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Roma, 9 giu (Velino) - Emergenza climatica e geopolitica dell’energia e aumento dei profughi ambientali a livello internazionale. Spreco idrico, incuria del territorio e crescita della mobilità “insostenibile” per quanto riguarda l’Italia. È la fotografia scattata dal Rapporto sui diritti globali 2008 presentato oggi per quanto riguarda il settore ambiente e beni comuni dal titolo “Rivoluzione verde od olocausto ambientale”.
EMERGENZA CLIMATICA E GEOPOLITICA ENERGIA – “L’uso delle risorse, in primo luogo quelle energetiche - spiega il rapporto -, è sempre più al centro della geopolitica. L’emergenza climatica rischia di tramutarsi in un’eredità devastante per le prossime generazioni. Come ormai afferma la gran parte della comunità scientifica internazionale, basti pensare al Rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), il nesso diretto tra cambiamenti climatici e modello energetico è pressoché una certezza. Basterebbe questo per porre al centro delle politiche internazionali, nazionali e locali la conversione ecologica dei sistemi energetici e dell’intera economia. Un obiettivo che è nello stesso tempo un impegno politico e morale: diffondere il benessere su scala planetaria, evitando una deflagrante contesa per il controllo delle risorse. La poderosa crescita dei consumi energetici (il 22 per cento solo negli ultimi 10 anni), trascinata dallo sviluppo economico dei Paesi asiatici, determina infatti una crescente competizione sulle energie fossili. Al di là dei limiti fisici di queste risorse, è la disponibilità e la garanzia degli approvvigionamenti che sta già determinando forti tensioni e conflitti. Se i sistemi energetici resteranno così largamente dipendenti dalle fonti fossili, il rischio di una guerra mondiale più o meno strisciante per l’energia diventerà realtà. Anche i temi della povertà e dell’equità sono strettamente connessi agli effetti dei mutamenti climatici e alle azioni che i singoli governi e la comunità internazionale devono intraprendere per rallentarne, e in prospettiva fermarne, i tragici effetti sugli ecosistemi e sull’umanità. Il global warming mette e metterà a dura prova la possibilità per tutti gli Stati di far fronte a tragedie di enorme portata, aree più ricche del mondo comprese. Ma la maggior sofferenza e i più grandi pericoli sono per i Paesi più poveri e vulnerabili, dove siccità, desertificazione e alluvioni faranno sempre di più crescere fame, povertà, malattie e guerre”. (segue)
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commenti Intellettuale e scrittore tunisino, sui temi dell'immigrazione e dell'integrazione in Europa
L'8 Settembre 2007, il giornale arabo-liberale on-line Elaph ha messo in rete un'intervista con uno tra i più noti intellettuali tunisini Lafif Lakhdar, effettuata dal Professor M. Milson del MEMRI. Nell'intervista Lakhdar ha parlato dei Musulmani in Europa, di Islam e Umanesimo, dell'Islamismo e del concetto di Laicité (Laicità). Lakhdar é stato un testimone oculare di molti importanti accadimenti della storia del Medio Oriente. Ha avuto un ruolo attivo nel partito algerino Front de Libération Nationale (FLN) a Parigi, all'inizio degli anni '60 per divenire, più tardi, consigliere del primo presidente algerino Ahmed Ben Bella. Nel 1970 ha accompagnato l'OLP dalla Giordania a Beirut e in seguito è diventato una figura di spicco nei circoli della sinistra libanese. Qualche anno dopo, deluso dagli eventi bellici in Libano, è ritornato a Parigi dove vive attualmente. Qui di seguito si riportano degli estratti della sua intervista. (Traduzione a cura di Roberto Barducci)
Gli Europei Musulmani dovrebbero adottare valori universali per dare nuova vita e rinnovare le loro tradizioni
Menahem Milson: Che significato ha la battaglia ideologica che noi vediamo agitarsi fra la comunità musulmana in Europa?
Lafif Lakhdar: All'interno dell'Islam Europeo ci sono due tendenze di base in lotta tra di loro. Il primo trend è quello che vorrebbe mantenere la propria indipendenza culturale rispetto alle società europee e che ambisce a mantenere le tradizioni islamiche nella loro interezza - fra queste ci sono anche quelle che vanno contro i principali valori umanistici universali delle società europee, come l'uguaglianza fra i sessi, la laicità e la libertà individuale. La seconda tendenza, che è quella che sottoscrivo, richiede l'opposto: l'integrazione dei musulmani europei e di quelli che vivono in Europa all'interno delle società europee e l'adozione di valori di civiltà universali al fine di dare nuova vita ai propri valori, molti dei quali non sono più in conformità con i tempi.
Questa integrazione di valori, che è necessaria, non significa che i musulmani debbano abbandonare i loro valori spirituali e la parte migliore dei loro valori sociali o la loro storia. Significa solo abbandonare quelle tradizioni che sono in contraddizione con i valori della Dichiarazione Internazionale sui Diritti dell'Uomo e altre convenzioni dell'ONU che derivano da questa come la Convenzione sull'Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione contro le Donne, la convenzione sui diritti dei bambini e la protezione delle minoranze.
E' interessante far notare che, secondo un recente sondaggio, i musulmani con la più alta percentuale di integrazione in Francia sono i Tunisini. Questo è dovuto in larga misura alla qualità dell'educazione religiosa in Tunisia, che non predica la cultura dell'odio per gli "infedeli", ma piuttosto una cultura di moderazione che i tunisini assorbono sia attraverso il ragionamento religioso sia attraverso quello politico. Sfortunatamente, questo appare essere un caso raro in altri paesi musulmani.
Leggi tutto l'articolo e' illuminante!
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commenti Alle 10 erano gia' circa 110mila le domande di assunzione di lavoratori extracomunitari non stagionali convalidate dal sistema informatico del Viminale. Il click day, partito alle 8 di stamattina, segna il debutto delle nuove procedure informatiche previste dal Decreto flussi 2007. (AGI) - Roma, 15 dic. -
26.11.2007 - Ministero Interno
Il 30 novembre il decreto in Gazzetta Ufficiale: 170.000 i cittadini stranieri non comunitari che si potranno assumere per «motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo». Dal 1° dicembre il datore di lavoro italiano, o straniero regolarmente soggiornante in Italia, dovrà registrarsi su www.interno.it
Il programma telematico per la presentazione delle domande è scaricabile da oggi dai principali siti d’informazione. Venerdì sarà disponibile anche su interno.it.
Gli speciali pubblicati su interno.it e sui siti internet di informazione potranno essere utili per "socializzare" e prendere dimestichezza con questa nuova procedura.
Addio file alla Posta. Il decreto contiene ben due importanti novità: la procedura esclusivamente telematica, voluta con l’obiettivo di non ripetere le code davanti agli uffici postali, e l’invio delle domande scaglionate in tre date successive per evitare ingorghi telematici delle richieste per aggiudicarsi uno dei posti disponibili.
Consigli utili per chi 'farà da sé'. Il datore di lavoro deve installare il programma sullo stesso computer da cui sarà compilata e inviata la domanda. Importante: serve la connessione ad internet.
Chi, invece, necessita di assistenza. Se non si preferisce chiedere assistenza sarà possibile rivolgersi alle associazioni e ai patronati che, in base a protocolli firmati con il ministero dell’Interno, garantiranno assistenza completamente gratuita.
Anche se il programma è scaricabile da oggi dai principali siti di informazione, solo a partire dal 1° dicembre sarà possibile procedere con la compilazione della modulistica.
Le cinque tappe della procedura on-line:
Installazione del programma: solo questa operazione è possibile fare fin da ora. Per le altre si deve attendere le date stabilite.
Attenzione: è possibile segnalare domande e perplessità al “Punto di contatto” di interno.it (home page – barra a destra – Sportello immigrazione – Punto di contatto). Il 1° dicembre, invece, sarà attivato l’help desk.
Le domande in formato digitale dovranno essere inoltrate telematicamente nei termini indicati dal decreto e seguendo criteri di scaglionamento che prevedono l’invio:
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