diffusione del fotovoltaico nel nostro paese nei prossimi anni sono le modalità e l’entità della riduzione dell’incentivo da un lato e il governo delle domande degli impianti su larga scala dall’altro.
Ogni tanto circolano voci su possibili ritocchi del conto energia prima della scadenza della fine del 2010 e questo fatto è molto negativo perché genera incertezza. Già la pessima uscita sulla revisione delle detrazioni fiscali del 55% aveva, impropriamente, generato onde d’urto anche sul mercato del fotovoltaico inducendo dubbi sulla certezza del diritto. Il solo comparire di annunci di revisione delle tariffe, peraltro non da fonte ufficiale, rischia di far desistere non solo piccoli e grandi operatori, ma anche di rallentare gli investimenti sul lato della produzione delle tecnologie.
Detto questo, occorre un ampio confronto per fare in modo che la riduzione del conto energia nei prossimi anni sia tale da rendere sostenibile la connessione in rete di una potenza annua superiore al GW (sul modello tedesco, per intenderci, sia come contenimento dell’incentivo che come entità delle installazioni).
E veniamo al secondo punto di riflessione. Si sa che sono state presentate richieste per diverse migliaia di MW nelle regioni del sud, in alcuni casi per centrali di potenza superiore ai 100 MW. Ora, non si tratta di essere pregiudizialmente contrari agli impianti a terra. Per raggiungere targets come quelli che propone l’Epia, 390 GW alla fine del prossimo decennio in grado di coprire il 12% della domanda europea di elettricità, o anche “solo” gli 8,5 GW indicati nel position paper italiano, è ovvio che occorrerà un mix bilanciato di tipologie, con una prevalenza di milioni di edifici solarizzati, ma dando spazio anche ad impianti a terra.
La spinta verso la realizzazione di edifici a bassissimo consumo di energia aiuterà molto la diffusione del fotovoltaico. In Gran Bretagna si sta discutendo la legge che prevede che dal 2016 tutti i nuovi edifici residenziali debbano essere “carbon neutral” e l’esempio dilaga perché anche Francia, Germania e Olanda stanno definendo analoghi obbiettivi al 2020. Per finire, la Commissione industria del Parlamento europeo lo scorso 31 marzo nelle raccomandazioni sulla revisione della Direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici ha inserito la proposta che tutti i nuovi edifici siano ad emissioni zero a partire dal 2019.
Dunque, tutto fa pensare che si aprirà un mercato di milioni di impianti FV nella nuova edilizia che si aggiungeranno agli interventi sull’esistente.
Sul fronte degli impianti a terra, la sfida è quella di progettare interventi di dimensioni accettabili in aree marginali. In alternativa, andrebbero integrati con la produzione agricola che rendano gradevole la loro presenza. Per esempio, campi con file di inseguitori solari intervallate tra di loro da coltivazioni, recinzioni di alberature ... Se non passa una concezione intelligente per gli impianti a terra, il rischio di una reazione negativa a livello locale è probabile, come insegnano le polemiche degli ultimi anni sui campi eolici.
Un’ultima riflessione sull’attuale situazione di crisi economica. Ovviamente questa si riflette anche sul settore delle rinnovabili principalmente per la difficoltà dell’accesso al credito.
Mentre confortano i dati 2008 della Germania che risentono ancora limitatamente della crisi, con un aumento da 250.000 a 280.000 del numero degli occupati nelle rinnovabili e con investimenti cresciuti del 20% a 13 miliardi di euro, sono sempre più diffusi in questo inizio di anno i segnali di difficoltà con licenziamenti e ridimensionamenti. I dati del primo trimestre 2009, con 13,3 miliardi $ di investimenti su scala mondiale, indicano un dimezzamento delle attività nelle rinnovabili rispetto allo stesso periodo del 2008. La situazione dovrebbe però migliorare significativamente quando diverranno operativi i finanziamenti anticiclici predisposti dall’Amministrazione Obama e da altri governi.
In questo contesto di difficoltà, l’Italia, che presenta ottimi livelli di incentivazione e di insolazione, dovrebbe reggere meglio di altri dal punto vista delle installazioni ed offrire interessanti opportunità anche nella fase della produzione delle tecnologie. E infatti diversi produttori di celle e moduli stanno incrementando la loro capacità produttiva. E’ il caso, tra gli altri, di X-Group, Helios Technology, Solarday, Pramac e per finire del grande progetto sui film sottili di Enel e Sharp. Dunque, mentre in altri paesi ci sono ripiegamenti, la nostra industria cresce. Proprio per questo è importante garantire certezze sul conto energia fino alla fine del 2010. In questo modo l’Italia si presenterà, alla ripresa del mercato, con una capacità produttiva autonoma in grado di reggere la concorrenza.
Gianni Silvestrini (Direttore scientifico QualEnergia)

I ricercatori del Massachussets Institute of Techonology (MIT) hanno scoperto un nuovo materiale per le batterie al litio, che sono quelle attualmente utilizzate nei telefoni cellulari ed in tanti altri tipi di apparecchiature tecnologiche come i lettori Mp3, registratori, Gps ecc.
La spiegazione scientifica è abbastanza complessa, ma il risultato è che con questa composizione di materiali, utilizzando sempre il litio come materiale di base, sarà possibile caricare ( e scaricare) le batterie in pochi secondi, anziché impiegare alcune ore. Oltre a questo, come è riportato nell’articolo del MIT, le batterie potranno essere più piccole e più leggere, a parità di capacità.
Questa velocità è attribuita ad un materiale che, combinato al litio, permette un trasferimento della corrente estremamente più rapido.
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commenti che sia da esempio alle altre ammnistrazioni!
La giunta provinciale, riunitasi questa mattina, ha approvato una serie di delibere tra le quali il progetto denominato “1.000 tetti fotovoltaici nella provincia di Crotone”, elaborato dalla società PIER S.c. a r.l. (Polo Innovazione Energie Rinnovabili).
Si tratta di un progetto, redatto gratuitamente dal Pier, che prevede l’installazione gratuita per le famiglie che ne faranno richiesta, di tetti fotovoltaici.
L’approvazione dell’importante progetto, approvato nella giornata odierna dalla giunta provinciale, rientra nelle politiche ambientali che l’amministrazione Iritale sta mettendo in campo sin dal suo insediamento. “Le fonti rinnovabili rappresentano, secondo l’Unione Europea, - è scritto nella considerazioni della delibera di giunta - una componente sempre più decisiva all’interno del mix energetico. Oltre a rappresentare un valido aiuto per il controllo delle emissioni in atmosfera, le fonti rinnovabili mostrano un interessante potenziale di sviluppo economico. Il progetto proposto raggiunge lo scopo di minimizzare l’onere dell’investimento iniziale a carico dei soggetti pubblici e privati, che intendono dotarsi di tali impianti, nonché delle spese amministrative e di quelle di manutenzione, individuando, nel contempo, le funzioni di garanzia e di risoluzione delle problematiche che dovessero presentarsi. La realizzazione di tale progetto consentirà, a regime, di ridurre considerevolmente la spesa energetica delle famiglie, anche nell’ipotesi di un aumento dei consumi elettrici e del costo delle fonti primarie. Più in generale la realizzazione di tale progetto consentirà una consistente riduzione delle emissioni di CO2, con evidenti vantaggi a favore dell’ambiente, ed una riduzione dell’impronta ecologica del territorio provinciale”.
Nei prossimi giorni la Provincia di Crotone fornirà ulteriori notizie sul progetto che porterà il territorio ad una minore emissione nocive per l’ambiente oltre che un notevole risparmio economico per le famiglie ed una produzione di energia pulita.
da Strill.it
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Industria 2015 ha scelto 30 progetti innovativi per le aree tecnologiche efficienza energetica e fonti rinnovabili. Coinvolte 234 imprese e 160 enti di ricerca. Investimenti per oltre 500 milioni di euro.
Ricerca, innovazione, ricaduta industriale e occupazione queste sono le parole chiave del bando Efficienza energetica di “Industria 2015” che si era chiuso lo scorso 15 settembre e che lunedì 19 gennaio ha definito ufficialmente i 30 progetti ammessi sugli 86 presentati.
Da un’analisi per grande linee si può notare che i progetti innovativi approvati sono così suddivisi (vedi elenco più dettagliato in allegato):
Questi sono dunque i 30 progetti di ricerca e innovazione ammessi ai 200 milioni di incentivi del secondo bando di Industria 2015, con il coinvolgimento di 234 imprese, 160 enti di ricerca. Insieme attiveranno circa 500 milioni di investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui oltre il 20% sarà realizzato nel Mezzogiorno.
Ogni progetto avrà diritto ad una quota di contributo pubblico pari al 35% dell’investimento previsto che oscilla dai circa 11 milioni ad un massimo di 27 milioni di euro per progetto.
Il 54% delle imprese interessate sono piccole e medie imprese, ma nel ruolo di capofila ci sono anche grandi industrie come Riello, Indesit, Enel, Telecom, Merloni Termosanitari, Beghelli, Whirpool. Presente anche la Fiat con il suo Centro di Ricerche.
Ciascun progetto di efficienza energetica o di fonti rinnovabili ammesso al finanziamento è proposto da partenariati qualificati, che puntano alla realizzazione di nuovi prodotti o servizi in grado di determinare positive ricadute industriali.
I progetti sono distribuiti in aree tecnologiche con alto potenziale innovativo come ad esempio il fotovoltaico e la bioenergia (almeno il 65% degli investimenti previsti e il 56% delle imprese proponenti) e in aree con alto potenziale applicativo (circa il 35%) come l’eolico, i materiali ad alta efficienza per l'edilizia o i sistemi e sottosistemi ad elevata efficienza per usi finali.
Il programma Industria 2015, lanciato con la finanziaria 2007 dal Governo Prodi e dal dicastero dello Sviluppo Economico di Bersani (il bando Efficienza era coordinato da Pasquale Pistorio) è nato con la caratteristica che i progetti debbano essere presentati da consorzi costituiti tra centri di ricerca pubblici e imprese, devono avere un notevole grado di novità e innovazione, una forte e certa ricaduta industriale, essere valutati da una agenzia esterna che si avvalga di valutatori indipendenti e, infine, essere monitorati. Iniziative di questo tipo sono strategiche per accrescere la competitività nazionale su mercati in espansione come quelli dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. E’ sperabile quindi che il Governo Berlusconi e il Ministro Scajola in particolare, ripropongano al più presto un nuovo bando su questa area tecnologica.
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commenti (2)
Gli emendamenti approvati all’articolo 29 del decreto 185 riportano il 55% alla sua originale efficacia. La detrazione spalmata su 5 anni. Un respiro di sollievo per operatori e cittadini e un risultato ottenuto a furor di popolo.
Dietrofront del governo sulla detrazione fiscale. Tutto torna come prima o quasi. Se non ci saranno modifiche dell’ultima ora, almeno per i prossimi due anni verrà mantenuto il 55% e soprattutto il suo impatto visto che non ci saranno più limiti di spesa annuali, come quelli indicati nel decreto 185/08.
Alleghiamo il testo degli emendamenti apportati all’articolo 29 del decreto 185 (con la versione originale), il cosiddetto decreto “anti-crisi”, che tratta appunto della detrazione fiscale del 55% per interventi di riqualificazione energetica dell’edificio. Il testo è quello approvato dalle Commissioni riunite di Bilancio e Finanza della Camera. L’esame in aula è iniziato lunedì e dovrà poi passare al Senato. Il Governo ha richiesto la fiducia sul provvedimento che resterà quindi pressoché immutato, scatenando le critiche delle opposizione e dello stesso Presidente della Camera dei Deputati.
Tuttavia per quanto riguarda la detrazione fiscale del 55% per interventi di efficienza energetica e di utilizzo delle rinnovabili in edilizia, come detto, tutto o quasi viene riportato alle precedenti disposizioni, per capirsi quelle in vigore nel 2007-2008. Con alcune eccezioni.
La detrazione dell’imposta lorda resta del 55% ma dovrà essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo (quindi non più tra 3 o 10 anni). Non ci sono limiti annuali per la detrazione, che avrebbero inficiato il provvedimento e costretto ad una doppia presentazione cautelativa della richiesta di detrazione, una per il 55% e un’altra per il 36%. Ma molto più probabilmente avrebbero scoraggiato questi interventi e favorito i lavori in nero. E’ inoltre eliminata la procedura del “silenzio-dissenso” da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Il testo emendato rispetto al decreto sopprime nell’art 29, comma 1 la frase “alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”
Quindi i limiti di risorse finanziarie annuali, che si leggono nel comma 7 modificato, sono relativi solo a crediti di imposta per le spese per attività di ricerca.
Altra novità riguarda una comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate che dovranno fare i contribuenti interessati alle detrazioni. La comunicazione, che ha l’obiettivo di monitorare l’andamento delle richieste, dovrà essere definita nei termini e secondo le modalità previsti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate (sarà emanata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto).
Come abbiamo detto su queste pagine, sarebbe stato un suicidio per l’economia (oltre che per rilanciare l’efficienza energetica in edilizia) non prorogare per i prossimi anni questo provvedimento che ha dimostrato la sua validità. Un provvedimento praticamente a costo nullo per lo Stato e portatore di innumerevoli benefici per moltissimi settori manifatturieri, per i progettisti e gli installatori presenti in Italia. E per gli stessi utenti, i cittadini e le imprese. Una delle vere soluzioni anti-crisi e per questo un risultato ottenuto a furor di popolo.
LB - QualEnergia
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Andrea Boaretto, Politecnico di Milano, e Giovanni Pola, Connexia, hanno misurato la lentezza dei big spender a rimodulare le strategie di comunicazione Roma, 16 gen.(Adnkronos/Ign) - “L’azienda dovrebbe lasciare parte del controllo sul proprio prodotto o servizio aprendosi al cliente/consumatore per coglierne consigli e sensazioni. Far diventare il cliente partecipe della vita e delle decisioni aziendali significa raddoppiare le occasioni di business”. Andrea Boaretto, responsabile progetti area marketing della School of Management del Politecnico di Milano, parafrasa così lo slogan “Aziende e consumatori: la multicanalità lascia o raddoppia?”. “In passato ci si è illusi che il marketing potesse essere tutto, chiudere il cerchio, creare da zero il bisogno e poi soddisfarlo. Adesso servirà tornare a prodotti e servizi che diano benefici reali e positivi, altrimenti i clienti/utenti, sempre più informati ed esigenti, decreteranno il declino dell’azienda”, replica Giovanni Pola direttore marketing e vendite di Connexia.
Con già 5 milioni e mezzo di persone abituate a ricevere, gestire e confrontare informazioni provenienti da più fonti e altre 11 milioni che stanno imparando a farlo, il mercato Italia si sta evolvendo in fretta e il prossimo 29 gennaio, quando a Milano l’Osservatorio Multicanalità - progetto di ricerca condotto da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano - presenterà i risultati dell’indagine relativa al 2008, l’intervento del duo Boaretto-Pola sarà uno dei più ascoltati dalla platea dei già più di 700 iscritti tra manager, dirigenti e amministratori. E non solo perché illustrerà nel dettaglio come cambia l’atteggiamento delle aziende (a partire dalle top spender e le cifre in ballo hanno molti zeri) in relazione al cambiamento delle dinamiche di comunicazione, ma anche perché, sia pure indirettamente, mostrerà come e quanto tutti noi siamo stati in grado di costringere aziende, società, amministrazioni a piegarsi alle nostre esigenze. Tutto ruota intorno alla multicanalità, ovvero alla realtà di tutti i giorni, quando anche inconsapevolmente, gestiamo notizie diverse mettendole in correlazione e ci confrontiamo con altre persone. Semplicemente ascoltando la radio, leggendo il giornale, guardando la tv, navigando su internet, raccogliamo informazioni su quanto ci interessa (una squadra di calcio, una nuova legge, il film della sera, il prezzo di un televisore, l’idraulico per sistemare la doccia) e magari lo facciamo da più fonti, sempre più spesso usando il web come scorciatoia e come snodo di confronto tra le qualità di due servizi o tra due prezzi dello stesso oggetto.
Questo processo rende tutti noi dei clienti/utenti più informati, più consapevoli, più determinati e le aziende non possono più non tenerne conto, sia per le loro necessità di comunicazione che per aggiornare i loro comportamenti. Ma tenere il passo dell’evoluzione sociale non è semplice: nell’indagine 2007 l’Osservatorio Multicanalità aveva individuato 5,5 milioni di italiani già capaci e soprattutto desiderosi di un rapporto diverso con chi doveva fornire loro merci e servizi, nonché oltre 11 milioni di persone pronte a evolvere su questa stessa strada. Sicuramente questi valori, vera misura del grado di consapevolezza dei consumatori italiani, sono aumentati nel 2008.
E le aziende come hanno risposto? “Una variabile fondamentale è il grado di consapevolezza del potenziale multicanale - risponde Andrea Boaretto - aziende, società e anche la pubblica amministrazione sono quasi tutte consapevoli della molteplicità dei canali d’accesso all’informazione, ma non tutte hanno la certezza e la misura che clienti, utenti e cittadini sono organizzati, interagiscono tra loro e sono capaci di rispondere e anche replicare alle varie iniziative di comunicazione messe in campo. La miopia delle aziende su questo fronte è una perdita di opportunità strategiche, che comporta la perdita di opportunità di mercato e di business con notevoli conseguenze economiche”. “Stando sul mercato tutti i giorni troviamo conferma - interviene Giovanni Pola - che la consapevolezza forse c’è, ma le aziende sono organismi complessi (specie i big spender, molto stratificati al loro interno, con un’organizzazione non sempre efficace su questo fronte) e la risposta tarda ad arrivare, a essere efficace. Perché la consapevolezza è solo intuizione e non reale comprensione, misura e valorizzazione. Il risultato è ancora una comunicazione con uno sbocco prevalente verso il canale tv, che è un canale unidirezionale, che non consente al cliente/consumatore di poter dire la sua. E questa cosa ha stancato i consumatori più evoluti, che non ascoltano più certi messaggi in tv”. “È così, dal punto di vista dell’advertising, nel media-mix italiano la televisione fa ancora la parte del leone. Sia per la lentezza delle aziende, sia perché c’è ancora una larga fetta di consumatori non evoluti. Se però andiamo a vedere - dice ancora Boaretto - cosa fanno e come si comportano le aziende italiane su internet scopriamo che non tutte stanno approcciando la rete nel modo giusto. Solo recentemente le aziende si sono rese conto della necessità di dover rispondere ai clienti, di dover affinare gli strumenti di customer care (pensate soltanto ai numeri verdi per contattare l’azienda che ci ha venduto un prodotto o un servizio), ma oggi serve fare il vero passo in avanti. Bisogna utilizzare il web nell’ottica della conversazione, occorre finirla di essere un’azienda che urla sui mezzi di massa senza ammettere repliche, bisogna diventare un soggetto parificato al consumatore e instaurare con lui una comunicazione tra pari che si dimostra sempre vincente per entrambi le parti”. “Inoltre non è affatto detto che questo dialogo virtuoso si costruisca e si ottenga solo con la pubblicità - completa Pola - E neanche facendo salire al 20-30% la parte di investimento pubblicitario che il media-mix di comunicazione destina al web. Serve soprattutto capire come fare comunicazione ed evitare di commettere l’errore di replicare su internet metodologie di comunicazione monodirezionali tradizionali e proprie di altri media. L’azienda deve strutturarsi in un modo nuovo, deve comunicare a tutti i livelli. I consumatori sono milioni, difficile per l’azienda riuscire a parlare con tutti. Servono investimenti cospicui, magari più ampi della solita pianificazione”. “Perché internet non è un mezzo equivalente alla televisione. Internet è un potente canale per stabilire momenti di contatto e comunicazione. Impararne i meccanismi è fondamentale ma non è la panacea di tutti i problemi di comunicazione, la comunicazione in rete, anche se arriveremo presto ai 30 milioni di italiani attivi nel web, va comunque associata alla comunicazione su altri canali. Però - conclude Boaretto - è proprio grazie alla rete che il cliente può aiutare l’azienda a fare marketing: un cliente soddisfatto può trasmettere ad altre persone messaggi positivi e quindi diventare il miglior testimonial per un’azienda. Miopia è anche evitare di aprire un blog relativo a un certo prodotto per il timore di evidenziare le proteste di un cliente: in questo modo si evita però di evidenziare la soddisfazione di altri clienti”.
“L’utenza è controllo, sarà sempre più difficile per le aziende nascondere le magagne - ribadisce Pola - Le aziende che si allineeranno per prime a un comportamento virtuoso saranno premiate sul lungo periodo. È un percorso tutto da affrontare, che coinvolge non solo le aziende ma anche la pubblica amministrazione e le istituzioni. Prima ce ne renderemo conto tutti, prima miglioreranno i fatturati delle aziende, la qualità dei prodotti e dei servizi
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Una valida alternativa ai farmaci, per far fronte ai disturbi dovuti alle basse temperature.
Con la stagione invernale, ed in particolare da gennaio in poi, siamo naturalmente soggetti a tutti quei fastidi che ci riserva, puntualmente, la stagione fredda. Ambienti chiusi, umidità, e quant’altro sono naturali alleati nel favorire, soggiogandoci inesorabilmente e puntualmente ogni anno, influenze, raffreddori, ecc.
Sulla rete operano siti di e.commerce i quali, nel loro assortimento di prodotti tipici, hanno inserito referenze che partono da elementi assolutamente naturali, quali la Propoli ed il Miele (quello calabrese all’eucalipto, in particolare), per offrire agli internauti composti veramente efficaci a tal proposito.
La propoli, infatti, rappresenta un antibiotico naturale che protegge dai molti microrganismi che si possono incontrare durante le stagioni fredde. Il nome Propoli deriva dal greco "PROPOLIS" che tradotto letteralmente significa "davanti alla città" infatti questo prodotto viene usato dalle api per erigere un muro di difesa immediatamente dietro l' ingresso dell' alveare ciò allo scopo di evitare che indesiderati intrusi ( insetti , piccoli roditori ecc. ) entrino nell' arnia.
Viene anche usato dalle api come "cemento mastice" per richiudere le fessure che si creano nell' alveare, per verniciare le pareti interne dell' arnia e per disinfettare gli alveoli e le celle reali.
Raccolta dalle api su gemme foglie e dalla corteccia degli alberi, è quindi essenzialmente una resina dalla caratteristica consistenza gommosa e dall' odore aromatico balsamico; a questa miscela resinosa le api aggiungono la secrezione di loro ghiandole ed anche polline e cera.
Le sue proprietà erano conosciute già dagli antichi egizi che la usavano per imbalsamare le loro mummie. Famosi filosofi come Plinio e Aristotele la consideravano come un eccezionale rimedio per le malattie delle pelle quali piaghe e suppurazioni.
Sembra inoltre che il segreto della famosa Stradivari e dai violini fabbricati dai maestri liutai italiani del XVII secolo sia in una particolare vernice a base di Propoli con cui erano ricoperti questi strumenti.
La sua composizione è, da un' analisi media di vari campioni, la seguente: Resine e balsami 50%, cere 30%, oli essenziali ( a cui sarebbero dovute le proprietà anestetiche della Propoli) 10%, pollini 5%, minerali diversi 5. Dall' analisi chimica frazionata la Propoli risulta ricca di flavonoidi, sostanze di grande interesse per gli studiosi per le loro proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e di potenziamento dell' attività dell' acido ascorbico ( vitamina C ) .
La Propoli è stata da sempre usata nella medicina popolare come antibatterico, disinfettante, anestetizzante per ferite, piaghe, ulcere, ecc., l' avvento dei moderni farmaci a base chimica ha messo da parte insieme alla medicina naturale anche la Propoli. Solo negli ultimi anni si sono riscoperte le proprietà di questo eccezionale prodotto dell' alveare: la Propoli è stata ed è tuttora oggetto di approfonditi studi e continue applicazioni pratiche, che hanno portato a conclusioni sorprendenti: la Propoli può senza dubbio essere considerata un antibiotico naturale, le sue proprietà battericide ed antivirali esplicano un' azione antimicrobiotica veramente efficace,combatte le affezioni provocate da numerosi germi patogeni, tutto questo senza provocare nessuno degli effetti collaterali così frequenti nei moderni farmaci. In particolare vorremmo di seguito ricordare alcuni disturbi da cui è scientificamente provato si può trarre vantaggio con l' uso costante della propoli: Eczemi e ulcere della pelle ( acne, verruche, duroni, formicolii, ecc. ), tonsilliti, gengiviti, stomatiti, ascessi, Afte per modificazione della flora della cavità orale a seguito di terapia di antibiotici, Sinusiti, Influenze, Raffreddori, Riniti, Perturbazioni della flora Intestinale a causa di antibioticoterapia.
Del miele sono più che conosciuti i notevoli effetti benefici che esso svolge sulle vie respiratorie in particolare, per le sue proprietà emollienti e decongestionanti. E sul benessere della persona in generale, sui muscoli(aumento della potenza fisica e della resistenza),sul cuore (azione cardiotropa),sul fegato( protezione e disintossicazione),sull’apparato digerente (specifica funzione stimolante e regolatrice),sui reni (azione diuretica) e sul sangue (apporto antianemico e fissazione del calcio-magnesio).
Lo sciroppo così proposto è arricchito di preziosi oli essenziali (infusi di erbe) con azione balsamica ,dà un immediato sollievo alla gola e al naso chiuso ed è indicato in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Utile ai fumatori che sicuramente avranno ammorbidita e calmata la fastidiosa tosse secca spesso presente e legata al vizio del fumo.
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commenti Per questo numero di QualEnergia sono scaricabili on line alcuni articoli a cominciare dall'editoriale di Gianni Silvestrini dal titolo "Europa, Usa, Italia: prospettive diverse". Il direttore scientifico della rivista esprime la sua convinzione che il Consiglio d’Europa approverà all’unanimità entro la fine dell’anno il pacchetto 2020 e poiché è prevista solo la maggioranza qualificata, non esiste alcuna possibilità di porre il veto, come ha richiesto l’Italia. Dunque, appare impensabile che il nostro paese possa opporsi alla politica dell’Unione Europea sul clima. E ciò è anche pi&ugrav e; vero alla luce della vittoria di Obama che potrebbe essere il presupposto di un “asse USA-UE” molto robusto per le prossime decisioni sul post-Kyoto, coinvolgendo paesi come Cina, India e Brasile.
Di fronte ad un simile scenario, in cui gran parte del mondo industrializzato ritiene che le fonti rinnovabili sono e saranno un’occasione di sviluppo e di soluzione anti-crisi, la posizione del nostro governo diventa anacronistica. Un paese che continua a guardare al passato con il suo tentativo di rinascita del nucleare.
Con questa decisione, dice Silvestrini nel suo editoriale, “sottraiamo intelligenze, tempo e risorse per inseguire una soluzione in cui partiamo da zero, non esiste un consenso politico e non riusciremo mai a ricavare un reale spazio nella competizione internazionale”. L’Italia, se dovesse portare avanti questa opzione (i primi reattori non verranno realizzato che dopo il 2022), si troverebbe di fronte a costi delle rinnovabili che "fra 20, 30, 40, anni saranno altamente competitivi”. Continua Silvestrini: “Ecco perché la scelta del Governo dal punto di vista della politica i ndustriale rischia di essere un altro fallimento, distogliendo l’attenzione dalla vera sfida di creare una solida industria dell’efficienza e delle rinnovabili”.
Silvestrini affronta poi le sfide energetico-ambientali che l’amministrazione Obama dovrà affrontare: i rischi, le implicazioni internazionali e le opportunità di un new deal verde statunitense.
Tra gli altri articoli “in chiaro” dell’ultimo numero, quello curato da Francesca Ferrazza e Jacopo Tonziello sulle attuali linee di ricerca del fotovoltaico, con una particolare attenzione all’Italia (“Ricercando il Sole”).
Sulla situazione del biogas nel nostro paese e sulle favorevoli possibilità del settore un articolo di Sergio Piccinini del Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia (“Prospettive a tutto gas”).
Di Leonardo Massai, ricercat ore in diritto ambientale presso TMC Asser Institute in Olanda, un’analisi sulla complessità di regolamentazione dei gas serra in uno dei settori che ne emette di più, quello del trasporto aereo (“Il volo dell’emissione”).
Luciano Pirazzi dell’Enea fa un quadro tecnologico e di mercato del piccolo eolico: la crescita negli States, le prospettive in Gran Bretagna e le possibilità in Italia dove qualcosa inizia a muoversi (“Piccolo con grandi prospettive”).
Per la rubrica “Numeri e Parole”, i grafici sull’incremento della temperatura media mondiale, sulla riduzione della superficie ghiacciata del Polo Nord, sui ricavi della Germania legati all’esportazione delle tecnologie fotovoltaiche e della Danimarca su quelle eoliche.
dal n. 5 di QualEnergia novembre-dicembre2008.
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commenti Antitrust ovvero l´Autorita Garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato 13 società, tra le quali c´è Telecom Italia, CSINFO, Aurora Uno, Telegest Italia, Elsacom, Eutelia, Teleunit ed altre ancora, per aver attuato pratiche commerciali scorrette nel confronto dei loro consumatori. I consumatori di queste società telefoniche si sono ritrovate nella bolletta chiamate satellitari internazionali e chiamate ai numeri speciali non consapevolmente effettuate da pagare, le multe ammontavano a 2,430 milioni.
Le lamentele dei consumatori su chiamate satellitari internazionali e connessioni verso numeri speciali addebitati sulla loro bolletta hanno poi sprigionato le inchieste. Questo fenomeno è dovuto all´installazione automatica di dialers: un programma che viene installato ed altera i parametri della connessione ad internet impostati sul computer dell´utente che poi arriva fino alla linea telefonica e altera i numeri sostituendoli con numeri satellitari internazionali.
In oltre, Telecom Italia era a conoscenza di questo fenomeno e come soggetto responsabile della rete, avvrebbe dovuto prendere precauzioni dall´indebita intrusione di dialers. La società non ha preso le misure neccessarie e non ha nemmeno avvisato i suoi consumatori del danno commesso. Ha inoltre minacciato il ricorso all´esecuzione coattiva se gli utenti non avessero pagato la bolletta.
da Hwstation
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Stop al carovita. Il tentativo è dei baristi iscritti a Fipe, la federazione leader del settore, con la campagna “Un prezzo da amico”. Si tratta del blocco dell’intero listino a partire dal 1 novembre prossimo. Facendo leva sul fattore prezzo e avviando nel contempo altre iniziative promozionali, il canale bar vuole facilitare il rilancio dei consumi.
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E' partito il 1 agosto il progetto che unisce Comune di Reggio e Associazione nazionale famiglie numerose
Le stime calcolano un risparmio a bambino di oltre 1000 euro. Con una riduzione drastica dell'inquinamento. La sperimentazione metterà alla prova la loro praticità e funzionalità
Si chiamano Mosè, Martino, Davide e Laura. Sono i quattro primi eroici sperimentatori (altri due si aggiungeranno nelle prossime settimane) che proveranno sulla loro pelle gli ecopannolini riciclabili.
Un progetto che unisce il Comune di Reggio e l'Associazione nazionale famiglie numerose (riunisce le famiglie con almeno quattro figli). Dal 1 agosto si cimenteranno con i pannolini di cotone lavabili in lavatrice Mosè (cinque mesi), Martino (7 mesi), Davide (10 mesi) e Laura (un anno). In ottobre e novembre nasceranno i loro compagni di avventura per completare la squadra di questi audaci, piccoli reggiani.
<E' un progetto che unisce due temi che ci stanno particolarmente a cuore - dice Luigi Picchi, coordinatore provinciale dell'Associazione -. Avere tanti bambini significa credere nel futuro e fare i conti con il presente. E oggi il futuro significa grande preoccupazione per l'ambiente, trovare un'alternativa ai pannolini usa e getta è un gesto che permette un risparmio ambientale di dimensioni insospettabili. Mentre il presente significa anche fare i conti con l'enorme risparmio economico che i pannolini riciclabili, se si riveleranno efficaci, daranno alle famiglie>.
<La sperimentazione lanciata con le Famiglie numerose reggiane - dice l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari - è l'occasione per combattere uno dei materiali più ostici presenti nei rifiuti. I pannolini usa e getta non sono ovviamente recuperabili. Se l'alternativa si rivelerà efficace, avremo un'arma importante nella nostra battaglia per ridurre i rifiuti a monte>.
La prova metterà sotto esame soprattutto comodità ed efficacia del prodotto. Mentre dal punto di vista economico ed ecologico saranno effettuate delle verifiche dei vantaggi che i pannolini riciclabili sembrano offrire.Un bimbo del Nord del mondo ha un peso ambientale pari a quello di 50 bambini africani: lo spreco proviene da giocattoli, abiti, arredi, ma soprattutto dai pannolini monouso composti da cellulosa e plastica. La pipì e la popò di dei nostri bimbi consuma, in un anno, all’incirca 600.000 tonnellate di pasta di legno dato che, in Italia, ogni giorno si usano circa 6 milioni e mezzo di pannolini. In Europa occidentale il numero è spropositato....22 miliardi di pannolini all’anno. Una montagna di cellulosa e plastica, con crescenti costi di smaltimento - dice Paolo Patria, coordinatore delle Famiglie Numerose della città di Reggio -. E stime altrettanto impressionanti vengono proposte dal punto di vista economico: i pannolini per i primi tre anni di vita del bambino costerebbe in tutto 250-300 euro usando quelli riciclabili, per arrivare ai 1500-2000 euro degli usa e getta>. E poi c'è il benessere del bambino: il cotone, di cui sono fatti questi pannolini, evita arrossamenti ai bambini, e mantiene le parti intime a una temperatura naturale.
Che cosa verificheranno le famiglie numerose reggiane? <Che i pannolini riciclabili funzionino bene - dice Picchi -. Che la loro gestione, i lavaggi, l'asciugatura possa essere affrontata senza creare troppe difficoltà a famiglie con tanti figli>. <E' evidente che la sperimentazione non parte dall'idea di arrivare a un risultato positivo - dice l'assessore Montanari -. Ma il test fatto dalle famiglie numerose permetterà di valutare e diffondere i pregi e gli eventuali limiti di questo prodotto>.
Ma come sono fatti i pannolini riciclabili, versione rivoluzionaria dei vecchi, ingestibili ciripà? Una mutandina di cotone, alla quale applicare uno o due inserti, costituisce la parte lavabile in lavatrice. Mentre all'interno si mette un sottile velo raccogli “popò’”destinato a essere gettato nel water al momento del cambio. I pannolini sporchi possono essere tenuti in ammollo in una bacinella, per essere poi lavati normalmente con la lavatrice insieme alla biancheria bianca.
In tutto - dice Paolo Patria- sono cinque le famiglie (una partecipa con due bambini), le situazioni vedono protagonisti nuclei familiari che hanno da tre a otto figli>. La ditta coinvolta nell'iniziativa è la piemontese Ecobimbi, sede nel comune montano di Roburent (Cuneo), che produce un prodotto in cotone. Entro ottobre sarà elaborata una prima valutazione e, se il progetto darà buoni risultati,, saranno fatte altre verifiche nel 2008.
Il Comune ha messo a disposizione delle Famiglie numerose che partecipano all'esperimento uno stock di pannolini riciclabili. <Prossimamente i pannolini ecologici saranno disponibili sugli scaffali dei principali punti vendita Conad e Coop di Reggio Emilia all'interno del progetto SPESA VERDE"- dice l'assessore Montanari -. Abbiamo riscontrato un grande interesse verso questo prodotto e ci è sembrato giusto dare la possibilità a tutti di poterli provare. Crediamo che se questo prodotto supererà una prova impegnativa come l'uso in famiglie con quattro, sei, otto figli, sarà davvero difficile pensare che non possano essere utilizzati da tanti altri bambini...>.
Per informazioni:
URP 0522 456600
Centro Educazione Ambientale 0522 456566
per acquistarli basta cerca "pannolini lavabili" su google
quando si e' fuori, i pannolini sporchi basta metterli nella sacca impermeabile:
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commenti (ANSA) - AOSTA, 20 NOV - Terminata la fase del confronto con la mediazione dell'assessore al commercio del comune di Aosta, Bruno Giordano, l'Amministrazione comunale e tutte le associazioni dei consumatori, dei sindacati e delle associazioni di categoria hanno sottoscritto oggi l'intesa per attuare il progetto 'Io C'entrò, teso a fronteggiare la crisi economica finanziaria in atto.
Dando atto "del senso di responsabilità manifestato dalle parti", Giordano ha espresso soddisfazione per "la sottoscrizione unanime del disciplinare e dell'accordo anche da parte di chi in un primo momento non aveva raccolto l'invito del Comune".
L'iniziativa, che sperimentalmente durerà fino a maggio, consiste, da parte dei commercianti e di chi eroga servizi (artigiani e altre categorie), nel praticare sconti nella quarta settimana del mese. "Pensiamo - ha precisato l'assessore - che così facendo si salvaguardano le famiglie a basso reddito ed i pensionati, ma al tempo stesso vogliano contribuire a produrre risparmi e rilanciare così i consumi".
Il disciplinare stabilisce le norme alle quali devono sottostare gli aderenti che riceveranno dal Comune una vetrofania che certifica l'adesione al progetto. L'Amministrazione si farà carico della campagna di informazione e dell'effettuazione dei controlli per il rispetto dell'intesa.
Gli esercizi che aderiscono a "Io c'entro", nella quarta settimana esporranno, tra l'altro, il prezzo originale del prodotto e quello scontato. Potranno anche bloccare il prezzo della merce o fornire servizi quali, ad esempio, consegnare la spesa a domicilio gratuitamente.
"A breve - ha concluso l'assessore - tutto il materiale informatico e la modulistica di adesione sarà disponibile sul sito web del Comune che pubblicherà anche l'elenco di tutti gli esercizi, agriturismi e alberghi compresi, che partecipano a 'io c'entro". (ANSA).
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Una rivoluzione: non solo ferroviaria, ma anche urbanistica, comportamentale, di sistema. L’Alta velocità ferroviaria - presentata ieri e pronta a partire il 14 dicembre - cambierà molte cose in un’Italia che, rimasta indietro per anni, oggi si ritrova con la rete più moderna e tecnologicamente più avanzata d’Europa. Con il drastico calo dei tempi di collegamento tra le città principali, si inaugura una nuova era di pendolarismo, che porterà con sé nuove abitudini di lavoro e un diverso rapporto con le distanze. Non è poco, in un Paese policentrico come il nostro, dove i «nuovi» collegamenti ferroviari saranno in grado anche di valorizzare le realtà locali e, con esse, la vita della gente che vi risiede.
10/11/08 Urbino (PU) - L'Assessorato alle attività produttive, in collaborazione con l'associazione "Cittadinanzattiva", informa le famiglie che il 15 novembre 2008 si apriranno le iscrizioni al progetto “CAmbieReSti? - Consumi, Ambiente, Risparmio energetico e Stili di vita”.
Scopo del progetto è guidare per 6 mesi 30 nuclei familiari alla sperimentazione di stili di vita e consumo sostenibili. I nuclei aderenti avranno l’occasione di sperimentare un nuovo stile di vita e cioè scelte di comportamento e di consumo che promuovano al tempo stesso il benessere personale, il rispetto dell’ambiente e la giustizia verso i popoli del Sud del mondo. Attraverso il monitoraggio dei cambiamenti nei consumi e nello stile di vita delle famiglie, alla fine del semestre, si cercherà di dimostrare com’è possibile risparmiare sulle bollette e sulla spesa, mangiando cibi più sani e rispettando l’ambiente e il sociale.
Possono partecipare a questa iniziativa 30 nuclei familiari (di qualsiasi tipo) che hanno voglia di aderire al progetto: le adesioni sono aperte a tutti quanti abbiano residenza o domicilio nel Comune di Urbino.
Saranno ammesse al progetto le prime 30 domande presentate.
La durata del progetto è di sei mesi, da gennaio a giugno 2009.
Le iscrizioni sono aperte dal 15 novembre al 15 dicembre 2008. Per iscriversi è necessario ritirare/scaricare l'apposito modulo disponibile presso:
• l’Assessorato attività produttive, via san Domenico, 1 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00)
• la sede dell’associazione Cittadinanzattiva, via Gramsci, 29 - Urbino (il martedì dalle ore 10,00 alle 12,00)
• il CEA – Centro educazione Ambientale, Via Fratelli Rosselli, 1 (da martedì a sabato dalle ore 15.30 alle 19.30 e martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle 13.00)
• la Bottega del Commercio Equo e Solidale (da lunedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 16,30 alle 19,30)
• il sito www.comune.urbino.pu.it nella sezione Informazione Servizi
Il modulo di iscrizione deve pervenire entro e non oltre il termine del 15 dicembre 2008 a: Comune di Urbino Ufficio Protocollo, via Puccinotti, 3 - 61029 Urbino (PU) specificando sul retro della busta la dicitura: “Progetto CAmbieReSti?”.
Funzionamento
Perché la sperimentazione funzioni, ogni nucleo familiare dovrà:
 impegnarsi, al momento dell’iscrizione, a percorrere la strada del cambiamento sia nella vita privata sia partecipando alle attività collettive;
 leggere i contatori di acqua, luce e gas e fornire al tutor i dati raccolti ogni due mesi, con modalità da definire;
 rispondere a dei questionari sui propri stili di vita all’inizio e alla fine della sperimentazione.
L’attività dei nuclei familiari sarà gestita tramite incontri mensili seguiti da un tutor, che fungerà da coordinatore. Ad ogni nucleo familiare coinvolto sarà fornita una guida contenente informazioni e consigli utili per modificare i propri consumi e comportamenti.
Tutti le famiglie aderenti avranno:
• accesso agevolato ad informazioni su: “consumo responsabile”, possibilità di risparmio energetico, riduzione dei rifiuti ed opportunità di finanziamento esistenti a livello locale e nazionale;
• accesso a occasioni di formazione e scambio, supporto al cambiamento e al monitoraggio dei cambiamenti effettuati, assistenza costante attraverso il contatto telefonico e personale con i responsabili del progetto;
• incentivi materiali al cambiamento, nella forma di beni e servizi che verranno distribuiti alle famiglie partecipanti nelle varie fasi della sperimentazione.
Conclusione
Alla fine della sperimentazione verrà organizzata un’iniziativa in cui verranno premiate le famiglie aderenti all’iniziativa e presentati al pubblico i risultati ottenuti dal progetto.
Per informazioni è possibile contattare il responsabile del progetto, Jacopo Cherchi, e-mail: cambieresti@yahoo.it, tel:
Comunicazione da parte dell' Assessore alle Attività Produttive Donato Demeli
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Boston - Scoperto un metodo per far rigenerare i tessuti dei nervi ottici danneggiati. Ad annunciarlo un gruppo di ricercatori americani che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca su Science. La scoperta porta speranze per i pazienti che, a causa della rottura di questo nervo, hanno perso la vista. La nuova tecnica e' stata messa a punto dal team di ricercatori del Children's Hospital di Boston guidato da Zhigang He. I ricercatori hanno infatti scoperto che silenziando duespecifiche proteine e' possibile favorire la ricrescita spontanea di questo nervo, diversamente da quanto accade ad altri tessuti nervosi, come per esempio il midollo spinale. Dopo due settimane di trattamento, le cavie alle quali era stato reciso il nervo ottico hanno manifestato un sensibile miglioramento. (AGI)
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commenti (3)Anche per il pneumatico si profila un futuro di economia gestionale e di rispetto ambientale. L’orientamento è emerso nella «Giornata dell'Innovazione» al Centro Tecnologico Michelin di Clermont-Ferrand, Francia, la struttura cardine della multinazionale francese che investe annualmente 600 milioni in ricerca e sviluppo. Operativa da metà Anni Sessanta, si estende su 450 ettari, ha 19 piste di prova (per complessivi 41 km) e impiega oltre 3.200 addetti. Il tutto a sovrintendere una produzione di circa 190 milioni di pneumatici/anno. «Oggi - ha spiegato Didier Miraton, uno dei top manager del Gruppo - il pneumatico è responsabile per il 30% del consumo di un autoveicolo; occorre quindi migliorare questo aspetto, curando parallelamente sicurezza e durata».
In campo automobilistico la risposta più avanzata di Michelin si chiama Energy Saver, sul mercato da un anno, che beneficia di nuovi procedimenti di fabbricazione e utilizza materiali che ne riducono il peso del 10% e ne ottimizzano il comportamento stradale. Un confronto fra due Mercedes C 220 CDI ha evidenziato come quella equipaggiata con Energy Saver abbia ottenuto una riduzione dei consumi pari a 0,2 litri ogni 100 km, corrispondenti a un abbattimento di CO2 di 4 g/km.
Inoltre, in una serie di test su bagnato a 70 km/h, questo pneumatico ha «firmato» una riduzione degli spazi d’arresto da 2,2 a 2,4 metri, assicurando un anno di vita in più (15mila km).
Alcune delle sue tecnologie sono estese al nuovo X Energy Saver Green per i veicoli industriali pesanti, settore dove il costo del carburante rappresenta oggi il 27% della spesa, contro il 19% di 10 anni fa. In pista si sono sfidati due pesanti Renault: inserendo il «folle» a 35 km/h, quello con coperture X Energy Saver Green ha percorso da 30 a 50 metri in più prima di fermarsi. Scorrevolezza si traduce nel primo ciclo di vita del pneumatico in 1.000 litri di gasolio risparmiati e in meno 2,5 tonnellate di CO2. Nell’agricoltura il prodotto più innovativo si chiama XeoBib, pneumatico per trattori con potenze da 80 a 200 Cv che, grazie alla formulazione delle mescole e al battistrada con profilo piatto, può essere utilizzato con una pressione inferiore o pari a 1 bar. Riduce drasticamente il compattamento del terreno e aumenta l'impronta del 24%, incrementando del 10% la trazione, con risparmio di tempo e carburante. Inoltre la durata aumenta del 25%, le vibrazioni si riducono e il comportamento stradale migliora.
Una evidente prova di forza viene fornita dal pneumatico 59/80R63 XDR che si pone al vertice della gamma cava/miniere a cielo aperto. E' da record: il più grande al mondo, con i suoi 4,03 metri di altezza, 1,50 di larghezza, oltre 5.000 kg di peso. La messa a punto è stata determinante nello sviluppo del Caterpillar 797B, in grado di trasportare 360 tonnellate di carico, per complessive 600 tonnellate. Garantisce una durata superiore del 25% rispetto allo standard e può essere completato dal sistema Mems per il controllo a distanza della pressione e della temperatura. Da record anche il suo costo: circa 63.000 dollari.
ALBERTO CALLIANO - da LaStampa.it
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Rispetto ad un processo di lavaggio normale, la sfera di lavaggio Biowashball diminuisce i rischi di allergia correlati con i detersivi, elimina i microrganismi, apporta benessere, fa risparmiare e preserva la natura.
- Benessere: nessun effetto secondario dovuto ai residui di detersivo sulla biancheria.
- Antibatterica: sopprime i microrganismi patogeni.
- Economica: elimina l’uso dei detersivi (circa 1000 € di risparmio in 3 anni su una base di un lavaggio/giorno), risparmio di elettricità (lavaggio a una temperatura massima di 50° per tutta la biancheria, anche quella bianca).
- Ecologica (senza fosfati): preservazione dell’acqua e delle falde freatiche.
- La Biowashball è una sfera di lavaggio che rappresenta un’alternativa duratura all’utilizzo della palma da sapone indiana (frutto del Sapindus Mukorossis) il cui uso intensivo è attualmente all’origine di una deforestazione in massa delle foreste dell’India e del Nepal.
La Biowashball è stata inserita nella guida degli ecoprodotti.

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commenti (2)Giulio ha raccolto il nostro invito a segnalare esperienze dirette, positive o negative, nel campo dei consumi. Facciamo pubblicità gratuita alle aziende che operano bene, ma al contempo mettiamo in guardia i consumatori da quelle che non lo fanno, quando appunto l'esperienza è diretta.
Pubblico l'email che mi ha inviato Giulio:
Io vivo a Milano e come gestore avevo l'aem con le sue relative grane: inefficienza nel gestire i problemi, call center inutile, mancato recapito di bollette o sorprese nelle bollette stesse. Ho combattuto con loro per anni e non sapevo di poter cambiare gestore, analogamente a quanto avviene per la linea telefonica ad esempio.
Poi spulciando un po' in rete ho trovato qualcuno che parlava dei vari gestori tra i quali MPE, così mi sono informato. E' stato molto semplice perchè il loro sito è chiaro e ho fatto tutta la procedura online in tre minuti, mi sono serviti solo i dati delle bollette precedenti. La mia preoccupazione maggiore era quella che venisse qualche tecnico a casa e, sai, per lavoro non ho molto tempo e inoltre queste cose sono sempre una scocciatura. Invece non servivano interventi di tipo tecnico ma quello che ho cambiato in pratica è solo la gestione commerciale della fornitura.
Io sono un tipo un pochino ansioso per queste cose anche perchè sono rimasto scottato da aem ma ho trovato la sezione FAQ molto esaustiva e ho pure usufruito del servizio clienti online, devo ammettere di averli trovati molto efficienti.
Per ora posso dirti che mi trovo molto bene e che dopo un mesetto circa che avevo attivato il servizio mi sono tornate indietro i 250 Euro che avevo dato come cauzione a quelli dell'AEm.
Ho scelto la tariffa ricaribile perchè mi fa sentire meno vincolato e mi permette di controllare meglio i miei consumi: esattamente la stessa cosa di avere il telefonino.
Inoltre credo che di questi tempi avere bloccato il prezzo dell'energia per due anni sia una gran cosa dati i continui aumenti. Facendo il confronto con il vecchio gestore, per ora sto risparmiando soldi, tempo e seccature!
Spero di essere stato d'aiuto.
Giulio
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