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Una valutazione del Comitato scientifico dei rischi sanitari emergenti e recentemente identificati (SCENIHR) della Commissione europea invita alla prudenza nell'uso dei dispositivi per la riproduzione di musica, come ad esempio gli MP3 e gli i-pod. La valutazione si è conclusa con la stima che il 10% delle persone che ascoltano musica usando questo tipo di dispositivi per più di un'ora al giorno, ogni settimana, ad alto volume e per almeno cinque anni, rischiano di perdere per sempre l'udito.
"Sono preoccupato soprattutto per i tantissimi giovani che non si rendono conto del fatto che usando frequentemente e ad alto volume i dispositivi musicali personali e i cellulari, danneggia irrevocabilmente il loro udito," ha commentato Meglena Kuneva, commissario per i Consumatori. "Le scoperte scientifiche indicano un chiaro rischio e dobbiamo reagire tempestivamente." Come prima cosa, bisogna aumentare la consapevolezza dei consumatori e la divulgazione di queste informazioni. Occorre anche rivedere i sistemi di controllo preposti [...] per assicurarsi che siano effettivamente funzionanti e tecnologicamente aggiornati."
Sono tra i 50 e 100 milioni le persone che ogni giorno ascoltano la musica mediante apparecchiature come riproduttori MP3, cellulari e i-Pod. I dispositivi per la riproduzione di musica non sono una novità: il Sony Walkman, ad esempio, aveva la stessa funzione e viene usato dagli anni 80. La differenza è che la musica ora viene memorizzata in formato digitale e non su nastro magnetico, come avveniva per le cassette, e questo permette agli utenti di avere livelli acustici più alti senza che venga compromessa la qualità del suono.
Alcuni dispositivi acustici digitali riescono a raggiungere un volume massimo di 120 decibel, che equivale al suono prodotto da un motore a reazione o da un concerto rock. Come termine di paragone, lo sparo da arma da fuoco o di un petardo possono raggiungere un livello di 140 decibel; questo è sufficiente per causare un danno permanente all'udito.
Studi recenti hanno dimostrato che negli ultimi decenni è aumentata la perdita dell'udito tra i giovani. Ascoltare la musica al massimo volume per alcune ore, mediante riproduttori di musica personali, può portare alla perdita parziale dell'udito; se il loro uso è prolungato nel tempo, gli effetti possono essere più permanenti.
La Commissione europea ha espresso la necessità di uno studio scientifico per indagare gli effetti dell'uso prolungato dei riproduttori musicali personali. La Commissione terrà una conferenza per valutare le scoperte del comitato scientifico e per discutere sulla via da seguire in futuro. La conferenza sarà rivolta a Stati membri, industria, consumatori e altre parti interessate. Saranno anche affrontate le precauzioni che gli utenti possono adottare, come quella di ascoltare la musica ad un volume massimo del 60%. Alla luce di queste nuove prove saranno anche riviste le regolamentazioni attuali. La conferenza è programmata indicativamente per gli inizi del 2009.
Per ulteriori informazioni, visitare:
Commissione europea
http://ec.europa.eu/health/index_it.htm
LIVORNO. Si chiama YouthXchange ed è un kit informativo sul consumo sostenibile dell´Onu destinato ai giovani che vogliono capire e combattere il cambiamento climatico.
La guida affronta dal problema dei rifiuti che ormai interessa tutto il pianeta al consumismo e alla società usa e getta che sforna telefonini, lettori musicali che diventano elettronica di consumo che passa rapidamente di moda.
Il kit è prodotto dal Programma per l´ambiente dell´Onu (Unep) e dall´Unesco ed è alla sua seconda e aggiornata edizione.
L´Unesco spiega che «YouthXchange è uno strumento formativo dedicato agli educatori e che punta a promuovere modi di consumo sostenibili nei giovani consumatori di tutto il mondo». Tra le novità della guida rinnovata, un capitolo che spiega come i ragazzi possano trovare un equilibrio dei consumi che risponda al loro desiderio di vestiti alla moda, restando coscienti dell´impatto dei loro consumi su grossi problemi come il cambiamento climatico.
Insomma, più che fare i moralisti, Unep e Unesco riconoscono che i giovani costruiscono sempre più la loro identità attraverso quello che comprano e che cercano un´integrazione sociale sempre meno comunitaria e sempre più legata all´esibizione dei prodotti più nuovi e desiderabili forniti dal mercato. Giovani consumatori ormai globalizzati che non sanno quanto ogni scelta di acquisto incide sulla coltre di ozono, sulla produzione di rifiuti pericolosi, sul riscaldamento globale e che questo non riguarda solo la loro vita quotidiana, ma l´intero pianeta.
il kit, pensato dalla divisione tecnologia, industria ed economia di Unep ed Unesco, contiene statistiche, casi di studio, giochi, esempi di imprese che hanno scelto di diventare più "verdi", alternative trendy di stili di vita più sostenibili.
La nuova guida è più chiara per quanto riguarda consumi e cambiamento climatico e ha un´intera sezione dedicata ai rifiuti elettronici. Contiene anche due nuovi capitoli: uno sul decennio dell´Onu per l´educazione in vista dello sviluppo sostenibile e l´altro sulla moda. «La moda - dicono all´Unep - è il motore di un´industria in espansione e mette il tessile e la moda al secondo posto tra le attività economiche più importanti in termini di intensità di scambi commerciali. Però il prezzo da pagare in materia di diritti umani e per l´ambiente è elevato, un prezzo che la gente può sempre più scegliere di ridurre con l´adozione in forza della moda etica».
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commenti (1)Agi - Roma, 26 sett.- Va, pertanto, nella giusta direzione -rimarca la Cia- la ricetta del Parlamento europeo per favorire una corretta alimentazione (soprattutto di ortofrutta fra i bambini), in modo da contrastare il soprappeso e l'obesità nell'Unione europea.
L'approvazione, a larghissima maggioranza, della relazione dell'eurodeputato di Alessandro Foglietta, evidenzia, infatti, una scelta precisa attraverso la quale s'invita la commissione di Bruxelles ad adottare una serie di misure, tra le quali etichette chiare, educazione alimentare e maggiore consumo di ortofrutta e più sport.
Il Parlamento sottolinea che è soprattutto a livello della scuola che occorre attivarsi perché l'attività fisica e l'alimentazione equilibrata divengano parte integrante dello stile di vita del bambino. Appare quanto mai mirato l'invito -sottolinea la Cia- a monitorare e migliorare la qualità e gli standard nutrizionali dei menù delle scuole e degli asili d'infanzia, anche organizzando controlli di qualità presso i ristoratori e formulando orientamenti dietetici destinati alle mense.
Sempre secondo il Parlamento europeo, occorre adattare le porzioni alle necessità e includervi frutta e verdura. E a tale proposito, viene espresso un giudizio positivo sul progetto "Frutta gratis nelle scuole" sostenuto finanziariamente dall'Unione europea, che consente di distribuire agli istituti maggiori quantitativi di frutta e verdura, incentivandone il consumo tra i più piccoli. Un'iniziativa, dunque, finalizzata -rileva la Cia- ad incoraggiare i giovani a consumare prodotti salubri, come la frutta e la verdura, e ad abbandonare quell'alimentazione "spazzatura" che, in questi ultimi anni, ha provocato preoccupanti riflessi negativi alla salute.
Serve, insomma, una dieta sana che inizi ad educare i bambini a mangiare in modo realmente corretto. Iniziative del genere (voto del Parlamento europeo e progetto della Commissione Ue) possono contribuire a rilanciare anche i consumi di ortofrutta che sono scesi in tutta Europa, ma soprattutto nel nostro Paese. Nel 2007 -sostiene la Cia- si è, infatti, avuto un calo del 2,5 per cento nelle vendite di frutta e del 4,2 per cento in quelle di verdura e di ortaggi freschi. Segno inequivocabile della crisi della dieta mediterranea, come evidenziato anche in un recente studio della Fao. Infine, gli europarlamentari -conclude la Cia- evidenziano che l'industria dovrebbe usare particolare cura nella pubblicità di prodotti alimentari specificamente rivolta ai bambini. (AGI)
Ansa - BRUXELLES - Bando alla pubblicità che esalta o approva le discriminazioni tra i sessi o che incita alla violenza sulle donne ed una calda "raccomandazione" a non usare modelle "anoressiche" nei messaggi promozionali: questo é quanto ha chiesto oggi il Parlamento europeo approvando a larga maggioranza (504 sì, 110 no e 22 astensioni) la relazione firmata dalla svedese Eva-Britt Svensson del Gue, il gruppo unitario della sinistra europea.
La relazione sottolinea come le donne, ed in particolare le adolescenti, siano "esposte al rischio della anoressia nervosa e della bulimia nervosa" e per questo il Parlamento "raccomanda" agli operatori del settore dei media e della pubbilcità di "adottare un comportamento più responsabile", optando per "figure corporee più realistiche".
La relazione chiede inoltre alle istituzioni comunitarie ed agli Stati membri di intensificare gli sforzi per "eliminare" gli stereotipi di genere da testi scolastici, giocattoli, videogiochi e Internet e auspica, come buona pratica, l'ideazione di campagne di sensibilizzazione e la creazione di premi per le pubblicità che valorizzano le donne.
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commenti
(AGI) - Cassino, 5 ago. - La Lega Consumatori di Cassino ha deciso di sporgere denuncia contro la Tim dopo che un gran numero di utenti, soprattutto giovanissimi, hanno espresso le loro rimostranze riguardo un’ipotetica truffa della quale sarebbero rimasti vittima. L’avvocato Isabella Marziale, legale dell’associazione, in un comunicato stampa ha cosi’ spiegato: “Stiamo ricevendo numerose segnalazioni e lamentele, da parte dei nostri associati, in merito alla variazione della tariffa ‘TIM Tribu’ a Vitamine’. Ci dicono che tale piano tariffario, fino al 4 agosto 2008 consisteva nella possibilita’ dell’utente di spendere, nella giornata, a propria scelta, una ‘vitamina’ dal costo di 0,25 centesimi di euro con la quale si potevano inviare 1000 SMS nella giornata, oppure 1000 MMS, oppure 1000 minuti di chiamate vocali verso tutti gli utenti ‘TIM Tribu’. Dal 4 agosto 2008 la tariffa giornaliera e’ stata modificata nella misura di 1 euro al giorno comprendente 1000 minuti di chiamate + 1000 Sms + 1000 Mms. I nostri associati ritengono tale modifica arbitraria e troppo onerosa, anche perche’ alcuni di loro aveva attivato il piano tariffario nel mese di luglio, senza sapere che lo stesso sarebbe cambiato di li’ a qualche giorno. L’associazione si fara’ carico di verificare se ci sono i presupposti di una pubblicita’ ingannevole”.(AGI)
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commenti Warren Buckleitener, direttore ed editore della Children’s Software Revue, una pubblicazione con base negli USA creata per assistere gli educatori, i bibliotecari e i genitori nella ricerca e nell’uso dei mezzi interattivi per l’infanzia, propone un’interessante riflessione sul rapporto tra nuove tecnologie e bambini. L’articolo, pubblicato sul New York Times, è stato poi messo on line in versione italiana sul sito di Repubblica.
«Tutti sanno» scrive Buckleitener «che i bambini, prima di camminare, gattonano e che prima imparano ad andare sul triciclo e poi in bicicletta. Ma a che età un bambino dovrebbe avere il primo cellulare, il primo computer portatile o il primo amico virtuale?».
L’autore si rifà alla teoria dei quattro stadi dello sviluppo cognitivo introdotta dallo psicologo svizzero Jean Piaget.
Nella fascia d’età comprese tra zero e 2 anni, i prodotti tecnologici destinati ai bambini devono avere caratteristiche simili a una «busy box», ovvero a un giocattolo dotato di sportelli, pulsanti, luci e suoni che si attivano rispondendo a un’azione compiuta dal piccolo.
Per quanto riguarda la fascia di età compresa fra i 3 e i 5 anni, la professoressa Sandra Calvert, direttrice del Children’s Digital Media Center della Georgetown University spiega che i bambini in età prescolare crescono in un mondo digitale e vedono i propri genitori utilizzare cellulari e computer. «A loro piace giocare con finti telefonini, come se fossero oggetti veri» sottolinea Calvert.
Da 6 a 11 anni, invece, il bambino inizia ad acquisire la capacità di navigare su Internet e, quindi, diventa fondamentale attivare un controllo parentale per indirizzare il proprio figlio verso contenuti adatti. Esistono in tal senso anche programmi di parental control che impediscono al bambino di finire su siti con contenuti inappropriati, ma la presenza attiva dei genitori è quanto mai indispensabile e vivamente consigliata dagli esperti.
Infine, dai 12 anni in su, i ragazzi iniziano a usare i cellulari. Alcuni studiosi suggeriscono ai genitori di coinvolgere i propri figli nella lettura delle bollette del telefono, per responsabilizzarli e far capire loro i costi delle chiamate e degli SMS. Appare opportuno anche regalare un portatile al proprio figlio, per introdurlo alla conoscenza dei software e dei dispositivi che si riveleranno indispensabili al momento del college, quando non ci saranno più mamma e papà a dare una mano.
Autore: Arianna Bernardini - WebmasterPoint.org
La sifilide e la clamidia colpiscono un numero sempre maggiore di persone e le vittime preferite sembrano essere principalmente gli adolescenti. È il dato piuttosto allarmante emerso dai recenti lavori del Congresso di dermatologia e venereologia organizzato da SIDEMAST (Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) e ADOI (Associazione dei Dermatologi Ospedalieri Italiani).
La sifilide sembra evocare scenari settecenteschi ormai superati e invece torna prepotentemente alla ribalta con 1.200 nuovi casi ogni anno e un aumento del 5% del numero di pazienti; la clamidia non è da meno e la sua incidenza, negli ultimi anni, è salita del 2%, soprattutto tra i ragazzi tra i 15 e i 24 anni.
Gli esperti lanciano l’allarme: i più colpiti sono i giovani, maggiormente esposti a rischio di contrarre e diffondere una malattia sessualmente trasmessa a causa di comportamenti ai limiti. In cerca di avventure, senza profilattico, alla mercè di sballo e droga: sono gli under 25 i soggetti che hanno contribuito in maniera significativa a favorire la diffusione delle malattie, resistono ai sintomi e ai primi fastidi anche per mesi prima di arrivare a una diagnosi di sifilide di secondo grado con ben sei/otto mesi di ritardo.
Mario Aricò, presidente della SIDEMAST, lancia l’allarme: da un lato il consumo di droghe interferisce con l’azione dei farmaci, come la penicillina, prescritti per curare la sifilide, dall’altro è in preoccupante aumento il numero i giovani donne incinte che, inconsapevoli, portano avanti la gravidanza insieme alla sifilide. Il 10% dei pazienti che si rivolgono ai medici per curare la sifilide è composto da ragazze incinte: la malattia, soprattutto se contratta nei primi mesi di gravidanza, può rappresentare un serio rischio per la salute del feto.
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commenti (2)Roma, 3 apr. (Adnkronos Salute) - Poca voglia di andare a letto ed energia da vendere quando tutti gli altri vanno a dormire. Gli adolescenti si comportano come 'uccelli notturni' in fatto di sonno. Responsabile della 'trasformazione' l'orologio interno dei ragazzi: il segnale ormonale del sonno arriva sempre più tardi dopo la pubertà. E a peggiorare la situazione c'è la troppa luce artificiale e le ore passate al computer nemiche del riposo notturno. E' il quadro tracciato da uno studio australiano, pubblicato su Journal of Adolescence, secondo il quale, tra l'altro, la maggioranza dei ragazzi, è costretta a svegliarsi circa due ore e mezza prima rispetto a quanto richiederebbe il loro ritmo naturale. La conseguenza è la mancanza di riposo che li rende irritabili e 'svogliati'.
I ricercatori hanno studiato il sonno di 310 liceali, sia nel periodo scolastico che durante le vacanze, scoprendo che, dopo la chiusura della scuola, i giovanissimi dormono oltre 9 ore - considerate necessarie per la loro età dagli specialisti- mentre quando vanno al liceo si devono accontentare di meno di otto ore. Mancanza di energia, irritabilità, tristezza, bassa autostima sono il prezzo che i ragazzi pagano per la mancanza di sonno. Secondo i ricercatori, infatti, ogni individuo ha una predisposizione genetica sia ad 'alzarsi presto' sia ad 'andare al letto tardi', spiega Suzanne Warner dell'università tecnologica di Swineburne, Hawthorn. Ma, con i cambiamenti ormonali dell'adolescenza, i comportamenti diventano 'standard': i ragazzi tendono a 'tirar tardi' la sera e a poltrire nel letto al mattino.
La chiave di questo comportamento è la melatonina, l'ormone che da al corpo il segnale per dormire. Durante la pubertà questa sostanza viene rilasciata sempre più tardi la sera. Ma contano anche i fattori ambientali. La luce artificiale, infatti, tende a far diminuire la melatonina prodotta dall'organismo mentre l'uso eccessivo e 'ipnotico' del computer impedirebbe ai ragazzi di dare ascolto al loro bisogno di dormire. Il consiglio ai genitori, dunque, è di spegnere luci e computer nella stanza dei ragazzi al momento di andare a letto. Ma gli esperti suggeriscono anche una maggiore rigidità di mamma e papà sugli orari per dormire: meglio non far decidere loro qual è il momento adatto per mettersi sotto le coperte.
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commenti Sono felice di segnalare il Comune di Basiglio (MI) che in soli 5 mesi è riuscito a realizzare un edificio socialmente utile, costruito in modo completamente ecologico ed energeticamente autosufficiente. E' la dimostrazione che se, c'e' la volontà, si può operare in modo efficiente, etico, veloce, ecosostenibile ed a costi inferiori. BRAVI AMMINISTRATORI DI QUESTO COMUNE! Fatti non parole! (Dilia)
Articolo di Daniela Uva - Il Giornale.it
Non solo un centro intergenerazionale dove giovani e anziani possono convivere e passare insieme il loro tempo libero. Ma anche una struttura all’avanguardia, costruita secondo i criteri dell’edilizia ecologica. La scuola della musica, della danza e centro anziani - inaugurata questa mattina a Basiglio, con il tradizionale taglio del nastro - è tutto questo e molto di più.
La struttura, che era stata promessa dall’amministrazione comunale ai cittadini, ospita una scuola di musica - due aule per lezioni teoriche e pratiche, un’aula coro e una sala prove -, una scuola di danza - due sale per i corsi collettivi e i relativi spogliatoi -, un centro anziani dotato di tutti i confort, uno spazio ricreativo multifunzionale e un’area ristoro. Il tutto racchiuso in 940 metri quadri interamente realizzati con materiali nobili e a zero impatto ambientale: legno, vetro, argilla, vernici atossiche, pannelli fotovoltaici e un impianto geotermico.
L’edificio è costato un milione 400mila euro circa, ma, tiene a precisare il sindaco di Basiglio Flavio cirillo, «i cittadini non hanno speso un solo euro. La scuola di musica faceva parte del programma elettorale. L’abbiamo realizzata come promesso. Si tratta di una risposta concreta, che ha necessitato di uno sforzo enorme». Che l’amministrazione di Basiglio ha realizzato in tempo record. La posa della prima pietra risale a soli cinque mesi fa: 24 novembre 2007. «Si tratta di una struttura poligenerazionale - continua il sindaco -. Crediamo sia importate mettere insieme giovani e anziani in uno spazio dove entrambi possano svolgere le proprie occupazioni e poi incontrarsi e confrontarsi».
L’edificio è autonomo dal punto di vista energetico e completamente eco-sostenibile. «Sarà certificato come classe A - conferma Cirillo - e sarà l’unica struttura pubblica polifunzionale in Italia ad avere queste caratteristiche». Il sistema costruttivo utilizzato è lo Steko, un sistema di elementi di legno componibili, con i quali sono state realizzate pareti e struttura esterna. Le rifiniture interne sono invece di intonaco di argilla, vetro e piastrelle. L’illuminazione, il riscaldamento e il condizionamento dell’aria sono autosufficienti, grazie a un sistema di pannelli fotovoltaici. Inoltre, l’edificio è orientato rispetto agli assi cardinali.
La scuola di musica è solo uno dei progetti realizzati a Basiglio. A breve sarà inaugurato il mulino della cascina Vione. Diventerà biblioteca, ludoteca, sala conferenze. E sarà dotato di piscina comunale e parco. Altro fiore all’occhiello dell’amministrazione è la rotonda che dà il benvenuto all’ingresso del comune di Basiglio.
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commenti adesso leggo che i giovani non usano il preservativo e le malattie veneree sono aumentate in modo esponenziale. Mi chiedo, ma c'è qualcuno che insegna a questi ragazzi la giusta condotta ed i rischi connessi al sesso? Mi sa che in casa ancora si continua a non parlarne, magari i genitori per primi non hanno le conoscenze adeguate. A scuola pure... pare che la cosiddetta educazione sessuale non esista.
Forse è il caso di fare qualcosa, per questo ho raccolto materiale e pubblico questo post, rivolto soprattutto ai giovani, ma non solo. Infatti mentre le donne generalmente vanno regolarmente dal ginecologo e fanno il pap-test, gli uomini, forse per vergogna, non si recano dall'andrologo! Dovete sapere, uomini giovani e non, che a volte siete portatori sani, cioè non accusate i sintomi, e infettate chiunque abbia rapporti sessuali con voi. Quindi fate visita all'andrologo almeno una volta all'anno, evitate rapporti occasionali non protetti ed imprimetevi nella mente questa frase:
Usare il profilattico è sempre un segno di rispetto verso se stessi e verso gli altri.
Esistono vari tipi di malattie veneree. Alcune colpiscono entrambi i sessi, altre solo l’uomo o la donna; altre ancora si possono sviluppare anche senza contatto sessuale.
I sintomi iniziali sono gli stessi quasi per tutte: prurito o dolore nelle parti genitali o sull’ano, perdite, piaghe, gonfiori, eruzioni cutanee, bruciori o dolore durante l’evacuazione di feci o urina.
Uno dei principali problemi nella prevenzione di queste malattie è che una persona può trasmetterle perché non sa di averle (i cosiddetti portatori sani)
Informati sulle malattie veneree qui
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commenti (1)Tumori: 150 mila morti l'anno in Italia, 50% per scarsa prevenzione
Roma (Adnkronos Salute) - E' come se un volo di linea cadesse ogni giorno senza alcun superstite, registrando 205 morti. E' l'immagine descritta da Francesco Schittulli, presidente della Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori), quella che più di ogni altra raffigura la strage che si consuma ogni giorno in Italia a causa della scarsa prevenzione dei tumori. Delle 150.000 persone che muoiono ogni anno di cancro nel nostro Paese, oltre 75.000 potrebbero salvarsi "se diventassero protagonisti della propria salute", sottolinea il presidente della Lilt, che ha illustrato i dati, oggi a Roma, in occasione della presentazione della Settimana nazionale per la prevenzione oncologica, in una conferenza a Palazzo Chigi.
Ogni giorno nel nostro Paese si ammalano di cancro più di 700 persone, per un totale di 270.000 nuovi casi all'anno. Il tasso di guaribilità è del 54%, "ma potrebbe raggiungere l'80% - sottolinea Schittulli - se ognuno di noi cominciasse ad adottare stili di vita corretti e a sottoporsi con regolare periodicità a opportuni controlli clinico-strumentali". Ma sono molti gli italiani che dimenticano di farlo. "Quattro 'morti bianche' al giorno sono inaccettabili - tuona Schittulli riferendosi agli incidenti mortali sul lavoro - ma altrettanto vergognosi sono 205 decessi al giorno che potremmo evitare". Ad oggi le persone che hanno un 'vissuto' di cancro alle spalle sono un milione e 800 mila - un numero superiore agli abitanti di una città come Milano - 900 mila quelle che si stanno sottoponendo a delle cure per combatterlo e 180 mila quelli in fase terminale.
Nell'ultimo quinquennio - ha riportato ancora la Lilt - al 23% della popolazione maschile è stato diagnosticato un cancro e il 9% dei pazienti non ce l'ha fatta a sopravvivere. Minori, anche se di poco, le percentuali relative alle popolazione femminile: 21% con un tasso di mortalità del 7,5%. Il tumore alla mammella registra la più alta percentuale di guaribilità (87%), seguito dai linfomi (85%), dal cancro al collo dell'utero e dal melanoma (84%), dal tumore al colon (59%), al retto (56%), all'ovaio (26%) e dal cancro al polmone (21%). Fondamentale, in una storia di tumore, è la diagnosi: più è precoce e maggiori sono le possibilità di salvarsi. Per questo, secondo Schittulli, "il nostro Servizio sanitario nazionale andrebbe ripensato - afferma il presidente della Lilt -
Dovremmo avere ambulatori dove sottoporre i cittadini a diagnosi in ogni quartiere, lasciando agli ospedali il solo compito di curare e coinvolgendo anche il 'privato' in questa importante sfida, perché il pubblico sta perdendo innegabilmente terreno. Solo così potremmo salvare vite umane e abbattere liste d'attesa. Se non riusciremo ad organizzarci, tra 70 anni saremo allo stesso punto". Ogni giorno, dunque, un virtuale aereo di linea continuerà a schiantarsi al suolo, bruciando la vita di 205 persone: "Quelle che - sottolinea ancora Schittulli - hanno perso di vista la prevenzione, ovvero non si sono sottoposti agli esami diagnostici previsti e non hanno seguito le regole di uno stile di vita sano. Non possiamo più permetterlo - conclude categorico Schittulli - E' ora di correre ai ripari".
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commenti Repubblica.it - Internet veloce è già disponibile in 50 sedi dell´Università di Firenze e in 5 strutture comunali tra cui lo stadio di atletica Ridolfi. Si chiama "Wi-Unifinet", ed è il nuovo progetto che l´ateneo fiorentino ha presentato ieri: la banda larga senza fili collegherà gratuitamente a internet 70mila potenziali utenti tra studenti, ricercatori, personale tecnico, dottorandi e professori, grazie ad un investimento di 160mila euro che ha permesso all´ateneo fiorentino di posizionare 180 access point, comuni ripetitori di segnale, in aule e edifici universitari. In quasi la totalità degli spazi universitari ci si può ora collegare ad internet senza fili: «Con un investimento relativamente piccolo - ha sottolineato il rettore Augusto Marinelli - abbiamo dato vita a una grande opportunità per i nostri studenti, incentivando anche l´uso di tutte le risorse on line a disposizione di chi studia e fa ricerca». Oltre alle 50 sedi universitarie, il wireless è già disponibile in altri 5 access point, che a breve diventeranno 19, messi a disposizione dal Comune di Firenze presso biblioteche pubbliche e Urp (Biblioteca Villa Arrivabene, biblioteca di Villa Pozzolini, Urp via dell´Anguillara, Urp piazza della libertà, Stadio di atletica). Ma Palazzo Vecchio sta anche pensando di selezionare un operatore che gestisca il traffico wi-fi dei vari acces point pubblici attivi su Firenze, essendo per ora aperta la possibilità solo per alcune categorie, in questo caso gli studenti universitari. E´ già allo studio un concorso di idee per gestione del traffico wireless da parte di qualsiasi utente.
Le altre amministrazioni che aspettano?
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(AGI) - Lisbona - Nel 2008 ci sono ancora adolescenti convinte di poter rimanere incinte con un bacio. Per evitare gravidanze indesiderate scelgono lavande a base di coca-cola, rapporti lampo (meno di un minuto) oppure posizioni o luoghi particolari (fare l'amore in piedi o in acqua). Pensano che la prima volta non si possa rimanere incinta, cosi' come se non si raggiunge l'orgasmo. Sono questi i rimedi "fai da te" e i luoghi comuni piu' diffusi nei blog per giovanissime, bufale antiche che ritrovano nuova forza amplificate dal web.
"Sesso senza sorprese - tutto quello che (non) devi sapere per non rimanere incinta" e' una guida che si propone di smontare uno alla volta i piu' diffusi consigli sulla contraccezione "alternativa", un'idea del progetto Scegli Tu, il programma per una contraccezione consapevole della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia. Il vademecum, che rientra nell'ambito dello "Yasminelle study", sara' diffuso nelle universita', ai concerti e nelle discoteche, per educare divertendo anche chi e' totalmente a digiuno di educazione sessuale. L'8 marzo, giorno della Festa della Donna, la guida "antibufale" sara' distribuita in anteprima nelle piazze di Ancona, Bologna, Milano, Roma, Firenze, Cagliari, Torino, Palermo, Bari e Napoli.
Pensavo che i giovani d'oggi fossero più svegli e "sgamati".... vedo che il sesso rimane un tabù in famiglia o a scuola....
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