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AGI) - Roma, 30 ott - Se gli ogm non si vedono in etichetta allora e’ un inganno per i consumatori. E’ quanto afferma Simona Capogna dell’Esecutivo Nazionale Verdi Ambiente e Societa’ (VAS). L’Europa procede con le autorizzazioni di nuove varieta’ di Ogm.
L’ultima, di ieri, consente l’importazione per 10 anni di una nuova varieta’ di cotone geneticamente modificato (LLCotton25) brevettato dalla Bayer CropScience. A settembre la stessa azienda multinazionale aveva esultato per essere riuscita a piazzare sul mercato europeo la soia transgenica A2704-12.
Questi prodotti vengono utilizzati soprattutto negli allevamenti (mangimi) e in parte come oli per l’alimentazione umana (per prodotti fritti, prodotti da forno e snack). In pratica, -rileva la Capogna - i consumatori hanno difficolta’ a rintracciare sull’etichetta la presenza degli Ogm: la legislazione non prevede di dichiarare l’utilizzo di Ogm nell’alimentazione animale, mentre per gli altri prodotti l’obbligatorieta’ subentra solo quando l’ingrediente transgenico supera la percentuale dello 0.9%. Mentre, quindi, e’ evidente il desiderio dei cittadini di informarsi per “mangiare sano” (il 78% degli italiani, secondo l’ultima indagine dell’istituto Demopolis non desidera mangiare Ogm), assistiamo ad un’invasione del mercato di prodotti “non desiderati” e non etichettati. (AGI)
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L'Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori (l'ex Agenzia esecutiva per la sanità pubblica) è stata istituita il 1° gennaio 2005 per contribuire all'attuazione del programma UE per la sanità pubblica.
Nel 2008, il mandato dell'Agenzia è stato prolungato fino al 31 dicembre 2015 ed esteso anche agli interventi nel settore della tutela dei consumatori e della formazione per una maggiore sicurezza degli alimenti. Il nuovo mandato dell'EAHC comprende anche l'attuazione del programma per la salute, del programma per i consumatorie dell'iniziativa intitolata "Migliorare la formazione per rendere più sicuri gli alimenti".
L'Agenzia fornisce servizi professionali per l'esecuzione delle mansioni conferitele dalla Commissione europea e opera in stretta collaborazione con la direzione generale per la Salute e i Consumatori. L'EAHC gestisce i rapporti con circa 2200 beneficiari che partecipano a oltre 200 progetti nel settore della salute; essa conta circa 40 dipendenti e ha sede a Lussemburgo.
Sarà dalla parte dei consumatori... o dei grandi poli economici?... Rispota ovvia purtroppo... visto l'articolo qui sotto
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Nonostante i consumi risultino in crescita dal primo gennaio 2009 scatta l'allarme contaminazione da organismi geneticamente controllati (Ogm) per il biologico italiano con il rischio di una inversione di tendenza per quanto riguarda la vendita.
A partire da gennaio, infatti, sarà ammessa la contaminazione con Ogm in percentuale dello 0,9% senza che ciò venga indicato nella etichettatura sulla base di quanto previsto dal regolamento CE 834/2007.
Per la Coldiretti significherebbe una perdita sul mercato nazionale di oltre 1 miliardo di euro.
Fonte: T. Rai
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commenti Roma, 12 set. (Adnkronos Salute) - L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) "tutela gli interessi della grande industria, ma dimentica i consumatori". A lanciare l'accusa è Francesco Ferrante, della segreteria nazionale di Legambiente, a margine della conferenza stampa, oggi a Roma, in cui è stato presentato il quinto Rapporto sulla sicurezza alimentare 'Italia a tavola oggi'.
Fulmini e saette per l'Authority alimentare che ha sede a Parma: "ci siamo tanto battuti tanto per averla in Italia - ricorda Ferrante - ma se avessero scelto Helsinky come sede del centro non sarebbe cambiato proprio nulla". E così anche le armi da playboy usate dal premier Silvio Berlusconi per convincere la presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciare all'Italia la nuova istituzione europea - battuta del presidente del consiglio che sollevò malumori e polemiche della Finlandia - "si sarebbero rivelate del tutto vane", ironizza Ferrante. "Non ricordo un solo atto - sottolinea l'esponente di Legambiente - in cui l'Efsa abbia detto che un prodotto è pericoloso, sollevando così l'attenzione dei consumatori. Al contrario, ha addirittura dato il suo via libera a carni e latte provenienti da animali clonati, e in questo è stata smentita dallo stesso Europarlamento".
Sostanzialmente d'accordo Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino, che all'accusa lanciata da Ferrante ne aggiunge un'altra: "Manca del tutto - fa notare - un'agenzia alimentare italiana, nonostante la nostra invidiabile cultura in materia".
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Ansa - ROMA - La tavola ed il piatto degli italiani sono sempre più a rischio 'frode': cibi contraffatti e prodotti con ingredienti avariati, di bassa qualità o surrogati; alimenti ogm commercializzati illegalmente e derrate che, invece di finire alla mensa di maiali e mucche, perché destinate appunto all'alimentazione animale, arrivano direttamente nelle cucine. E' allarme rosso per le sofisticazioni alimentari, tanto che nei soli primi otto mesi del 2008 le infrazioni sono aumentate del 15%, con un totale di sequestri di cibi e bevande per 121 milioni di euro.
A riaccendere i riflettori sul fenomeno, dopo il recente caso del formaggio grattuggiato avariato, sono i Carabinieri per la tutela della salute (Nas), che oggi hanno siglato un accordo di collaborazione con la Coldiretti proprio per intensificare la lotta contro le frodi a tavola. Questo fenomeno, ha avvertito il presidente Coldiretti Sergio Marini, "rappresenta l'attacco più forte e dannoso al made in Italy agroalimentare, una mina vagante che può uccidere i nostri prodotti di qualità. Fondamentale - ha aggiunto - è innanzitutto rafforzare i controlli alle dogane, perché molti prodotti contraffatti o ogm arrivano da paesi extracomunitari".
E chi "avvelena i cittadini con prodotti contraffatti - ha affermato il Comandante dei Nas Saverio Cotticelli - è un vero criminale". In Italia, ha spiegato, "sono previste sanzioni penali e amministrative ma il problema è che i contraffattori possono reiterare il reato all'estero. Per questo stiamo studiando misure interdittive a livello europeo, per impedire che chi compie questi reati possa reiterarli aprendo magari aziende con altro nome all'estero".
- DOPO OLIO E VINO FALSI ANCHE CEREALI 'PER ANIMALI': Non solo olio di oliva alla clorofilla, formaggi e insaccati con ingredienti avariati, vino contraffatto e false carni e prosciutti di marca. Ora il rischio è anche quello di cereali ogm (provenienti da paesi extracomunitari) o 'per animali', ovvero di scarto e per questo destinati all'alimentazione di bovini e suini e che, invece, vengono confezionati di tutto punto per arrivare sulle tavole di tutta Italia. Nei soli primi otto mesi dell'anno, con 16.804 ispezioni effettuate dai Nas sono state sequestrate derrate alimentari e bevande per 17,2 milioni di confezioni e per 30 mila tonnellate di prodotti allo stato sfuso, con l'arresto di 48 persone e sequestri di cibo e bevande per un valore di oltre 121 milioni di euro.
- 'FALSI D'AUTORE' MA IL PREZZO E' CAMPANELLO D'ALLARME: Il problema, avvertono Nas e Coldiretti, è che per i consumatori é il più delle volte difficile accorgersi del fatto che un prodotto è contraffatto. Ma almeno due campanelli d'allarme cui prestare attenzione, afferma Cotticelli, ci sono: "I prezzi troppo bassi e le etichette poco chiare. Due condizioni dinanzi alle quali diffidare subito mentre, se si hanno sospetti concreti che un alimento sia contraffatto - è l'invito - segnalarlo subito i Carabinieri che interverranno tempestivamente, anche al domicilio del cittadino".
- NUTRIZIONISTA, IL CONSIGLIO E' VARIARE MOLTO: Il rischio maggiore per la salute, afferma il nutrizionista Carlo Cannella, è rappresentato dall'utilizzo nei cibi di sostanze avariate o chimiche non autorizzate. Nell'incertezza, e data la difficoltà di riconoscere i prodotti contraffatti, il consiglio, sottolinea l'esperto, "é di variare il più possibile i cibi e le marche che si acquistano per non consumare per un periodo troppo lungo lo stesso tipo di prodotto". Ed ancora: "Diffidare di marche sconosciute o troppo low-cost, puntando a marchi di qualità soprattutto per quanto riguarda l'alimentazione dei bambini".
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La Commissione europea ha autorizzato l'immissione sul mercato Ue della soia geneticamente modificata denominata A2704-12 e destinata all'alimentazione soprattutto animale. L'autorizzazione riguarda l'importazione e la trasformazione e non la coltivazione sul suolo europeo.
La soia A2704-12, dopo aver ricevuto una valutazione dei rischi favorevole da parte dell'Essa (Autorità europea di sicurezza alimentare che ha sede a Parma), non aveva ottenuto la maggioranza qualificata a favore (ma neanche una bocciatura) dell'autorizzazione da parte degli Stati membri, nè nei comitati di regolamentazione, nè nel Consiglio dei ministri Ue, durante la sua riunione del 15 luglio scorso. A questo punto, secondo le procedure comunitarie per l'approvazione dei nuovi Ogm, la Commissione aveva il potere di decidere l'approvazione da sola, senza più consultare gli Stati membri.
L'autorizzazione sarà valida per dieci anni, e comporta l'etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti prodotti dall'Ogm in questione, che lo contengano o che ne contengano tracce oltre lo 0,9%. L'approvazione di questa varietà di soia faciliterà, per la Commissione europea, la gestione di un problema sorto negli ultimi mesi e riguardante la possibile contaminazione dei mangimi transgenici per animali importati nell'Ue con Ogm coltivati nei Paesi d'origine (soprattutto in America) ma non ancora autorizzati nell'Ue. Finora, la Commissione aveva pensato di rivedere le regole attuali, che prevedono la tolleranza zero per qualunque contaminazione da Ogm non autorizzati. Ora, invece, si potrà forse evitare questa revisione, una proposta che aveva già sollevato molte controversie e la forte opposizione dei gruppi ambientalisti e di tutela dei consumatori.
È un no secco quello che la Cia-Confederazione italiana coltivatori oppone alla decisione dell'Ue di dare il via libera all'immissione sul mercato Ue della soia geneticamente modificata denominata A2704-12 e destinata all'alimentazione soprattutto animale. Per l'organizzazione agricola, si tratta di «un'altra sconfitta per l'Europa, per i suoi produttori agricoli, per i suoi consumatori». Secondo i rappresenatanti dei produttori agricoli, la decisione della Commissione Ue «non ha un carattere democratico» e «non tiene conto delle indicazioni che vengono da istituzioni importanti come il Parlamento europeo». Oltre a tutto questo, la Cia sottolinea che misure del genere «vanno contro le aspettative dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche, e disorienta gli stessi agricoltori, alimentando un clima di incertezza e di confusione in ambito Ue su un problema molto sentito come quello degli Ogm».
Legambiente parla di «grande favore agli Stati Uniti e alle multinazionali del Biotech» dopo il via libera alla soia transgenica della Bayer (la A2704-12) per scongiurare il rischio di scarsità di mangimi per l'allevamento zootecnico in Europa. «L'unica certezza - scrive l'associazione - è la volontà di spalancare le porte agli Ogm in Europa. Non ha alcun senso, infatti, questa autorizzazione». La crisi alimentare degli animali «si scongiura autorizzando gli Stati europei a produrre autonomamente e nella maniera più consona al proprio contesto le varietà necessarie al proprio sistema agroalimentare».
La soia transgenica è destinata principalmente all'alimentazione animale, ma «finirà inesorabilmente nei prodotti per l'alimentazione umana - afferma Legambiente - grazie alla mancata adozione di misure specifiche per scongiurare la contaminazione».
«I consumatori italiani e europei - conclude Legambiente - continuano ad opporsi agli ogm, il Parlamento europeo, dall'alto della sua autorità, si è recentemente espresso contro la clonazione animale per fini alimentari, eppure la Commissione apre alla commercializzazione di una soia transgenica di cui l'Europa non ha alcun bisogno e che mette seriamente a rischio le nostre produzioni agroalimentari tipiche e di qualità».
«È grave che la Commissione Europea continui ad approvare prodotti geneticamente modificati contro la volontà dei cittadini Ue, che più volte si sono espressi contro gli Ogm». Così la Fondazione Diritti Genetici commenta in una nota il via libera di Bruxelles alla soia ogm. «L'argomento della scarsità di alimenti per la zootecnia con cui la Commissione ha motivato la propria decisione, non regge - affermano dalla Fondazione -. Se l'Europa, la più grande area di consumo del pianeta, non è in grado di orientare le scelte del mercato in armonia con il volere dei propri cittadini-consumatori, è meglio che i suoi funzionari cambino mestiere».
da l'Unità
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commenti (Vada per la carne.... ma sugli ogm non sono convinta, ancora non sappiamo glia effetti che avranno sul nostro oeganismo e sull'equilibrio ambientale in futuro)
(AGI) - Milano, 11 lug. - Acqua e cibo, e un'apertura verso gli ogm per risolvere il problema della crisi alimentare. "La genetica - spiega Umberto Veronesi - applicata alla produzione agricola puo' aiutare a risolvere l'emergenza". Saranno questi gli argomenti chiave della Quarta conferenza mondiale sul futuro della scienza, che si terra' a Venezia dal 24 al 27 settembre. Il programma e' stato presentato a Milano dal presidente della Conferenza Umberto Veronesi, da Chiara Tonelli, segretario generale, e da Dario Casati, membro del Comitato di programma. I temi su cui discutere partono da un problema fondamentale, come assicurare il cibo per tutti in una situazione di boom demografico, aumento dei prezzi e spinta dei consumi nei paesi emergenti. "Possiamo contrastare l'ingiustizia alimentare - continua Veronesi - utilizzando da subito le conoscenze della scienza e assumendo un comportamento alimentare piu' responsabile. Non e' vera l'equazione ogm - scarsa qualita', spesso e' l'opposto. La genetica puo' garantire la qualita' e salvare specie che stanno sparendo rendendole resistenti ai virus. La cosa piu' ragionevole e' accelerare con la genetica, che puo' risolvere in pochi minuti quello che gli agricoltori ottenevano con gli anni". Un grosso passo avanti, secondo i relatori, sarebbe ridurre i consumi di carne. I dati presentati parlano di 15mila litri d'acqua necessari per produrre 1 kg di carne bovina, con il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo che vengono usati per nutrire i circa 3 miliardi di animali d'allevamento.
Altro problema al centro dei lavori della conferenza saranno le risorse idriche, usate per il 70% per usi agricoli con il 1,4 miliardi di persone che non hanno acqua potabile a sufficienza.
"La ricerca sta gia' sperimentando piante resistenti alla siccita' - spiega Chiara Tonelli, docente di genetica all'Universita' degli studi di Milano - e alle malattie, adatte a terreni aridi e salini, e anche nuove piante che permettano incrementi si produttivita' rispettando i criteri di sicurezza e i valori nutritivi". Alla conferenza di Venezia parteciperanno economisti, politici e scienziati di tutto il mondo. Fra gli altri Shirin Ebadi, iraniana premio Nobel per la pace nel 2003, e Rita Levi Montalcini. (AGI)
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commenti Questo tipo di impianto consente di produrre energia in luoghi dove il vento è a carattere sporadico Integrando la produzione solare durante le ore diurne e in caso di vento dall’eolico anche nelle ore notturne; questo tipo di impianto consente un notevole risparmio economico rispetto a un impianto totalmente solare, garantendo un buon funzionamento anche in caso di cielo nuvoloso o coperto; estremamente importane è pero il corretto dimensionamento dell’ impianto non solo per garantirne il funzionamento ma anche per ottenere un costo corretto e non eccessivo.
http://www.kruberh.it/impianti_ibridi_solari_fotovoltaici_per_casa_o_altre_applicazioni.htm
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commenti (2)Roma, 9 giu (Velino) - Emergenza climatica e geopolitica dell’energia e aumento dei profughi ambientali a livello internazionale. Spreco idrico, incuria del territorio e crescita della mobilità “insostenibile” per quanto riguarda l’Italia. È la fotografia scattata dal Rapporto sui diritti globali 2008 presentato oggi per quanto riguarda il settore ambiente e beni comuni dal titolo “Rivoluzione verde od olocausto ambientale”.
EMERGENZA CLIMATICA E GEOPOLITICA ENERGIA – “L’uso delle risorse, in primo luogo quelle energetiche - spiega il rapporto -, è sempre più al centro della geopolitica. L’emergenza climatica rischia di tramutarsi in un’eredità devastante per le prossime generazioni. Come ormai afferma la gran parte della comunità scientifica internazionale, basti pensare al Rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), il nesso diretto tra cambiamenti climatici e modello energetico è pressoché una certezza. Basterebbe questo per porre al centro delle politiche internazionali, nazionali e locali la conversione ecologica dei sistemi energetici e dell’intera economia. Un obiettivo che è nello stesso tempo un impegno politico e morale: diffondere il benessere su scala planetaria, evitando una deflagrante contesa per il controllo delle risorse. La poderosa crescita dei consumi energetici (il 22 per cento solo negli ultimi 10 anni), trascinata dallo sviluppo economico dei Paesi asiatici, determina infatti una crescente competizione sulle energie fossili. Al di là dei limiti fisici di queste risorse, è la disponibilità e la garanzia degli approvvigionamenti che sta già determinando forti tensioni e conflitti. Se i sistemi energetici resteranno così largamente dipendenti dalle fonti fossili, il rischio di una guerra mondiale più o meno strisciante per l’energia diventerà realtà. Anche i temi della povertà e dell’equità sono strettamente connessi agli effetti dei mutamenti climatici e alle azioni che i singoli governi e la comunità internazionale devono intraprendere per rallentarne, e in prospettiva fermarne, i tragici effetti sugli ecosistemi e sull’umanità. Il global warming mette e metterà a dura prova la possibilità per tutti gli Stati di far fronte a tragedie di enorme portata, aree più ricche del mondo comprese. Ma la maggior sofferenza e i più grandi pericoli sono per i Paesi più poveri e vulnerabili, dove siccità, desertificazione e alluvioni faranno sempre di più crescere fame, povertà, malattie e guerre”. (segue)
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commenti La carne clonata in Europa è ancora in stand by, ma vitelli nati da mucche clonate sono già stati messi in vendita in Inghilterra.
La nonna dei vitelli inglesi era una mucca da latte "normale" in America. Da un suo orecchio sono state prelevate cellule che hanno consentito di ottenere un'altra mucca con identico patrimonio genetico.
Questa seconda mucca - la fotocopia, diciamo - è stata sottoposta a fecondazione artificiale.
Gli embrioni sono stati prelevati ed impiantati in madri surrogate in Inghilterra.
Ne sono nati otto vitelli, due dei quali sono stati messi in vendita - e poi ritirati - all'inizio dell'anno.
Negli Stati Uniti la carne clonata ha ricevuto il vialibera. In Europa c'è stato il parere favorevole dell'Efsa - l'autorità per la sicurezza alimentare - secondo la quale la carne clonata ha le medesime proprietà della carne "normale".
Poi è scattato il semaforo rosso dell'Ege, European Group on Ethics. Ha sottolineato che non c'è alcuna necessità di clonare animali, e che la procedura provoca loro sofferenze.
Per decidere se consentire o no la carne clonata, la Commissione Europea attende la conclusione di un sondaggio sugli umori popolari.
Luca Bernardini - da sloweb.slowfood.it
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commenti Le coltivazioni Ogm nel mondo non solo non hanno risolto il problema della fame, ma hanno anche aggravato la dipendenza economica dall'estero di molti Paesi in via di Sviluppo. E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alla diffusione di prodotti agricoli geneticamente modificati (Ogm) in riferimento all'emergenza cibo.
“Non si può usare demagogicamente il problema terribile della fame nel mondo per avallare operazioni commerciali di rilancio delle coltivazioni Ogm. Ad oggi, con la tecnologia disponibile, non risolvono il problema dell'alimentazione. Lo dimostra il fatto - ha precisato Marini - che nel resto del mondo, ove non ci sono norme restrittive alla coltivazione, sono stati introdotti in pochi Paesi. Nei Paesi poveri che speravano di risolvere le proprie difficoltà l'effetto misurato è stato in realtà l'aumento della fame e della dipendenza economica”.
Nel mondo ci sono 854 milioni di persone che soffrono la fame, un numero che non è mai calato dal 1990-1992 anche - ha sottolineato Marini - se sono aumentate le superfici coltivate con organismi geneticamente modificati (Ogm) che ammontano ora a 114 milioni di ettari in 23 paesi.
La diffusione di queste coltivazioni Ogm nei paesi poveri - ha continua Marini - si concentra peraltro sopratutto su produzioni destinate all'esportazione che non riforniscono il mercato interno dove lasciano una situazione aggravata dalla perdita di varietà locali e in generale della biodiversità.
Peraltro, una recente ricerca dell'Università del Kansas realizzata dal Professor Barney Gordon del dipartimento di agronomia ha dimostrato dopo tre anni di sperimentazione che – riferisce la Coldiretti - la soia geneticamente modificata per resistere al diserbante roundup, produce il 10 per cento in meno rispetto a quella convenzionale, evidenziando così la minore produttività del prodotto Ogm anche nei paesi sviluppati.
“E' questa una ragione in piu' per rispettare in Europa il principio della precauzione nei confronti dei consumatori che mostrano una forte opposizione agli Ogm in agricoltura” ha concluso il presidente della Coldiretti nel sottolineare che “lo dimostra il fatto che il 67 per cento dei cittadini italiani e il 63 per cento di quelli europei che esprimono una opinione ritengono che i prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente Modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali sulla base dei risultati dell'Indagine COLDIRETTI-SWG “Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione.
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