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domenica, 22 novembre 2009

Why Social Networking will change Society

Un rapporto pubblicato il 19 novembre l'Istituto per le prospettive tecnologiche (IPTS) del Centro comune di ricerca (CCR) ha detto che la crescita del Web 2.0 permette agli utenti Internet per giocare un ruolo importante nel modo in cui pubblici e commerciali di prodotti e servizi sono di forma e utilizzati. Web 2.0, termine per la 'seconda ondata' del world wide web, è caratterizzata da applicazioni con contenuti generati dagli utenti (come i blog ei siti di social networking), e per il cloud computing (in cui i dati e le applicazioni vengono memorizzati sul server Web e sono accessibili da qualsiasi browser Web, anziché essere installati localmente in un ufficio, per esempio).

La relazione, 'The Impact of Social Computing l'Unione europea della società dell'informazione ed economia', dice che nel 2008, il 41% degli utenti di Internet sono stati impegnati in 'attività di social computing' attraverso i siti di social networking come i blog, i giochi online multi-player, e foto e siti di video sharing come YouTube.

Il fenomeno di social networking sta cambiando modi di comunicare e di tutti i giorni che interagiscono e si potrebbe anche svolgere un ruolo importante nei cittadini coinvolti in dibattiti politici e sociali.

Il rapporto esamina in che modo computing sociale sta cambiando la nostra vita quotidiana, come le persone usano i siti Internet di social networking di partecipare ancora a programmi di educazione al di fuori di lavoro per migliorare le loro conoscenze e competenze, aderire online organizzazioni politiche o ambientali, firmare petizioni on-line e partecipare alla vita sociale e politica dibattito. Un maggiore coinvolgimento nella vita sociale e delle reti informatiche aziendali significa che le persone possono diventare più coinvolti nella comunità, che potrebbe aiutare i gruppi particolarmente a rischio di esclusione sociale, come gli immigrati.

La relazione fa il punto che nei prossimi 10 o 20 anni, social computing avrà un impatto enorme su molti settori della vita, comprese l'innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, e contribuendo a rendere le imprese più competitive in quanto possono utilizzare il social networking siti per pubblicizzare se stessi, i loro prodotti ed etica. Il coinvolgimento dei cittadini di più nella vita sociale e pubblica può anche portare ad una maggiore trasparenza nei processi di governo e una maggiore responsabilizzazione delle persone.

La relazione mette in evidenza alcuni dei rischi connessi a un aumento di social computing, come il divario nuova 'digitale' che separa coloro che hanno le competenze e le conoscenze necessarie per beneficiare appieno e quelli senza. Si discute anche le minacce emergenti per la sicurezza, la sicurezza e la privacy per quanto riguarda le grandi quantità di dati personali che la gente deposita sui siti di social networking.

Web 2.0 non si riferisce a modifiche tecniche in modo che le applicazioni Web di lavoro, ma per la natura sempre più ampia di ciò che essi sono utilizzati per. Internet è ora utilizzato da 1,7 miliardi di persone (24,7% della popolazione mondiale). Più di 160 milioni di persone ogni mese accedono a siti di social networking come Facebook e Twitter, e ci sono oggi oltre 100 milioni di blog con più di 100.000 nuovi creati ogni giorno.
 
http://cordis.europa.eu/
 
Contact person: For more information, please visit:

JRC Institute for Prospective Technological Studies (IPTS):
http://ipts.jrc.ec.europa.eu/

Remarks:

Category: General policy

Data Source Provider: Joint Research Centre (JRC)

Document of reference: Ala-Mutka, K et al. The Impact of Social Computing on the EU Information Society and Economy. JRC Institute for Prospective Technological Studies (published 19 November 2009). DOI: 0.2791/29872

Subject index: Information and communication technology applications ,Information, Media,Information Processing, Information Systems,Network technologies ,Social Aspects

Programme Acronym:
FP7-JRC

Related News:
How the Internet is affecting teens' worlds

Record control number (RCN):31492


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categorie: commissione europea, social prosumer

Telecomunicazioni

IP/09/ 1800

Bruxelles, 20 novembre 2009

Telecomunicazioni: la Commissione europea si compiace per l ’approvazione, da parte dei ministri UE, di un’ampia riforma per un mercato unico delle telecomunicazioni competitivo - http://europa.eu/

Il Consiglio dei ministri dell’Unione europea ha approvato oggi all’unanimità il pacchetto di riforme del settore europeo delle telecomunicazioni che la Commissione europea aveva proposto per la prima volta nel 2007. La decisione odierna del Consiglio fa seguito all’accordo politico sul pacchetto raggiunto nella fruttuosa riunione del 5 novembre tra il Parlamento europeo e il Consiglio ( MEMO/09/491 ). Le nuove regole permetteranno di rafforzare la concorrenza e gli investimenti sul mercato europeo delle telecomunicazioni e di offrire maggiore certezza alle imprese che investono nella fibra ottica ad alta velocità e nelle reti senza fili. Grazie a esse si renderanno disponibili anche frequenze supplementari per i nuovi servizi mobili. il Parlamento europeo voterà la settimana prossima, nella sessione plenaria di Strasburgo, per l’approvazione formale del pacchetto sulle telecomunicazioni. La riforma delle telecomunicazioni si applicherà non appena le nuove norme saranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nel dicembre 2009.

L’adozione odierna del pacchetto telecomunicazioni da parte del Consiglio dei Ministri è un chiaro segnale per un rafforzamento della concorrenza e degli investimenti in reti e servizi di telecomunicazioni nuovi e più rapidi, in un mercato unico più forte. La Commissione europea si è battuta per due anni per questa riforma: mi compiaccio che molte delle nostre ambizioni europee siano state approvate dai Ministri, grazie all’impulso della Presidenza svedese ” ha affermato Viviane Reding, Commissaria europea per le telecomunicazioni. “L’approvazione della riforma delle telecomunicazioni da parte del Consiglio giunge al momento giusto: in questi tempi di crisi finanziaria ed economica, con un PIL dell’UE che secondo le previsioni scenderà quest’anno del 4%, la riforma avrà un impatto macroeconomico molto positivo. Le nuove norme europee in materia di telecomunicazioni daranno un contributo decisivo alla creazione di un mercato unico delle telecomunicazioni più forte, più competitivo e più vicino alle esigenze dei consumatori, sostenuto da reti più veloci, in fibra ottica o mobili, in tutta Europa. Offriranno inoltre certezza giuridica agli operatori delle telecomunicazioni, storici o nuovi, e garantiranno l’adozione di decisioni coerenti in tutti gli Stati membri.”

Per informazioni sulle 12 riforme più importanti del nuovo pacchetto UE sulle telecomunicazioni v. MEMO/09/491 .

Le prossime tappe:

  • voto finale sul pacchetto di riforma in terza lettura nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo (prevista per il 24 novembre 2009);

  • entrata in vigore dell ’intero pacchetto di riforma delle telecomunicazioni con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (dicembre 2009);

  • creazione dell ’organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) nella primavera del 2010;

  • recepimento del pacchetto di riforma delle telecomunicazioni negli ordinamenti nazionali dei 27 Stati membri (entro giugno 2011).

Per ulteriori informazioni:

Testo preliminare del pacchetto di riforma approvato: http://ec.europa.eu/

MEMO/09/513

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categorie: commissione europea, social prosumer
domenica, 08 novembre 2009

L'UE mette in moto il futuro

L'UE mette in moto il futuro - http://cordis.europa.eu/

Data 2009-11-04

I veicoli elettrici rappresentano il futuro e molti ricercatori sono impegnati nello sviluppo di tali automobili, per far avanzare la tecnologia e proteggere l'ambiente. Il progetto E3CAR ("Energy efficient electrical car") finanziato in parte dall'Unione europea e dal consiglio ENIAC (European Nanoelectronics Initiative Advisory Council) è pronto ad affrontare la sfida. L'obiettivo del progetto è lo sviluppo di tecnologie nanoelettroniche, in particolare per i veicoli elettrici e ibridi. E3CAR incrementerà l'efficienza delle macchine elettriche attraverso l'uso di componenti semiconduttori avanzati. I risultati aiuteranno l'Europa a conquistare una solida posizione nel campo di tali tecnologie.

E3CAR mira allo sviluppo di tecnologie, dispositivi, circuiti, architetture e moduli nanoelettronici per automobili elettriche e ibride, per arrivare alla presentazione di questi moduli in sistemi finali. Guidato dall'azienda tedesca Infineon Technologies AG, il consorzio E3CAR è costituito da 33 partner appartenenti al mondo industriale e della ricerca di 12 paesi europei, tra cui Finlandia, Germania, Italia, Norvegia e Repubblica ceca.

Il progetto E3CAR - che terminerà alla fine del 2011 - intende contribuire all'obiettivo europeo di promuovere la ricerca nel campo dei componenti per i veicoli ad energia elettrica. Il consorzio punta sulla ricerca relativa ai componenti semiconduttori e moduli elettrici con la capacità di controllare la fornitura e distribuzione di elettricità in questi veicoli innovativi.

I partner hanno dichiarato che l'efficienza del veicolo elettrico sarà incrementata grazie all'uso di componenti semiconduttori avanzati in quattro settori principali: conversione elettrica, gestione elettrica, rete di distribuzione elettrica e monitoraggio dinamico intelligente.

Aumentando l'efficienza di oltre un terzo (35%), i partner di E3CAR ritengono che i veicoli elettrici saranno in grado di viaggiare più a lungo grazie all'applicazione di una batteria che ha le stesse dimensioni di quelle usate attualmente.

I ricercatori sono soprattutto impegnati nell'aumentare la durata tra le ricariche della batteria e nell'integrare i componenti per rendere la batteria, il caricatore e la rete di distribuzione elettrica più leggera, più piccola e più economica. I partner intendono anche incrementare l'efficienza del convertitore elettrico al fine di garantire un uso della batteria quanto più alto possibile per "muovere" il veicolo ed evitare che l'energia vada persa come calore.

La dotazione di bilancio per il progetto si aggira intorno ai 44 milioni di euro, di cui la metà proveniente dai 33 partner industriali e di ricerca e la somma restante dall'UE, dall'ENIAC e da 11 organi finanziatori in Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica ceca e Spagna.

In definitiva, il lavoro svolto dai partner di E3CAR contribuirà all'avanzamento delle tecnologie relative ai veicoli biocompatibili e ad alta efficienza energetica. Il progetto aiuterà l'UE a raggiungere i suoi obiettivi per lo sviluppo di tecnologie verdi, riducendo le emissioni di carbonio e il consumo di combustibili fossili liquidi.

Persona di Contatto:Per maggiori informazioni, visitare:

E3CAR:
http://www.e3car.eu/

Ricerca dell'UE:
http://ec.europa.eu/research/index.cfm?lg=it

Note:

Categoria: Progetti

Fonte dei dati: E3CAR; Infineon; presseagentur.com

Riferimento del documento: Sulla base di informazioni fornite da E3CAR, Infineon e presseagentur.com

Indice di argomenti: Cambiamento climatico e ricerca sul ciclo del carbonio,Coordinamento, cooperazione,Elettronica, Microelettronica,Protezione ambientale,Innovazione, trasferimento di tecnologie,Ricerca scientifica,Trasporti

Programma:
FP7-JTI

Notizie correlate:
Europe building greener technology for cleaner cars

Numero controllo record (RCN):31435

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categoria:ict , research, european commission, social prosumer, fp7 , fp6 , e-procurement, smes

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categorie: commissione europea, research, social prosumer
giovedì, 22 ottobre 2009

L’UE è pronta per la banda larga senza fili sulle frequenze GSM

IP/09/ 1545 - Bruxelles, 20 ottobre 2009

L’UE è pronta per la banda larga senza fili sulle frequenze GSM http://europa.eu/

La pubblicazione in data odierna, sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, di nuove misure che consentono ai telefoni 3G l’utilizzo delle frequenze GSM apre la strada a una nuova generazione di servizi mobili in Europa. Viene dato in tal modo seguito all’accordo raggiunto nel mese di luglio ( IP/09/1192 ) dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri al fine di modernizzare la normativa europea (la direttiva GSM) sull’uso dello spettro radio necessario per i servizi mobili. Le nuove misure dell’UE favoriranno una maggiore concorrenza sul mercato europeo delle telecomunicazioni e agevoleranno gli operatori nella fornitura di servizi paneuropei più rapidi, come l’internet mobile, accanto ai servizi GSM attualmente disponibili. Esse favoriranno inoltre l’introduzione di servizi a banda larga senza fili, uno dei motori della ripresa economica dell’UE.

In un periodo di recessione economica, il settore europeo della telefonia mobile ha ricevuto oggi un chiaro segnale che indica il risoluto sostegno da parte dei responsabili delle politiche. La nuova normativa europea pubblicata oggi consente di riorganizzare lo spettro radio nella banda GSM per nuovi servizi mobili e di aumentare la concorrenza e offre al settore la possibilità di risparmiare fino a 1,6 miliardi di euro in costi di investimento ”, ha dichiarato Viviane Reding, commissario europeo responsabile delle telecomunicazioni. Con decisioni di questo tipo, l’Europa provvede a conservare un vantaggio competitivo nel settore dei servizi senza fili.

Le nuove norme comunitarie rientrano tra gli sforzi compiuti dalla Commissione europea per offrire maggiori opportunità di spettro alle comunicazioni senza fili. Le misure pubblicate oggi aprono la banda di frequenze GSM a dispositivi più avanzati di comunicazione senza fili. Una nuova decisione e una direttiva che modernizza la direttiva GSM del 1987 sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’UE, divenendo in tal modo parte del diritto comunitario, e devono ora essere applicate in tutti i 27 Stati membri dell’Unione.

Le nuove norme consentono inoltre di adattare più facilmente l’attribuzione delle frequenze radio nella banda dei 900 MHz per consentire anche l’applicazione delle nuove tecnologie a banda larga ad alta velocità di quarta generazione. Gli apparecchi attuali continueranno a funzionare senza problemi ma potranno altresì utilizzare nuove tecnologie per accedere a servizi a banda larga ad alta velocità.

Le norme riformate avranno un impatto economico positivo sul settore e promuoveranno l’adozione di nuovi servizi senza fili, grazie alla riduzione dei costi di rete derivanti dall’utilizzo di bande di frequenza più basse.

La nuova decisione della Commissione stabilisce i parametri tecnici che permettono la coesistenza dei sistemi GSM (telefoni cellulari di seconda generazione - 2G) e UMTS (telefoni di terza generazione - 3G - che aggiungono ai servizi telefonici normali l ’internet mobile ad alta velocità), attivi sulle frequenze GSM di 900 e 1800 MHz in linea con la direttiva. La decisione si basa sulla decisione europea relativa allo spettro radio , che istituisce un meccanismo per l’adozione di norme tecniche armonizzate in base alle proposte provenienti dagli esperti nazionali in materia di frequenze radio.

Le amministrazioni nazionali dispongono ora di sei mesi per recepire la direttiva e applicare la decisione in modo tale da rendere le bande di frequenza GSM pienamente disponibili per i telefoni di terza generazione. Al momento dell’apertura delle licenze GSM esistenti, le autorità di regolamentazione nazionali dovranno esaminare le condizioni di concorrenza tra gli operatori di telefonia mobile e prendere misure contro le eventuali distorsioni, conformemente alla normativa comunitaria in materia di telecomunicazioni. La decisione prevede inoltre la possibilità di introdurre modifiche che permettano di includere parametri tecnici d’uso per altri sistemi non GSM la cui compatibilità potrà essere verificata in una fase successiva.

Contesto

La direttiva GSM del 1987 riservava l’uso di una parte della banda di frequenza 900MHz alle tecnologie di accesso note sotto il nome di GSM (Global System for Mobile o originariamente Groupe Spécial Mobile), come ad esempio i telefoni cellulari. È stato tuttavia necessario aggiornarla per permette l’uso di questa banda dello spettro da parte delle tecnologie senza fili più avanzate di nuova generazione.

Nel novembre 2008 la Commissione europea ha proposto di condividere con altre tecnologie più avanzate le frequenze assegnate ai telefoni mobili, a partire dalla tecnologia mobile in banda larga di terza generazione (Universal Mobile Telecommunications System, UMTS). La proposta è stata approvata dal Parlamento europeo nel maggio 2009 con 578 voti ( MEMO/09/219 ) e dal Consiglio dei ministri nel luglio 2009 ( IP/09/1192 ). La direttiva aggiornata 2009/114/CE è stata firmata dai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri nel mese di settembre e viene oggi pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea insieme alla decisione della Commissione.

Nel suo discorso “L’Europa digitale: agire rapidamente per la ripresa economica” del 9 luglio scorso ( SPEECH/09/336 ), la commissaria europea alle telecomunicazioni, Viviane Reding, ha illustrato l’Agenda europea del digitale, che prevede, tra i primi interventi, il raggiungimento in tempi brevi dell’accordo sulla riforma della direttiva GSM.

Le informazioni sulla politica della Commissione in materia di spettro radio sono disponibili al seguente indirizzo:

http :// ec . europa . eu / information _ society / policy / ecomm / radio _ spectrum / index _ en . htm

Directive 2009/114/EC of 16 September 2009 amending Council Directive 87/372/EC

Decision 2009/766/EC of 16 October 2009

MEMO /08/725

postato da: oscarboscaro alle ore 19:57 | Permalink | commenti
categoria:ict , research, european commission, social prosumer, smes

mercoledì, 14 ottobre 2009

E-Procurement Platforms focused on SMEs


postato da: oscarboscaro alle ore 22:06 | link | | Add to Technorati Favorites commenti
categorie: commissione europea, research, social prosumer
sabato, 01 agosto 2009

FP7 Calls Service

The European Commission has published several calls for proposals in various thematic areas of the Seventh Framework Programme (FP7).

Thematic areas under the Cooperation Specific Programme include:
- 'Health' (three calls);
- 'Food, agriculture and fisheries, and biotechnology' (one call);
- 'Information and communication technologies' (two calls);
- 'Nanosciences, nanotechnologies, materials and new production technologies' (six calls);
- 'Energy' (four calls);
- 'Environment (including climate change)' (one call);
- 'Transport' (six calls);
- 'Socio-economic sciences and humanities' (four calls);
- 'Space' (one call);
- 'Security' (one call).

Calls under the Capacities Specific Programme are dedicated to the following Themes:
- 'Research infrastructures' (two calls);
- 'Research for the benefit of SMEs' (one call);
- 'Regions of knowledge' (one call);
- 'Research potential' (two calls);
- 'Science in society' (four calls);
- 'Activities of international cooperation' (four calls).

An additional seven cross-thematic calls combine up to five different Themes. Finally, the European Research Council (ERC) Starting Independent Researcher Grants (three sub-calls) are intended to support up-and-coming research leaders who are about to establish or consolidate a proper research team and to start conducting independent research in Europe.

Contact person:For further information, please contact:
http://cordis.europa.eu/fp7/calls/

Remarks:

Category:Calls

Data Source Provider:Official Journal of the European Union

Document Reference:OJ No C 177 of 30 July 2009

Subject index:Other Energy Topics,Biotechnology,Resources of the Sea, Fisheries,Scientific Research,Environmental Protection,Climate change & Carbon cycle research,Medicine, Health,Nanotechnology and Nanosciences,Economic Aspects,Social Aspects,Security,Agriculture,Space & satellite research,Food,Coordination, Cooperation

Programme Acronym: FP7-REGIONAL , FP7-SIS , FP7-ENVIRONMENT , FP7 , FP7-ENERGY , FP7-SPACE , FP7-INFRASTRUCTURES , FP7-TRANSPORT , FP7-HEALTH , FP7-INCO , FP7-SSH , FP7-IDEAS , FP7-KBBE , FP7-SECURITY , FP7-NMP , FP7-ICT , FP7-SME

Record control number (RCN):31090

http://cordis.europa.eu/

FP7 Calls Service


martedì, 28 luglio 2009

L ’UE libera ancora spettro per servizi mobili nuovi e più veloci

http://europa.eu/

L ’Europa ha compiuto oggi un importante passo avanti verso una nuova generazione di servizi mobili. Il Consiglio dei ministri ha seguito il Parlamento europeo e ha approvato una proposta della Commissione sull’ammodernamento della normativa comunitaria, la cosiddetta direttiva GSM, sull’uso dello spettro radio necessario per i servizi mobili. La direttiva GSM del 1987 riserva l’uso di una parte della banda di frequenza 900MHz alle tecnologie di accesso note sotto il nome di GSM (Global System for Mobile o originariamente Groupe Spécial Mobile), come ad esempio i telefoni cellulari. La direttiva aggiornata permette ora di utilizzare la banda di frequenze 900 MHz per offrire servizi paneuropei più rapidi come l’Internet mobile, oltre ai tradizionali servizi GSM. Questa nuova flessibilità rafforzerà la concorrenza sul mercato europeo delle telecomunicazioni e contribuirà ad una diffusione più ampia e rapida dei servizi in banda larga senza fili, che rappresentano oggi uno dei motori della ripresa economica. Dalla riforma della direttiva GSM ci si aspettano risparmi per l'industria fino a 1,6 miliardi di euro. La nuova direttiva GSM entrerà in vigore in ottobre. La Commissione aveva proposto di riformarla parallelamente al quadro normativo europeo delle telecomunicazioni. La direttiva GSM aggiornata è la prima di una serie di importanti direttive nel settore delle telecomunicazioni in corso di elaborazione e grazie all’accordo odierno del Parlamento e del Consiglio è ora possibile muoversi verso un’economia senza fili più forte.

" La norma GSM costituisce un successo per l’Europa che l’ha creata. Nell’aggiornare la direttiva GSM l’Unione europea apre la strada ad una nuova generazione di servizi e tecnologie dove l’Europa può diventare un leader mondiale" ha affermato la commissaria europea alle telecomunicazioni, Viviane Reding. "Desidero ringraziare il Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri che lo hanno permesso adottando rapidamente la riforma di questo importantissimo capitolo della legislazione in materia di telecomunicazioni. La riforma permetterà di rimuovere gli ostacoli che gravano sugli operatori, i quali potranno attivare nuove tecnologie nella banda di frequenze GSM per sviluppare servizi mobili in banda larga ad alta velocità. Ciò permetterà di dare una spinta all’economia europea senza fili e contribuirà al decollo dell’Europa digitale. "

Nel novembre 2008 la Commissione europea ha proposto di condividere con altre tecnologie più avanzate le frequenze assegnate ai telefoni mobili, a partire dalla tecnologia mobile in banda larga di terza generazione (Universal Mobile Telecommunications System, UMTS). La proposta è stata approvata dal Parlamento europeo nel mese di maggio con 578 voti ( MEMO/09/219 ). Con l’odierna approvazione finale da parte dei Ministri delle telecomunicazioni dei 27 Stati membri la direttiva riformata può entrare in vigore. Le nuove norme agevoleranno la modifica dell’assegnazione dello spettro nella frequenza 900 MHz che permetterà anche il lancio di una quarta generazione di tecnologie in banda larga ad alta velocità.

Gli apparecchi usati attualmente dei consumatori continueranno a funzionare senza problemi , ma potranno usare anche nuove tecnologie per accedere a servizi in banda larga ad alta velocità. La riforma della direttiva sortirà anche effetti economici positivi per il settore e agevolerà la diffusione di nuovi servizi senza fili, grazie alla contrazione dei costi di rete derivanti dall’uso di bande di frequenza più basse, con risparmi per il settore delle telecomunicazioni fino a 1,6 in miliardi di euro in costi di capitale per la fornitura di un’unica rete europea.

Contesto

La direttiva GSM del 1987 aveva assegnato determinate frequenze radio (nella banda di 900 MHz) ai servizi GSM. E stato però necessario aggiornarla per permette l ’uso di questa banda dello spettro da parte delle tecnologie senza fili più avanzate di nuova generazione.

Nel novembre 2008 la Commissione, in risposta ai rapidi cambiamenti tecnologici, ha proposto una modifica della direttiva per permettere la coesistenza delle nuove tecnologie con il GSM nella banda di frequenze a 900 MHz. Questa banda sarà aperta ad altri sistemi non appena si creerà la possibilità tecnica di coesistenza con lo standard GSM. Si comincerà con la tecnologia UMTS che si è già dimostrata compatibile.

Nel suo discorso "L’Europa digitale: agire rapidamente per la ripresa economica" del 9 luglio scorso ( SPEECH/09/336 ), la commissaria europea alle telecomunicazioni, Viviane Reding, ha illustrato l’Agenda europea del digitale, che prevede, tra i primi punti, il raggiungimento in tempi brevi dell’accordo sulla riforma della direttiva GSM.

I prossimi passi

La direttiva aggiornata sarà firmata in settembre dai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri e quindi sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Contemporaneamente la Commissione adotterà una decisione che entrerà in vigore alla stessa data, in cui stabilisce le misure tecniche che permettono la coesistenza del sistema GSM (telefoni cellulari di seconda generazione) con i sistemi UMTS (telefoni di terza generazione, 3G, che aggiungono ai servizi telefonici normali l’Internet mobile ad alta velocità), attivi sulle frequenze GSM in linea con la direttiva. La decisione sarà basata sulla decisione europea dello spettro radio che istituisce un meccanismo per l’adozione di norme tecniche armonizzate in base alle proposte provenienti dagli esperti nazionali in materia di frequenze radio. Prevede inoltre la possibilità di modifiche che permettano parametri tecnici d’uso per altri sistemi non GSM la cui compatibilità potrà essere verificata in una fase successiva. Le amministrazioni nazionali avranno allora sei mesi per recepire la direttiva e attuare la decisione in modo che le bande di frequenza dello spettro GSM siano pienamente disponibili per la 3G.

http://europa.eu/


domenica, 26 luglio 2009

Luigi de Magistris presidente commissione Bilancio europea

Luigi de Magistris è stato eletto presidente della Commissione Controllo Bilancio dell'Unione Europea. E' la migliore notizia dell'estate. Potrà verificare gli stanziamenti ai diversi Paesi europei, il loro reale utilizzo, colpire le frodi, informare i cittadini italiani attraverso la Rete. Nel 2007 andai a Strasburgo insieme a de Magistris per denunciare lo scandalo dei fondi europei attribuiti all'Italia che finiscono nelle tasche dei partiti, delle lobby e delle mafie. Una cifra pari a nove miliardi di euro ogni anno. Chiesi ai parlamentari presenti di non mandarci più soldi, era come mandarli a Bokassa. ... [continua]

 

mercoledì, 22 luglio 2009

PENSIERO RIVOLTO AI SOCIAL NETWORK - BLOGGER

http://we.thinkaboutit.eu/profiles/blogs/pensiero-rivolto-ai-social
Mi chiamo Oscar Boscaro e sono un semplice Italiano e voglio scrivere un articolo che farà sicuramente riflettere. Vorrei spendere alcuni miei pensieri e idee circa l'Unione Europea e le sue Politiche, grazie Ruth Spencer per il messaggio inviato in data 26 Aprile 2009, mi scuso di non aver risposto prima, semplicemente perchè ho cercato di capire la Filosofia di questa Community.

A me piacerebbe molto che l'Unione Europea potesse dare l'opportunita ai BLOGGER di portare avanti iniziative e Progetti, come sto facendo IO con il mio BLOG, ma sfortunatamente nel mio Paese non è ancora chiara la figura del BLOGGER, anzi non viene nemmeno presa in considerazione.

Eppure da un'Idea potrebbero scaturire molte Iniziative che potrebbero portare Sviluppo Economico in un Paese, semplicemente mettendo in condivisione le Esperienze e le Storie che qualsiasi persona potrebbe avere maturato negli anni.

Secondo me, l'INTELLIGENZA COLLETTIVA crea SVILUPPO, già il Settimo Programma Quadro per la Ricerca Europea, secondo il mio parere si stà spostando in questa direzione con quattro programmi principali denominati: Cooperazione, Idee, Persone e Capacità.

Comunque anche la POLITICA deve fare la sua parte, ma essendoci Interessi Economici di una certa portata, non è per niente facile delineare una linea POLITICA uniforme e coerente, il più delle volte si rischia di perdere occasioni e opportunità semplicemente perchè l'ORGOGLIO Umano ha il soppravvento e l'UMILTA' è come una goccia d'acqua in un deserto arido.


L'ITALIA sarebbe una buona Nazione se riuscisse a non far fuggire gli Universitari all'estero, perchè in ITALIA risulta difficile sbarcare il lunario, sopravvivere come Ricercatore o meglio ancora come BLOGGER è praticamente impossibile, per fortuna io lavoro anche come Impiegato Statale, Istruttore Tecnico nel Comune di Codevigo (PD), sono BLOGGER per Hobbies....


Secondo me l'Unione Europea dovrebbe Obbligare gli STATI MEMBRI ad essere più TRASPARENTI non solo a livello Amministrativo ma anche a livello POLITICO, non solo a Parole, ma anche con i Fatti, questa cosa sicuramente porterebbe indubbiamente Impegno e Sacrificio che con il tempo verrebbe ripagato totalmente.


Grazie Unione Europea di avermi dato l'opportunità di esprimere il mio Pensiero.
Distinti Saluti
Oscar Boscaro
http://we.thinkaboutit.eu/profiles/blogs/pensiero-rivolto-ai-social

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categorie: commissione europea, social prosumer
sabato, 18 luglio 2009

Ue: 268 mln per riattivare l'economia sostenibilmente

http://www.rinnovabili.it/
Bruxelles, 13 luglio 09

Fondi europei per R&S

Ue: 268 mln per riattivare l'economia sostenibilmente

I finanziamenti, volti ad incrementare le partership pubblico-private, saranno dedicati principalmente allo sviluppo di nuove tecnologie per il settore manifatturiero, edile ed automobilistico.

(Rinnovabili.it) – La Commissione europea e l’industria hanno annunciato oggi che ha avuto inizio la prima fase del progetto che invita a presentare delle proposte al fine di spartire 268 milioni di euro in tre principali aree di mercato, volte ad innescare la ripresa economica e renderla più sostenibile e basata sulla conoscenza e sull’informazione. Un totale di 3,2 miliardi sono stati stanziati per la partnership pubblico-privato (PPP) dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie per il settore manifatturiero, edile ed automobilistico. Queste collaborazioni tra la Commissione e l’industria dovranno favorire la competitività globale delle imprese europee finalizzate alla riduzione del consumo eccessivo di energia in Europa, lo sviluppo sostenibile e le nuove forme di trasporto su strada. Le tre partnership previste da parte della Commissione europea fanno parte del piano di recupero economico approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2008, volto a promuovere la convergenza dell’interesse pubblico e l’impegno per la ricerca. Oggi, oltre 800 rappresentanti dell’industria in Europa e dei settori di ricerca si sono riuniti per annunciare il via alla prima serie di inviti che spronano alla presentazione delle proposte. Il programma sarà lanciato ufficialmente il 30 luglio per i progetti che partiranno entro la metà del 2010. Il fondo di 268 milioni di euro sarà ripartito tra vari settori come le tecnologie innovative di fabbricazione, materiali e processi per incrementare la produzione puntando al risparmio energetico e di materiali e razionalizzando la produzione di rifiuti. L’interesse sarà anche volto ad una maggiore efficienza energetica di edifici, comprese le nuove costruzioni e a rendere più ecologici gli edifici esistenti utilizzando nuovi materiali e innovative tecniche di costruzione. Per quanto riguarda il settore dei trasporti i fondi saranno destinati alla realizzazione di veicoli più ecologici e di sistemi di trasporto intelligenti, compreso l’elettrificazione della strada e dei trasporti urbani nonché la ricerca di tecnologie ibride. Il Commissario UE per la Scienza e la Ricerca, Janez PotoÄŤnik, ha dichiarato: “È ormai riconosciuto che investire in R&S (ricerca e sviluppo) non è un lusso quando i tempi sono facili, ma una necessità, quando i tempi sono duri. Se l’Europa fa investimenti intelligenti nei settori strategici di oggi, questo creerà posti di lavoro e la crescita sostenibile di domani. Grazie a questi partenariati innovativi, la Commissione e le imprese uniscono le forze per favorire lo sviluppo di tecnologie pulite e la posizione dell’Europa come leader in questo campo. Il lancio dei primi inviti dimostra anche la nostra capacità di agire insieme rapidamente per rispondere alle esigenze di ricerca del piano di recupero economico europeo”.

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venerdì, 10 luglio 2009

Come trasformare il "dividendo digitale" in vantaggi per i consumatori e fino a 50 miliardi di euro di crescita economica

http://europa.eu/

IP/09/ 1112

Bruxelles, 10 luglio 2009

Come trasformare il "dividendo digitale" in vantaggi per i consumatori e fino a 50 miliardi di euro di crescita economica per l'Europa

Il passaggio dalla TV analogica alla TV digitale libererà frequenze radio che potranno essere utilizzate per nuovi servizi. L 'UE è nelle condizioni ottimali per beneficiare di questo "dividendo digitale": Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia, Paesi Bassi, Belgio (Fiandre) e gran parte dell'Austria hanno già spento le trasmissioni TV terrestri analogiche ed altri paesi dell'UE li seguiranno entro il 2012 ( IP/09/266 ). Il 12 giugno anche gli USA sono passati alle trasmissioni TV digitali. Sfruttare appieno i vantaggi del passaggio al digitale è una priorità della politica UE delle telecomunicazioni in quanto lo spettro radio reso disponibile può migliorare il modo in cui comunichiamo e accediamo ai contenuti audiovisivi. Un utilizzo efficiente dello spettro radio porterà inoltre ad economie di scala e migliorerà la competitività dell'UE promuovendo l'innovazione in materia di apparecchiature e servizi senza fili e facilitando l'accesso alla banda larga mobile. Oggi la Commissione ha lanciato una consultazione per determinare quale sia il modo migliore per collaborare a livello dell'UE per sfruttare al massimo questa opportunità unica. La consultazione durerà fino al 4 settembre 2009.

" Il dividendo digitale giunge in un momento importante in cui vogliamo collegare ogni parte dell'Europa alla banda larga ad alta velocità, garantire una trasmissione di alta qualità ed ampliare la scelta dei consumatori sul piano dei futuri servizi senza fili " , è quanto dichiarato da Viviane Reding, commissario UE responsabile per la società dell'informazione e i media. "L'Europa riuscirà nei suoi intenti solo se adotta un approccio coordinato utilizzando lo spettro radio nel modo più efficiente possibile. A seconda delle scelte che facciamo, l'impatto potenziale del dividendo digitale può aumentare di miliardi di euro. Prima di completare le nostre proposte, desideriamo capire meglio che cosa pensano di queste scelte il pubblico, le emittenti, i gestori di servizi mobili e gli altri operatori del mercato " .

Poiché lo spettro radio liberato può trasmettere dati su lunghe distanze e oltre i confini nazionali, le decisioni in proposito prese in uno Stato membro hanno effetti in aree distanti fino a diverse centinaia di kilometri. In assenza di coordinamento questa risorsa preziosa potrebbe non essere utilizzata con la massima efficienza e alcuni servizi possono non essere disponibili in alcune parti d'Europa o di alcuni paesi.

La maggior parte degli usi potenziali del dividendo digitale riguardano i servizi di consumo di massa, sia quelli televisivi che quelli mobili in banda larga. Vi sono enormi vantaggi economici potenziali nel fare in modo che la stessa apparecchiatura possa operare sulle stesse frequenze in tutta la UE. Ciò creerà significative economie di scala per i produttori di apparecchiature e abbasserà i prezzi, il che a sua volta stimolerà ulteriormente la domanda dei consumatori e renderà questi servizi più accessibili.

Un coordinamento europeo appropriato aumenterebbe il potenziale impatto economico del dividendo digitale di ulteriori 20-50 miliardi di euro tra adesso e il 2015 e a lungo termine potrebbe dare luogo ad un incremento aggiuntivo di 30 miliardi di euro oltre il 2015.

Giacché entro il 2012 la TV digitale avrà completamente sostituito la trasmissione analogica e diversi Stati membri vogliono utilizzare rapidamente il potenziale delle soluzioni senza fili per generalizzare l'accesso alla banda larga, i paesi dell'UE debbono concordare urgentemente un approccio comune. La Commissione propone di adottare una roadmap dell'UE, ovvero una serie di provvedimenti comuni coordinati delineati nella consultazione odierna. Per garantire che ai fini del migliore uso possibile del dividendo digitale prevalga, per le autorità di regolamentazione e gli operatori del settore, un quadro di regolamentazione chiaro e prevedibile, la Commissione sta esaminando un piano per l'armonizzazione della banda 800 MHz, particolarmente adatta per le nuove generazioni di banda larga mobile.

La roadmap dell'UE evidenzierebbe i vantaggi del coordinamento dello spettro offrendo nel contempo agli Stati membri la flessibilità necessaria per far fronte alle specificità locali e nazionali, ad esempio in materia di radiodiffusione. La roadmap accrescerà altresì la disponibilità globale dello spettro radio al di là di quanto potrebbe essere realizzato dai singoli Stati membri e consentirà di prestare servizi più convenienti ed interoperabili.

La Commissione presenterà una proposta finale quanto prima dopo la chiusura di questa consultazione pubblica.

Contesto

La TV analogica ha occupato finora un ampio segmento dello spettro radio, ma poiché la TV digitale lo utilizza in modo molto più efficiente, si stanno liberando frequenze per nuovi usi. Il"dividendo digitale" creato dal passaggio al digitale è molto allettante poiché le frequenze di questa gamma hanno una portata molto lunga e le apparecchiature possono essere agevolmente utilizzate indoors. Di conseguenza, vi sono molti potenziali candidati per l'accesso a questa parte dello spettro radio oltre alle emittenti televisive.

Nel novembre  2007, la Commissione ha emanato una Comunicazione che ha descritto la necessità e possibili approcci per realizzare un coordinamento comunitario appropriato in materia di spettro. La consultazione odierna è il principale follow-up e fa seguito alle discussioni con le autorità nazionali di regolamentazione e le parti interessate e ad uno studio socioeconomico in corso per esaminare l'impatto potenziale dei differenti scenari per l'uso del dividendo digitale.

La consultazione sul dividendo digitale lanciata oggi:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/radio_spectrum/topics/reorg/pubcons_digdiv_200907/index_en.htm

Dettagli dello studio attualmente in corso di Analysys Mason, DotEcon e Hogan & Hartson sullo sfruttamento del dividendo digitale (pubblicazione a settembre):

http://www.analysysmason.com/EC_digital_dividend_study

Informazioni degli Stati membri in merito ai piani di passaggio:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/current/broadcasting/switchover/national_plans/index_en.htm

Comunicazione della Commissione sul dividendo digitale:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52007DC0700:EN:NOT

Comunicazione della Commissione sull 'accelerazione della transizione dalla trasmissione analogica a quella digitale:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52005DC0204:EN:NOT

SPEECH/09/336

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IP/09/1112

Brussels, 10 July 2009

How to transform the "digital dividend" into consumer benefits and up to 50 billion in economic growth for Europe?

The change from analogue to digital TV in Europe will free up radio frequencies for use by new services. The EU is well placed to benefit from this “digital dividend”: Germany, Finland, Luxembourg, Sweden, the Netherlands, Belgium (Flanders) and major areas in Austria have already switched off analogue terrestrial TV transmissions, and other EU countries will follow by 2012 ( IP/09/266 ) . On 12 June, the USA also switched to digital TV transmissions. Unleashing the full potential of the switchover is on top of the EU's telecoms policy agenda as the newly available radio spectrum can improve the way we communicate and access audiovisual content. Used efficiently, it will also bring economies of scale and improve the EU’s competitiveness by increasing innovation in equipment and wireless services, as well as by facilitating access to mobile broadband. Today, the Commission launched a consultation to determine how to better work together at EU level to get the most from this unique opportunity. The consultation will run until 4 September 2009.

"The digital dividend comes at a critical moment when we want to connect all parts of Europe to high-speed broadband, ensure high quality broadcasting, and expand consumer choice in future wireless services," said Viviane Reding, EU Commissioner for Information Society and Media. "Europe will only achieve all of this if it adopts a coordinated approach using radio spectrum in the most efficient way. Depending on the choices we make, the potential impact of the digital dividend can be increased by billions of euros. We want to better understand what the public, broadcasters, mobile operators and other market players think of these choices before we finalise our proposals."

The freed up radio spectrum can transmit data over long distances and across borders, so decisions about it made in one Member State impact areas up to several hundreds of kilometres away. Without coordination, this precious resource may not be used to maximum efficiency, and some services may not be available in parts of Europe or parts of some countries.

Most of the potential uses for the digital dividend are mass consumer services, in both television and mobile broadband. There are huge potential economic benefits in ensuring that the same equipment can operate in the same frequencies across the EU. This will create significant economies of scale for equipment manufacturers and drive down the price, which will in turn stimulate further consumer demand and make these services more accessible.

Appropriate European coordination would increase the potential economic impact of the digital dividend by an additional 20 to 50 billion between now and 2015. In the long run an additional benefit of € 30 billion could be realised beyond 2015 through further EU coordination.

Given that by 2012 digital TV will completely replace analogue transmission and that several Member States want to quickly use the potential of wireless solutions to achieve full broadband access, EU countries need urgently to agree upon a common approach now. The Commission proposes to adopt an EU roadmap – a set of common, coordinated actions outlined in today's consultation. To ensure that a clear and predictable regulatory environment prevails for regulators and industry alike in making the best use of the digital dividend, the Commission is also considering a plan harmonising the 800 MHz band, particularly suitable for new generations of mobile broadband

The EU roadmap would outline the benefits of spectrum coordination while giving Member States flexibility to address local and national specificities, for example in broadcasting. The roadmap will also increase the overall availability of radio spectrum beyond what could be achieved by individual Member States and enable the delivery of more affordable and interoperable services.

The Commission will present a final proposal as quickly as possible after the closure of this public consultation.

Background

Analogue TV has occupied a broad segment of the radio spectrum, but as digital TV uses it much more efficiently, fresh spectrum is now becoming available for new uses. The "digital dividend" freed by the switchover is very attractive as the signals in this range travel very far and equipment can be easily used indoors. As a result, there are many potential candidates for access to this part of radio spectrum in addition to TV broadcasters.

In November 2007, the Commission issued a Communication which outlined the need, and possible approaches, for achieving appropriate EU coordination on spectrum. Today's consultation is the main follow-up and follows discussions with national regulators and stakeholders and an ongoing socio-economic study to examine the potential impact of different scenarios for using the digital dividend.

The Consultation on the Digital Dividend launched today:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/radio_spectrum/topics/reorg/pubcons_digdiv_200907/index_en.htm

Details of the ongoing study by Analysys Mason, DotEcon and Hogan & Hartson on Exploiting the Digital Dividend (release in September):

http://www.analysysmason.com/EC_digital_dividend_study

Member State information on switchover plans:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/current/broadcasting/switchover/national_plans/index_en.htm

Commission Communication on the digital dividend:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52007DC0700:EN:NOT

Commission Communication on accelerating transition from analogue to digital broadcasting:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52005DC0204:EN:NOT

See also SPEECH/09/336

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venerdì, 19 giugno 2009

FormalitĂ  amministrative online

IP/09/967

Bruxelles, 19 giugno 2009

Formalità amministrative online: pieno sostegno della Commissione Europea ai servizi transnazionali resi possibili dalle più moderne tecnologie - http://europa.eu/

La Commissione Europea cofinanzierà un progetto condotto da Austria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Polonia per aiutare le amministrazioni pubbliche a migliorare i servizi in linea nel settore dei servizi. Entro la fine dell’anno ogni Stato membro disporrà di sportelli unici che permettono alle imprese di espletare formalità amministrative in linea. Questo consentirà ad esempio ad un fornitore belga di servizi di compilare in linea tutte le formalità necessarie per aprire un bar nei Paesi Bassi. Il progetto pilota è inteso a rafforzare ulteriormente la qualità delle procedure elettroniche. Nel progetto pilota saranno investiti in tre anni oltre 14 milioni di euro, metà dei quali proverranno dal programma europeo per la competitività e l’innovazione.

Gli investimenti nelle più moderne tecnologie dell’informazione sono lo strumento giusto per promuovere la collaborazione tra le amministrazioni pubbliche e agevolare l’accesso delle imprese ai mercati degli altri Stati membri “, ha affermato Viviane Reding, commissaria europea alla società dell’informazione e ai media. “I servizi offerti in linea, senza inutili formalità burocratiche, aiuteranno le imprese europee a espandersi su nuovi mercati, il che si tradurrà in un rafforzamento degli scambi all’interno dell’Unione europea e un aumento della crescita e dell’occupazione nel mercato unico.”

Con il 70% del PIL dell’UE, il settore dei servizi è il motore principale della crescita e dell’occupazione in Europa. Negli ultimi anni questo settore è all’origine del 95% dei nuovi posti di lavoro. A differenza della libera circolazione delle merci, che è ormai una realtà nell’UE, il mercato interno dei servizi non ha ancora espresso il suo pieno potenziale. Sussistono ostacoli amministrativi e giuridici che impediscono ai fornitori di servizi di stabilirsi in altri paesi e di interoperare al di là dei confini nazionali.

Il progetto pilota lanciato dalla Commissione europea in collaborazione con Austria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Polonia svilupperà nuove soluzioni tecniche per rafforzare la qualità dei servizi elettronici transfrontalieri offerti dalle amministrazioni pubbliche. Entro la fine del 2009 in ogni Stato membro saranno costituiti sportelli unici presso i quali le imprese potranno espletare tutte le procedure e le formalità in un punto unico. A partire da quest’iniziativa il progetto pilota dovrà rendere compatibili tra loro le diverse impostazioni seguite nei vari paesi dell’Unione europea. L’obiettivo è promuovere il ricorso ai servizi elettronici grazie all’elaborazione di modalità comuni e fissare norme comuni per la sicurezza delle operazioni tra gli Stati membri, sviluppare buone pratiche e definire specifiche e soluzioni conviviali.

Contesto

Il progetto pilota SPOCS ( Simple Procedures Online for Cross-border Services , semplificare i servizi transfrontalieri in linea) è un progetto su vasta scala cofinanziato dal programma di sostegno alla politica in materia di tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni della Commissione europea, che promuove l’innovazione e la competitività attraverso una vasta diffusione e un miglior ricorso alle tecnologie delle comunicazioni da parte di cittadini, imprese e governi. Il programma fa parte del Programma europeo per la competitività e l’innovazione che intende incoraggiare la competitività delle imprese europee ed è dotato di un bilancio di oltre 3,6 miliardi di euro per il periodo dal 2007 al 2013 (v. IP/05/391 ).

in base alla direttiva comunitaria “servizi” , entro la fine del 2009 tutti gli Stati membri dell’Unione dovranno istituire sportelli unici attraverso i quali i fornitori di servizi potranno agevolmente ottenere tutte le relative informazioni ed espletare per via elettronica le procedure necessarie senza bisogno di contattare tutta una serie di organismi professionali o amministrativi.

I progetti pilota su vasta scala sono guidati dai paesi partecipanti e hanno la finalità di attuare soluzioni tecnologiche che agevolano i servizi transfrontalieri a livello nazionale, regionale e locale. Il loro scopo è individuare specifiche comuni da perfezionare e divulgare e rendere possibile l’intercomunicazione e l’interoperabilità tra le diverse soluzioni nazionali in modo da permettere ai cittadini e alle imprese di trarre il massimo vantaggio dal mercato unico.

Il progetto si basa sul lavoro fatto in precedenza attraverso altri progetti su vasta scala, che permettono ai cittadini europei di utilizzare la loro identità elettronica e di avere accesso ai servizi pubblici ovunque si trovino in Europa ( IP/08/824 ), nonché su un progetto che permette alle imprese di partecipare in linea ad appalti pubblici in tutta l’Unione europea ( IP/08/785 ). Nel 2008 la Commissione ha avviato anche il progetto SOS (Smart Open Services) sull’interoperabilità transfrontaliera delle cartelle cliniche elettroniche ( IP/08/1075 ).

Pubblica amministrazione on line (eGovernment):

http://ec.europa.eu/egovernment

Programma di sostegno strategico in materia di TIC:

http://ec.europa.eu/information_society/activities/ict_psp

Il programma quadro per la competitività e l ’innovazione (CIP) della Commissione europea:

http://ec.europa.eu/cip/index_en.htm

Direttiva servizi:


venerdì, 12 giugno 2009

Broadband : Commission consults on regulatory strategy to promote very high speed Internet

Brussels, 12 June 2009

http://europa.eu/

The European Commission has launched a public consultation on its revised proposals for the regulation of Next Generation Access (NGA) broadband networks, in the form of a draft Commission Recommendation. A previous public consultation held during the last quarter of 2008 confirmed general support for the objective of the Commission to achieve a common regulatory framework for NGA in order to foster timely investment in very high speed networks while ensuring that the competitive structure of the market is maintained. In the light of comments from stakeholders, the revised draft Recommendation includes mechanisms to allocate the investment risk between investors and operators seeking access to NGA networks. The draft Recommendation forms part of the European Broadband Strategy that the March European Council invited the Commission to develop by the end of 2009. The public consultation will be open until 24 July 2009. The Commission plans to adopt the Recommendation, taking account of comments received, before the end of 2009.

EU Competition Commissioner Neelie Kroes stated: " For consumers and businesses to be able to reap the benefits of competitive very high speed broadband services, we need a common pan-European regulatory approach to NGA broadband networks. This consultation will help to ensure that the Commission Recommendation gives the necessary legal certainty to encourage large scale investment in new fibre infrastructure for very fast broadband internet services while safeguarding effective access to NGA networks for competitors."

EU Telecoms Commissioner Viviane Reding said: "High speed fibre networks are the new generation of broadband infrastructures in Europe. In order to give citizens and businesses across Europe access to fast broadband Internet, very large sums of private and also public money will need to be injected in the coming years. Investors therefore need to know the rules of the game. The aim of the planned Commission Recommendation on next generation access is to provide legal certainty for all players by providing national regulators across Europe with clear guidance on the regulatory approach to be taken. I call on all stakeholders to contribute actively to the new public consultation in order to help us achieve the right balance between effective competition in the broadband market and giving the right incentives for sustainable investment in Europe's high speed networks."

The revised draft Recommendation would include mechanisms to allocate investment risk between investors and access seekers. In particular, to foster market-driven investment outside densely populated areas, the draft Recommendation defines conditions under which co-investment schemes could be deemed pro-competitive. Under the draft Recommendation, deployment by the dominant operator of multiple fibres could justify less stringent regulatory obligations. The competitive advantage of having multiple fibres in the ground is that it allows immediate and undistorted infrastructure competition.

The revised draft Recommendation endeavours to develop a pan-EU common regulatory approach, which telecoms regulators would adapt to national market conditions. The approach proposed by the Commission aims at driving infrastructure-based competition where it is possible and efficient, while ensuring a seamless migration from copper to fibre-based networks.

The Commission organised a first public consultation on a draft Recommendation on the regulated access to Next Generation Access Networks in 2008 (see IP/08/1370 ). The consultation confirmed the need to provide guidance on how the current regulatory framework should apply to NGA investment, in order to avoid Single Market distortions and create legal certainty for stakeholders. It also confirmed general support for the proposed balance between investment incentives and the protection of broadband competition. However, there were also calls to consider alternative mechanisms to diversify the specific risk of NGA investment as a way to foster investment in fibre.

The March 2009 European Council called for cooperation between investors and operators to be authorised so as to diversify the risk of investment in NGA, whilst ensuring that the competitive structure of the market and the principle of non-discrimination are maintained.

Background

Broadband access is currently regulated by national telecoms regulators. The objective of the Commission's Recommendation will be to foster the application of consistent access remedies on dominant NGA operators.

See also MEMO/09/274 .

The Commission's public consultation document can be found at:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/library/public_consult/index_en.htm

Input to the Commission's public consultation can be sent to:

infso-B1ext@ec.europa.eu

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martedì, 12 maggio 2009

Piccoli chip dal grande potenziale

Nuove raccomandazioni dell’UE per garantire il rispetto della privacy da parte dei codici a barre del XXI secolo - http://ec.europa.eu/

I cittadini europei devono poter mantenere il controllo sui chip intelligenti, che rappresentano un mercato destinato a crescere del 500% nei prossimi dieci anni, continuando a utilizzarli senza difficoltà per rendere più semplice la vita di tutti i giorni. Esistono già oltre 6 miliardi di chip intelligenti, dispositivi microelettronici che possono essere inseriti in un’ampia gamma di oggetti di uso comune, dai frigoriferi ai tesserini magnetici per l’autobus. Grazie alla tecnologia dell’identificazione a radio frequenza (RFID), essi elaborano automaticamente dei dati quando vengono avvicinati a “lettori” che li attivano, ne captano il segnale radio e procedono ad uno scambio reciproco di dati. Si trovano nelle carte magnetiche che utilizziamo per accedere al luogo di lavoro e per pagare i pedaggi delle autostrade. La Commissione europea ha adottato oggi una serie di raccomandazioni dirette a garantire che chiunque partecipi alla progettazione o alla gestione di tecnologie che prevedono l’uso di chip intelligenti rispetti il diritto fondamentale di ogni individuo alla privacy e alla protezione dei dati personali, previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, proclamata il 14 dicembre 2007.

“Tecnologia promettente per il futuro i chip intelligenti possono semplificare la vita in mille modi. Stiamo parlando di oggetti che utilizziamo ogni giorno e che improvvisamente diventano intelligenti attraverso la connessione ad una rete e lo scambio di informazioni. Basta pensare ai frigoriferi intelligenti che ci informano che il latte è scaduto o alle confezioni di prodotti alimentari che avvertono i genitori sul rischio di allergie,” ha dichiarato Viviane Reding, Commissario UE responsabile della Società dell’informazione e dei media. “È evidente il potenziale economico presente nell’utilizzo di piccoli chip intelligenti che permettono agli oggetti di comunicare fra loro. I cittadini europei, però, non devono lasciarsi cogliere impreparati dalla nuova tecnologia. È per questo motivo che oggi, la Commissione, ha rivolto forti raccomandazioni all’industria. I consumatori europei devono avere la certezza che, anche se vengono utilizzati i loro dati personali, la loro privacy non potrà essere violata anche in un contesto tecnologico in costante trasformazione. La Commissione vuole quindi che la tecnologia RFID permetta ai consumatori di esercitare un controllo sulla sicurezza dei loro dati, il che costituisce il modo migliore per garantirne il successo sotto il profilo economico. Va ricordato infine che la quota dell’Europa sul mercato mondiale dei chip intelligenti raggiungerà il 35% nei prossimi otto anni.”

I chip intelligenti, o etichette radio, possono, ed è quanto avviene già adesso, avere un impatto enorme sulle attività di un’impresa, sui servizi pubblici e i prodotti di consumo, da una maggiore efficienza del riciclaggio o dei prodotti sanitari al minor tempo speso ai caselli dei pedaggi o nell’attesa del bagaglio negli aeroporti. Per essere certa che l’Europa sia pronta a questi cambiamenti, la Commissione ha stabilito oggi i seguenti principi sulla protezione della privacy e dei dati personali in occasione del loro utilizzo.

  • I consumatori devono sapere se i prodotti che essi acquistano nei negozi contengono o no chip intelligenti. Quando i consumatori acquistano prodotti che contengono chip intelligenti, questi ultimi devono essere disattivati automaticamente, immediatamente e gratuitamente nel punto di vendita, a meno che il consumatore chieda esplicitamente di mantenere il chip in funzione. Possono essere concesse delle deroghe, ad esempio per evitare di imporre un onere inutile ai dettaglianti, ma solo dopo aver proceduto ad una valutazione dell’impatto del chip sulla privacy.
  • Le imprese o le autorità pubbliche che utilizzano chip intelligenti devono informare in modo semplice e chiaro i consumatori in modo che quest’ultimi possano rendersi conto se i loro dati personali verranno utilizzati, che tipo di dati verrà raccolto (ad esempio nome, indirizzo o data di nascita) e a che scopo. Devono inoltre predisporre una etichettatura chiara che identifichi i dispositivi che “leggono” le informazioni immagazzinate nei chip intelligenti e mettere a disposizione dei cittadini dei centri dove poter ottenere maggiori informazioni.
  • Le associazioni e le organizzazioni di dettaglianti devono sensibilizzare i consumatori sui prodotti che contengono chip intelligenti attraverso un simbolo comune europeo che segnali la presenza di un chip intelligente in un prodotto.
  • Le imprese e le autorità pubbliche devono effettuare valutazioni di impatto sulla protezione dei dati e la privacy prima di utilizzare chip intelligenti. Tali valutazioni, effettuate sotto la vigilanza delle autorità nazionali per la protezione dei dati, devono assicurare che i dati personali siano sicuri e ben protetti.

Nel 2008, in tutto il mondo, sono state vendute 2,2 miliardi di etichette RFID, come quelle utilizzate nei caselli per i pedaggi o per identificare i container da trasporto, circa un terzo delle quali in Europa. Si stima che il valore di mercato mondiale delle etichette RFID nel 2008 fosse di 4 miliardi di euro e che sia destinato a crescere a circa 20 miliardi di euro entro il 2018.

Contesto:

Nel 2006, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica (IP/06/289) sullo sviluppo e l’uso dei chip intelligenti (o tecnologie di identificazione a radiofrequenza). Su questa base, nel marzo 2007, essa ha adottato una comunicazione (IP/07/332) che segnalava come il pubblico attendesse ulteriori iniziative sotto il profilo della privacy e della protezione dei dati. La raccomandazione odierna, che è stata elaborata consultando tutti i soggetti interessati, incluse le industrie fornitrici e utilizzatrici, gli organismi di standardizzazione, le organizzazioni dei consumatori, le associazioni della società civile e i sindacati, risponde a queste aspettative e mira a creare delle condizioni di parità per l’industria europea nel rispetto della privacy dei singoli cittadini. Gli Stati membri dispongono ora di due anni per informare la Commissione delle misure che intendono adottare per garantire il rispetto degli obiettivi della raccomandazione. Entro tre anni la Commissione presenterà una relazione sull’attuazione della raccomandazione, accompagnata da un’analisi dell’impatto che essa ha avuto sulle imprese e le autorità pubbliche che utilizzano chip intelligenti nonché sui cittadini.

Il testo della raccomandazione può essere consultato al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/rfid/index_en.htm

MEMO/09/232

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Small chips with big potential: New EU recommendations make sure 21st century bar codes respect privacy

(12/05/2009) Europeans should be able to have control over smart chips, a worldwide market set to grow five times over in the next decade, while still being able to easily use them to make everyday life simpler. There are already over 6 billion smart chips, microelectronic devices that can be integrated into a variety of everyday objects from fridges to bus passes. With Radio Frequency Identification (RFID) technology, they can process data automatically when brought close to 'readers' that activate them, pick up their radio signal and exchange data with them. They are in the passes you use to enter your office and the smart cards that pay highway tolls. Today, the European Commission adopted a set of recommendations to make sure that everyone involved in the design or operation of technology using smart chips respects the individual's fundamental right to privacy and data protection, contained in the Charter of Fundamental Rights of the European Union proclaimed on 14 December 2007.

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Additional Information

Commission Press Room: IP/09/740

See also: RFID: Radio Frequency IDentification: Frequently Asked Questions


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martedì, 05 maggio 2009

Consumi : il televisore nel mirino dell’unione europea

tv20l49.jpgLa crociata per abbattere  i consumi e salvare il pianeta passa dal televisore. Mentre l’unione europea studia standard minimi e nuove etichette energetiche che per la prima volta riguarderanno le tv e le microonde, lo scorso dicembre la commissione europea ha adottato una direttiva sulla protezione  ecocompatibile che mira a ridurre il consumo energetico in modalità stand-by di tutti gli elettrodomestici e prodotti elettronici per l’ufficio.

 Il regolamento di attuazione, entrato in vigore il 5 gennaio, stabilisce che dal 2010  i consumi in stand-by dei nuovi apparecchi dovrà essere inferiore a 1 o 2 watt. Questi valori saranno ridotti nel 2013 a 0.5 watt, approssimandosi così ai livelli raggiungibili con la migliore tecnologia a disposizione.



Oggi lo standby brucia circa 50TWh di energia elettrica all’anno nell’unione europea. Bruxelles si è posta l’obiettivo di una riduzione del 73% entro il 2020, con risparmi paragonabili al consumo di elettricità annuale della Danimarca e a un taglio delle emissioni di anidride carbonica, pari a 14 milioni di tonnellate annue.

 Di efficienza energetica si è occupato anche il governo italiano che nel suo pacchetto anticrisi ha previsto uno sconto fiscale per chi, nel contesto della ristrutturazione di una casa per la quale già usufruisce del bonus Irpef del 36%, acquista entro la fine di quest’anno mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Tra questi elementi figurano anche televisori. Le detrazioni previste sono del 20% delle spese sostenute fino a un massimo di € 10.000.


sabato, 02 maggio 2009

Guida Operativa alle Sponsorizzazioni nelle Amministrazioni Pubbliche:

La pratica delle sponsorizzazioni, vale a dire l’associazione dell’immagine di un’organizzazione ad un evento o più in generale ad un progetto da questa finanziato ma realizzato da un’altra organizzazione, sembra rappresentare una soluzione ottimale per le amministrazioni pubbliche che, in questa fase storica, sono chiamate a migliorare la qualità dei propri servizi pur in presenza di risorse finanziarie disponibili in misura calante. Ma allora perché è così raro trovare esperienze? Quali sono i principali motivi che inducono amministratori e dirigenti a rinunciare ad uno strumento così utile? Quali sono gli strumenti operativi che possono aiutare le amministrazioni a sviluppare in modo autonomo questa pratica? La diffusione di questa pratica nel mondo dell’impresa consente di fare un raffronto e di individuare le competenze da sviluppare, per permettere alle amministrazioni di inquadrare queste operazioni in un più complesso quadro di comunicazione integrata con il proprio territorio di riferimento. Nel presente manuale vengono sviluppate conoscenze utili nel processo di realizzazione di un evento o di un progetto sponsorizzato quali: saper valutare i differenti settori di intervento per calibrare la propria capacità d’offerta, saper costruire degli efficaci progetti per l’individuazione dei partner, gestire il contatto con i partner. Viene inoltre fornito l’inquadramento giuridico, contabile e fiscale dell’istituto e numerosi esempi di modulistica, bozze regolamentari e contrattuali e altra documentazione da utilizzare in modo immediato per avviare e gestire iniziative di sponsorizzazione. A corredare il tutto alcuni studi di caso in cui vengono, di volta in volta, presentate le esperienze rappresentative delle problematiche affrontate. Il manuale quindi si pone l’obiettivo non solo di indicare dei percorsi operativi, ma anche e soprattutto di diffondere un nuovo approccio, che consenta di SUPERARE le RESISTENZE e i PRECONCETTI che fino ad oggi hanno IMPEDITO la diffusione di uno strumento Efficace e Innovativo.

Il manuale è stato realizzato nell’ambito del Laboratorio “Sponsorizzazioni” del programma Cantieri del Dipartimento della Funzione Pubblica, a cui hanno partecipato il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’ARAN, la provincia di Milano, i comuni di Siena e Pistoia, l’ASL di Trieste, l’INPS. Hanno contribuito alla stesura del volume: PAOLO TESTA Coordinatore del progetto “Laboratori di innovazione” del programma Cantieri, esperto di sviluppo organizzativo, è curatore del volume e coautore del cap.1; FRANCESCO MONETA Presidente di Egg Comunicazione integrata srl; esperto di progettazione, organizzazione e comunicazione delle sponsorizzazioni, è autore dei capp. 2 e 3 e coautore del cap. 1; FRANCESCA DI LASCIO Dottoranda di ricerca in Diritto regionale degli Enti Locali presso l’Università di Ancona, è autrice del cap. 4.

E' TUTTO VERO ! Io ho provato questo LIBRO e ora lo rendo disponibile a TUTTI:

http://www.pdoscarweb.it/UNIONE/trattativa%20privata%20wireless/Guida_operativa_sponsoriz_Amministrazioni_Pubbliche.pdf

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UTILIZZATE: http://translate.google.com/translate_t?hl=it#en|it
PER TRADURRE IL TESTO DAL INGLESE AL ITALIANO,
IL VIDEO, ANCHE SE IN INGLESE, E' COMPRENSIBILE DA SE'.....
L'HO CAPITO PURE IO che sono un Testone che non MOLLA MAI............

e-Procurement one-stop shop, big deal for small business - http://cordis.europa.eu/Extending the reach of the e-procurement across Europe. © V. Yakobchuk - Fotolia.com

A European project is proving the benefits of e-procurement to public administrations and SMEs in five European regions. And by linking the different platforms, Europe is set to get its first cross-border e-tendering technology.

“For far too long, I think, public authorities have been bad purchasers. All too often their contractors deliver poor services at too high a price,” says Louis-François Fléri. “But there is technology now that enables public organisations to procure top-quality, efficient services, yet save tax payers thousands of euros at the same time.”

Fléri is talking about the “e-bourgogne tendering system”. Launched in 2005, this online procurement platform serves over 900 public bodies – from local councils to utility companies – from the Burgundy region of France.

So far, more than 12,000 businesses (mostly local small and middle-sized enterprises, but also many companies from across Europe) have used e-bourgogne, generating a total of nearly 240,000 downloads and more than 8000 electronic tenders, two-thirds of which are below the threshold for publication in the European Journal.

“We have seen a 15-20% reduction in the value of regular small tenders which represents a substantial saving of tax payers’ money,” remarks Fléri. “Public organisations now receive 10 to 20 answers to a tender instead of the one or two they used to get.”

Tried, tested and proved, the technology is now being made available to other regions of the EU thanks to the EU-funded PROCURE project.

The platform was built with an open-source licence, making it straightforward for any other organisation to take it, adapt it and deploy it for their own e-tendering protocols. PROCURE has benefited from the expertise of the e-bourgogne team to roll out an e-tendering platform in several other EU regions. The project partners also plan to share their expertise and experience to improve existing e-procurement platforms and protocols.

The project is working to get the platform to market, prove its value, and to encourage other public administrations to adopt e-procurement at a regional scale.

Single market

But PROCURE goes a step further than simply deploying isolated systems. The project is linking them together and creating the first interregional network of shared e-procurement platforms. In the future, it could also provide access to the central European tenders database, Tenders Electronic Daily (TED).

“This network of regional e-procurement platforms is a major boost for greater competitiveness and innovation in the delivery of public services. But it is also great news for SMEs who should benefit from a one-stop shop,” says Fléri.

“They will be able to find and bid for public contracts from across Europe – especially low value ones which do not get published through TED. It is a great step towards a single market and will drive the growth of Europe’s most efficient, innovative SMEs.”

Local laws

PROCURE is a first tentative step in overcoming the legal complexities of cross-border e-tendering.

The PROCURE partners have conducted a careful review of the laws governing e-tendering within different EU Member States. “Interoperable regional systems must conform to local as well as European law,” notes Fléri.

“There are EU directives about e-procurement and public contracts, but how these are applied at the local level is very different between Member States. When we link regional platforms together, we must ensure than a company in Spain, for example, will be able to meet the legal e-tendering requirements for, say, a Swedish tender,” he explains.

Most (but not all) Member States, for instance, require bidders to validate high-value electronic tenders with a special identity certificate – the digital equivalent of a signature on paper. But e-signatures have a varying legal status in different Member States.

Such cross-border issues could prove a major stumbling block in PROCURE’s vision of integrated, Europe-wide e-bidding, but the project is reporting to the European Commission with recommendations on the harmonisation of e-signatures to overcome these problems and make it easier for transnational e-procurement. Many of the solutions to these issues are currently being trialled in another project called PEPPOL (funded through the ICT PSP arm of the Competitiveness & Innovation Framework Programme).

Calling all SMEs

Along with the technical deployment work and legal studies, the PROCURE project is also looking at the best ways to promote e-tendering platforms to SMEs. Through seminars, workshops and other events the PROCURE partners have witnessed a five- or six-fold increase in the number of SMEs registered with Brittany's e-tendering platform and significant growth in tender submissions from SMEs via the e-ordering system in Uddevalla, Sweden.

PROCURE has also launched e-tendering platforms in Central Bohemia (Czech Republic) and the French island of Guadeloupe.

“We have had tremendous success with the Burgundy e-tendering system and we are now seeing these benefits being realised in other regions of Europe. By sharing our experiences with others and learning from other regions with well-established e-tendering platforms, PROCURE will help to demonstrate how e-tendering can become the norm and make electronic bidding for public contracts accessible to companies of every size, no matter where they are located in Europe.”

The PROCURE project was funded under the EU's eTEN programme for market validation.

Media note: This feature can be republished without charge provided ICT Results is acknowledged as the source at the top or the bottom of the story. You must request permission before you use any of the photographs on the site. If you do republish, we would be grateful if you could link back to the ICT Results site (http://cordis.europa.eu/ictresults). Let us know if you republish so as to help us provide you with a better service. If you want further contact information on any of the projects cited in this story please contact us at ictresults@esn.eu.


domenica, 26 aprile 2009

People call for proposals on industry-academia partnerships published - http://cordis.europa.eu/

Date: 2009-04-24

The European Commission Directorate-General for Research has issued a call for proposals under the 2009 work programme 'People' of the Seventh Framework Programme (FP7).

The 'Marie Curie action: industry-academia partnerships and pathways' (IAPP) seeks to open and foster dynamic pathways between public research organisations and private commercial enterprises, in particular small and medium-sized enterprises (SMEs), based on longer term cooperation programmes with a high potential for increasing knowledge-sharing and mutual understanding of the different cultural settings and skill requirements of both the industrial and academic sectors.

The action will be implemented through targeted and flexible support for human resources initiatives within cooperation programmes between at least two organisations, one from each sector and from at least two different Member States or Associated Countries.

The indicative budget amounts to EUR 65 million.

Contact person:For further information, please visit:
http://cordis.europa.eu/fp7/calls/

Remarks:

Category: Calls

Data Source Provider: Official Journal of the European Union

Document Reference:OJ No C 95 of 24 April 2009

Subject index: Business aspects, Coordination, Cooperation, Education, Training, Economic Aspects

Programme Acronym: FP7-PEOPLE

Record control number (RCN):30726
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Persone invito a presentare proposte per partenariati Industria-Università - http://cordis.europa.eu/

Data: 2009/04/24

La Commissione europea Direzione generale per la Ricerca ha pubblicato un invito a presentare proposte nell'ambito del programma di lavoro 2009 'Persone' del Settimo programma quadro (7PQ).

Il 'Marie Curie: industria-università Partenariati e percorsi' (IAPP), mira a creare e favorire percorsi professionali dinamici tra organismi pubblici di ricerca e imprese commerciali private, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), sulla base di programmi di cooperazione a lungo termine con un forte potenziale per aumentare la condivisione delle conoscenze e la comprensione reciproca delle diverse impostazioni culturali e le esigenze in materia di competenze di entrambi i settori industriale e accademico.

L'azione sarà attuata attraverso mirate e flessibili di sostegno per le risorse umane iniziative all'interno dei programmi di cooperazione tra le organizzazioni di almeno due, uno per ciascun settore e da almeno due diversi Stati membri o paesi associati.

La dotazione finanziaria indicativa è pari a 65 milioni di euro.

Contact person:For further information, please visit:
http://cordis.europa.eu/fp7/calls/

Remarks:

Category: Calls

Data Source Provider: Official Journal of the European Union

Document Reference:OJ No C 95 of 24 April 2009

Subject index: Business aspects, Coordination, Cooperation, Education, Training, Economic Aspects

Programme Acronym: FP7-PEOPLE
Record control number (RCN):30726

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martedì, 21 aprile 2009

La scienza supera l'immaginazione: l'Europa svela la propria strategia per diventare un leader mondiale nella ricerca IT ad alto rischio - http://europa.eu/

Potenza computazionale illimitata, computer che imitano il cervello, sedie a rotelle guidate dal pensiero e compagni robot: queste le novità del nuovo piano europeo di ricerca sulle tecnologie del futuro, presentato oggi dalla Commissione. Con maggiori investimenti e una cooperazione più stretta nel campo della ricerca ad alto rischio sulle future tecnologie dell'informazione l'Europa può svolgere un ruolo chiave nel tradurre idee brillanti della ricerca in tecnologia del futuro. La Commissione propone di incentivare la ricerca europea ad alto rischio nelle tecnologie del futuro raddoppiando entro il 2015 gli investimenti destinati alla ricerca a livello nazionale ed europeo. La Commissione darà l'esempio aumentando del 70% entro il 2013 l'attuale stanziamento annuo di 100 milioni di euro a favore della ricerca.

"L'Europa deve essere inventiva e coraggiosa, soprattutto in questi tempi di crisi.

La ricerca feconda l'innovazione, che è cruciale per la competitività dell'Europa su scala mondiale a lungo termine. Le scoperte scientifiche rivoluzionarie offrono opportunità dal potenziale enorme: per valorizzarle al meglio dobbiamo mettere insieme i migliori cervelli di tutto il mondo", ha affermato Viviane Reding, commissaria europea per la società dell'informazione e i media, inaugurando a Praga la Prima Conferenza europea sulle tecnologie del futuro. "L'Europa deve assolutamente coordinare le attività di ricerca dei suoi 27 Stati membri e rafforzare la collaborazione con i partner mondiali per essere all'avanguardia delle future tecnologie dell'informazione, dalle quali possono scaturire soluzioni radicalmente nuove per i cittadini europei in settori come la salute, i cambiamenti climatici, l'invecchiamento della popolazione, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza."

Rispetto ad altre regioni del mondo gli investimenti europei a favore della ricerca nel settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) sono in ritardo. Anche se l'UE produce quasi un terzo della conoscenza scientifica mondiale, la ricerca in questo settore rappresenta solo un quarto delle sue attività complessive di ricerca (IP/09/397).

La Commissione invita oggi gli Stati membri a mettersi al passo con Stati Uniti, Cina e Giappone raddoppiando entro il 2015 gli investimenti nella ricerca ad alto rischio sulle TIC, favorendo iniziative congiunte di ricerca a livello di programmi nazionali ed europei e dando vita a nuove iniziative faro, capaci di alimentare un vasto sforzo sostenuto di parecchie centinaia di milioni di euro.

Da parte sua, già nel 2010 la Commissione inizierà ad aumentare la propria dotazione annua per la ricerca sulle tecnologie dell'informazione del futuro, portandola da 100 a 170 milioni di euro entro il 2013. Sempre entro il 2013 intende avviare almeno due iniziative di ricerca di alto valore simbolico, di carattere transnazionale e multidisciplinare, allo scopo di dare attuazione concreta a conquiste scientifiche come ad esempio i biocomputer. La Commissione propone iniziative che favoriranno anche il coinvolgimento di giovani ricercatori di talento nelle attività di ricerca ad alto rischio e sosterrà le piccole e medie imprese high-tech a forte intensità di ricerca, che sono in grado di trasformare i primi risultati della ricerca in nuove opportunità commerciali.

Ecco alcuni esempi delle future ricerche europee presentati:

- una sedia a rotelle comandata dal pensiero che si muove in base ai segnali inviati dal cervello, di cui potranno servirsi 300 000 europei disabili per lesioni al midollo spinale, e altri nuovi impianti neuronali per persone disabili;

- tecnologia computazionale che copia il modo in cui il cervello elabora le informazioni così da poter continuare a funzionare anche in caso di guasto a parti dell'hardware;

- computer più sicuri, più rapidi della velocità della luce e in grado di elaborare quantità illimitate di informazioni grazie ai primi di risultati dell'informatica quantistica, un campo in cui l'Europa è già leader.

Contesto

Negli ultimi 15 anni la Commissione ha finanziato la ricerca multidisciplinare sulle tecnologie informatiche del futuro nell'ambito del suo programma generale di ricerca (per un totale di 1 285 milioni di euro dal 1994). Ha così contribuito alla leadership europea in campi come l'informatica quantistica, la nanoelettronica, le scienze neuroinformatiche e bioinformatiche e la ricerca sui sistemi complessi; ne sono seguiti riconoscimenti come il premio Nobel per la fisica conferito nel 2007 a Albert Fert (Francia) e Peter Grünberg (Germania) e nel 2005 a Theodor Hänsch (Germania), tutti scienziati che hanno collaborato a progetti europei di ricerca ad alto rischio.

Un fascicolo di informazione per la stampa, con informazioni su alcuni progetti delle tecnologie del futuro, sulla comunicazione odierna della Commissione in merito alle tecnologie future di ricerca in Europa e un videoclip si possono consultare al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=4871

Invitiamo anche a visitare il sito ufficiale della Conferenza europea sulle tecnologie del futuro, dal titolo "La scienza supera l'immaginazione" che inizia oggi a Praga, con i progetti futuristici che vi saranno presentati:


lunedì, 20 aprile 2009

La Commissione chiede agli operatori di telefonia mobile di migliorare ancora le politiche a tutela dei bambini - http://ec.europa.eu/

Secondo uno studio, nell'UE il 50% dei bambini di 10 anni, l'87% dei tredicenni e il 95% dei sedicenni possiede un telefono cellulare. Allo stesso tempo, metà dei genitori europei teme che l'uso dei cellulari possa esporre i loro figli ad immagini sessualmente esplicite e violente (51%) o ad episodi di bullismo (49%). Oggi la Commissione europea ha chiesto agli operatori di telefonia mobile di fare di più per tutelare i bambini che usano telefoni cellulari, adottando tutte le misure previste dal codice di condotta firmato da 26 operatori nel 2007. La GSM Association, l'organismo professionale del settore della telefonia mobile, ha indicato in una relazione appena pubblicata che in 22 Stati membri esistono ormai dei codici di autoregolamentazione basati sull'accordo quadro concluso con l'appoggio della Commissione europea. Il 90% di tali accordi è conforme all'accordo del 2007 e l'80% degli operatori ha adottato misure per controllare l'accesso dei bambini ai contenuti destinati agli adulti.

Viviane Reding, Commissario europeo responsabile per i mezzi di comunicazione, ha commentato: "La relazione dell'associazione di settore della telefonia mobile, presentata di recente, evidenzia che gli operatori hanno cominciato a prendere seriamente la responsabilità di garantire la sicurezza dei bambini quando usano i telefoni cellulari. Tuttavia, mi auguro che ben presto siano adottati dei codici nazionali anche nei quattro Stati membri in cui non esistono ancora (Cipro, Estonia, Finlandia e Lussemburgo) e che il codice belga sia profondamente rivisto. La tutela dei minori non è un lusso ma una necessità affinché le nuove tecnologie di comunicazione siano accettate nelle società europee. Gli operatori mobili devono essere ancora più ambiziosi per rendere più efficaci le misure a tutela dei minori in tutti i paesi europei e rendere più trasparente la classificazione dei contenuti. I 12 operatori che tuttora forniscono contenuti per adulti senza la possibilità di controllare l'accesso devono risolvere la situazione. Mi riservo il diritto di tornare sulla questione il prossimo settembre per verificare se occorre agire ulteriormente."

Una nuova relazione del settore della telefonia mobile mostra i progressi fatti dai 26 operatori firmatari del "Quadro europeo per un utilizzo più sicuro dei telefoni mobili da parte di adolescenti e bambini", concluso con la collaborazione della Commissione nel febbraio 2007 (IP/07/139). Questi operatori forniscono servizi a circa 580 milioni di clienti, il 96% di tutti i clienti di telefonia mobile nell'UE.

Le misure a tutela dei bambini sono attuate a livello nazionale tramite codici di condotta di autoregolamentazione, già adottati in 22 Stati membri, che applicano il 90% del codice europeo. Solo il codice belga presenta differenze sostanziali, mentre non sono ancora stati sottoscritti codici nazionali a Cipro, in Estonia, in Finlandia e a Lussemburgo.

La relazione mostra come gli operatori mobili hanno dato seguito agli impegni assunti nelle quattro aree di azione indicate nel codice del 2007:

  • l'80% degli operatori ha attuato misure per controllare l'accesso da parte dei bambini ai contenuti per adulti. Tuttavia, solo il 41% degli operatori ha affermato di monitorare attivamente e di verificare l'efficacia dei propri sistemi di controllo degli accessi;
  • oltre il 65% dei firmatari realizza materiale informativo o conduce campagne di sensibilizzazione sull'uso sicuro del telefono cellulare. Tuttavia, il 16% dei firmatari non ha programmato alcuna attività per sensibilizzare il pubblico;
  • l'80% dei firmatari classifica il contenuto commerciale in almeno due categorie, "contenuto per adulti" e "altro", ma nulla indica che siano state concordate classificazioni specifiche a livello nazionale, come deciso nel 2007;
  • la maggior parte degli operatori lavora a stretto contatto con le forze di polizia per denunciare il contenuto illecito diffuso tramite telefoni cellulari, tuttavia le azioni variano in maniera considerevole da un paese all'altro per via delle diverse legislazioni e dei diversi meccanismi di denuncia.

Contesto

Il 2 febbraio 2007 gli operatori di telefonia mobile hanno firmato un accordo, il "Quadro europeo per un utilizzo più sicuro dei telefoni mobili da parte di adolescenti e bambini", relativo alla tutela dei minori che utilizzano i telefoni cellulari (IP/07/139). Il quadro europeo è stato definito in risposta alle diverse problematiche sollevate nella consultazione pubblica lanciata dalla Commissione nel 2006 sull'uso più sicuro del telefono cellulare (IP/06/1059).

L'accordo è stato firmato inizialmente da Bouygues Telecom, Cosmote, Deutsche Telekom Group, Go Mobile, Hutchison 3G Europe, Jamba! GmbH, Mobile Entertainment Forum, Orange Group, Royal KPN N.V., SFR, Telecom Italia S.p.A, Telefonica Moviles S.A., Telenor, TeliaSonera e Vodafone Limited. Altre società l'hanno firmato successivamente: Tele2 AB, Mobitel EAD, Belgacom Mobile S.A., Mobilkom Austria A.G., TDC Mobil Norden, Wind Hellas Telecommunications SA, Alands Mobiltelefon Ab, BTC Mobile EOOD (Vivatel), CYTA, P&T Luxembourg e Mobitel d.d.

Per maggiori informazioni sulla relazione della GSM Association sull'attuazione dell'accordo quadro sull'utilizzo più sicuro dei telefoni mobili da parte di adolescenti e bambini: http://ec.europa.eu/information_society/activities/sip/self_reg/phones/index_en.htm


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