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Dolci, dolci e ancora dolci. Si sa, i bambini ne sono ghiotti, e a volte è davvero difficile dire di no alla richiesta dell'ennesima caramella. Come fare a mettere d'accordo genitori e figli?
Facile, con queste due semplici ricette per fare in casa, con ingredienti genuini, caramelle e lecca-lecca:
Ingredienti:
Preparazione:
Per prima cosa metti i fogli di gelatina in un recipiente con acqua per 10 minuti;
Nel frattempo poni in un pentolino lo zucchero con i 2 cucchiai di limone e i 10 cucchiai di succo di frutta (ananas, arancia, fragola...);
Fai bollire per 5 minuti;
Dopodiché togli dal fuoco e aggiungi i fogli di gelatina dopo averli strizzati bene;
Mescola fino a quando non si saranno sciolti completamente;
Con il composto così ottenuto, riempi degli stampini in silicone (da evitare stampini con forme strane, visto che non è facile togliere le caramelle, vanno bene quelli a semisfera, sfera o quadrato...);
Metti lo stampo in frigo e attendi un paio d'ore;
Tolte dallo stampo, rotola le caramelle nello zucchero.
Ingredienti:
Preparazione:
Poni in un pentolino lo zucchero con il burro e un cucchiaio di acqua;
Mettilo sul fuoco e cuoci il composto fino ad ottenere una massa trasparente;
Cola il composto a cucchiaiate su una superficie piana e unta d'olio: si allargherà formando dei dischetti traslucidi;
Al centro di ogni dischetto colloca un bastoncino e fissalo con un'altra goccia di zucchero cotto;
Lascia riposare per un paio d'ore.
Nota: anche se composte da alimenti genuini, si tratta comunque di caramelle ricche di zuccheri. Quindi è sempre meglio consumarle con parsimonia senza esagerare.
da BuonaIdea
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commenti Agi - Roma, 26 sett.- Va, pertanto, nella giusta direzione -rimarca la Cia- la ricetta del Parlamento europeo per favorire una corretta alimentazione (soprattutto di ortofrutta fra i bambini), in modo da contrastare il soprappeso e l'obesità nell'Unione europea.
L'approvazione, a larghissima maggioranza, della relazione dell'eurodeputato di Alessandro Foglietta, evidenzia, infatti, una scelta precisa attraverso la quale s'invita la commissione di Bruxelles ad adottare una serie di misure, tra le quali etichette chiare, educazione alimentare e maggiore consumo di ortofrutta e più sport.
Il Parlamento sottolinea che è soprattutto a livello della scuola che occorre attivarsi perché l'attività fisica e l'alimentazione equilibrata divengano parte integrante dello stile di vita del bambino. Appare quanto mai mirato l'invito -sottolinea la Cia- a monitorare e migliorare la qualità e gli standard nutrizionali dei menù delle scuole e degli asili d'infanzia, anche organizzando controlli di qualità presso i ristoratori e formulando orientamenti dietetici destinati alle mense.
Sempre secondo il Parlamento europeo, occorre adattare le porzioni alle necessità e includervi frutta e verdura. E a tale proposito, viene espresso un giudizio positivo sul progetto "Frutta gratis nelle scuole" sostenuto finanziariamente dall'Unione europea, che consente di distribuire agli istituti maggiori quantitativi di frutta e verdura, incentivandone il consumo tra i più piccoli. Un'iniziativa, dunque, finalizzata -rileva la Cia- ad incoraggiare i giovani a consumare prodotti salubri, come la frutta e la verdura, e ad abbandonare quell'alimentazione "spazzatura" che, in questi ultimi anni, ha provocato preoccupanti riflessi negativi alla salute.
Serve, insomma, una dieta sana che inizi ad educare i bambini a mangiare in modo realmente corretto. Iniziative del genere (voto del Parlamento europeo e progetto della Commissione Ue) possono contribuire a rilanciare anche i consumi di ortofrutta che sono scesi in tutta Europa, ma soprattutto nel nostro Paese. Nel 2007 -sostiene la Cia- si è, infatti, avuto un calo del 2,5 per cento nelle vendite di frutta e del 4,2 per cento in quelle di verdura e di ortaggi freschi. Segno inequivocabile della crisi della dieta mediterranea, come evidenziato anche in un recente studio della Fao. Infine, gli europarlamentari -conclude la Cia- evidenziano che l'industria dovrebbe usare particolare cura nella pubblicità di prodotti alimentari specificamente rivolta ai bambini. (AGI)
Codacons. - "L'allarme malamina era stato gia' lanciato nel 2006 negli Stati Uniti dalla Fda (Food and drug administration). Altre segnalazioni circa la presenza della sostanza nel latte sono state lanciate nei mesi scorsi dalla Nuova Zelanda, segnalazioni opportunamente occultate per evitare di rovinare l'immagine delle Olimpiadi di Pechino".
Lo fa sapere il Codacons che poi prosegue: "In base alle ultime notizie, tracce di melamina sarebbero comparse non solo nel latte, ma anche in biscotti, yogurt, caramelle e dolciumi vari, ingigantendo cosi' l'allarme alimentare e rendendolo di dimensioni globali". Il presidende Codacons, Carlo Rienzi dice: "Vogliamo rassicurazioni in favore dei consumatori. E' si vero che il latte cinese adulterato non viene commercializzato in Europa, ma ci chiediamo se altri prodotti realizzati col latte alla melamina siano potuti finire negli scaffali dei nostri negozi".
A tal fine l'associazione si rivolge all'Autorita' alimentare di Parma e al ministero della Salute, chiedendo di sapere se e da quando siano state bloccate in Italia le importazioni di tutti i prodotti che contengano melamina, dopo gli allarmi lanciati fin dal 2006 riguardanti alimenti per animali
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commenti Bologna2000 - Modena - Tra gli ospiti della festa provinciale del PD a Ponte Alto anche Lady Gocciolina, la simpatica protagonista di Il gioco dell'acqua non finisce mai, la pubblicazione di Ato4, pensata per i bambini delle scuole elementari, per insegnare a rispettare e risparmiare l'acqua. Lady Gocciolina sarà alla festa nel pomeriggio di domenica 14 settembre per incontrare i bambini al gazebo di Ato, a fianco del Palaconad.
Due i programmi didattici promossi in accordo con gli Enti consorziati (Comuni e Provincia di Modena), che saranno presentati al pubblico al punto informativo. Uno rivolto alle scuole elementari, realizzato in collaborazione con il Consorzio la Lumaca, e un secondo rivolto alle scuole secondarie, gestito in collaborazione con Federconsumatori, Adiconsum, e Movimento Consumatori. Entrambi con l'obiettivo di sensibilizzare i ragazzi e i loro genitori sul risparmio idrico.
In distribuzione al gazebo, oltre al quaderno didattico, anche il materiale informativo sulle agevolazioni tariffarie del consumo idrico, riservate alle famiglie numerose e alle famiglie in difficoltà economica.
Gli operatori del punto informativo raccoglieranno dai visitatori della festa, attraverso un questionario, informazioni sui comportamenti quotidiani che riguardano l'utilizzo dell'acqua. Risultati che saranno in seguito elaborati in una indagine conoscitiva.
Il mondo salvato dai ragazzini?
Lo sapevate che…può essere utilizzato come acqua potabile solo lo 0,01% di tutta l'acqua presente sulla terra? E che il 70% dell'acqua dolce si trova nei ghiacciai?
Lo sapevate che se bevessimo l'acqua del rubinetto risparmieremmo al nostro paese 200.000 tonnellate di rifiuti l'anno e 900mila tonnellate di Co2 emesso dai camion per il trasporto delle bottiglie?
Queste alcune delle domande che il progetto Acqua in gioco porta in giro per le scuole elementari della provincia di Modena, per stimolare nei ragazzini una sensibilità maggiore nei confronti dell' acqua. Maggiore rispetto al passato, di fronte ad aumentati rischi di siccità e desertificazione. Ma soprattutto maggiore rispetto ai genitori "spreconi".
(Ogni italiano in un anno consuma circa 1000 metri cubi d'acqua, contro una media europea di 600 mc/anno).
Con Acqua in gioco, il progetto promosso da Ato4, in accordo con gli Enti consorziati (Comuni e Provincia di Modena), in collaborazione con la Cooperativa La Lumaca, saranno i ragazzini a dare il buon esempio.
Sono già una cinquantina gli insegnanti che hanno aderito al progetto, perché il programma di lavoro è divertente e, attraverso storie, cruciverba, esperimenti e simulazioni, gli alunni si mettono al lavoro con responsabilità e senza annoiarsi.
Lo strumento didattico per il lavoro delle insegnanti è un quaderno (stampato in 2500 copie) dal titolo Il gioco dell'acqua non finisce mai, che ha come protagonista Lady Gocciolina, una simpatica goccia d'acqua che accompagna i ragazzi, attraverso mille peripezie, in un viaggio che comincia da una precipitosa caduta dalle nuvole, attraversa torrenti di montagna, mulini, depuratori, fino ad arrivare all'amato mare blu. Il progetto prevede anche la premiazione della classe piu' creativa, quella che al termine del programma di lavoro presenterà i prodotti migliori (temi, disegni, performance teatrali ecc).
Se, per quanto riguarda i progetti rivolti alle scuole elementari, l'Agenzia ha privilegiato l'aspetto ludico ed espressivo, per le scuole secondarie di primo e secondo grado ha voluto studiare il tema attraverso differenti metodologie e diversi punti di vista (sociale, economico, politico, di mercato ecc), puntando sugli adolescenti come futuri consumatori responsabili.
Acqua e globalizzazione, inquinamento atmosferico, surriscaldamento e desertificazione del pianeta, il business delle acque minerali, gli aspetti sociali e politici della gestione delle acqua, saranno alcuni dei temi che i ragazzi delle scuole superiori prenderanno in esame nel corso dell'anno.
Il progetto per le superiori, dal titolo "Acqua. Riscopriamo il valore di una risorsa" prevede, per le scuole medie, una serie di lezioni dell' operatore ambientale e veri e propri laboratori (scientifici, letterari, artistici, fotografici in base all'indirizzo della scuola), con una esposizione al pubblico del materiale prodotto (indagini conoscitive, interviste, video, una mostra fotografica, ecc).
Con i programmi nelle scuole Ato prevede di raggiungere circa 1500 alunni delle elementari, 400 studenti delle scuole secondarie di primo grado e circa 200 delle secondarie di secondo grado.
Insomma poche prediche e un bel po’ di conoscenze. Per esempio può essere utile far sapere ai ragazzini che per produrre un paio di jeans alla moda, sbiaditi al punto giusto, occorrono 8200 libri di acqua.
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In questi giorni un bel po’ di italiani si sta preparando per il grande esodo delle vacanze e infila in valigia abbronzanti e creme solari. Obiettivo tintarella. Ma con buco nell’ozono che si è allargato il sole fa ancora bene o fa male Quali prodotti usare (o evitare) per non tornare a casa rossi come gamberi o con la pelle macchiata? Dalla Ue, proprio oggi, è arrivato un invito perentorio: diffidate di creme e flaconi su cui è scritto Protezione totale. Sono ingannevoli. I consigli giusti, intanto, li chiediamo a una dermatologa molto qualificata, la dottoressa Elisabetta Bianchi docente di dermocosmesi alla Scuola internazionale di medicina estetica dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma. Cominciamo dalle creme per i bambini che sono i più delicati.
Per loro è meglio sceglierle senza coloranti, senza profumi e con un filtro esclusivamente “fisico” , come ossido di zinco o biossido di titanio.
Se poi sono bambini dalla pelle chiara, (ma il consiglio vale anche per gli adulti con la stessa caratteristica) una quindicina di giorni prima della partenza sarebbe utile assumere degli antiossidanti per sole di ultima generazione, tipo i licopeni carotenoidi, che sono degli integratori da sole con fermenti lattici.
Ovviamente il tutto va concordato col dermatologo.
Come si fa ad orientarsi fra i numeri di protezione scritti sulle confezioni?
Intanto sfatiamo il luogo comune che un filtro alto blocchi l’abbronzatura. Una protezione alta significa semplicemente che si può stare al sole più tempo senza danno, senza, per esempio, che venga un eritema.
La protezione alta o bassa si sceglie in base alla fotosensibilità della pelle. Attenzione alla tirchieria: se nel cassetto c’è una confezione già aperta dell’anno passato, va assolutamente buttata.
Diverso è se la confezione è integra: controllare la scadenza e, soprattutto, annusare. Se l’odore è sospetto, spazzatura senza pietà.
Sulla confezione di molti solari c’è scritto che sono “waterproof”, cioè resistenti all’acqua. Questo indurrebbe a pensare che anche facendo il bagno mantengano la loro capacità protettiva, mentre invece è sempre prudente spalmarli di nuovo ogni volta che si esce dal mare. Questo vale doppiamente per i bambini che, si sa, non amano troppo stare sotto l’ombrellone.
Ovviamente bisogna evitare il sole nei giorni seguenti.
In quanto ai rimedi della nonna, ognuno è sicuro che il suo funzioni: c’è chi mette sull’eritema il pane raffermo bagnato nell’acqua, chi le fettine di patata sbucciata… ora, sarà anche vero che pane e patate contengono amido che ha leggere proprietà antinfiammatorie, ma il mio consiglio è sicuramente quello di usare direttamente pomate lenitive all’aloe o alla calendula. Se l’eritema è serio, con vescicole e febbre, mai fare da sé, ma andare dal medico.
Ci sono i patiti della tintarella che la usano, altri che si preparano intrugli al bergamotto o alle noci per abbronzanti “fai da te”.
Spesso ottengono solo di procurarsi pericolose fotodermatiti. Succede, così, che chi voleva tornare a casa abbronzato come un tahitiano, torni dalle ferie con la pelle a macchia di leopardo.
Partiamo dal concetto che il sole fa bene: aumenta il calcio, fa allegria, regala salute. Ma va preso con equilibrio.
Non dimentichiamo che l’atmosfera, è cambiata. Il buco nell’ozono lascia passare radiazioni solari molto più potenti che in passato e queste radiazioni sono sommatorie. Significa che la quantità di sole che si prende ogni anno si somma con quella dell’anno precedente e a quello successivo. Questo muta via via la pelle in modo esponenziale per quanto riguarda, per esempio, le famigerate macchie scure. Una raccomandazione che vale soprattutto per le donne che hanno l’epidermide più delicata degli uomini: prendere troppo sole invecchia precocemente e in modo irreversibile la pelle.
Prendere invece il sole, usando buone protezioni e per un ragionevole numero di ore, aiuta a mantenerla giovane ed elastica più a lungo.
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commenti Proposta per gli alunni delle scuole primarie: "E' un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l'abbigliamento firmato già in giovanissima età"
Roma, 1 luglio 2008 - Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, non esclude l'ipotesi di far indossare il grembiule nella scuola primaria: il motivo non sarebbe solo pratico, ma anche legato alla possibilità di coprire i vestiti griffati indossati già in tenera età e che possono incidere sulla valutazione degli alunni.
"E' un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l'abbigliamento firmato già in giovanissima età", ha risposto il responsabile del Miur alla parlamentare del Pdl Gabriella Giammanco, ex giornalista del Tg4 ed oggi componente della commissione cultura alla Camera, che ne ha rilanciato l'utilizzo.
Durante l'audizione, il ministro ha spiegato che è una proposta "da prendere in considerazione. Dare pari condizioni di partenza può essere una proposta interessante ed è curioso - ha continuato Gelmini riferendosi proprio alla Giammanco - che venga da una delle più giovani parlamentari".
In Italia non vi è mai stato l'obbligo di indossare il grembiule: nemmeno il costituirsi della scuola pubblica prevedeva il suo uso sistematico. Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia, il ministero dell'Istruzione ha inviato a direttori e presidi delle indicazioni più precise per far rispettare il decoro e sanzionare adeguatamente gli studenti che, soprattutto alle superiori, siano incuranti di certe regole estetiche non scritte.
Secondo il settimanale Tuttoscuola la proposta di tornare all'obbligo del grembiule alle elementari avrebbe diversi risvolti positivi: "L'idea - spiega la rivista diretta da Giovanni Vinciguerra - se concretizzata, potrebbe rendere felici i genitori di molti bambini, in un'età in cui questi si sporcano ovunque. Il grembiule poi potrebbe evitare la tendenza a giudicare i compagni a seconda che indossino o meno abiti firmati".
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commenti (2)Warren Buckleitener, direttore ed editore della Children’s Software Revue, una pubblicazione con base negli USA creata per assistere gli educatori, i bibliotecari e i genitori nella ricerca e nell’uso dei mezzi interattivi per l’infanzia, propone un’interessante riflessione sul rapporto tra nuove tecnologie e bambini. L’articolo, pubblicato sul New York Times, è stato poi messo on line in versione italiana sul sito di Repubblica.
«Tutti sanno» scrive Buckleitener «che i bambini, prima di camminare, gattonano e che prima imparano ad andare sul triciclo e poi in bicicletta. Ma a che età un bambino dovrebbe avere il primo cellulare, il primo computer portatile o il primo amico virtuale?».
L’autore si rifà alla teoria dei quattro stadi dello sviluppo cognitivo introdotta dallo psicologo svizzero Jean Piaget.
Nella fascia d’età comprese tra zero e 2 anni, i prodotti tecnologici destinati ai bambini devono avere caratteristiche simili a una «busy box», ovvero a un giocattolo dotato di sportelli, pulsanti, luci e suoni che si attivano rispondendo a un’azione compiuta dal piccolo.
Per quanto riguarda la fascia di età compresa fra i 3 e i 5 anni, la professoressa Sandra Calvert, direttrice del Children’s Digital Media Center della Georgetown University spiega che i bambini in età prescolare crescono in un mondo digitale e vedono i propri genitori utilizzare cellulari e computer. «A loro piace giocare con finti telefonini, come se fossero oggetti veri» sottolinea Calvert.
Da 6 a 11 anni, invece, il bambino inizia ad acquisire la capacità di navigare su Internet e, quindi, diventa fondamentale attivare un controllo parentale per indirizzare il proprio figlio verso contenuti adatti. Esistono in tal senso anche programmi di parental control che impediscono al bambino di finire su siti con contenuti inappropriati, ma la presenza attiva dei genitori è quanto mai indispensabile e vivamente consigliata dagli esperti.
Infine, dai 12 anni in su, i ragazzi iniziano a usare i cellulari. Alcuni studiosi suggeriscono ai genitori di coinvolgere i propri figli nella lettura delle bollette del telefono, per responsabilizzarli e far capire loro i costi delle chiamate e degli SMS. Appare opportuno anche regalare un portatile al proprio figlio, per introdurlo alla conoscenza dei software e dei dispositivi che si riveleranno indispensabili al momento del college, quando non ci saranno più mamma e papà a dare una mano.
Autore: Arianna Bernardini - WebmasterPoint.org
Roma, 9 giu (Velino) - Emergenza climatica e geopolitica dell’energia e aumento dei profughi ambientali a livello internazionale. Spreco idrico, incuria del territorio e crescita della mobilità “insostenibile” per quanto riguarda l’Italia. È la fotografia scattata dal Rapporto sui diritti globali 2008 presentato oggi per quanto riguarda il settore ambiente e beni comuni dal titolo “Rivoluzione verde od olocausto ambientale”.
EMERGENZA CLIMATICA E GEOPOLITICA ENERGIA – “L’uso delle risorse, in primo luogo quelle energetiche - spiega il rapporto -, è sempre più al centro della geopolitica. L’emergenza climatica rischia di tramutarsi in un’eredità devastante per le prossime generazioni. Come ormai afferma la gran parte della comunità scientifica internazionale, basti pensare al Rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), il nesso diretto tra cambiamenti climatici e modello energetico è pressoché una certezza. Basterebbe questo per porre al centro delle politiche internazionali, nazionali e locali la conversione ecologica dei sistemi energetici e dell’intera economia. Un obiettivo che è nello stesso tempo un impegno politico e morale: diffondere il benessere su scala planetaria, evitando una deflagrante contesa per il controllo delle risorse. La poderosa crescita dei consumi energetici (il 22 per cento solo negli ultimi 10 anni), trascinata dallo sviluppo economico dei Paesi asiatici, determina infatti una crescente competizione sulle energie fossili. Al di là dei limiti fisici di queste risorse, è la disponibilità e la garanzia degli approvvigionamenti che sta già determinando forti tensioni e conflitti. Se i sistemi energetici resteranno così largamente dipendenti dalle fonti fossili, il rischio di una guerra mondiale più o meno strisciante per l’energia diventerà realtà. Anche i temi della povertà e dell’equità sono strettamente connessi agli effetti dei mutamenti climatici e alle azioni che i singoli governi e la comunità internazionale devono intraprendere per rallentarne, e in prospettiva fermarne, i tragici effetti sugli ecosistemi e sull’umanità. Il global warming mette e metterà a dura prova la possibilità per tutti gli Stati di far fronte a tragedie di enorme portata, aree più ricche del mondo comprese. Ma la maggior sofferenza e i più grandi pericoli sono per i Paesi più poveri e vulnerabili, dove siccità, desertificazione e alluvioni faranno sempre di più crescere fame, povertà, malattie e guerre”. (segue)
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commenti Sono felice di segnalare il Comune di Basiglio (MI) che in soli 5 mesi è riuscito a realizzare un edificio socialmente utile, costruito in modo completamente ecologico ed energeticamente autosufficiente. E' la dimostrazione che se, c'e' la volontà, si può operare in modo efficiente, etico, veloce, ecosostenibile ed a costi inferiori. BRAVI AMMINISTRATORI DI QUESTO COMUNE! Fatti non parole! (Dilia)
Articolo di Daniela Uva - Il Giornale.it
Non solo un centro intergenerazionale dove giovani e anziani possono convivere e passare insieme il loro tempo libero. Ma anche una struttura all’avanguardia, costruita secondo i criteri dell’edilizia ecologica. La scuola della musica, della danza e centro anziani - inaugurata questa mattina a Basiglio, con il tradizionale taglio del nastro - è tutto questo e molto di più.
La struttura, che era stata promessa dall’amministrazione comunale ai cittadini, ospita una scuola di musica - due aule per lezioni teoriche e pratiche, un’aula coro e una sala prove -, una scuola di danza - due sale per i corsi collettivi e i relativi spogliatoi -, un centro anziani dotato di tutti i confort, uno spazio ricreativo multifunzionale e un’area ristoro. Il tutto racchiuso in 940 metri quadri interamente realizzati con materiali nobili e a zero impatto ambientale: legno, vetro, argilla, vernici atossiche, pannelli fotovoltaici e un impianto geotermico.
L’edificio è costato un milione 400mila euro circa, ma, tiene a precisare il sindaco di Basiglio Flavio cirillo, «i cittadini non hanno speso un solo euro. La scuola di musica faceva parte del programma elettorale. L’abbiamo realizzata come promesso. Si tratta di una risposta concreta, che ha necessitato di uno sforzo enorme». Che l’amministrazione di Basiglio ha realizzato in tempo record. La posa della prima pietra risale a soli cinque mesi fa: 24 novembre 2007. «Si tratta di una struttura poligenerazionale - continua il sindaco -. Crediamo sia importate mettere insieme giovani e anziani in uno spazio dove entrambi possano svolgere le proprie occupazioni e poi incontrarsi e confrontarsi».
L’edificio è autonomo dal punto di vista energetico e completamente eco-sostenibile. «Sarà certificato come classe A - conferma Cirillo - e sarà l’unica struttura pubblica polifunzionale in Italia ad avere queste caratteristiche». Il sistema costruttivo utilizzato è lo Steko, un sistema di elementi di legno componibili, con i quali sono state realizzate pareti e struttura esterna. Le rifiniture interne sono invece di intonaco di argilla, vetro e piastrelle. L’illuminazione, il riscaldamento e il condizionamento dell’aria sono autosufficienti, grazie a un sistema di pannelli fotovoltaici. Inoltre, l’edificio è orientato rispetto agli assi cardinali.
La scuola di musica è solo uno dei progetti realizzati a Basiglio. A breve sarà inaugurato il mulino della cascina Vione. Diventerà biblioteca, ludoteca, sala conferenze. E sarà dotato di piscina comunale e parco. Altro fiore all’occhiello dell’amministrazione è la rotonda che dà il benvenuto all’ingresso del comune di Basiglio.
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commenti Tumori: 150 mila morti l'anno in Italia, 50% per scarsa prevenzione
Roma (Adnkronos Salute) - E' come se un volo di linea cadesse ogni giorno senza alcun superstite, registrando 205 morti. E' l'immagine descritta da Francesco Schittulli, presidente della Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori), quella che più di ogni altra raffigura la strage che si consuma ogni giorno in Italia a causa della scarsa prevenzione dei tumori. Delle 150.000 persone che muoiono ogni anno di cancro nel nostro Paese, oltre 75.000 potrebbero salvarsi "se diventassero protagonisti della propria salute", sottolinea il presidente della Lilt, che ha illustrato i dati, oggi a Roma, in occasione della presentazione della Settimana nazionale per la prevenzione oncologica, in una conferenza a Palazzo Chigi.
Ogni giorno nel nostro Paese si ammalano di cancro più di 700 persone, per un totale di 270.000 nuovi casi all'anno. Il tasso di guaribilità è del 54%, "ma potrebbe raggiungere l'80% - sottolinea Schittulli - se ognuno di noi cominciasse ad adottare stili di vita corretti e a sottoporsi con regolare periodicità a opportuni controlli clinico-strumentali". Ma sono molti gli italiani che dimenticano di farlo. "Quattro 'morti bianche' al giorno sono inaccettabili - tuona Schittulli riferendosi agli incidenti mortali sul lavoro - ma altrettanto vergognosi sono 205 decessi al giorno che potremmo evitare". Ad oggi le persone che hanno un 'vissuto' di cancro alle spalle sono un milione e 800 mila - un numero superiore agli abitanti di una città come Milano - 900 mila quelle che si stanno sottoponendo a delle cure per combatterlo e 180 mila quelli in fase terminale.
Nell'ultimo quinquennio - ha riportato ancora la Lilt - al 23% della popolazione maschile è stato diagnosticato un cancro e il 9% dei pazienti non ce l'ha fatta a sopravvivere. Minori, anche se di poco, le percentuali relative alle popolazione femminile: 21% con un tasso di mortalità del 7,5%. Il tumore alla mammella registra la più alta percentuale di guaribilità (87%), seguito dai linfomi (85%), dal cancro al collo dell'utero e dal melanoma (84%), dal tumore al colon (59%), al retto (56%), all'ovaio (26%) e dal cancro al polmone (21%). Fondamentale, in una storia di tumore, è la diagnosi: più è precoce e maggiori sono le possibilità di salvarsi. Per questo, secondo Schittulli, "il nostro Servizio sanitario nazionale andrebbe ripensato - afferma il presidente della Lilt -
Dovremmo avere ambulatori dove sottoporre i cittadini a diagnosi in ogni quartiere, lasciando agli ospedali il solo compito di curare e coinvolgendo anche il 'privato' in questa importante sfida, perché il pubblico sta perdendo innegabilmente terreno. Solo così potremmo salvare vite umane e abbattere liste d'attesa. Se non riusciremo ad organizzarci, tra 70 anni saremo allo stesso punto". Ogni giorno, dunque, un virtuale aereo di linea continuerà a schiantarsi al suolo, bruciando la vita di 205 persone: "Quelle che - sottolinea ancora Schittulli - hanno perso di vista la prevenzione, ovvero non si sono sottoposti agli esami diagnostici previsti e non hanno seguito le regole di uno stile di vita sano. Non possiamo più permetterlo - conclude categorico Schittulli - E' ora di correre ai ripari".
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commenti Telefono Arcobaleno e il N.I.T. scoprono una galassia di “EXTREME VIDEO” che coinvolge Italia, Europa, Asia e America
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Nato in America, si sta diffondendo velocemente anche in Italia. La filosofia: bimbi più felici, meno inquinamento. Sul vasino sin dai primi giorni. Impossibile? AffattoUn neonato nella culla e niente pannolini in casa. Un incubo? Una realtà in crescita. Nato nel 2004 da due mamme del Massachusetts (Usa), il movimento Diaper-free baby (il sito) sta prendendo piede anche in Italia.
I bambini - dicono i sostenitori di questa filosofia - sono perfettamente in grado di mandare dei segnali quando hanno dei bisogni, di cibo o di contatto o di cure, per esempio. Lo stesso vale per le funzioni fisiologiche. Sta al genitore imparare a cogliere il messaggio. Ergo, liberarsi dalla schiavitù dei pannolini è possibile, sin dalle prime settimane di vita del bebè. L'importante è avere i riflessi pronti e portare sempre con sè un contenitore da posizionare velocemente sotto il sederino del pupo. Poi tocca trovare un posto adatto per svuotare il tutto e lavare bebè e recipiente. Non praticissimo, insomma...
«Con attenzione, tempo e molto amore si impara (ma non lo sapevamo già ??....) che comprendere il proprio bambino anche sulle necessità di.... eliminazione e aiutarlo a soddisfarle è un modo per offrirgli del rispetto. L'uso dei pannolini non ha niente di universale ed è una introduzione recente dei paesi occidentali. È una abitudine che fa si che i bambini perdano il contatto con il propio corpo, che insegna loro a fare pipì e cacca nel pannolino e non fa altro che spostare nel tempo la comunicazione che si stabilisce su questo particolare argomento» si legge nel forum italiano dedicato all'argomento.
Alla base di tutto c'è l'idea di un rapporto diverso tra genitore e figlio, più aperto e comunicativo. Poi i vantaggi: i bebè sono più felici, hanno una maggiore libertà di movimento, nessuna irritazione da pannolino; mamma e papà con coscienza ecologista sono più sollevati, inquinano meno e - dettaglio non trascurabile - hanno meno spese da sostenere.
Tutto sta a iniziare. La funzione principale di Diaperfreebaby.org e dei siti italiani sul tema è fornire consigli da esperti e precursori su come allenare i bambini a utilizzare il vasetto prima dell'età minima comunemente indicata dagli esperti. I miracoli sono possibili, come dimostra Lucia Arnesen, una bimba di Boston che a 14 settimane d'età era già libera da imbottiture. Ma le testimonianze sul tema si sprecano.
Il problema è che la civiltà occidentale, dicono, non sembra pronta ad accettare l'idea di pupi che gattonano senza protezione, pronti a farla ovunque e in qualunque momento. Una delle difficoltà maggiori, poi, raccontano i genitori, è trovare mutandine che non debbano contenere i pannolini. Ma il movimento cresce e online nascono anche negozi dedicati, per comprare libri, vasini a dimensione di neonato, riduttori per l'asse del wc. Anche in Italia, nel frattempo, è stato pubblicato un testo sul tema. Un unico dubbio: non è che si liberano i bambini dalla schiavitù del pannolino ma si vincolano i genitori alla schiavitù dell'imprevedibilità della vescica dei bambini? In fondo i pannolini sono soprattutto una comodità.
da donna.libero.it
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commenti SCRIVI UN POST SUL SORRISO (nel corso di tutto il 2008 puoi fare tutti i post che vuoi!) E SEGNALALO A questa mail, DONERANNO 2 EURO PER OGNI POST ALL' Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma O.N.L.U.S.

Comicomix vara una nuova iniziativa per sostenere la Lotta al Neuroblastoma (un tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età pediatrica)
L'iniziativa si chiama Un sorriso lungo un anno, ed è rivolta a tutti i bloggers e in generale agli amici del web.

L'inizativa è semplice.
Chiunque lo desideri, nel corso del 2008 può fare un post dedicato al tema del sorriso. Il sorriso come forma di relazione, verso gli altri, verso chi si ama, o semplicemente verso il prossimo. Non il sorriso da cartolina, quello falso o di cortesia. Il sorriso che è sostenere senza odio le proprie idee, ma con la disponibilità ad ascoltare (e, se possibile) capire le ragioni degli altri. Prendendo spunto da una vostra vicenda personale, un fatto di cronaca, di politica, di quello che volete.
Aderire è facile.
Basta scrivere il post, segnalarcelo a questa mail, e noi lo aggiungeremo alla lista qui sotto, indicando il nome del Blog, e il link al post. Nel post basta semplicemente specificare che si aderisce a questa iniziativa, che vuole sostenere la lotta al Neuroblastoma, il tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età prescolare
Tu non dovrai fare altro!
Per ogni post segnalato, Comicomix donerà 2 euro alla Fondazione per la lotta al neuroblastoma
Comicomix pubblicherà in questa pagina tutti i post che ci verranno segnalati. Alla fine dell’anno, invieremo una donazione di importo equivalente al numero di post.
Non useremo i tuoi dati né li invieremo a nessuno. Ci servono solo per la pubblicazione sul nostro sito. Non comunicheremo a nessuno e per nessuna ragione la tua e-mail. Stai tranquillo!
Non ti va di fare un post? Aiutaci a far conoscere l'iniziativa, inserendo un banner che linka a questa pagina, che altro non è che il disegno riportato sopra.
Puoi scaricarlo qui: Preleva il banner
Se invece vuoi sostenere direttamente la Fondazione per la Lotta al Neuroblastoma, puoi farlo con un piccolo gesto
PERCHE' COMICOMICS FA QUESTO
L'Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma O.N.L.U.S. nasce il 23 luglio 1993 per iniziativa di alcuni genitori di bambini ammalati e di medici oncologi dell'Istituto "G. Gaslini" di Genova, la cui divisione di Ematologia e Oncologia Pediatrica, costituisce il principale punto di riferimento in Italia per la ricerca e la cura del Neuroblastoma tumore dell'età pediatrica.
Il 26 aprile 1994, con Decreto Ministeriale emesso dal ministero della Sanità, l'Associazione ottiene il riconoscimento di personalità giuridica da parte della Repubblica Italiana.
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ll Neuroblastoma è la prima causa di morte per malattia in età prescolare.
Il Neuroblastoma è una forma tumorale che colpisce le cellule nervose dei gangli simpatici.
Nell'età pediatrica rappresenta la terza neoplasia per frequenza dopo le leucemie e i tumori cerebrali.
Può colpire soprattutto la ghiandola surrenale (presentandosi come una tumefazione addominale) e i gangli simpatici paraspinali (potendo comparire in qualsiasi tratto della colonna vertebrale: addominale e toracica). I sintomi più diffusi della malattia sono: febbri, anemia, inappetenza, ecchimosi alle palpebre. Le metastasi, frequenti e precoci, colpiscono le ossa, i linfonodi, il fegato e il midollo osseo. La diagnosi di Neuroblastoma va eseguita e confermata in un centro di ricerca specializzato, effettuando analisi mirate; questa è una fase importante per stabilire il grado di estensione della malattia (stadio) e decidere la cura appropriata.
"Le sorelle del piccolo Alessandro Cipiciani hanno pubblicato insieme ad alcuni amici un sito internet sui fumetti (Comicomix). Hanno dedicato ad Alessandro ed ai suoi disegni un'intera sezione. D'accordo con i genitori hanno lanciato un'iniziativa che si chiama "Regala un sorriso" nel 2007. In pratica Comicomix pubblicherà sul sito tutti i disegni o fumetti che verranno inviati, indicando nome cognome età e città dell’autore. Alla fine dell’anno, invieranno una donazione di € 2,00 per ogni singolo disegno ricevuto e pubblicato.
Dal Gennaio 2008 Comicomix propone l'iniziativa "Un Sorriso lungo un anno" che è rivolta a tutti i bloggers ed in generale agli amici del web. Chiunque lo desideri, nel corso del 2008 può fare un post dedicato al tema del sorriso. Per ogni post segnalato, Comicomix donerà 2 euro alla Fondazione per la Lotta al Neuroblastoma. Comicomix pubblicherà tutti i post che verranno segnalati.
Ringraziamo di cuore la Fam. Cipiciani e tutto lo staff di Comicomix."
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commenti Tratto da vari articoli giornalistici.
Un vero paradosso: nella regione Campania dove proseguono gli incendi di scarti industriali nocivi e dove nel solo triangolo Acerra-Nola-Basso casertano e nel litorale domizio-flegreo per anni sono stati sversati grandi quantità di rifiuti tossici, il Piano nazionale residui, definito ogni anno dal ministero della Salute per le analisi sulle diossine, ha previsto di sottoporre solo una manciata di campioni ad analisi specifiche.
Ma c’è un altro paradosso, in questa regione manca anche un laboratorio dedicato alle diossine. “Lo chiediamo da tanto tempo, ora forse dopo quattro anni si realizzerà”, dice lo sconsolato commissario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Meridione con sede a Portici, in provincia di Napoli. Per questo hanno una convenzione con l’Istituto zooprofilattico di Roma.
E’ ovvio che la diossina è presente sugli alimenti ma lo screening ambientale diossine, sul terreno e sull’erba, effettuato dall’Agenzia regionale per l’ambiente (l’Arpa Campania) non segnala problemi, se non in maniera localizzata. Un giallo che in molti non si spiegano facilmente, a meno di non essere maliziosi. Tanto che nel dicembre scorso è stato varato un Piano triennale straordinario di sorveglianza sulla contaminazione di diossina e così in questo anno 2008 i campioni saliranno a 120 e per la prima volta saranno sottoposti a test anche i vegetali.
Ricordiamo che l’emergenza diossina non è tanto legata all’immondizia lasciata per strada, quanto invece agli sversamenti illegali di sostanze tossico-nocive che per decenni hanno ammorbato i paesi tra le province di Napoli e Caserta. E gli incendi di questi inquinanti, sprigionano diossine che per deposizione contaminano ambiente e coltivazioni.
E’ nato anche il Sebiorec (Studio epidemiologico biomonitoraggio regione Campania), tramite esso sono appena cominciati prelievi di sangue e latte materno che coinvolgeranno 780 cittadini e 50 donne in allattamento di 14 comuni della provincia di Napoli e Caserta. I prelievi sono realizzati per il più ampio screening mai effettuato in Italia , sulla presenza di diossine, furani e metalli pesanti nel corpo umano.
Nelle due province sono stati censiti 226 siti di smaltimento, comprese le discariche ed i siti illegali, e di questi la maggior parte ed anche quelli in condizioni peggiori sono concentrati nei sette comuni ad elevata pressione ambientale.
Volete sapere quali comuni a rischio?
Castel Volturno, Villa Literno Marcianise, Aversa, Giugliano in Campania, Caivano, Acerra sono quelli a rischio ambientale elevato.
Maddaloni, Qualiano, Villaricca, Nola sono i comuni con rischio ambientale intermedio.
Casapesenna, Mugnoano di Napoli, Brusciano sono i comuni con rischio ambientale basso.
Volete sapere quali sono i cibi inquinati?
A forte rischio: latte, formaggi, carne, pesce e molluschi.
A rischio: zucchine, cavoli, carciofi, mais.
Dubbi: finocchi, patate.
Quindi “prendiamo tutto ciò che è possibilmente a rischio e mandiamoli al macero”, più che una provocazione è il monito di Giorgio Calabrese, docente universitario di alimentazione e nutrizione. Soprattutto perché i prodotti agroalimentari della Campania sono a forte rischio di immagine.
Dopo l’inchiesta pubblicata dalla rivista “Il Salvagente” su questi temi finalmente anche la macchina istituzionale sembra muoversi alla stessa velocità della cronaca. Una riunione si è tenuta la settimana scora a Napoli alla presenza del ministero della Salute, delle autorità sanitarie campane, dell’Agenzia regionale per l’ambiente e dei servizi veterinari locali, per capire qual è la situazione del rischio diossina nella regione. Anche se molti sono scettici sul loro da fare, perché tutti hanno il timore che nelle istituzioni potrebbero esserci interessi poco raccomandabili.
In ogni caso sia l’emergenza rifiuti che l’incubo, taciuto, della diossina stanno paralizzando le vendite dei prodotti alimentari provenienti dalla Campania. I consumatori se non messi nella condizione di capire l’esatta entità del problema si tutelano non comprando i prodotti locali.
30 tonnellate di rifiuti bruciati in 3 mesi sono dati che fanno tremare.
Secondo il rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente la Campania si conferma in testa alla classifica sull’illegalità nel cicolo dei rifiuti. Con 448 infrazioni accertate, 422 persone denunciate, 31 arresti e 175 sequestri, lo scorso anno nessuna regione d’Italia ha fatto peggio. Soprattutto il Triangolo dei veleni, tra Acerra, Marigliano e Nola. Ma anche la Terra dei fuochi, il territorio tra Giugliano, Villaricca e Qualiano. Sono queste, secondo il rapporto ecomafia le zone in cui i clan camorristici organizzano principalmente lo sversamento e poi l’incenerimento abusivo di scarti di conceria, fanghi industriali, solventi ed altre materie tossico-nocive. Nella Terra dei fuochi è facile vedere colonne di fumo nero che si liberano in cielo: le sostanze da bruciare vengono infatti sistemate sopra un letto di combustione fatto di copertoni.
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commenti (1)
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commenti
ROMA - Il 30% circa dei bambini italiani soffre di allergie: una vera e propria 'epidemia', affermano i pediatri, se si considera che negli anni '50 l'incidenza di questa patologia non superava il 10%. Varie le cause, e non ultima anche un eccesso di 'igienizzazione' tipico delle nostre società occidentali. A puntare i riflettori sul pianeta allergie, gli esperti riuniti a Roma in occasione della 'Terza giornata del bambino allergico'. I numeri, dunque, sono notevoli: "Il 10% dei bimbi sotto i 14 anni - ha sottolineato Giovanni Cavagni, responsabile Allergologia pediatrica all'Ospedale Bambino Gesù di Roma - soffre di asma bronchiale che, nell'80% dei casi, è provocata da allergie; il 18-20% soffre di rinite allergica e il 5% di dermatite". Le intolleranze alimentari colpiscono invece il 7% dei bambini, mentre le allergie alimentari gravi riguardano fortunatamente una percentuale ridotta (0,5%). Alla base del fenomeno allergie, spiegano i pediatri, vi possono essere cause genetiche predisponenti ed anche i fattori ambientali, a partire dall'inquinamento, giocano un ruolo importante. Smog ed aria sporca però, precisano gli esperti, aggravano le allergie nei soggetti già colpiti, ma non ne sono la causa primaria. La vera ragione alla base di questo 'boom' di allergie, affermano, sta invece in un fenomeno preciso: la diminuzione del 'carico batterico ambientale'. In altre parole, nei paesi occidentali si è sempre di meno a contatto con vari tipi di batteri, che hanno tra le proprie caratteristiche anche quella di inibire le reazioni allergiche. Una società sempre più 'asettica', dunque, e segnata da un 'eccesso di igienizzazione' di cui sono spesso le mamme e rendersi colpevoli. Niente di più sbagliato: "Il 'naturale' contatto con microbi e batteri - ha sottolineato il coordinatore del Dipartimento di medicina pediatrica del Bambino Gesù, Alberto Ugazio - in qualche modo serve anche a rafforzare le difese immunitarie dei bambini; il nostro sistema di memoria immunologica 'ricorda', infatti, i batteri con cui siamo entrati in contatto evitandoci infezioni successive". Insomma, anche con l'igiene bisogna non eccedere. Un consiglio pratico? Il bagnetto al bebé, ad esempio, non c'é alcun bisogno di farlo ogni giorno. Due volte a settimana, avvertono i medici, è la frequenza ottimale.
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commenti Ogni giorno in Italia ne vengono utilizzati sei milioni, il 10% di tutti i rifiuti urbaniPannolini per bebe' sotto accusa, sono superinquinantiPer produrli si utilizzano sostanze nocive e si distruggono preziose foreste. Inoltre necessitano di tempi di smaltimento lunghissimi, circa 500 anni

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commenti di Mike Adams del 23 luglio 2007
tradotto dal sito http://www.newstarget.com/ da Pamio Lodovico
vedi articolo originale http://www.newstarget.com/021944.html
Una nuova ricerca pubblicata sul numero di Agosto 2007 del Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry prova che il Ritalin, l'anfetamina usata per trattare l'immaginario disturbo definito ADHD, Attention Deficit Hyperactivity Disorder (Sindrome da Iperattività e Disattenzione), arresta la crescita dei bambini. I ricercatori hanno dimostrato che, dopo tre anni di utilizzo del farmaco psicotropo, i bambini risultano più bassi di un pollice (cm 2,54) e più magri di
Naturalmente, l'industria psichiatrica sta tentando da almeno un decennio, di minimizzare gli effetti della bassa-crescita del Ritalin. Una ricerca condotta negli ultimi anni da psichiatri che lavorano per il National Institutes of Health ha inizialmente trovato evidenza tra il farmaco e la bassa crescita dei bambini, tuttavia alla fine conclusero che il Ritalin non comporta, a lungo termine, rischi di crescita per i bambini. (Questi ricercatori, comunque, trascurarono di rivelare il loro conflitto di interessi con le aziende farmaceutiche).
A causa di questa conclusione gli psichiatri evitarono di avvertire i genitori del fatto che il Ritalin arresta la crescita dei loro bambini, focalizzando l'attenzione invece sul fatto che i loro bambini hanno bisogno del trattamento per correggere un disturbo chimico del cervello, in realtà inventato da Big Pharma con l'avallo dell'industria psichiatrica, come un modo per vendere più farmaci ai bambini, che non ne hanno bisogno.
Trasformare gli studenti in tossicodipendenti.
Il Ritalin è un anfetamina. Nel linguaggio della strada è chiamata "speed" (anfetamina).
Vendere anfetamina ai bambini è un reato, ma fornire anfetamina ai bambini sotto prescrizione medica è definito "trattamento". La pratica di somministrare ai bambini potenti droghe, che alterano la mente è, in realtà, una forma di abuso chimico, che è oggi ancora tollerato perchè è formulato nel linguaggio medico. I genitori e gli insegnanti sono tutti d'accordo nel trattare gli studenti con i farmaci perchè apparentemente fanno sparire i sintomi dell'ADHD. Questa pratica di utilizzare farmaci è, fondamentalmente, seguita per la convenienza di coloro che si prendono cura dei bambini e per i profitti delle potenti aziende farmaceutiche, senza aver nulla a che fare con la salute dei bambini.
Clicca qui vedere collegato cartone CounterThink, "Adderall vs. Metamfetamine".
Una ricerca nutrizionale ha dimostrato che i sintomi dell'ADHD possono essere completamente annullati, nell'80% dei bambini, in solo due settimane, eliminando dalla loro dieta i cibi trattati e gli additivi chimici. Il cosiddetto "disturbo" dell'ADHD è in realtà solo un espressione del comportamento causato dai gravi squilibri della dieta. L'intera teoria dell'ADHD può essere completamente smontata se diamo ad un bambino affetto da ADHD una console X-Box o Wii Nintendo, vedremo che il bambino si siederà e si impegnerà in un'attenta e concentrata attività di gioco , fino anche a sei ore, senza una singola pausa e senza alcuna distrazione. Se fosse presente realmente il disturbo dell'ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), tutto ciò non sarebbe possibile.
La verità è che i bambini affetti da ADHD non sono per nulla malati: molte scuole sono semplicemente noiose oltre ogni immaginazione e i bambini non imparano agevolmente essendo forzati a sedere nei loro banchi ad ascoltare professori divagare a modo loro attraverso la memorizzazione di esercitazioni senza senso denominate "storia" o "scienze" o altro. I bambini imparano facendo cose e tutta questa extra energia iperattiva ha una funzione utile solo se è incanalata in esercizi "esperienziali" di apprendimento.
Il Ritalin causa danni permanenti alla salute?
Questa nuova ricerca sull'utilizzo del Ritalin e l'arresto della crescita nei bambini non risponde alla questione se i bambini recuperano mai il loro peso ed altezza normali, o se il Ritalin causa un'arresto permanente della crescita, che non può essere invertito. Ci chiediamo, comunque, se un farmaco che blocca la crescita fisica può anche bloccare la crescita delle cellule cerebrali e del sistema nervoso, portando a dei bambini oltre che fisicamente non sviluppati anche intellettualmente bloccati.
In anni precedenti gli psichiatri, con una gran faccia tosta, provarono a dimostrare che non era il Ritalin che causava il blocco della crescita - era il disturbo stesso dell'ADHD. E perciò, il trattamento con il Ritalin era il solo modo per riportare i bambini ad una crescita normale.
Questo tipo di logica contorta e tortuosa caratterizza la moderna medicina psichiatrica, che automaticamente invoca l'esistenza di numerosi "disturbi" psichiatrici, nell'esatto momento nel quale lucrosi prodotti farmaceutici diventano disponibili per trattarli. La logica della psichiatria funziona così: l'ADHD è un disturbo reale perchè è contenuto nel manuale DSIM-IV (la bibbia dei falsi disturbi psichiatrici). L'ADHD è elencato nel manuale DSIM-IV perchè è un disturbo reale, secondo un gruppo di psichiatri finanziati da Big Pharma, che se lo sono inventato. Perciò, l'ADHD è reale perchè gli psichiatri lo dicono! (Vedi il nostro cartone collegato, Fabbricatore di Disturbi, Inc., per vedere una divertente rappresentazione di questo processo).
Trattare i bambini come cavie
Nessuno conosce gli effetti dell'uso del Ritalin sui bambini. Come conseguenza, l'industria psichiatrica sta trattando i bambini come cavie, aspettando di vedere che cosa può succedere, se qualcuno prende queste anfetamine per un decennio o più. Per quanto ne sappiamo, il Ritalin potrebbe anche arrestare la crescita degli organi riproduttivi, comportando futuri problemi di fertilità. Forse la "generazione Ritalin" non sarà in grado di avere bambini. Questa è solo una supposizione, ma il punto importante qui è che anche l'industria psichiatrica lo sta supponendo. Nessuno lo sa. Test a lungo termine non sono stati fatti. E' in pratica un esperimento del tipo "diamo questi farmaci ai bambini e vediamo cosa succede". E' abbastanza tipico oggi di Big Pharma, che tratta la gente come cavie produttrici di reddito, troppo stupide per svegliarsi e capire che dovrebbero mettere in dubbio le eccessive richieste di trattamento associate a dannose prescrizioni mediche.
Questi effetti collaterali di arresto della crescita e di alterazione della chimica del cervello nei bambini potrebbero plausibilmente valere la pena se il Ritalin stesse trattando un disturbo vero. Se il Ritalin, ad esempio, prevenisse il cancro al cervello nei bambini a rischio, potrebbe essere anche ragionevole scambiare una riduzione del rischio del cancro con un blocco della crescita. Ma il Ritalin non ha alcun uso medico giustificabile ed è, in verità, più una forma di controllo chimico della mente che qualcosa di paragonabile ad una reale medicina. Mettere a rischio la crescita dei bambini, allo scopo di dare loro un farmaco così potente, che se fosse venduto ai bambini in strada sarebbe illegale, è una follia medica. Non c'è alcuna giustificazione per il trattamento di massa dei bambini con questo farmaco, salvo che l'abile sfruttamento di esseri umani per profitto.
Il solo uso medico dimostrato del Ritalin, che ne risulta, sarebbe per i genitori che vogliono i loro figli più bassi e rachitici. Date a questi bambini abbastanza anfetamine e non cresceranno alti e muscolosi come i loro coetanei. Sarebbe una strategia molto utile per preparare i bambini ad una carriera come fantino o allevare un ginnasta di livello internazionale (che sono tutti piuttosto bassi per il vantaggio di avere corpo e arti più corti), ma per quei genitori che badano in realtà ad allevare bambini sani, che esprimano il loro pieno potenziale, il Ritalin sembra essere insufficiente.
Per quei genitori, che cercano di rovinare la salute dei loro bambini, d'altra parte, somministrare tre volte al giorno anfetamine sembra essere abbastanza utile. Ma perchè fermarsi li? Perchè non passare allora alle metanfetamine, e iniziare a dare ai vostri figli le metanfetamine di strada (droghe) come già l'esercito da ai loro soldati. Ha lo stesso senso che dare a loro il Ritalin, ma credete a me, se Big Pharma trovasse un modo per controllare e legalizzare le metanfetamine, gli psichiatri non avrebbero dubbi nel sostenerle, pronti ad inventarsi un falso disturbo "trattato" con le metanfetamine. (Ricordate, anche, che le metanfetamine di strada sono fabbricate dalle aziende farmaceutiche e vendute ai bambini senza prescrizione medica.)
Viene da chiedersi perchè l'Associazione For a Drug-Free America (Droga Libera) non lo fà? Questa è un organizzazione fondata in parte da aziende farmaceutiche, che sembra non avere alcun problema per quanto riguarda la prescrizione di massa ai bambini dell'anfetamina Ritalin. L'Associazione, secondo me, non vuole legalizzare la droga in America, vuole rendere l'America assuefatta ai farmaci di Big Pharma, nello stesso tempo limitando l'uso delle concorrenti droghe di strada. L'Associazione sostiene, che "il Ritalin è una medicina preziosa." Sono fatti di crack?
Non c'è da stupirsi, se si arriva all'uso del Ritalin e a drogare i bambini, è tutto per il profitto. Il miglior modo per lanciare sul mercato un farmaco è prima di tutto costruire un disturbo, poi lanciare il farmaco come il solo trattamento conosciuto per quel disturbo.
L'abuso chimico dei bambini
Secondo me quello che sta succedendo oggi nella medicina psichiatrica è un crimine contro l'umanità e una forma di abuso chimico verso i bambini. Piuttosto che fingere che questi psichiatri abbiamo una qualsiasi reale autorità medica, dovremmo invece rinchiuderli e processarli per questi attacchi chimici alla popolazione di stile nazista. La psichiatria moderna, attraverso il dilagante avvelenamento chimico della gente ha dimostrato di essere molto più pericolosa, per la sicurezza degli Americani, di ogni minaccia terroristica, e in qualsiasi società onesta, queste persone sarebbero private del loro diritto a praticare la "medicina" e sarebbe loro negato il diritto di accesso ai bambini. Abbiamo bisogno di un ordine nazionale che reprima i professionisti della moderna psichiatria.
Credo sia arrivato il tempo per abolire l'industria psichiatrica ed i suoi disastrosi trattamenti dei bambini con pericolosi prodotti chimici, che alterano la mente. Se noi continuiamo a permettere a questi dottori dediti al profitto di drogare un'intera generazione con le anfetamine, le conseguenze a lungo termine per la società saranno, senza dubbio, devastanti. I bambini non hanno bisogno di farmaci che alterano la mente per dimostrare un comportamento equilibrato. Hanno semplicemente bisogno di un'alimentazione genuina, un'educazione responsabile e di essere tenuti lontani da zuccheri raffinati, additivi chimici e cibi trattati.
Tossicomani di Ritalin/Adderall (1) sniffano le medicine come fosse cocaina
Ecco qui una Q&A (domanda e risposta) da GoAskAlice (www.goaskalice.columbia.edu/3703.html) che spiega, in dettaglio, perchè il Ritalin e l'Adderall sono, di fatto, pericolose droghe di strada:
Cara Alice,
recentemente ho iniziato a sniffare Ritalin e Adderall (non nello stesso tempo però). Ho riscontrato che gli effetti assomigliano molto allo sniffare cocaina, ma sono meno intensi. In realtà mi piace farlo perchè è molto più economico che comprare cocaina. Comunque, mi stavo chiedendo quanto pericoloso possa essere, considerando che è un farmaco prescrivibile e io non ho mai sniffato più della dose media, che si prenderebbe oralmente. Sarebbe grande se tu potessi dirmi qual'è il pericolo nel sniffare queste sostanze e che cosa possa fare al mio corpo.
Grazie
Tossico di Adderall
(Risposta di Alice)
Caro tossico di Adderall,
Il Ritalin e l'Adderall sono due dei più comuni farmaci usati nel trattamento dell'ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) e dell'ADD (Attention Deficit Disorder). Entrambi questi farmaci sono classificati nella Tabella II delle droghe, nella classe delle anfetamine. Sebbene siano stimolanti, quando sono prescritti secondo le istruzioni, da un medico, in dosi stantard per persone affette da ADHD e ADD, aiutano la gente con ADHD a mantenere la loro attenzione per un più lungo periodo di tempo. Questo permette di studiare o completare i compiti molto più efficacemente, senza le sensazioni associate agli effetti delle anfetamine.
Le droghe della Tabella II come il Ritalin e l'Aderall, comunque, hanno un'alta propensione al cattivo uso, all'abuso e la dipendenza. Largamente prescritte per i bambini di età scolare da medici, molti adolescenti e giovani adulti sniffano Ritalin e Adderall poichè credono che siano alternative più sicure della cocaina. Questo non può essere più lontano dal vero. Per prima cosa, sia la potenzialità del Ritalin che dell'Adderall aumentano in maniera esponenziale quando sono sniffati o iniettati perchè entrano direttamente nel flusso sanguigno. Secondo cosa, le prescrizioni mediche, specialmente quando non sono prescritte per l'utilizzatore, come con le droghe illecite, non diminuiscono il loro potenziale di danno. Per questi fatti e da quando l'utilizzatore crede che sniffare Adderall e Ritalin sia più sicuro, rende il cattivo uso/abuso di queste sostanze più nocivo della cocaina.
I pericolosi effetti collaterali dello sniffare Ritalin e Adderall includono:
- problemi respiratori, come la distruzione del setto nasale e del tessuto polmonare
- battito cardiaco irregolare (aritmia cardiaca)
- problemi di circolazione
- episodi psicotici
- crescente aggressività
- shock tossico
- morte, in casi estremi
Siccome l'Adderall è simile nella sua composizione chimica alle metanfetamine, pone dei pericoli aggiuntivi.
Un prolungato, continuo abuso può determinare un accrescimento dei problemi relativi al cervello e cambiamenti negativi nell'attività delle onde cerebrali. Se qualcuno fa cattivo uso/abuso del Ritalin, dell'Adderall o di entrambi, necessita di aiuto per smettere, non solo per prevenire un danno ulteriore, ma anche per proteggere la persona durante la disintossicazione.
Una volta che uno diventa dipendente da queste sostanze, smettere potrebbe causare sintomi di disintossicazione simili a quelli della cocaina, come:
- forte depressione
- psicosi
- irrequietezza
- gravi sentimenti di ansia
Puoi pensare di essere più sicuro e più sobrio sniffando Ritalin e Adderall, piuttosto che la cocaina, ma ti stai danneggiando allo stesso modo. Inoltre per possedere o usare queste sostanze, senza prescrizione medica, corri il rischio di essere arrestato.
(1) Adderall XR, è un farmaco per il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività, ritirato dal commercio in Canada per gravi effetti indesiderati. Health Canada ha imposto il ritiro di Adderall XR, un farmaco che trovava indicazione nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione ed iperattività ( ADH ), perché ritenuto responsabile di morti improvvise, morti cardiache ed ictus nei bambini e negli adulti.
I gravi effetti indesiderati si sono presentati alle dosi raccomandate. Adderall XR è il nome commerciale dell’Amfetamina a rilascio prolungato. La decisione di Health Canada è stata presa dopo aver ricevuto 20 segnalazioni, a livello internazionale, di pazienti morti improvvisamente. Queste morti non erano associate ad overdose, ad un non-corretto impiego del farmaco o ad abuso. Quattordici morti sono avvenute nei bambini, e 6 tra gli adulti. Ci sono state 12 segnalazioni di ictus, 2 delle quali hanno riguardato bambini.
Adderall XR era stato approvato in Canada il 23 gennaio 2004.(Xagena2005)
Fonte: Health Canada, 2005
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commenti Il Gardasil è il nuovo vaccino fortemente promosso presso i genitori delle ragazze, già dai nove anni di età. Si dice che agisca come protezione da due ceppi del papilloma virus umano (HPV), ritenuto la causa di circa il 70 per cento dei cancri della cervice. Tuttavia l'HPV è assai comune e lo si può trovare in circa l’80 per cento degli individui dì ambo i sessi. In qualche momento la maggior parte di noi ha avuto il virus HPV, ma non ne abbiamo risentito né siamo morti a causa di carcinoma cervicale. Nel 2000 il tasso di mortalità dovuto a tale affezione ammontava a 3,3 donne ogni 100.000 negli USA e a quattro donne ogni 100.000 in Australia.
Il National Cancer lnstitute degli USA sostiene che il rapporto di causalità diretta non è stato dimostrato. Da uno studio controllato su donne accoppiate in base all'età è emerso che il 67 per cento di quelle affette da cancro cervicale e il 43 per cento di quelle non affette sono risultate positive all'HPV; questi cancri vengono rilevati solo da 20 a 50 anni dopo l'infezione.
Quindi cosa sta accadendo? Il virus provoca il cancro cervicale?
In Vaccine Madness Nicholas Regush ha scritto: "Nel 1992 furono sollevate obiezioni - mosse dai biologi molecolari della University of California di Berkeley Peter Duesberg e Jody Schwartz - alla sempre più arroccata teoria dominante secondo la quale l'HPV provoca il cancro cervicale.
Fra le varie argomentazioni sollevate dagli studiosi in merito all'accettazione dell'HPV come causa del cancro cervicale vi era la loro fondamentale preoccupazione inerente alla mancanza di coerenti sequenze di DNA dell'HPV e coerente espressione genetica dell'HPV nei tumori positivi all'HPV stesso. Al contrario, essi indicarono che “rare anomalie cromosomiche spontanee o indotte chimicamente, osservate coerentemente nei cancri della cervice DNA-HPV negativi e positivi, inducono il carcinoma cervicale". In sintesi, Duesberg e Schwartz puntavano alla possibilità che "invece che l'HPV, i principali responsabili di un'anomala proliferazione cellulare potrebbero essere agenti cancerogeni".
Ecco il punto cruciale: "Dato che le cellule che proliferano [cellule cancerose che si dividono in modo selvaggio] sarebbero maggiormente sensibili all'infezione rispetto alle cellule quiescenti, i virus sarebbero soltanto degli indicatori di proliferazione anomala piuttosto che la loro causa."
In che modo siamo dunque giunti alla conclusione che il papilloma virus umano provoca il cancro della cervice?
Gli scienziati ritengono che i cancri siano per 1'80 per cento collegati all'uso di tabacco, a quello che beviamo e mangiamo o, in misura minore, all'esposizione a radiazioni o agenti cancerogeni presenti nell'ambiente e sul posto di lavoro.
Forse la verità è che sono agenti cancerogeni, e non virus, a provocare la proliferazione cellulare.
Ci si augura ed aspetta che il vaccino contro il cancro cervicale Gardasil sia stato adeguatamente testato e che la sua somministrazione tramite iniezione alle ragazze, e magari ai ragazzi, sia sicura. Tuttavia, secondo la Alliance for Human Research Production (AHRP), le cose non stanno affatto in questi termini:
la AHRP sostiene che nelle prove cliniche il vaccino non si è dimostrato sicuro né efficace.
Il fatto è che la Food and Drug Administration USA (FDA – Ente statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico –, ndt) ha consentito alla Merck (produttrice del vaccino, ndt) di usare, invece di un placebo a soluzione salina non reattiva, un placebo contenente alluminio potenzialmente reattivo come controllo per la maggior parte dei partecipanti alla prova. Il suddetto placebo a base di alluminio viene utilizzato in quanto in una prova clinica può accrescere artificialmente la falsa impressione di sicurezza di un farmaco o vaccino sperimentale.
Per di più, il vaccino Gardasil contiene 225mcg di alluminio; sappiamo che i coadiuvanti all'alluminio nei vaccini possono permettere all'alluminio di penetrare nel cervello e di provocare infiammazione nel punto dell'iniezione, determinando affaticamento e dolori cronici alle giunture e ai muscoli. Circa il 60 per cento di coloro cui è stato somministrato il Gardasil o il placebo all'alluminio ha sofferto di effetti collaterali quali mal di testa, febbre, nausea, vertigini, vomito, diarrea e mialgia, tuttavia coloro che hanno ricevuto il Gardasil hanno manifestato effetti collaterali più gravi quali mal di testa, gastroenterite, appendicite, disturbi infiammatori pelvici, asma, broncospasmi ed artrite.
Quindi, dato che il carcinoma cervicale provoca circa l'uno per cento di tutti i decessi da cancro nelle donne e che il rapporto di causalità è dubbio, per non parlare della mancanza di sicurezza manifestatasi nelle prove dei vaccini, dobbiamo domandarci per quale motivo i genitori vengano sollecitati a far vaccinare le proprie figlie con il Gardasil.
La ovvia risposta è che dal successo del Gardasil dipendono molte cose. Si prevede che il Gardasil possa rappresentare la più importante fonte di introiti della Merck, con vendite previste nell'ordine di almeno 2 miliardi di dollari; si tratta di introiti di cui la Merck, dopo gli scandali legati al Vioxx, ha disperatamente bisogno.
Per raggiungere tale scopo, il vaccino Gardasil verrà richiesto come prerequisito per l'ammissione a scuola.
(Fonte: di Helen Lobato, hlobato@dodo.com.au; http://www.informyourself.com.au)
tratto da “Nexus” n°66, edizione italiana di Nexus Magazine
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Comicomix vara una nuova iniziativa per sostenere la Lotta al Neuroblastoma (un tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età pediatrica)
L'iniziativa si chiama Un sorriso lungo un anno, ed è rivolta a tutti i bloggers e in generale agli amici del web.

L'inizativa è semplice.
Chiunque lo desideri, nel corso del 2008 può fare un post dedicato al tema del sorriso. Il sorriso come forma di relazione, verso gli altri, verso chi si ama, o semplicemente verso il prossimo. Non il sorriso da cartolina, quello falso o di cortesia. Il sorriso che è sostenere senza odio le proprie idee, ma con la disponibilità ad ascoltare (e, se possibile) capire le ragioni degli altri. Prendendo spunto da una vostra vicenda personale, un fatto di cronaca, di politica, di quello che volete.
Aderire è facile.
Basta scrivere il post, segnalarcelo a questa mail, e noi lo aggiungeremo alla lista qui sotto, indicando il nome del Blog, e il link al post. Nel post basta semplicemente specificare che si aderisce a questa iniziativa, che vuole sostenere la lotta al Neuroblastoma, il tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età prescolare
Tu non dovrai fare altro!
Per ogni post segnalato, Comicomix donerà 2 euro alla Fondazione per la lotta al neuroblastoma
Comicomix pubblicherà in questa pagina tutti i post che ci verranno segnalati. Alla fine dell’anno, invieremo una donazione di importo equivalente al numero di post.
Non useremo i tuoi dati né li invieremo a nessuno. Ci servono solo per la pubblicazione sul nostro sito. Non comunicheremo a nessuno e per nessuna ragione la tua e-mail. Stai tranquillo!
Non ti va di fare un post? Aiutaci a far conoscere l'iniziativa, inserendo un banner che linka a questa pagina, che altro non è che il disegno riportato sopra.
Puoi scaricarlo qui: Preleva il banner
Se invece vuoi sostenere direttamente la Fondazione per la Lotta al Neuroblastoma, puoi farlo con un piccolo gesto
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